L11º Corpo corazzato delle guardie () fu una formazione dell'Armata Rossa che prese parte alle più importanti battaglie sul fronte orientale durante la seconda guerra mondiale; in particolare fu elemento corazzato di punta durante le ultime campagne del 1944-1945 inquadrato nella famosa 1ª Armata corazzata delle guardie, e terminò vittoriosamente la guerra a Berlino partecipando ai sanguinosi scontri dentro la capitale stessa del Terzo Reich.

L'unità corazzata era stata costituita nella primavera 1942 con la denominazione di 6º Corpo corazzato ed inizialmente partecipò alle costose e fallimentari offensive sovietiche contro il saliente di Ržev, prima di essere trasferita più a sud distinguendosi in primo luogo durante l'aspra battaglia di Kursk. Dopo la nuova vittoria a Char'kov, il 23 ottobre 1943 Stalin e lo Stavka assegnarono al 6º Corpo corazzato la nuova denominazione onorifica di 11º Corpo corazzato delle guardie.

Assegnato alla 1ª Armata corazzata delle guardie e guidato da comandanti energici, abili ed esperti, l'11º Corpo corazzato delle guardie mostrò fino al termine della guerra grande slancio offensivo e durante la gigantesca offensiva sulla Vistola del gennaio 1945 fu alla testa della rapidissima avanzata fino all'Oder, che avrebbe superato per prima a sud di Küstrin. Ad aprile, dopo alcune difficoltà iniziali, fu una delle sette armate sovietiche che accerchiarono e conquistarono Berlino.

Dopo la guerra l'11º Corpo venne ridenominato 11ª Divisione corazzata delle guardie e rimase nella Repubblica Democratica Tedesca durante tutto il periodo della Guerra fredda, costituendo una delle unità più potenti e preparate dell'Esercito sovietico, pronto a passare all'offensiva attraverso il varco di Fulda in caso di guerra con la NATO.

Storia Il 6º Corpo corazzato sul fronte di Ržev Nell'aprile 1942 la Direzione Centrale delle Forze corazzate e meccanizzate dell'Armata Rossa, guidata dal capace generale Y. Fedorenko, diede inizio al faticoso e complesso programma di ricostituzione delle forze mobili sovietiche in vista della nuova campagna estiva, allo scopo di dotarsi di idonee formazioni dotate di potenza d'urto e di velocità di movimento da impiegare per ottenere sfondamenti in profondità e sferrare grandi offensive strategiche secondo le note teoria dei teorici sovietici degli anni trenta.Glantz/House, La Grande Guerra Patriottica dell'Armata Rossa, pp. 159-162.

Tra le nuove formazioni, venne costituito nella regione di Mosca anche il 6º Corpo corazzato, inizialmente organizzato principalmente come quartier generale di addestramento con l'assegnazione di quattro nuove brigate corazzate. Solo nel mese di maggio il 6º Corpo corazzato divenne un corpo corazzato pienamente operativo assegnato al Fronte Occidentale con tre brigate corazzate ed una brigata motorizzataC. C. Sharp, Soviet order of battle, vol. II, p. 19. e comandato dal generale Getman, esperto di guerra corazzata. Durante l'estate 1942 il Fronte Occidentale, guidato personalmente dal generale Žukov, sferrò una serie di infruttuosi attacchi contro le solide difese tedesche nel saliente di Ržev, subendo pesanti perdite, senza ottenere alcuni risultato operativo.

Il 6º Corpo corazzato, dotato in questa fase di 169 carri armati, tra cui 24 carri pesanti KV e 46 carri medi T-34, prese parte a questi costosi attacchi frontali e subì gravi perdite, dimostrando, come anche tutte le altre inesperte formazioni meccanizzate sovietiche, gravi carenze organizzative e tattiche. A novembre e dicembre 1942 il 6º Corpo corazzato, ricostituito e portato a 170 carri, venne assegnato al nuovo Fronte Occidentale comandato dal generale Konev e partecipò alla disastrosa operazione Marte.Glantz/House, La Grande Guerra Patriottica dell'Armata Rossa, p. 209.

I sovietici fallirono di nuovo nel tentativo di sfondare le difese della 9ª Armata tedesca del generale Model nel saliente di Ržev, e le forze corazzate impiegate prematuramente contro gli anticarro tedeschi vennero quasi completamente distrutte.Glantz/House, La Grande Guerra Patriottica dell'Armata Rossa, pp. 205-209. Il 6º Corpo corazzato subì perdite elevatissime e dovette quindi, ridotto ad una sola brigata corazzata, essere ritirato, nel febbraio 1943 nelle retrovie per ricostituzione e riequipaggiamento.

Nel marzo 1943, il 6º Corpo corazzato venne quindi assegnato alla nuova 1ª Armata corazzata, appena costituita dallo Stavka al comando del famoso generale Michail Efimovič Katukov, con cui sarebbe rimasto per il resto della guerra, condividendo numerosi e grandi successi durante oltre due anni di cruente battaglie.C.C.Sharp, Soviet order of battle, vol. II, p. 20. Appena costituita, la nuova armata corazzata venne subito inviata a sud nel settore di Obojan', per consolidare il lato meridionale del saliente di Kursk e bloccare eventuali attacchi tedeschi. Il 6º Corpo corazzato, costituito ora da tre brigate corazzate, tra cui la nuova 112ª Brigata corazzata (che, ridenominata più tardi 44ª Brigata corazzata delle guardie, sarebbe diventata una delle più celebri e valorose formazioni meccanizzate dell'Armata Rossa), quindi si portò a sud insieme al 3º Corpo meccanizzato, l'altra unità mobile assegnata alla 1ª Armata corazzata del generale Katukov.

Kursk e Char'kov Nel luglio 1943 il 6º Corpo corazzato era completamente riequipaggiato con carri sovietici T-34 e T-70 e carri americani M3 Lee (ritenuti poco idonei ad affrontare i potenti Panzer tedeschi). Con queste forze, a partire dal 5 luglio 1943, venne impegnato quindi nei furiosi e prolungati scontri con le Panzer-Divisionen tedesche nella battaglia di Kursk; il 6º Corpo corazzato si batté con valore ed efficacia insieme alle altre formazioni della 1ª Armata corazzata, in parte interrando i suoi mezzi corazzati e limitando gli inutili contrattacchi frontali (secondo le prudenti direttive del generale Katukov) e riuscì, a costo di pesanti perdite, a logorare progressivamente le forze corazzate tedesche del 48º Panzerkorps contribuendo in modo rilevante al successo finale sovietico.R.N.Armstrong, Red Army tank commanders, pp. 57-63.

Il 6º Corpo corazzato uscì tuttavia decimato dalla dura battaglia e dovette essere freneticamente rafforzato con il massiccio recupero dei mezzi danneggiati e con l'accelerato ritorno in combattimento degli equipaggi feriti, in vista della prevista offensiva sovietica verso Char'kov (Operazione Rumjancev).J. Erickson, The road to Berlin, p. 117. Durante questa offensiva le forze corazzate sovietiche impiegarono per la prima volta con successo d'estate le nuove tattiche di avanzata in profondità; il 6º Corpo corazzato, sempre inquadrato nella 1ª Armata corazzata di Katukov, fu alla testa dell'offensiva, spingendo in avanti alcune brigate di punta destinate ad occupare di sorpresa aree tatticamente rilevanti anche a costo di rimanere pericolosamente isolate.D.Glantz, From the Don to the Dniepr, pp. 244-247.

La 112ª Brigata corazzata e la famosa 1ª Brigata corazzata delle guardie (facente parte del 3º Corpo meccanizzato) furono spesso in prima linea in queste veloci avanzate isolate con il ruolo di "distaccamenti avanzati". Durante la Quarta battaglia di Char'kov, quindi, il 6º Corpo corazzato, guidato sempre dal generale Getman, mise in mostra notevole slancio offensivo e grande mobilità operativa, ed anche se, contrattaccato a Bogoduchov e Acthyrka dalle Panzer-Divisionen, subì di nuovo forti perdite, mantenne il terreno conquistato e contribuì al successo dell'operazione ed alla vittoria finale sovietica, culminata nella liberazione di Char'kov il 23 agosto 1943.D.Glantz, From the Don to the Dniepr, pp. 312-330.

Gravemente indebolito dagli estenuanti e aspri scontri con le abili formazioni corazzate tedesche, il 6º Corpo corazzato, come tutta la 1ª Armata corazzata (ridotta in totale a soli 162 carri armati),J. Erickson, The road to Berlin, p. 122. dopo aver conseguito notevoli risultati nelle avanzate estive, passò in riserva nel mese di settembre, e giocò un ruolo secondario nella successiva marcia dell'Armata Rossa verso il Dnepr, ma Stalin e il Comando supremo della Stavka, il 23 ottobre 1943, decisero di assegnare il titolo onorifico delle guardie a tutte le formazioni della armata corazzata del generale Katukov in riconoscimento degli strenui sforzi e dei successi ottenuti nella dura battaglia difensiva di Kursk e nella vigorosa offensiva Belgorod-Char'kov. Il 3º Corpo meccanizzato quindi divenne l'8º Corpo meccanizzato delle guardie, mentre il 6º Corpo corazzato assunse la nuova denominazione di "11º Corpo corazzato delle guardie", penultima unità corazzata sovietica ad ottenere durante la guerra questo prestigioso titolo.

L'11º Corpo corazzato delle guardie dal Dnepr alla Vistola

L'11º Corpo corazzato delle guardie rientrò in azione, insieme a tutta la 1ª Armata corazzata, solo nel dicembre 1943, per rafforzare l'importante testa di ponte di Kiev del 1º Fronte ucraino, duramente contrattaccata dalle riserve corazzate tedesche. Il 24 dicembre il fronte sovietico ripartì all'offensiva e l'11º Corpo partecipò con successo alla difficile avanzata, contrastata dal nemico e resa particolarmente faticosa per le proibitive condizioni del clima e del terreno.J. Erickson, The road to Berlin, pp. 143 e 163.

Fu nel marzo 1944 che la 1ª Armata corazzata e l'11º Corpo corazzato delle guardie giocarono un ruolo molto importante durante la grande offensiva generale del maresciallo Žukov verso i Carpazi; le unità corazzate del corpo avanzarono rapidamente in profondità, contribuirono al temporaneo accerchiamento della 1. Panzerarmee tedesca nella sacca di Kamenec-Podol'skij e poi proseguirono ancora fino a raggiungere Černivci e quindi il confine rumeno-ungherese.R.N.Armstrong, Red Army tank commanders, pp. 74-76.

In questa regione l'11º Corpo corazzato dovette fronteggiare aspri contrattacchi delle forze meccanizzate tedesche e l'unità riuscì a mantenere il terreno conquistato ed a respingere il nemico; in questa occasione venne equipaggiato, tra i primi corpi mobili dell'Armata Rossa, con i nuovi carri T-34/85, in grado di contrastare i carri pesanti della Wehrmacht.S. J. Zaloga, T-34/85, pp. 8-9. Per i successi raggiunti nella primavera 1944 anche la 1ª Armata corazzata del generale Katukov ottenne il 25 aprile 1944 la designazione onorifica delle guardie.R. N. Armstrong, Red Army tank commanders, p. 76.

L'11º Corpo corazzato delle guardie, ora completamente equipaggiato con carri T-34/85, si distinse ancora durante la successiva Offensiva Leopoli-Sandomierz del luglio 1944; la formazione, raggruppata insieme al resto della 1ª Armata corazzata delle guardie della regione di Luc'k, sfruttò in profondità lo sfondamento delle linee tedesche e la 44ª Brigata corazzata delle guardie (guidata dall'abile colonnello I.I. Gusakovskij),C.C.Sharp, Soviet order of battle, vol. III, p. 51. impegnata come Distaccamento avanzato del corpo, raggiunse e superò per prima il fiume Bug, sbaragliando completamente le forze nemiche. Il 17 luglio la 44ª Brigata corazzata fronteggiò e respinse il debole contrattacco della 17. Panzer-Division, e quindi continuò ad avanzare, seguita dal resto dell'11º Corpo.R.N.Armstrong, Red Army tank commanders, p. 79.