La diocesi di Adrumeto () è una sede soppressa e sede titolare della Chiesa cattolica.
Storia Adrumeto, corrispondente alla città di Susa in Tunisia, Serge Lancel, Actes de la Conférence de Carthage en 411, vol. IV, Paris, 1991, p. 1392. Mandouze, Prosopographie de l'Afrique chrétienne, p. 1316. è un'antica sede episcopale della provincia romana di Bizacena. Capitale della provincia a partire dalla riforma di Diocleziano, durante l'occupazione dei Vandali la città assunse il nome di Unericopoli o Unuricopoli (dal nome del re vandalo Unerico), mentre nel successivo periodo bizantino fu chiamata Giustinianopoli.
Il Vetus Martyrologium Romanum Vetus Martyrologium Romanum, documentacatholicaomnia.eu. elencava un buon numero di martiri adrumetini: il 4 gennaio è menzionato il martire Mavilo, damnatus ad bestias nel 212; il 21 febbraio i martiri Verolo, Secondino, Siricio e compagni uccisi durante le persecuzioni vandale, così come il vescovo Felice, ricordato il 28 novembre; il 30 agosto i santi Bonifacio e Tecla e i loro dodici figli, che subirono il martirio nel 304. Di tutti questi santi l'odierno Martirologio Romano, riformato a norma dei decreti del concilio Vaticano II, ricorda solo san Mavilo (Maiulo), la cui festa è stata spostata all'11 maggio, e il vescovo Felice.Martirologio Romano. Riformato a norma dei decreti del Concilio ecumenico Vaticano II e promulgato da papa Giovanni Paolo II, Città del Vaticano, Libreria editrice vaticana, 2004, pp. 391 e 912. Tra i martiri si deve ricordare anche Vittoriano, proconsole di Cartagine, originario di Adrumeto, che subì il martirio per essersi rifiutato di sottoscrivere il decreto del re Unerico del 25 febbraio 484 che obbligava i cattolici a convertirsi all'arianesimo; il suo nome è ricordato nel martirologio romano il 23 marzo. Mandouze, Prosopographie de l'Afrique chrétienne (303-533), p. 1193 (Victorianus 13).
Le fonti documentarie hanno trasmesso i nomi di una decina di vescovi di quest'antica diocesi africana. Il primo è Policarpo, che prese parte al concilio di Cartagine convocato il 1º settembre 256 da san Cipriano per discutere della questione relativa alla validità del battesimo amministrato dagli eretici, e che figura al 3º posto nella lettera sinodale nota con il nome di Sententiae episcoporum. S. Thasci Caecili Cypriani opera omnia, Recensuit et commentario critico instruxit Guilelmus Hartel, Corpus scriptorum ecclesiasticorum latinorum (CSEL), volumen III, pars I (Praefatio et Libelli), Vindobonae, 1868, p. 437.
Le cronotassi di Adrumeto menzionano poi un vescovo di nome Innocenzo, documentato da una passio leggendaria e apocrifa, secondo la quale, dopo 7 anni di episcopato a Adrumeto, partì per l'Italia, e visse in un monastero sull'isola d'Ischia; morì in un naufragio e le sue reliquie furono trasportate a Gaeta, dove è venerato il 7 maggio. Secondo alcuni autori, Innocenzo sarebbe stato martirizzato all'epoca di Diocleziano (inizio IV secolo), Mesnage L'Afrique chrétienne, p. 147. Toulotte, Géographie de l'Afrique chrétienne. Bizacène et Tripolitaine, pp. 28-29. mentre altri autori ritengono che si tratti di uno dei tanti vescovi esiliati dai Vandali (V secolo), attorno al quale fu elaborata la leggenda. Roger Aubert, v. 4. Innocent, «Dictionnaire d'histoire et de géographie ecclésiastiques», vol. XXV, Paris, 1995, col. 1272.
A metà del IV secolo è noto il vescovo Abbondanzio, che, in un'epoca imprecisata tra il 345 e il 348, assistette al concilio cartaginese convocato da Grato di Cartagine, durante il quale prese la parola in occasione della discussione del 13º canone, per interdire ai preti il prestito a interesse. Mandouze, Prosopographie de l'Afrique chrétienne (303-533), p. 30 (Abundantius 1). Alla fine del secolo Fiorenzo partecipò al concilio di Cabarsussi, tenuto nel 393 dai massimianisti, setta dissidente dei donatisti, e ne firmò gli lettera sinodale. Mandouze, Prosopographie de l'Afrique chrétienne (303-533), p. 471 (Florentius 1).
Alla conferenza di Cartagine del 411, che vide riuniti assieme i vescovi cattolici e donatisti dell'Africa romana, presero parte il cattolico Filologo e il donatista Vittorino Mandouze, Prosopographie de l'Afrique chrétienne (303-533), p. 1197 (Victorinus 9).. Filologo prese parte ad altri due concili cartaginesi, nell'estate del 397, e il 25 agosto 403; in quest'ultima occasione, fu uno dei quattro delegati della provincia della Bizacena. Mandouze, Prosopographie de l'Afrique chrétienne (303-533), p. 455 (Filologius).
A metà del V secolo sono noti due vescovi di Adrumeto, la cui cronologia incerta impedisce tuttavia di stabilire quale dei due abbia la precedenza sull'altro nella cronotassi. La presenza di Aurelio a Costantinopoli è documentata nel periodo in cui il re vandalo Genserico obbligò all'esilio diversi vescovi africani: fu presente al sinodo permanente patriarcale del 22 novembre 448 che condannò Eutiche, al sinodo di 35 vescovi che il 13 aprile 449 confermarono la condanna del monaco eretico, e al concilio di Calcedonia del 451. Mandouze, Prosopographie de l'Afrique chrétienne (303-533), pp. 129-130 (Aurelius 5). Nello stesso periodo è documentato il santo vescovo Felice, che, in epoca imprecisata dopo il 445 ma prima del 454, fu costretto all'esilio da Genserico. Mandouze, Prosopographie de l'Afrique chrétienne (303-533), p. 433 (Felix 62).
Il nome di Servizio figura al 107º posto nella lista dei vescovi della Bizacena convocati a Cartagine dal re vandalo Unerico nel 484; Servizio, come tutti gli altri vescovi cattolici africani, fu condannato all'esilio. Mandouze, Prosopographie de l'Afrique chrétienne (303-533), p. 1064 (Servitius). Servusdei prese parte al concilio cartaginese del 525, e sottoscrisse gli atti della prima seduta come vescovo di Unericopoli. Mandouze, Prosopographie de l'Afrique chrétienne (303-533), p. 1067 (Servusdei 3).
L'ultimo vescovo conosciuto di Adrumeto, Primasio, fu tra coloro che sottoscrissero la condanna dei Tre Capitoli nel 551 a Costantinopoli e si firmò come episcopus civitatis Adrumetinae quae etiam Justinianopolis dicitur; Toulotte, Géographie de l'Afrique chrétienne. Bizacène et Tripolitaine, p. 31. non fu presente al concilio ecumenico del 553, come documentano gli atti conciliari; Concilium universale Constantinopolitanum sub Iustiniano habitum, edidit Johannes Straub, volumen primum, «Acta Conciliorum Oecumenicorum» vol. IV/1, Berolini, 1891, p. 29, righe 22 e 31; p. 30, righe 27 e 31. fu un rinomato scrittore ecclesiastico del VI secolo, ricordato da Cassiodoro e Isidoro di Siviglia. Mesnage, L'Afrique chrétienne, p. 148.
Adrumeto fu probabilmente sede di un concilio provinciale, dopo il 26 giugno 394, del quale però non si conosce nulla e i cui atti non sono stati conservati. Charles Munier, Concilia Africae, a. 345 - a. 525, Corpus Christianorum Series Latina (CCSL 149), Brepols, Turnholti, 1974, p. 182, righe 13-18. Aubert, Dictionnaire d'histoire et de géographie ecclésiastiques, vol. XXII, col. 1496.
Tra il 422 e il 427 Adrumeto, e in particolare il monastero dell'abate Valentino, fu al centro dell'attenzione di sant'Agostino, a causa dei disordini sorti tra i monaci sulla teologia della grazia e sul pelagianesimo. All'abate Valentino il santo d'Ippona dedicò il suo De gratia et libero arbitrio. Lancel, Dictionnaire d'histoire et de géographie ecclésiastiques, vol. XXII, col. 1494. Mandouze, Prosopographie de l'Afrique chrétienne (303-533), pp. 429-430 (Felix 57), pp. 478-479 (Florus 2), pp. 1133-1134 (Valentinus 3).
Le indagini archeologiche hanno riportato alla luce una chiesa basilicale, con abside mosaicata (circa fine IV secolo), una chiesa cimiteriale con diversi mosaici funerari (V secolo), Laporte, D'Hadrumète à Sousse, des années 350 à 859, p. 8. e un'altra basilica con mosaici, scoperta nel 1995. Laporte, D'Hadrumète à Sousse, des années 350 à 859, p. 18. Le catacombe di Susa documentano un notevole numero di ipogei cristiani, soprattutto a partire dal III secolo.
Dal XVII secolo Adrumeto è annoverata tra le sedi vescovili titolari della Chiesa cattolica; dal 12 giugno 2026 il vescovo titolare è Wacław Grądalski, vescovo ausiliare di Koszalin-Kołobrzeg.
Cronotassi Vescovi residenti Policarpo † (menzionato nel 256) Innocenzo † (inizio del IV secolo ?) Abbondanzio † (menzionato nel 345/348) Fiorenzo † (menzionato nel 393) (vescovo massimianista) Filologo † (prima del 397 - dopo il 411) Vittorino † (menzionato nel 411) (vescovo donatista) Aurelio † (prima del 448 - dopo il 451) San Felice † (menzionato tra il 445 e il 454) Servizio † (menzionato nel 484) Servusdei † (menzionato nel 525) Primasio † (prima del 551 - dopo il 553)
Vescovi titolari Raphael de Figueredo † (14 maggio 1681 - 12 ottobre 1695 deceduto) Salvator-Alexandre-Félix-Carmel Brincat † (12 maggio 1889 - 1903 titolo revocato)Secondo Roger Aubert (Dictionnaire d'histoire et de géographie ecclésiastiques, vol. XXII, col. 1496) il titolo gli fu revocato nel 1903. Questo vescovo non è più segnalato negli Annuari pontifici dal 1904. Giacinto Gaggia † (29 aprile 1909 - 28 ottobre 1913 nominato vescovo di Brescia) Jean-Marie Bourchany † (13 gennaio 1914 - 27 novembre 1931 deceduto) Carlo Re, I.M.C. † (14 dicembre 1931 - 29 dicembre 1951 nominato vescovo di Ampurias e Tempio) Jorge Manrique Hurtado † (23 febbraio 1952 - 28 luglio 1956 nominato vescovo di Oruro) Celestin Bezmalinović, O.P. † (7 agosto 1956 - 6 giugno 1970 succeduto vescovo di Lesina) Mijo Škvorc, S.I. † (16 giugno 1970 - 15 febbraio 1989 deceduto) Marian Blazej Kruszylowicz, O.F.M.Conv. † (9 dicembre 1989 - 13 agosto 2025 deceduto) Wacław Grądalski, dal 12 giugno 2026
Note
Bibliografia Pius Bonifacius Gams, Series episcoporum Ecclesiae Catholicae, Leipzig, 1931, pp. 463-464 Stefano Antonio Morcelli, Africa christiana, Volume I, Brescia, 1816, pp. 67-70 e 359 Joseph Mesnage L'Afrique chrétienne, Paris, 1912, pp. 146-149 Konrad Eubel, Hierarchia Catholica Medii Aevi, vol. 5, p. 216 Serge Lancel, Roger Aubert, v. Hadrumète, «Dictionnaire d'histoire et de géographie ecclésiastiques», vol. XXII, Paris, 1988, coll. 1493-1496 Anatole Toulotte, Géographie de l'Afrique chrétienne. Bizacène et Tripolitaine, Montreuil-sur-mer, 1894, pp. 25-31 e 114-115 André Mandouze, Prosopographie chrétienne du Bas-Empire, 1. Prosopographie de l'Afrique chrétienne (303-533), Paris, Éditions du Centre National de la Recherche Scientifique, 1982 Jean-Pierre Laporte, D'Hadrumète à Sousse, des années 350 à 859, Revue de la Méditerranée, Edition électronique, Tome II, Année 2015, pp. 3-34
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