Con bombardamenti strategici durante la seconda guerra mondiale ci si riferisce a tutti i bombardamenti aerei di natura strategica che ebbero luogo tra il 1939 e il 1945 e che coinvolsero le nazioni impegnate nella guerra.

Un bombardamento aereo viene considerato "strategico" quando non è direttamente collegato alle operazioni che si svolgono sui campi di battaglia ed il suo scopo non è obbligare il nemico a cessare la guerra sconfiggendone le forze armate, quanto piuttosto colpendo la fonte della sua potenza militare.

Questo può essere ottenuto attraverso la distruzione dei mezzi materiali necessari al nemico sia per il suo sostentamento che per la continuazione della guerra (fabbriche di armi, fonti di rifornimento, vie di comunicazione, industrie...ecc.); oppure sconvolgendo la vita della popolazione civile in modo da renderla durissima (per esempio colpendo indiscriminatamente le città nemiche), affinché sia essa stessa a richiedere ai propri governanti di stipulare un trattato di pace.Enciclopedia dell'Aviazione, EDIPEM, Novara, 1978, vol. II, p. 41.

Battaglia d'Inghilterra

I primi bombardamenti strategici vennero effettuati dai tedeschi sull'Inghilterra durante la battaglia d'Inghilterra, che doveva essere il preludio alla poi abortita operazione d'invasione dell'isola (operazione Leone Marino), per distruggere la produzione industriale inglese, come ad esempio la fabbrica aeronautica di Castle Bromwich dove venivano prodotti gli Spitfire, le installazioni militari e il morale della popolazione. Durante queste operazioni, in risposta al bombardamento di Monaco di Baviera, venne effettuato il bombardamento di Coventry, che per scelta di Hitler causò un elevato numero di vittime tra la popolazione anche se uno degli obiettivi era quello di distruggere la produzione industriale decentrata in vari minilaboratori posti nell'area urbana.

Il motivo strategico della battaglia fu la volontà tedesca di conquistare la supremazia sui cieli della Manica e dell'Inghilterra meridionale, come condizione preliminare per l'attuazione del piano d'invasione dell'isola per vanificare la supremazia della Royal Navy che avrebbe impedito qualunque tentativo di attraversamento del canale della Manica.

La battaglia terminò con un pieno successo da parte dell'aviazione britannica, che mantenne il controllo aereo della Manica e segnò un punto di svolta importante a favore delle forze alleate nel corso della guerra, costringendo Hitler a rinunciare al piano di invasione del Regno Unito.

Gli storici di scuola inglese affermano che la battaglia durò dal 10 luglio al 31 ottobre 1940 (periodo di maggior intensità delle incursioni aeree diurne). Per contro, le fonti tedesche danno come inizio della battaglia la metà di agosto 1940 e ne pongono la fine nel maggio 1941, quando furono ritirate dal fronte le unità di bombardieri in previsione dell'attacco alla Russia, operazione Barbarossa.

In effetti, durante il prosieguo della guerra il territorio britannico e Londra in particolare vennero bombardati pesantemente con le cosiddette bombe volanti V1 e dai razzi V2, e sporadicamente da incursioni di bombardieri convenzionali, che provocarono numerosissime vittime tra la popolazione civile oltre che uno stato di continua tensione nella popolazione; per controbattere la minaccia la RAF dovette impegnare un forte numero di unità di intercettazione, sottraendole alle operazioni al fronte, fino a che l'avanzata degli Alleati in Francia e Paesi Bassi non eliminò le basi dalle quali proveniva la minaccia.

Bombardamenti sull'Italia

L'Italia, dopo la dichiarazione di guerra alla Francia e alla Gran Bretagna, venne fatta oggetto di alcuni bombardamenti da parte della Royal Air Force su Torino e Genova, di scarsissima efficacia nel centrare gli obiettivi previsti ma che provocarono comunque una quindicina di morti civili. Il 13 luglio 1943 la Royal Air Force con un bombardamento notturno provocò 813 morti a Torino. Contemporaneamente l'Armée de l'air effettuò vari attacchi in Piemonte e Liguria con scarsi risultati, mentre le incursioni diurne su Trapani e Palermo provocarono 45 morti. Tra la fine del 1942 e l'estate del 1943 le città del "Triangolo Industriale" furono soggette a pesanti "area bombings" da parte degli aerei del "Bomber Command" provenienti dalle basi inglesi. Quando gli Alleati conquistarono il nord Africa, le città italiane entrarono nel raggio di azione dei bombardieri pesanti B-17, B-24, Lancaster ed Halifax. Tra i bombardamenti più pesanti, quello del 19 luglio 1943 su Roma, di Napoli e quelli dell'Agosto del 1943 su Milano. Diverse azioni di bombardamento vennero effettuate anche su Napoli, La Spezia e in Sardegna presso Cagliari e La Maddalena, principali porti della Regia Marina, con pesanti danni alle navi e gravi perdite anche tra la popolazione civile. Pesantissimi furono poi i bombardamenti di Reggio Calabria del 1943BOMBARDAMENTI AEREI SU REGGIO CALABRIA 27 GENNAIO – 15 LUGLIO 1943 . con 24 bombardamenti solo sulla città di Reggio, senza contare quelli sui centri minori vicini. Nonostante gli obiettivi di interesse militare fossero distrutti, i bombardamenti si protrassero ulteriormente e il 9 settembre gli inglesi entrarono in una città ridotta a un mucchio di macerie; i morti furono 3.986, i feriti 12.043 e il 70% degli edifici era distrutto o danneggiatoBOMBARDAMENTI SECONDA GUERRA MONDIALE .. Tra le altre città colpite pesantemente dai bombardamenti, nel corso della guerra, si citano: Ancona, Avezzano, Bari, Cassino, Grosseto, Isernia, Livorno, Palermo, Pisa, Pescara, Porto Santo Stefano, Potenza, San Benedetto del Tronto, Treviso, Zara, Foggia.

Gli strateghi modificarono, nel corso del conflitto, le loro pianificazioni e a dimostrazione di come le circostanze e le missioni venissero pianificate anche con assolute novità è emblematica la Operazione Bellicose: tale missione svolse nel Giugno del 1943 il compito di bombardare con 60 apparecchi Avro Lancaster, una volta decollati dai campi di volo britannici, un impianto industriale in Germania e, raggiunta l'Algeria e riforniti di nuove bombe, il Gruppo colpì con successo anche la base navale di La Spezia, nel viaggio di ritorno in Gran Bretagna: venne anche definito come il primo ''bombardamento shuttle''.

Bombardamenti su Malta

Malta, al centro del canale di Sicilia e in una posizione strategica per controllare le rotte dall'Italia all'Africa e da Gibilterra ad Alessandria, era ritenuta dai britannici uno dei primi obiettivi italiani dopo lo scoppio delle ostilità, e pertanto le sue difese vennero depauperate per diminuire le probabili perdite. Vista la scarsa aggressività iniziale da parte italiana, l'isola venne rinforzata di aerei e navi, impianti radar e batterie costiere, e divenne una spina nel fianco dell'Asse. Di conseguenza venne sottoposta a pesanti e continui bombardamenti da parte della Regia Aeronautica e successivamente anche da parte del X Corpo Aereo tedesco, che venne inviato in Sicilia per neutralizzare la minaccia.

L'isola venne costantemente rifornita - sebbene con perdite molto pesanti - e i bombardamenti strategici continuarono anche in vista dell'operazione C3, che infine venne cancellata. Dopo di allora, i bombardamenti andarono a diminuire fino a cessare con lo sbarco in Sicilia da parte degli alleati.

Campagna alleata sulla Germania

La campagna di bombardamento aereo sulla Germania venne iniziata dalla Royal Air Force (RAF) britannica nel 1939. Nel tentativo di ostacolare le operazioni della Kriegsmarine, numericamente inferiore alla Royal Navy, ma molto aggressiva, nell'arco di vari mesi fra il 1939 e il 1940, la RAF effettuò numerosi raid di bombardieri contro i porti militari tedeschi, le fabbriche di U-Boot, i cantieri navali e i depositi di munizioni navali; in particolare a Wilhelmshaven e Kiel. Le conseguenti battaglie aeree contro la Luftwaffe furono molto sanguinose: la RAF arrivò a perdere fino al 50% dei bombardieri Vickers Wellington ad ogni sortita, poiché i bombardieri britannici erano costretti ad effettuare le loro missioni senza alcun caccia di scorta (la RAF non disponeva ancora di caccia a lungo raggio) e i bombardieri, da soli, non riuscivano a difendersi efficacemente dai Bf 109 e Bf 110 della Luftwaffe. Ciò risultò molto evidente, ad esempio, il 18 dicembre 1939 durante la battaglia della Baia di Helgoland, dove su 22 Wellington decollati per l'attacco, 10 vennero abbattuti, 2 ammararono per i danni e 3 si schiantarono in atterraggio; e per i britannici la situazione peggiorò in altre battaglie aeree successive.

Il Bomber Command della RAF colpì in seguito, durante missioni quasi esclusivamente notturne, obiettivi in Scandinavia e in Francia, con risultati però deludenti sia sul piano dei danni arrecati che su quello dei danni subiti, complice la scarsa esperienza degli equipaggi di volo, la caccia notturna tedesca e l'assenza di un adeguato sistema di radionavigazione. Il 24 agosto 1940 un paio di equipaggi della Luftwaffe fuori rotta, convinti di volare sopra la campagna inglese, si alleggerirono del carico bellico. In realtà erano proprio sopra Londra e colpirono del tutto accidentalmente i quartieri centrali della capitale. Lo stesso Hitler aveva categoricamente vietato di bombardare la città, ma Churchill ne approfittò per ordinare al Bomber Command una rappresaglia su Berlino, nella speranza che il dittatore tedesco reagisse a sua volta colpendo città anziché continuare a martoriare gli aeroporti della RAF.. Fu, per gli inglesi, il continuo procedere di una scia di insuccessi resi evidenti dal cosiddetto "rapporto Butt", sviluppato dal segretario del gabinetto di Guerra David Bensusan-Butt..

Un primo cambiamento arrivò alla fine del febbraio 1942, quando Arthur Harris divenne comandante in capo del Bomber Command. Egli, tenace assertore del bombardamento a tappeto da condurre esclusivamente sulle città,. riuscì a riscuotere il primo vero successo della RAF nel bombardamento di Lubecca. e sfruttò appieno le proprie forze nell'operazione Millennium, il grande bombardamento di Colonia, Brema ed Essen.. Nell'estate 1942 si cercò di migliorare la precisione degli equipaggi creando la Pathfinder Force, una speciale unità di bombardieri incaricata di colpire con bombe luminose gli obiettivi della missione che sarebbero poi stati colpiti dalla forza principale, inoltre era ampiamente operativo il sistema di radionavigazione GEE. Sui cieli tedeschi apparvero anche i bombardieri dellVIII Bomber Command statunitense, parte della Eight Air Force, che coadiuvarono la RAF con voli diurni effettuati in formazioni concentrate, i combat box, per migliorare le capacità difensive e garantire almeno teoricamente una elevata precisione. La Germania era così colpita di giorno dagli statunitensi (che tuttavia impiegarono mesi per diventare pienamente efficienti), e di notte dai britannici..