La battaglia di Debrecen (denominata nella storiografia sovietica operazione Debrecen, Дебреценская операция) fu combattuta nell'autunno del 1944 sul Fronte orientale, durante la seconda guerra mondiale tra le forze del 2º Fronte ucraino del maresciallo Rodion Malinovskij e i reparti tedeschi, supportati in parte da elementi dell'esercito ungherese, del Gruppo d'armate Sud del generale Johannes Friessner.
La battaglia, che diede luogo a numerosi scontri tra mezzi corazzati, tra i più aspri e combattuti dell'ultimo periodo della guerra, terminò, dopo notevoli avanzate iniziali delle formazioni mobili dell'Armata Rossa, con un temporaneo successo tattico tedesco e con cospicue perdite per le forze sovietiche. Nella arida pianura ungherese (la puszta) le Panzer-Division tedesche, esperte e combattive, dimostrarono abilità nella manovra e capacità operativa, infliggendo ripetuti scacchi alle unità meccanizzate sovietiche, e riuscendo a disimpegnare le forze tedesco-ungheresi che rischiavano di essere accerchiate in Transilvania, bloccando momentaneamente la spinta del nemico a nord di Budapest.
Tuttavia l'Armata Rossa al termine dell'operazione, nonostante un ripiegamento locale, raggiunse e consolidò importanti posizioni strategiche nel cuore dell'Ungheria e fu in grado di riprendere rapidamente l'offensiva, grazie all'afflusso di notevoli riserve e, dopo opportuni rischieramenti di truppe, riuscì ad avanzare ancora in direzione della capitale ungherese, dando inizio alla lunga e violenta battaglia di Budapest che sarebbe terminata solo nel febbraio del 1945 con la vittoria finale sovietica e la resa della città.
Situazione strategica
Alla fine di agosto 1944 il Gruppo d'armate tedesco Sud Ucraina del generale Johannes Friessner era vicino al collasso. A nord l'operazione Bagration aveva completamente distrutto il Gruppo d'armate Centro; il 25 agosto la Romania aveva cambiato campo, dichiarando guerra alla Germania e all'Ungheria, in seguito al rovinoso crollo del fronte tedesco-rumeno dopo la violenta offensiva a tenaglia di Iași-Chișinău da parte del 2º Fronte ucraino del generale Rodion Malinovskij e del 3º Fronte ucraino del generale Fëdor TolbuchinE. Bauer, Storia controversa della seconda guerra mondiale, vol. VII, pp. 14-19.. L'8 settembre anche la Bulgaria dichiarò guerra alla Germania, mentre le forze di Tolbuchin e di Malinovskij completarono con successo la loro manovra offensiva accerchiando e annientando 16 divisioni della Wehrmacht (quattro corpi d'armata della 6ª Armata tedesca, un corpo d'armata della 8ª armata tedesca) ed il grosso della 3ª Armata rumena; i tedeschi subirono perdite mentre i sovietici catturarono prigionieriE. Bauer, Storia controversa della seconda guerra mondiale, vol. VII, pp. 14-16.. Insieme Malinovskij e Tolbuchin furono promossi marescialli dell'Unione Sovietica, rispettivamente il 10 e il 12 settembre.
La defezione di Romania e Bulgaria aveva aperto un varco di 680 chilometri nel fronte del Gruppo d'armate del generale Friessner, il quale cercò disperatamente di ricostituire una linea difensiva, mentre da Berlino arrivavano notizie che anche il leader ungherese ammiraglio Miklós Horthy, si stava preparando a firmare un trattato di pace separato con i Sovietici. L'intero fronte sud tedesco era vicino al crollo completo. Il 24 settembre il Gruppo d'armate Sud Ucraina sarebbe stato rinominato Gruppo d'armate Sud. La 6ª Armata del generale Fretter-Pico, ricostituita frettolosamente dal generale Friessner con resti di unità disgregate ed alcuni reparti di rinforzo (principalmente le unità corazzate del 3º Panzerkorps del generale Hermann Breith in corso di trasferimento dalla Slovacchia), costituiva il nucleo più solido delle difese tedesche con il compito di sbarrare la strada alle forze sovietiche e favorire il ripiegamento della 8ª Armata tedesca schierata più a nord nell'esposto saliente di Szekler.
Gli ungheresi avevano il morale basso e quindi Friessner decise di riunire la debole 2ª Armata ungherese all'armata di Fretter-PicoE. Bauer, Storia controversa della seconda guerra mondiale, vol. VII, p. 24.. Le forze tedesco-ungheresi furono designate Armeegruppe Fretter-Pico (da sinistra a destra corpi II ungherese, III. Panzerkorps tedesco e VII ungherese, con cinque divisioni tedesche - tra cui due Panzer-Division - e otto divisioni ungheresi) e già nella prima settimana di settembre contrattaccarono brevemente da Cluj verso sud per rallentare l'avanzata sovietica, mettendo in difficoltà la 4ª Armata rumena che copriva la marcia delle forze sovietiche. L'inatteso contrattacco permise al generale Friessner di disimpegnare le truppe dell'8ª Armata tedesca dal saliente di Szekler, ma l'intervento della 6ª Armata corazzata delle guardie permise entro il 12 settembre di fermare questa inattesa manovra tedesco-ungherese e di avanzare sfruttando il grande varco ancora aperto tra l'ala destra del Gruppo d'armate Sud e l'ala sinistra del Gruppo d'armate F schierato in JugoslaviaE. Bauer, Storia controversa della seconda guerra mondiale, vol. VII, pp. 24-25..
Mentre il maresciallo Tolbuchin eliminava le ultime resistenze in Romania, il maresciallo Malinovskij iniziò a muovere quindi verso l'Ungheria. Fortunatamente per Friessner, il 2º Fronte ucraino, dopo un'avanzata di oltre 300 km ed in notevole difficoltà logistica, proseguì la marcia verso il confine rumeno-ungherese lentamente, ciò diede tempo ai tedeschi di stabilire una debole linea difensiva lungo le rive del fiume Mureș.
Il 15 settembre il maresciallo Malinovskij ricevette l'ordine dallo Stavka di avanzare con le sue armate del centro e della destra (40ª, 27ª Armata e 7ª Armata delle guardie) sulla linea Bistrița-Cluj-Târgu Mureș e quindi marciare, con l'intervento della 6ª Armata corazzata delle guardie e del Gruppo di cavalleria meccanizzata - KMG, Konno-Mechanizirovannaja Gruppa - del generale Gorškov, in direzione di Cluj-Debrecen-Miskolc. Dopo aver raggiunto questi primi obiettivi le forze sovietiche avrebbero dovuto proseguire fino alla linea del fiume Tibisco tra Čop e Szolnok. Secondo i piani il 2° Fronte ucraino doveva annientare il Gruppo d'armate Sud tedesco e sfondare contemporaneamente in direzione di Budapest e della Slovacchia, organizzando una grande manovra a tenaglia in collaborazione con il 4º Fronte ucraino del generale Petrov in difficile avanzata nei Carpazi nell'area di UžhorodJ. Erickson, The road to Berlin, pp. 368-369..
Tuttavia tale piano non teneva sufficientemente conto della presenza delle riserve corazzate tedesche del 3º Panzerkorps, inviate progressivamente nell'area da Adolf Hitler (due Panzer-Divisionen, una divisione Panzergrenadier e due divisioni di cavalleria delle Waffen-SS), e della stanchezza delle forze sovietiche già impegnate nelle operazioni Iași-Chișinau e contemporaneamente nell'attacco su Belgrado da parte del fronte di Tolbuchin, oltre alle loro difficoltà logistiche dovute anche alla differenza di scartamento fra le loro ferrovie e quelle rumene.
Il generale Friessner da parte sua, temendo di venire accerchiato dal 2º Fronte ucraino di Malinovskij e dal 4º Fronte ucraino che premeva dai Carpazi, volò al quartier generale di Hitler, chiedendo il permesso di ritirarsi sulla linea del fiume Tibisco ove a suo giudizio avrebbe potuto contrattaccare gli avversari. Hitler rifiutò, ma promise altri rinforzi corazzati (il 4. Panzerkorps con una Panzer-Division e una divisione meccanizzata delle Waffen-SS); al contrario ordinò al generale Friessner di sferrare una nuova offensiva per distruggere le due armate più avanzate di Malinovskij la 27ª Armata e la 6ª Armata corazzata delle guardie, fino a riprendere i passi dei Carpazi del Sud, l'attacco sarebbe stato lanciato nuovamente da Cluj verso sud.
L'offensiva sovietica in Ungheria
Prime battaglie
Il 16 settembre 1944 il maresciallo Malinovskij lanciò l'offensiva verso Cluj con la 27ª Armata e la 6ª Armata corazzata delle guardie, ma incontrò una forte resistenza, perché gli avversari avevano concentrato notevoli forze meccanizzate proprio in quella regione per la loro pianificata offensivaJ. Erickson, The road to Berlin, p. 369.. Dopo una settimana di inutili attacchi, Malinovskij ritirò l'esausta 6ª Armata corazzata delle guardie del generale Andrej Kravčenko (5º Corpo corazzato delle guardie e 9º Corpo meccanizzato delle guardie con 188 carri e cannoni semoventi) e la lanciò, insieme al Gruppo di cavalleria meccanizzata del generale Issa Pliev (7º Corpo meccanizzato, 4º e 6º Corpo di cavalleria delle guardie, con 389 carri e cannoni semoventi) e al Gruppo di cavalleria meccanizzata comandato dal generale Sergej Gorškov (5º Corpo di cavalleria delle guardie e 23º Corpo corazzato, con 146 carri e cannoni semoventi), più a ovest, verso la città di Oradea, sperando di aggirare in questo modo le solide difese tedesche nell'area di Cluj.
Una svolta più favorevole ai sovietici si verificò invece più a sud, dove già il 20 settembre truppe rumene della 1ª Armata e sovietiche della 53ª Armata, presero la città di Arad, causando grande preoccupazione nello stato maggiore ungherese che attivò la 3ª Armata, una forza composta da nuove reclute e riservisti, di un valore militare molto limitato (corpi VII e VIII ungherese). Allo stesso tempo in Ungheria, fazioni pro-tedesche e pro-alleate cercavano di assumere il controllo del paese. Il Reggente, ammiraglio Horthy iniziò negoziati per un armistizio con i sovietici, e Friessner fu costretto a dirottare alcuni dei suoi disperatamente necessari rinforzi a Budapest per controllare la situazione, con la scusa del riposo e della ricostituzione.
Alla fine di settembre sia Malinovskij che Friessner ricevettero nuovi ordini. Il maresciallo Malinovskij doveva marciare direttamente su Budapest sfruttando le posizioni raggiunte nel saliente di Arad, usando la 46ª Armata, la 1ª Armata rumena e il Gruppo di Cavalleria meccanizzata di Pliev, che avrebbe dovuto avanzare in profondità. Il resto delle forze sovietiche (6ª Armata corazzata delle guardie, 53ª armata e il Gruppo di cavalleria meccanizzata di Gorškov, rafforzate in un secondo momento anche dalla 7ª Armata delle guardie), doveva invece attaccare presso Oradea, verso Debrecen. I due raggruppamenti avrebbero poi dovuto ricongiungersi accerchiando e distruggendo gli avversari, presi a tenaglia.
Il generale Friessner invece, secondo le ottimistiche direttive di Hitler e dell'OKH, doveva raggruppare quattro Panzer-Divisionen del 3º Panzerkorps intorno a Debrecen e contrattaccare (Operazione ZigeunerbaronK. Ungvary, Battle for Budapest, p. 1.), a partire dal 10 ottobre, verso Oradea, aggirare e distruggere le forze sovietiche avventuratesi a nord delle Alpi Transilvaniche e riprendere i passi carpatici, stabilendo una solida linea difensiva fino alla primavera seguenteE. Ziemke, Stalingrad to Berlin, p. 360.. Ambedue le parti si preparavano ad attaccare nello stesso periodo e negli stessi luoghi, e ambedue sottovalutavano la forza degli avversari.
Operazione Debrecen