Nativo di Gardez, Afghanistan, è noto principalmente per i suoi trattati di storia islamica nell'Asia centrale e nella Persia orientale. La sua opera più importante è lo Zayn al-Akhbār (L'ornamento delle notizie).

Biografia Ben poche notizie si hanno sulla sua esistenza, nonostante il suo nisba indichi chiaramente la provenienza da Gardīz, nell'Afghanistan orientale, mentre il nome Zahāk/Żaḥḥāk, comune nella regione dello Zābulistān, collegherebbe la sua famiglia a quelle zone. Molto probabilmente era un alto funzionario, in contatto con la corte ghaznavide, con il suo sultano e con la sua amministrazione. Non viene tuttavia menzionato dal contemporaneo Abu’l-Fażl Bayhaqī (segretario della corte ghaznavide e storico) nei suoi scritti (o perlomeno in quello che di essi rimane).

Gardīzī dedicò la sua opera più significativa, lo Zayn al-aḵbar al sultano ʿAbd al-Rashīd ibn Maḥmūd, probabilmente quando già era in età avanzata.

Bibliografia W. Barthold, Gardīzī, in EI2 II, pp. 978. C. E. Bosworth, Early Sources for the History of the First Four Ghaznavid Sultans (977-1041), IQ 9, 1965, pp. 8–10; ristampato in The Medieval History of Iran, Afghanistan and Central Asia, London, 1977. ʿA.-Ḥ. Ḥabībī, Mowarreḵ-e waṭan ʿAbd-al-Ḥayy Gardīzī, ʿErfān 30, 1347 Š./1968, pp. 67 ff. G. Lazard, La langue des plus anciens monuments de la prose persane, Paris, 1963. J. Marquart, Über das Volkstum der Komanen in W. Bang e J. Marquart, Osttürkische Dialektstudien, Berlin, 1914. V. Minorsky, Gardīzī on India, BSOAS 12, 1948, pp. 625–40; rist. in Bīst maqāla/Iranica: Twenty Articles, Tehran, 1964, pp. 200–215. M. Qazvīnī, Moqaddima-ye Ketāb-e zayn al-aḵbār, in M. Qazvīnī, Bīst maqāla-ye Qazvīnī, 2 voll., Tehran, 1332 Š./1953, II, pp. 257–63.

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