Per storia del lesbismo si intende la storia dell'identità lesbica e del lesbismo nel corso dei secoli.

Nella storia originale Antica Mesopotamia Nonostante la scarsità di documentazione disponibile, le prime tracce scritte sul lesbismo sono state rinvenute in Mesopotamia, e si possono far risalire al monumentale Codice di Hammurabi (1792 a.C. circa), che cita la figura della salzikrum, la donna-uomo (donna travestita da uomo), che poteva contrarre liberamente matrimonio con altre donne. Addirittura, sembra che in Mesopotamia vigesse la pratica del sal-nu-bar, rivolta alle donne che volevano sposarsi ma non avere figli, e a cui era permesso di "portare a casa un'altra donna con cui stare".

La storica Judy Grahn ha messo in luce l'omosessualità presente negli inni ad Inanna scritti da Enheduanna (2300 a.C. circa).

Inoltre, in un antico testo assiro viene narrata la vicenda di due donne, Ewanika e Adi-matum, che stipularono un vero e proprio contratto di fidanzamento per poter crescere assieme la figlia adottiva.

Antico Egitto L'omosessualità femminile nell'Antico Egitto, secondo le testimonianze, era ampiamente accettata, quanto quella maschile. Inoltre, è risaputo che le sacerdotesse del Monastero Bianco (situato nell'Alto Egitto) avessero rapporti omoerotici.

Nei papiri del Nuovo Regno sono raffigurati banchetti di sole donne, che parlano e danzano spesso nude o con abiti succinti.

Però il periodo in cui sono stati ritrovati più documenti sul lesbismo è l'Egitto romano: infatti in tali papiri sono narrate le vicende di alcune donne che lanciavano incantesimi d'amore alle altre donne per farle innamorare di loro. Ad esempio, emergono le vicende di Herais, che lanciò un incantesimo d'amore su tale Sarapias, e di Sophia con Gorgonia:

La prima edizione di tali papiri sarebbe stata pubblicata solo dal 1966 in poi, essendo prima stati considerati "scandalosi".

Antica Grecia Tra il VII e il VI secolo a.C. la celeberrima poetessa greca Saffo, nativa dell'isola di Lesbo, celebrò il suo amore per le donne e i rapporti omoerotici che intercorrevano tra lei e le sue allieve nella scuola femminile del tiaso. È proprio da lei che hanno avuto origine i termini lesbico e saffico, sebbene in realtà Saffo non praticasse soltanto l'omosessualità, ma avesse contratto anche matrimonio con un uomo.

Ancora nel VI secolo a.C., nelle sue Vite parallele Plutarco ricorda che a Sparta diverse donne trovavano l'amore tra le braccia di altre donne. Più tardi, nel 160 a.C. Luciano di Samosata presenta, senza alcuna simpatia, le “donne mascoline”. Le hetairistriai, di cui parla Platone nel Simposio, diventano nel greco classico le tribadi (dal greco trìbein τρίβειν, "sfregare"). Contemporaneamente (150 a.C.), il letterato di origine ebraica residente in Grecia Rabbi Eleazar sancisce l'"oscenità dei rapporti tra donne".

Impero romano Nel mondo romano le lesbiche vengono indicate coi termini "fricatrix" (dal latino, significa fricare, sfregare) e "virago" (dal latino vir, significa mascolina).

Famosa, nel libro IX delle Metamorfosi di Publio Ovidio Nasone la storia di Ifide, fanciulla allevata come fosse un ragazzo, che si innamora della bella Iante.Daniela Danna, Amiche, compagne, amanti. Storia dell'amore tra donne, UNI Service, 2004, ISBN 978-88-88859-01-9, pag. 48 . Quando la madre rimane incinta, il marito dichiara che farà uccidere il bambino se si tratta di una femmina; la donna tenta allora di nascondere il suo sesso dandole un nome che è di genere ambiguo: Ifi. Quando il "figlio" compie tredici anni, il padre sceglie una fanciulla dai capelli d'oro di nome Ianthe come sposa del "ragazzo". L'amore delle due giovinette viene descritto con simpatia: Tuttavia, come il matrimonio si avvicina sempre di più, Ifi indietreggia, chiamando il suo desiderio "mostruoso e inaudito": la dea Iside ascolta i gemiti disperati della ragazza, ne prova pena e benevolmente la trasforma in un maschio.

Riferimenti all'amore tra donne sono sparsi anche nell'opera del favolista latino Fedro, che ha tentato di spiegare il lesbismo attraverso un mito da lui stesso inventato: Prometeo, tornando a casa ubriaco da una festa, aveva erroneamente attribuito un genere maschile ad alcuni corpi femminili: "cosicché ora godono di un piacere perverso".Sexual diversity and Catholicism: toward the development of moral theology By Patricia Beattie Jung, Joseph Andrew Coray.

È abbastanza chiaro che durante l'antichità, soprattutto nell'impero romano la pederastia e il lesbismo non sono stati tenuti in egual buona luce: Seneca il vecchio parla di un marito che ha ucciso la moglie sorpresa a letto con un'amante-donna, lasciando implicitamente a intendere che il "crimine" commesso dall'adultera era peggiore di quello avvenuto tra un maschio e una femmina.

Un altro esempio della visione del mondo riguardante il ruolo di genere sessuale nei tempi antichi ci viene documentato da Luciano di Samosata nel suo "Dialogo delle cortigiane": qui Megilla rinomina sé stessa Megillo, poi sposa una certa Demonassa di Corinto. Viene sottolineato che Megillo proviene da Lesbo. La sua amica Lena commenta: "Dicono che ci sono donne così a Lesbo, con facce come gli uomini, e che rifiutano categoricamente di sposarsi con gli uomini, ma solo con le donne, come se esse stesse fossero uomini". Megillo infine giunge a sedurre la stessa Lena, la qual però sente che l'esperienza è stata troppo disgustosa per poterla descrivere in dettaglio.

In un altro dialogo, sempre attribuito a Luciano, due uomini discutono su qual sia la forma migliore d'amore, quella verso le donne o quella nei confronti dei ragazzi, il tutto partendo sempre da una prospettiva maschile e non tenendo in alcuna considerazione l'eventuale scelta o preferenza della donna, finendo così col relegare il lesbismo a concetto impensabile.Homosexuality in Greece and Rome: a sourcebook of basic documents By Thomas K. Hubbard.

Il poeta latino Marco Valerio Marziale teorizzava che le lesbiche avessero una clitoride ipertrofica, mentre Decimo Giunio Giovenale, celebre per la sua misoginia, lamenta che la castità antica non esista più, e che le donne vadano oramai "cavalcandosi reciprocamente".Daniela Danna, Amiche, compagne, amanti. Storia dell'amore tra donne, UNI Service, 2004, ISBN 978-88-88859-01-9, pag. 46

Età paleocristiana In uno degli apocrifi del Nuovo Testamento, lApocalisse di Pietro viene assunto come connotati negativi zolfo pieno di fuoco come nei soggetti che cambiano identità di genere e sessuale come i transessuali e viene stabilita l'assoluta punizione e persecuzione destinata a tutti gli omosessuali, maschi e femmine, nella zona più profonda dell'Inferno: "uomini e donne venivano scaraventati giù da un'alta rupe, caduti in fondo dovevano subito dopo risalire in cima, e non vi era mai alcun riposo da questo tormento. Questi uomini erano coloro che avevano contaminato i propri corpi comportandosi come fossero donne; le donne che erano con loro erano quelle che giacevano l'una con l'altra come fossero marito e moglie".

Giamblico (245–325) nei Babyloniaca ridicolizza Philaenis, un'atleta descritta mentre fa la lotta nel fango, beve e mangia come un maiale e sodomizza fanciulli con la sua enorme clitoride; nello stesso testo viene anche descritta una principessa egiziana di nome Berenice che ama e sposa un'altra donna: l'autore afferma che un tale amore è "selvaggio e senza legge".

Antica Cina In Cina vi è stata tradizionalmente una certa tolleranza nei confronti del lesbismo, uno dei motivi principali viene dato dal fatto che le donne forniscono - all'interno della coppia - lo Ying (sostanza energetica necessaria per il fisico futuro figlio), ne deriva quindi che anche la masturbazione femminile secondo questa linea di pensiero si riduce ad un atto del tutto innocuo per il nascituro.

Alcuni storici come ad esempio John Boswell hanno scoperto certi elementi che denotano l'esistenza di rapporti omosessuali femminili, uno di questi è contenuto nelle parole di Ying Shao (140-206): "Quando due donne si relazionano tra loro come fossero marito e moglie, una tal relazione è chiamata dui shi".Boswell, John. "Cristianesimo, tolleranza, omosessualità" Muchnik Editores, Barcelona, España. Trad. Marco Aurelio Galmarini. ISBN 84-7669-172-6

Medioevo È con il diffondersi del Cristianesimo, che si arriva a una vera e propria condanna del "vizio" dell'amore tra donne, nonché di qualsiasi altro tipo di amore non eterosessuale. Gli unici riferimenti medioevali a pratiche lesbiche si rinvengono in riferimento a condanne, eresia, processi per stregoneria, eccetera. Secondo San Tommaso d'Aquino la copula tra donna e donna è un "atto contro natura".

Nel Concilio di Rouen del 1214 fu proibito alle suore di dividere lo stesso letto, pratica comune all'epoca per ovviare alle carenze del riscaldamento, ma ritenuta evidentemente "pericolosa".

Il Seicento e Settecento Alla fine del XVI secolo Pierre de Bourdeille, abate di Brântome, nel suo libro Les dames galantes traccia un colorito affresco dell'amore "donna con donna", secondo l'autore reso di moda in Francia dalla regina Caterina de' Medici.

La regina di Francia Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena venne accusata di omosessualità in numerosi pamphlets pre-rivoluzionari, da prendersi tuttavia col beneficio del dubbio in quanto da inserirsi all'interno di una più ampio e sistematico discredito operato all'epoca dai detrattori della regina. È pur vero però che Pidansat de Mairobert, autore a lei coevo, nello stesso periodo non disdegnava di scrivere e pubblicare il suo lavoro più noto, L'espion anglais dove si narra, peraltro, anche di una storia surreale di lesbismo settario.

Il Pidansat attinse a quanto ebbe modo di vedere in prima persona nella libertina corte francese, dove, seppure di nascosto, non erano infrequenti amplessi tra cortigiane. All'esterno, però, nulla doveva trapelare, poiché l'omosessualità restava una condotta biasimevole, come lo stesso Pidansat ebbe poi modo di constatare a proprie spese. Lady Eleanor Butler (1739-1829) e Sarah Ponsonby (1754-1831), le cosiddette "Signore di Llangollen" (Ladies of Llangollen), divennero famose per essere fuggite a vivere insieme, travestite da uomini. Intrattennero rapporti con letterati dell'epoca, e ottennero un vitalizio reale.

Il XIX secolo Nel XIX secolo la nascente psicologia e la sessuologia studiarono diffusamente il lesbismo, che venne considerato una perversione patologica, come la pedofilia o il sadomasochismo. È nell'Ottocento che si diffonde lo stereotipo delle donne mascoline, le "invertite" che, per nascita, non erano capaci di essere donne a tutti gli effetti. Lo stesso Freud, pur non classificando l'omosessualità maschile e femminile come una vera e propria patologia, l'identifica come un comportamento deviante, causato dall'arresto del corretto processo evolutivo della libido.

Parent-Duchatelet, medico parigino, indica come causa del tribadismo l'eccessiva libido e la dimora forzata in carceri.

Il XX secolo

Nel 1901 fu celebrato a Dumbría, un piccolo paese spagnolo della Galizia, il primo matrimonio lesbico nella storia contemporanea. Il rito (tra Marcela Gracia ed Elisa Sanchez) poté concretizzarsi solo mediante un inganno: Marcela infatti si travestì da uomo e si finse Mario, presunto cugino di Marcela, che, tramite documenti falsificati, sposò Elisa. Il prete fu tratto in inganno e con lui anche i funzionari dell'anagrafe. Tuttavia, dopo appena due mesi, la truffa commessa dalla coppia lesbica uscì allo scoperto: Marcela ed Elisa finirono perseguitate e fuggirono prima in Portogallo e poi a Buenos Aires, ove si persero le loro tracce.