Biografia Era un laico che svolgeva la professione di lanaiolo. Fu acclamato vescovo di Ravenna intorno al 320. Resse la cattedra episcopaleFino al 378 la diocesi ebbe sede a Classe. per oltre vent'anni. Fu presente al concilio di Sardica (oggi Sofia) del 343/344. Fu il primo vescovo ravennate a poter essere sepolto all'interno delle mura, in un sacello costruito vicino alla sua abitazione.

Culto

Proclamato santo subito dopo la morte per via di acclarate virtù taumaturgiche, sono documentate solenne traslazioni dei suoi resti già nel IV secolo. "La sua figura fu oggetto di culto a partire dall’età paleocristiana e tale devozione si consolidò dal secolo VI con la costruzione a Classe di una basilica a lui intitolata ed eretta, secondo la tradizione, accanto al monasterium in cui riposavano le sue spoglie".

Nell'836. i corpi di Severo, della moglie e della figlia furono trafugati da un monaco franco, Felix, che poi li cedette ad Otgario arcivescovo di Magonza, che si trovava a Pavia per concludere un accordo con la chiesa locale. Otgario, ricevute le spoglie, le condusse ad Erfurt in Turingia dove trovarono collocazione nel sarcofago monumentale della Severikirche, sul Domberg ("collina del Duomo").

Dal Martirologio Romano: "A Ravenna, san Severo, vescovo".

Note

Bibliografia Fonti primarie Sermo de Sancto Severo auctore Petro Damiani; Anonimo, Vita sancti Severi episcopi Ravennatis (Biblioteca Hagiographica Latina ms. 7680), (collocazione). Fonti secondarie Fabri, Le sacre memorie di Ravenna, Venezia 1664. Francesco Lanzoni, S. Severo vescovo di Ravenna (342-3) nella storia e nella leggenda, in «Atti e memorie della R. Deputazione di storia patria per le province di Romagna», serie IV, vol. I., Bologna 1911, pp. 325–396

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Collegamenti esterni

Giovanni Gardini, Canti per S. Apollinare e S. Severo nei frammenti e codici liturgico-musicali ravennati, http://patrimonioculturale.unibo.it/sge/?page_id=350

Categoria:Santi per nome