Piazza Venezia è una celebre piazza di Roma. È situata ai piedi del Campidoglio, dove si incrociano cinque fra le più importanti strade della capitale, cosa che la rende un fondamentale punto di riferimento cittadino: via del Corso, via dei Fori Imperiali, via del Teatro di Marcello, l'asse via C. Battisti-via IV novembre-via Nazionale e l'asse via del Plebiscito-corso Vittorio. Originariamente di dimensioni più limitate, deve l'aspetto attuale a un ampliamento progettato da Giuseppe Sacconi e realizzato nel 1911, che la rese simmetrica rispetto a via del Corso e all'Altare della Patria, appena inaugurato.

È dominata da due tra i più importanti monumenti di Roma: Palazzo Venezia, uno dei più importanti esempi dell'architettura civile del primo Rinascimento romano, e l'Altare della Patria, che accoglie la sepoltura del milite ignoto ed è uno dei simboli patri italiani, architettonicamente e artisticamente incentrato sul Risorgimento. Per la presenza dell'Altare della Patria, la piazza ogni anno fa da sfondo ad importanti celebrazioni nazionali: l'Anniversario della liberazione d'Italia (25 aprile), la Festa della Repubblica Italiana (2 giugno) e la Giornata dell'Unità nazionale e delle Forze armate (4 novembre).

Descrizione

La piazza è dominata dal Vittoriano, uno dei simboli patri italiani; vi si affacciano tre palazzi monumentali, di cui il più antico è il quattrocentesco Palazzo Venezia, che dà il nome alla piazza e che è sede dell'omonimo museo nazionale. Gli altri palazzi sono il secentesco Palazzo Bonaparte e il Palazzo delle Assicurazioni Generali, costruito nei primi anni del Novecento.

Su piazza Venezia si incontrano i confini di tre rioni: ad ovest di essa si estende il rione Pigna, ad est il rione Trevi e a sud il rione Campitelli.

Le cinque importanti strade che si dipartono da piazza Venezia ne fanno un nodo fondamentale del tessuto urbano. La più antica è la centralissima via del Corso, che collega la piazza con la zona settentrionale della capitale. Il tracciato di via del Corso risale al 220 a.C. e ricalca quello della via Lata, tratto urbano della via Flaminia.

Nel periodo post-unitario furono tracciate due nuove strade convergenti sulla piazza. Nel 1879 fu aperta via Nazionale per collegare il centro con la zona della Stazione Termini e con i quartieri orientali della città; l'asse di via Nazionale raggiunge la piazza attraverso Via Quattro Novembre e via Cesare Battisti. Nello stesso periodo fu aperto anche corso Vittorio, che conduce verso il Vaticano e i quartieri nord-occidentali; questo corso raggiunge la piazza attraverso la breve via del Plebiscito.

Nel ventennio fascista furono aperte altre due strade di grande comunicazione urbana, con inizio da piazza Venezia: la prima è via del Teatro di Marcello, aperta nel 1927, collega la piazza con il Tevere e costituiva il primo tratto della via del Mare, diretta verso i quartieri sud-occidentali, l'EUR e il litorale di Ostia.Guida rossa del Touring Club Italiano, edizione del 1999, p. 431 Nel 1933 fu aperta via dell'Impero,Guida rossa del Touring Club Italiano, edizione del 1999, p. 31 oggi via dei Fori Imperiali, diretta verso il Colosseo, il Laterano e i quartieri sud-orientali. Con l'apertura delle nuove quattro strade, piazza Venezia si trovò ad assumere l'attuale ruolo di snodo delle comunicazioni tra le varie parti della capitale.

Toponimo Prima di assumere il nome attuale, la piazza ebbe due altre denominazioni. Inizialmente era detta "di San Marco", per la vicinanza dell'omonima basilica.

Nel 1455, il cardinale Pietro Barbo fece costruire per sé un monumentale palazzo sul lato occidentale della piazza, demolendo gli edifici che ospitavano i cardinali del titolo di S. Marco. Il cardinale, poi divenuto papa con il nome di Paolo II, decise di collocare al centro della piazza una grande vasca di granito ritrovata alle Terme di Caracalla; da quel momento il luogo fu chiamato "piazza della Conca di San Marco". Papa Paolo III, della famiglia Farnese, nel 1545 fece spostare la vasca di granito in piazza Farnese, per riunirla a quella simile già lì presente.Per tutto il capitolo: sito Roma segreta, pagine Piazza Venezia e Piazza Farnese

Nel 1560, l'edificio fatto costruire da Pietro Barbo fu donato da papa Pio IV alla Repubblica di Venezia, che ne fece la sede della propria ambasciata presso lo Stato Pontificio, e per questo motivo da allora fu denominato Palazzo Venezia: la piazza assunse allora il suo nome attuale.

L'ampliamento

Originariamente la piazza si estendeva solo nella metà occidentale di quella attuale e via del Corso iniziava dal suo angolo nord-orientale. Il suo aspetto odierno deriva largamente dagli interventi di demolizione e ricostruzione realizzati tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento in seguito alla costruzione del Vittoriano, costruito a cavallo dei due secoli, dedicato al primo re d'Italia Vittorio Emanuele II. Il monumento è spesso identificato, per sineddoche, con l'Altare della Patria, che ne è la parte centrale e che accoglie dal 1921 il Milite ignoto.Il Vittoriano conserva i resti del Milite Ignoto, a ricordo dei soldati caduti senza degna sepoltura, vegliati incessantemente da due militari e da una fiamma sempre accesa. Il complesso del Vittoriano ospita periodicamente importanti mostre, oltre al Sacrario delle bandiere

Il primo concorso che fu indetto per il Vittoriano non ebbe seguito, anche perché il bando non aveva prescritto il luogo dove erigere il monumento. Era seguito un acceso dibattito per decidere il luogo di costruzione. Furono prese in esame varie proposte (piazza della Rotonda, piazza Esedra, piazza dei Cinquecento), ma infine, nonostante la contrarietà di alcune eminenti personalità della cultura del tempo, si decise di costruire il monumento a ridosso del Campidoglio, luogo che da millenni era rappresentativo del potere romano. Ciò infatti avrebbe reso il Vittoriano non solo il memoriale del primo re d'Italia, ma il simbolo della Roma capitale (la terza Roma), vero contraltare di San Pietro, emblema della Roma papale, e del Colosseo, icona della Roma imperiale.Fabio Mariano, L'età dell'Eclettismo, Nerbini, 2004, ISBN 978-88-886-2520-1 Stabilito il luogo, fu quindi indetto un secondo concorso per il Vittoriano, vinto da Giuseppe Sacconi, che ebbe anche la direzione dell'immenso cantiere.

L'imponente monumento richiedeva uno spazio antistante di conveniente ampiezza; si decise quindi di ampliare piazza Venezia e di renderla simmetrica rispetto all'asse di via del Corso. L'ampliamento fu progettato nelle sue linee generali da Giuseppe Sacconi e definito poi da Guido Cirilli.Fabio Mariano, L'età dell'Eclettismo, Nerbini, 2004, ISBN 978-88-886-2520-1.

Dato che la piazza è dominata dalla bianca mole marmorea del Vittoriano, è necessario ricordare che il progetto originario del monumento prevedeva in realtà l'utilizzo di due pietre diverse: il marmo di Carrara per il sommoportico e il travertino per la restante parte. Il marmo di Carrara era previsto per richiamare i marmi bianchi che gli antichi romani usavano nelle costruzioni più rappresentative, e il travertino era parimenti pietra tradizionale degli edifici dell'antica Roma. Tuttavia, al momento della realizzazione, fu impiegato un solo marmo: il botticino, più facilmente modellabile e più economico del marmo di Carrara, il cui uso avrebbe comportato una spesa giudicata troppo elevata dalla Commissione Reale incaricata di seguire la realizzazione del monumento.Primo Levi, Il monumento dell'Unità Italiana, in La Lettura, fascicolo IV, Corriere della Sera, aprile 1904; Bruno Tobia, L'Altare della Patria, Il Mulino, 2011, ISBN 978-88-15-23341-7. La sostituzione delle due pietre scelte da Sacconi con il più economico botticino generò molte polemiche, anche perché il marmo proveniva dalle cave della provincia di Brescia, di cui era originario il ministro Giuseppe Zanardelli, che aveva apertamente dichiarato di voler favorire le industrie della zona.Zanardelli - lo statista

L'allargamento e la simmetrizzazione della piazza non comportarono modifiche né sul lato nord né sul lato ovest, occupati rispettivamente da Palazzo Bonaparte e da Palazzo Venezia. Si decise invece la modifica del lato est della piazza: gli edifici presenti furono abbattuti e, su una linea più arretrata, fu costruito il Palazzo delle Assicurazioni Generali. Fu inoltre necessario intervenire anche sul lato sud, dove sorgeva il Palazzetto Venezia, che si decise di demolire e ricostruire nelle vicinanze, per permettere la visione del Vittoriano dalla piazza e da via del Corso. I lavori iniziarono alla fine dell'Ottocento e si conclusero nel 1911, anno in cui furono inaugurati sia il Palazzo delle Assicurazioni Generali, sia il Vittoriano.

Palazzi demoliti o ricostruiti nelle vicinanze

Per realizzare l'ampliamento fu demolito Palazzo Bolognetti-Torlonia, che si affacciava sulla piazza ed era ritenuto uno dei più belli di Roma. I Torlonia lo avevano fatto erigere pochi decenni prima (nel 1827) al posto di Palazzo Bolognetti, a sua volta abbattuto. Il nuovo edificio era stato edificato in forme grandiose ed era stato fatto affrescare da uno dei più celebri pittori dell'epoca, Francesco Podesti; gli affreschi più significativi furono strappati dalle pareti e oggi sono conservati al Museo di Roma a palazzo Braschi. Il palazzo conteneva anche il gruppo scultoreo Ercole e Lica di Antonio Canova, oggi alla Galleria nazionale d'arte moderna della capitale.

Sullo stesso lato della piazza sorgevano altri due palazzi: il Paracciani-Nepoti e il Frangipane-Vincenzi, sullo stesso allineamento della palazzata orientale di via del Corso.

Tra gli edifici demoliti vi era la casa dove visse e morì Michelangelo Buonarroti; l'edificio non si trovava in piazza Venezia, ma nelle sue immediate vicinanze, in piazza Macel de' Corvi, anch'essa scomparsa nel corso della sistemazione dell'area. Nel 1871 era stata apposta una targa sulla casa che ospitò Michelangelo; dopo la sua demolizione fu spostata sul Palazzo delle Generali, sul lato che guarda verso il Vittoriano.Sito "Rerum Romanarum" pagina Targhe in memoria di Michelangelo Buonarroti Nella piazza è presente anche un'altra targa, che commemora Cesare Battisti; fu posta nel 1916 all'imbocco del primo tratto di via Nazionale, che in concomitanza fu intitolato al patriota ucciso dagli austriaci.

Il Palazzetto Venezia era originariamente saldato all'angolo sudorientale di Palazzo Venezia, a destra della facciata della Basilica di San Marco. Poiché impediva la visione del Vittoriano dalla piazza, rappresentava un problema. Trattandosi di un edificio di grande valore storico ed artistico, non lo si volle però distruggere: il palazzetto fu smontato pezzo per pezzo e ricostruito con un intervento di anastilosi a sinistra della basilica. I lavori furono completati poco prima dell'inaugurazione del Vittoriano, nel 1911.

Nel corso della sistemazione dell'area furono demolite anche la casa di Giulio Romano e quella ove aveva sede la bottega di Pietro da Cortona, che sorgevano non direttamente nella piazza, ma nelle sue immediate vicinanze.

Interventi degli anni 1930 miniatura|upright=1.5|sinistra|Particolare dell'esedra a gradoni (a sinistra) e del giardino pianeggiante (a destra) progettati da Raffaele De Vico, nei pressi della chiesa di San Marco. Sulla destra è visibile il Palazzetto San Marco.

Dopo l'ampliamento, la piazza divenne contigua a piazza della Madonna di Loreto e a piazza San Marco; si creò così un unico ambiente urbano, articolato nelle tre piazze.