Lista delle composizioni di Pëtr Il'ič Čajkovskij (1840-1893), ordinate per genere. Esse spaziano attraverso tutti i generi, includendo sinfonie, opere, balletti, musica sinfonica, musica da camera e musica sacra.
Tra le composizioni più popolari (non necessariamente le più apprezzate dalla critica e dal compositore stesso), i tre balletti Il lago dei cigni, La bella addormentata e Lo schiaccianoci, le ultime tre sinfonie, il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1, il Concerto per violino e orchestra e l'Ouverture 1812.
Culturalmente distante dai compositori russi a lui contemporanei d'ispirazione nazionalista, passati alla storia come il Gruppo dei Cinque, Čajkovskij rivelò nella sua musica uno spirito cosmopolita, studiando tutta la vita la musica dell'Europa occidentale.
Pervase da una sensibilità estenuata e da una naturale eleganza, le sue partiture presentano nondimeno tratti talora distintamente russi, sia nella predilezione per il modo minore, sia soprattutto nel profilo delle melodie, talvolta ricavate dalla tradizione popolare o dalla liturgia ortodossa.
Per numero d'Opus Op. 1 Due pezzi per pianoforte (1867) Scherzo à la russe Improvviso in mi bemolle maggiore Op. 2 Souvenir de Hapsal, 3 pezzi per pianoforte (1867) Op. 3 Il Voevoda, opera (1868) Op. 4 Valse-capriccio in re maggiore, per piano (1868) Op. 5 Romanza in fa minore, per pianoforte (1868) Op. 6 6 Romanze (1869) Op. 7 Valse-scherzo in la maggiore, per pianoforte (1870) Op. 8 Capriccio in sol bemolle maggiore, per pianoforte (1870) Op. 9 3 pezzi per pianoforte (1870) 1. Rêverie 2. Polka de salon 3. Mazurka de salon Op. 10 2 pezzi per pianoforte (1871) 1. Notturno 2. Humoresque Op. 11 Quartetto per archi n. 1 in re maggiore (1871) Op. 12 Sneguročka (La fanciulla di neve) (1873) Op. 13 Sinfonia n. 1 in sol minore, Sogni d'Inverno (1866) Op. 14 Il fabbro Vakula, (rielaborata nel 1885 con il titolo Gli stivaletti), opera (1874) Op. 15 Overture Festival in re sull'inno nazionale danese, per orchestra (1866) Op. 16 6 Canzoni (1872) No. 1 Ninna Nanna No. 2 Aspetta! No. 3 Accetta solo una volta No. 4 O, Canta quella Canzone No. 5 Quindi, allora? No. 6 Greco moderno Op. 17 Sinfonia n. 2 in do minore, Piccola Russia (1872) Op. 18 La Tempesta, fantasia sinfonica in fa minore, su Shakespeare (1873) Op. 19 6 pezzi per pianoforte (1873) 1. Rêverie du soir (Вечерние грезы) in sol minore 2. Scherzo humoristique (Юмористическое скерцо) in re maggiore 3. Feuillet d'album (Листок из альбом) in re maggiore 4. Notturno (Ноктюрн) in do diesis minore 5. Capriccioso (Каприччиозо) in si bemolle maggiore 6. Thème original et variations (Тема и вариации) in fa maggiore Op. 20 Il lago dei cigni, balletto (1876) Op. 21 6 pezzi su un singolo tema musicale per pianoforte (1873) Op. 22 Quartetto per archi n. 2 in fa maggiore (1874) Op. 23 Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in si bemolle minore (1875) Op. 24 Eugenio Onegin, opera (1878) Op. 25 6 Canzoni (1874) Op. 26 Sérénade mélancolique in si bemolle minore, per violino e orchestra (1875) Op. 27 6 Canzoni (1875) Op. 28 6 Canzoni (1875) Op. 29 Sinfonia n. 3 in re maggiore Polacca (1875) Op. 30 Quartetto per archi n. 3 in mi bemolle minore (1876) Op. 31 Marcia slava in si bemolle minore, per orchestra (1876) Op. 32 Francesca da Rimini, fantasia sinfonica in mi minore, su Dante Alighieri (1876) Op. 33 Variazioni su un tema rococò in la maggiore, per violoncello e orchestra (1876) Op. 34 Valse-Scherzo per violino e orchestra in do maggiore (1877) Op. 35 Concerto per violino e orchestra in re maggiore (1878) Op. 36 Sinfonia n. 4 in fa minore (1877) Op. 37 Gran sonata per pianoforte in sol maggiore (1878) Op. 37a Le stagioni, 12 pezzi per pianoforte (1876) Op. 38 6 Canzoni (1878) Op. 39 Album pour enfants, 24 pezzi per pianoforte (1878) Op. 40 12 Morceaux de difficulté moyenne, per pianoforte (1878) Op. 41 Liturgia di San Giovanni Crisostomo, per coro (1878) Op. 42 Souvenir d'un lieu cher, 3 pezzi per violino e pianoforte (1878) Op. 43 Suite per orchestra n. 1 in re minore (1879) Op. 44 Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in sol maggiore (1880) Op. 45 Capriccio Italiano in la maggiore, per orchestra (1880) Op. 46 6 duetti vocali, con pianoforte (1880) Op. 47 7 Canzoni (1880) Op. 48 Serenata per archi (1880) Op. 49 Ouverture 1812 (1880) Op. 50 Trio con pianoforte in la minore (1882) Op. 51 6 pezzi per pianoforte (1882) Op. 52 Veglia notturna, per coro (1882) Op. 53 Suite per orchestra n. 2 in do maggiore (1883) Op. 54 16 canzoni per bambini Op. 55 Suite per orchestra n. 3 in sol maggiore (1884) Op. 56 Fantasia da concerto per pianoforte e orchestra in sol maggiore (1884) Op. 57 6 Canzoni (1884) Op. 58 Sinfonia Manfred in si minore (1885) Op. 59 Dumka in do minore, per pianoforte (1886) Op. 60 12 Canzoni (1886) Op. 61 Suite per orchestra n. 4 Mozartiana (1887) Op. 62 Pezzo capriccioso in si minore, per violoncello e orchestra (o pianoforte) (1887) Op. 63 6 Canzoni (1887) Op. 64 Sinfonia n. 5 in mi minore (1888) Op. 65 6 Canzoni su testi francesi (1888) Op. 66 La bella addormentata, balletto (1889) Op. 67a Amleto, overture-fantasia in fa minore (1889) Op. 67b Amleto, musica di scena (1891) Op. 68 La dama di picche, opera (1890) Op. 69 Iolanta, opera (1891) Op. 70 Souvenir de Florence, sestetto per archi in re minore (1890) Op. 71 Lo schiaccianoci, balletto (1892) Op. 71a Lo schiaccianoci, suite (1892) Op. 72 18 pezzi per pianoforte (1893) Op. 73 6 Canzoni (1893) Op. 74 Sinfonia n. 6 in si minore Patetica (1893) Op. 75–80 sono state pubblicate dopo la morte del compositore. Op. 75 Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in mi bemolle maggiore (1893) Op. 76 Il tornado, overture in mi minore (1864) Op. 77 Fatum, poema sinfonico in do minore (1868) Op. 78 Il Voevoda, ballata sinfonica in la minore (1893) Op. 79 Andante e Finale, per pianoforte e orchestra (1893) Op. 80 Sonata per pianoforte n. 2 in do diesis minore (1865)
Balletti
Il genere a cui Čajkovskij deve maggiormente la sua popolarità è quello del balletto.Un intero, piccolo ma denso volume di analisi dettagliata dei tre balletti, è ad opera di John Warrack, specialista inglese sul musicista (vedi ).
Il lago dei cigni (Лебединое озеро), op. 20 (1875-6). Fu il primo balletto di Čaikovskij, rappresentato, pur con qualche taglio, al Teatro Bol'šoj di Mosca, nel 1877. Fu pienamente apprezzato solo dopo la morte del musicista. La bella addormentata (Спящая красавица), op. 66 (1888-9). Čaikovskij vedeva quest'opera come una delle più riuscite. La sua prima rappresentazione fu nel 1890, al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo. Lo schiaccianoci (Щелкунчик), op. 71 (1891-2). Anche se il compositore rimase meno soddisfatto dell'impegno profuso per questo balletto, Lo schiaccianoci è uno dei suoi lavori più popolari, anche grazie alla suite realizzata dallo stesso Čaikovskij, ed il suo fascino risiede in un peculiare sentimento di magico e di fatato legato al sogno e al ritorno a un sentire ingenuo.
Opere liriche (Le date tra parentesi si riferiscono all'inizio della composizione, cfr. Warrack, 1973, da p. 271, op. cit., vedi "Bibliografia").
Čajkovskij scrisse undici opere liriche: Il Voevoda (Воевода), op. 3 (1867-8). Undina (Ундина) (1869), parzialmente perduta (distrutta dall'autore)Vedi in proposito . L'Opričnik (Опричник) (1870-2). Il fabbro Vakula (Кузнец Вакула) (1874) rappresentata a San Pietroburgo nel 1876. L'opera fu rielaborata nel 1885 con il titolo Gli stivaletti. Evgenij Onegin (Евгений Онегин), op. 24 (1877-8), dall'omonimo romanzo in versi di Aleksandr Puškin, che ottenne un ampio consenso nella rappresentazione del 1881 (la prima era avvenuta nel 1879). La Pulzella d'Orleans (Орлеанская дева) (1878-9), rappresentata a San Pietroburgo nel 1881. Mazepa (Мазепа) (1881-3), opera in tre atti tratta da Puškin; un tipico melodramma russo che narra la storia d'amore tra un condottiero, una giovane donna ed il suo giovane innamorato, con risvolti intensi e drammatici. Venne rappresentata a Mosca nel 1884. Gli stivaletti (Черевички) (1885), revisione de Il fabbro Vakula. L'incantatrice (Чародейка) (1885-7), rappresentata a San Pietroburgo nel 1887. La dama di picche (Пиковая дама) (1890), op. 68, sempre tratta da Puškin, e considerata il suo capolavoro teatrale, mostra particolari accenti di intensità macabra e angosciosa («Quest'opera ha in sé qualcosa di spaventoso», affermò lo stesso Čajkovskij). Rappresentata a San Pietroburgo nel 1890. Iolanta (Иоланта) (1891), op. 69, opera in un atto, libretto del fratello del compositore, Modest, dal dramma La figlia del re René (1846) dello scrittore danese Henrik Hertz (1798-1870). Ultima creazione lirica del compositore ebbe nascita contemporanea assieme al balletto Lo Schiaccianoci, e come dittico venne presentata a San Pietroburgo nel 1892. L'amore restituisce la vista ad una fanciulla cieca dalla nascita. Mahler ebbe un interesse particolare per quest'opera che diresse ad Amburgo solo sedici giorni dopo la prima assoluta in Russia. È un lavoro strutturalmente molto particolare e con novità di stile.
Composizioni orchestrali Sinfonie Le prime tre sinfonie, interessanti ma un po' acerbe, presentano un legame più diretto con il nazionalismo musicale russo. Le ultime tre e la Sinfonia Manfred si soffermano su temi più intensamente sentiti da Čajkovskij, quali il fato, l'angoscia esistenziale e, in particolare la Sesta, la morte.Uno studio monografico sulle sinfonie corredato di una ricca sezione critico-biografica e di apparati diversi (vedi ). Sinfonia n. 1 in sol minore, op. 13, Sogni d'Inverno (1866) Sinfonia n. 2 in do minore, op. 17, Piccola Russia (1872) Sinfonia n. 3 in re maggiore, op. 29, Polacca (1875) Sinfonia n. 4 in fa minore, op. 36 (1877-8), dominata dal trepidante tema musicale del "destino": «un'ombra costante che ostacola il raggiungimento della felicità, … una sorta di veleno per l'anima», che comparirà ben nove volte nel corso del primo movimento. I tempi centrali si caratterizzano per la loro magia e per la loro soave fattura, mentre il finale si presenta come estenuata ricerca della gioia umana. Sinfonia n. 5 in mi minore, op. 64 (1888), ancora una volta dominata da un tema legato al "destino", ma dal profilo questa volta più morbido, che dopo avere compiuto una prima apparizione nel massiccio primo movimento, sorta di inno a un eroismo rassegnato, e dopo avere turbato i dolcissimi volteggi amorosi del secondo movimento, nel finale appare trasformato nel fulcro di uno sfarzoso inno alla Provvidenza divina. Sinfonia in mi bemolle maggiore, abbozzata tra il 1891 e il 1892 e poi abbandonata. Nella primavera del 1891, per più spinte creative ed emozionali, il musicista stava pensando ad una nuova sinfonia che iniziò ad abbozzare mentre si dirigeva in America per il suo giro concertistico. Gli schizzi erano diversi, in modo minore e in mi bemolle maggiore; essi portavano anche annotazioni programmatiche. Insoddisfatto, Čajkovskij tuttavia non distrusse il materiale prodotto, come in un primo momento aveva pure dichiarato: il primo tempo venne riutilizzato per la creazione del Terzo Concerto per pianoforte ed orchestra. Tra il 1951 ed il 1955 il musicologo sovietico Semën Bogatyrev produsse una versione completa della sinfonia, eseguita a Mosca (e nota come "Settima Sinfonia") il 7 febbraio 1957 ed incisa su disco più volte nel corso del tempoIl musicologo ha lasciato nella prefazione alla partitura il dettaglio dei materiali a sua disposizione e del complesso lavoro di ripristino (vedi ).. Le parti "mancanti" originarie erano infatti esistenti, sotto altre spoglie, nel cosiddetto Andante e Finale per pianoforte ed orchestra (curato dall'allievo Sergej Ivanovič Taneev nel 1895) e così pure il terzo tempo, rielaborato da Čajkovskij come a solo di piano dell'op. 72 (n.10) e che Bogatyrev introdusse nella propria ricostruzione..