, conosciuto fino al 2006 come Dragon Warrior nel mercato occidentale, è una serie di videogiochi JRPG ideata nel 1985 da Yūji Horii e dal suo studio, Armor Project, con la collaborazione di Akira Toriyama e di Kōichi Sugiyama.
È considerata una delle più importanti serie della storia in stile JRPG e ha contribuito profondamente a stabilire i canoni del videogioco ruolistico su console,Gifford, Kevin. "20. Dragon Warrior: Though Art a Hero". The Essential 50 Archives: The Most Important Games Ever Made. 1UP.com. Accesso 26 marzo 2011. influenzando altri titoli appartenenti allo stesso genere come Final Fantasy e Fire Emblem.Chi Kong Lui (2 marzo 2001). "Dragon Warrior I & II". GameCritics. Accesso 6 ottobre 2009.
La serie di Dragon Quest è stata creata, prodotta e pubblicata da Enix, poi fusasi con la concorrente Square Soft per formare Square Enix; ad oggi esistono undici capitoli principali, ventidue spin-off e numerosi adattamenti animati. I vari capitoli della serie sono stati pubblicati per Windows, Nintendo Entertainment System, Super Nintendo Entertainment System, Game Boy Color, Game Boy Advance, Nintendo DS, Nintendo 3DS, Nintendo Wii, Nintendo Wii U, Nintendo Switch, PlayStation, PlayStation 2, PlayStation 3, PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One e Xbox Series X/S.
Caratteristiche Sin dal primo gioco della serie, ciascun episodio si ambienta in un mondo high fantasy e mette il giocatore nei panni di un eroe che viaggia per salvare il suo paese dal pericolo di un potente nemico malvagio, accompagnato (a partire da Dragon Quest II) da un gruppo di comprimari. Tutti i titoli della serie principale e molti spin-off presentano delle meccaniche ricorrenti: il combattimento a turni; il reclutamento di mostri; le tipologie di mostri (in particolare gli Slime, che sono diventati la mascotte della serie); un sistema di menù testuali (anziché a icone);La versione giapponese di Dragon Quest VIII mantiene i testi scritti, mentre con Dragon Quest IX si è definitivamente passati a menu grafici i combattimenti casuali, dismessi però a partire da Dragon Quest IX: Le sentinelle del cielo. Questo impianto prende spunto dai primissimi videogiochi di ruolo occidentali per computer, quali Wizardry e Ultima, e fu progettato da Horii in modo che il gameplay fosse intuitivo e accessibile a tutti i possibili utenti.
Modalità di gioco Nella maggior parte dei giochi appartenenti alla saga principale, il giocatore controlla un party di personaggi che possono spostarsi all'interno di città e comprare armi, armature e oggetti, per poi combattere i mostri al di fuori delle cittadine: o nell'overworld, o all'interno di dungeon. In tutti gli episodi dal primo all'ottavo, i mostri non vengono mostrati a schermo e attaccano la squadra secondo probabilità nascoste: quando il party incontra dei mostri, la visuale passa in soggettiva e ai giocatori vengono mostrati dei menu testuali, tramite i quali decidere le mosse di ciascun membro del party (come attaccare con la propria arma, lanciare uno specifico incantesimo o mettersi in difensiva). Questi scontri in prima persona basati sui menu sono diventati un marchio di fabbrica della serie. Una volta che il party ha sconfitto i nemici e vinto così la battaglia, ogni personaggio guadagna dei punti esperienza per raggiungere nuovi livelli. Quando un personaggio passa a un livello superiore, le sue statistiche migliorano. Le vittorie forniscono ai giocatori anche oro con cui comprare nuovi strumenti. Oltre a punti esperienza e oro, a volte i mostri possono lasciare oggetti consumabili, che entrano direttamente nell'inventario del protagonista. Mediamente i giochi della serie incentivano il grindhttp://uk.ds.ign.com/articles/114/1149559p1.html, data l'elevata difficoltà dei dungeon e dei boss.https://www.gamasutra.com/view/feature/4066/game_design_essentials_20_rpgs.php?page=12
Nella maggior parte dei Dragon Quest il giocatore è tenuto a entrare in una chiesa (adattata in "Casa della Guarigione" nelle traduzioni NES) e a parlare con un prete o una suora per salvare i progressi di gioco;https://kotaku.com/5509744/losing-our-religion fanno eccezione i primi tre episodi, in cui i giocatori devano parlare con un re (e si noti che nell'edizione giapponese per Famicom i primi due titoli utilizzavano una password di salvataggio dati) e l'undicesimo, che permette di salvare anche nell'overworld in corrispondenza di piccoli altari. Se il gruppo muore in battaglia, si perde metà del proprio oro e si viene teletrasportati nell'ultimo punto di salvataggio, dove il protagonista resuscita.https://www.gamasutra.com/view/feature/3520/the_history_of_dragon_quest.php?print=1 Poi i giocatori devono pagare un prete o una suora per riportare in vita i compagni.
I primi episodi della serie includono come easter egg una o più massaggiatrici puff-puff: onomatopea giapponese indicante una donna che trastulla il suo seno, specialmente strofinandolo sul viso di un uomo. Il giocatore può ingaggiare tali massaggiatrici e i conseguenti testi a schermo descrivono la conseguente interazione preliminare. Alcune traduzioni nord americane decisero di censurare questi intermezzi spintiNei titoli originali NES e nei remake DS sono stati eliminati, mentre su PlayStation, PlayStation 2, Dragon Quest IX e sui remake per GBC sono stati mantenuti.https://www.destructoid.com/the-rubbing-of-breasts-on-faces-in-dragon-quest-ix-181483.phtml e i titoli più recenti, avendo adottato una grafica relativamente più fotorealistica, tendono a evitarli o al massimo a parodiarli.
In Dragon Quest III, Dragon Quest VI: Nel regno dei sogni, Dragon Quest VII e Dragon Quest IX: Le sentinelle del cielo, le capacità dei personaggi sono regolate con un sistema a classi intercambiabili. Le classi iconiche della serie, codificate in Dragon Quest III, sono lottatore, mercante, giullare, ladro, guerriero, chierico e mago (con l'aggiunta del saggio come classe segreta)Molte classi base hanno nomenclature diverse nelle diverse traduzioni inglesi. La classe Chierico ha subito diverse modifiche di nome. Inizialmente era noto in Dragon Warrior III come Pellegrino, mentre in Dragon Quest VI e IX è chiamato Sacerdote; il Lottatore è diventato nei suddetti Artista Marziale; il Giullare era noto nel III come Goof-off e nel VI come Vagabondo; il Guerriero era Soldato nel III, mentre il Mago varia tra Mago e Stregone a seconda dei titoli., impianto variamente ampliato nei successivi episodi; Dragon Quest VI e VII, inoltre, gestiscono come classi anche i poteri dei mostri.
A partire da Dragon Quest IV: Le cronache dei prescelti, ogni gioco della serie prevede come minigioco facoltativo la ricerca delle mini-medaglie: piccole monete con impressa una stella a cinque punte, sparse per il mondo di gioco in nascondigli di vario tipo, che il giocatore può barattare in cambio di oggetti utili. Horii introdusse le mini-medaglie perché aveva trovato ben riuscita la collezione di creste e sfere dei precedenti Dragon Quest, che però era un'attività obbligatoria per completare la trama principale; pertanto concepì le mini-medaglie come attività opzionale che aumentasse la longevità del gioco.
Mostri
Al pari delle meccaniche di gioco fondamentali, anche le tipologie di mostri ricorrono da un episodio all'altro della serie, in particolare gli Slime, i Vampistrelli, gli Zombie, le Mummie, i Sacchi Golosoni e i Draghi.. Al pari dei personaggi principali, anche i mostri sono stati disegnati da Akira Toriyama.
Numerosi Dragon Quest permettono al giocatore di reclutare i mostri per combattere al loro fianco. In Dragon Quest IV si può reclutare per il primo capitolo un mostro Healie. In Dragon Quest V e VI i mostri da affiancarsi vengono scelti dal giocatore. In Dragon Quest VIII i giocatori possono reclutare mostri dopo averli sconfitti per farli combattere all'interno di un'arena oppure n combattimenti normali, anche contro i vari boss.http://uk.ps2.ign.com/articles/555/555685p1.html
Gli Slime sono la mascotte ufficiale del franchise. Yuji Horii li ha definiti un esempio delle abilità di Toriyama, dichiarando che ha avuto bisogno del suo "potere [artistico] di prendere qualcosa come una vasca di melma (slime in inglese, appunto) e trasformarla in un grandioso personaggio."http://uk.ds.ign.com/articles/792/792134p1.html Uno Slime è un piccolo blob blu, a forma di goccia d'acqua, con un viso. È apparso in ogni Dragon Quest ed è in genere uno dei primi mostri che incontra il giocatore.In ogni gioco, eccetto Dragon Quest VI, lo Slime è uno dei mostri nella prima area di gioco. L'eccezione vale anche per Dragon Quest VII dove la prima area non contiene nemici.
Erdrick/Loto Erdrick, chiamato Loto nei testi originali giapponesi,L'edizione nord americana dei remake per Game Boy Color di Dragon Quest I, II e III mantiene il nome originale Loto. è una figura centrale dei primi tre Dragon Quest, che si concatenano a comporre la "Trilogia di Erdrick". Nell'ambientazione di questi tre giochi, Erdrick è il leggendario eroe che liberò il Regno di Alefgard dall'oscurità.https://www.gamespot.com/dragon-warrior-iii/reviews/dragon-warrior-iii-review-2800706/
In Dragon Quest I, il personaggio giocante è un discendente di Erdrick e deve ripercorrere i passi del suo antenato per salvare Alefgard dal malvagio stregone Dragonlord. I tre protagonisti di Dragon Quest II sono i bisnipoti dell'eroe dellI ed esplorano il vasto mondo di Torland, di cui Alefgard è un continente. In entrambi i giochi i migliori armamenti a disposizione del personaggio giocante sono la "Spada di Erdrick" e l'"Armatura di Erdrick", reliquie dell'antico eroe. Dragon Quest III è invece un prequel in cui il giocatore veste i panni di Erdrick stesso e ne percorre la leggendaria impresa: al termine di questo episodio si scopre, inoltre, che "Erdrick" non è un nome proprio ma un titolo onorifico (e non a caso è impossibile imporre al protagonista il nome di "Erdrick", nella versione originale, o di "Loto" nel remake per Game Boy Color).
Nel 2017 la "Trilogia di Erdrick" è divenuta una tetralogia con la pubblicazione di Dragon Quest XI, in quanto una serie di rimandi e citazioni rivela che quest'ultimo gioco è un antefatto di Dragon Quest III. L'ordine cronologico di questa sotto-serie è dunque: Dragon Quest XI, Dragon Quest III, Dragon Quest I, Dragon Quest II.
Il manga Dragon Quest: L'emblema di Roto vede come protagonista Arus, discendente di Erdrick.
Zenithia Zenithia, altrimenti detto Castello Zenith o Zenith, è un castello fluttuante apparso per la prima volta in Dragon Quest IV e poi nuovamente in Dragon Quest V e VI. La sua presenza centrale all'interno di tutti e tre i giochi ha fatto sì che questo gruppo venga descritto anche come "Trilogia di Zenithia" o "di Tenku" (ossia "Paradiso"), in modo analogo alla Trilogia di Erdrick. Horii ha tuttavia affermato che la concatenazione fra i tre titoli non è stata deliberata: "Ogni titolo Dragon Quest rappresenta una nuova storia autoconclusiva, quindi non vedo molto la connessione tra i giochi della serie. Immagino che si possa dire che l'immaginazione dei giocatori ha unito tra loro in qualche modo i vari titoli."
In Dragon Quest IV si può raggiungere Zenithia scalando la torre al di sopra dell'ingresso al mondo dell'oscurità. Nel V, invece, Zenithia si trova dentro un lago a sud di Elheaven, finché non viene rinvenuto il Globo d'Oro – un oggetto che permette al castello di librarsi in aria. Nel VI Zenithia era in origine un comune castello nel "Regno dei Sogni", ma il Re Demone Durran l'ha conquistata, sradicata dalle sue fondamenta e fatta fluttuare per magia. Quando il Regno dei Sogni torna al suo stato naturale, Zenithia è l'unica sua parte a rimanere nel mondo "reale", sempre come isola fluttuante. Oltre alla trilogia, anche nel remake di Dragon Quest III esiste un castello chiamato Zenithia, per quanto appaia molto diverso rispetto a quello della serie Tenku.
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