La prima guerra del Nagorno Karabakh è stato un conflitto armato che si è svolto tra il gennaio 1992 e il maggio 1994, nella piccola enclave del Nagorno Karabakh, nel sud-ovest dell'Azerbaigian, tra la maggioranza etnica armena del Nagorno Karabakh, sostenuta dalla Repubblica Armena, e la Repubblica dell'Azerbaigian.
Preceduto, a partire dal 1988, da atti di violenza e di pulizia etnica compiuti da entrambe le parti, il conflitto scoppiò in seguito al voto del parlamento del Nagorno Karabakh il quale, facendo leva su una legge sovietica allora vigente, dichiarò la nascita della Repubblica del Karabakh Montagnoso (Nagorno Karabakh)-Artsakh.
In base a tale legge del 3 aprile 1990 (Registro del Congresso dei deputati del popolo dell'Urss e Soviet Supremo, n.13 pag 252) se all'interno di una repubblica che decideva il distacco dall'Unione vi era una regione autonoma (oblast'), questa aveva diritto di scegliere attraverso una libera manifestazione di volontà popolare se seguire o meno la repubblica secessionista nel suo distacco dall'Urss. Il 30 agosto 1991, l'Azerbaigian decise di lasciare l'Unione e diede vita alla repubblica di Azerbaigian. Il 2 settembre il soviet del Nagorno Karabakh decise di non seguire l'Azerbaigian e votò per la costituzione di una nuova entità statale autonoma. Il 26 novembre il Consiglio Supremo dell'Azerbaigian riunito in sessione straordinaria approvò una mozione per l'abolizione dello statuto autonomo del Karabakh ma la Corte Costituzionale sovietica due giorni dopo la respinse, in quanto non più materia sulla quale l'Azerbaigian poteva legiferare. Il 10 dicembre 1991 la neonata repubblica del Nagorno Karabakh-Artsakh votò il referendum confermativo al quale fecero seguito le elezioni politiche per il nuovo parlamento.
Il 6 gennaio 1992 venne ufficialmente proclamata la repubblica, il 31 dello stesso mese cominciano i bombardamenti azeri sulla regione. Alla fine della guerra, nel 1994, il Nagorno-Karabakh si consolida come repubblica de facto non ancora riconosciuta peraltro dalla comunità internazionale. L'Azerbaigian lamenta la perdita del suo territorio e rivendica il principio di integrità territoriale, mentre dal canto loro gli armeni rivendicano quello di autodeterminazione dei popoli.
Per gli armeni del Nagorno-Karabakh il territorio ricompreso nei confini dell'oblast' sovietico e dal quale è nata la nuova repubblica non ha mai fatto parte ufficialmente della nuova repubblica dell'Azerbaigian la quale peraltro nel suo Atto Costitutivo del 1991 (art. 2) rigettava l'esperienza sovietica e si richiamava alla prima repubblica armena (1918-20) nella quale il Karabakh non fu mai compreso perché venne assegnato all'Azerbaigian (sovietico) solo nel 1921. Rimangono non eseguite le quattro Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (n. 822, 853, 874 e 884, tutte del 1993 mentre era in corso il conflitto) sul “ritiro delle forze di occupazione dalle aree occupate appartenenti alla Repubblica dell'Azerbaigian”. Dalla fine della guerra, i rapporti tra Armenia e Azerbaigian sono ancora molto tesi. Nel 2008, il presidente azero Ilham Aliyev ha dichiarato che "il Nagorno-Karabakh non sarà mai indipendente, questa posizione è sostenuta dai mediatori internazionali, nonché l'Armenia, deve accettare la realtà".
I due paesi sono ancora tecnicamente in guerra e il governo dell'Azerbaigian minaccia di riconquistare il Nagorno-Karabakh con la forza militare, se la mediazione dell'OSCE, Gruppo di Minsk, non riuscirà nel suo compito.
Le zone di confine tra il Nagorno-Karabakh e l'Azerbaigian rimangono militarizzate in un regime di "cessate il fuoco" spesso violato da entrambe le parti.
Antefatti Il tema della potestà territoriale sul Nagorno-Karabakh è un argomento di forte dibattito tra armeni e azeri. La storia del Nagorno-Karabakh - l'antica provincia armena di Artsakh - attraversa due millenni, nei quali è passato sotto il controllo di diversi imperi. Il conflitto odierno però nasce dagli eventi verificatisi dopo la prima guerra mondiale; poco prima della fine dell'Impero ottomano, l'Impero russo collassò nel 1917 e passò sotto il controllo dei bolscevichi. Tre nazioni del Caucaso, Armenia, Azerbaigian e Georgia, precedentemente sotto il controllo russo, dichiararono la propria indipendenza per formare la Repubblica Federale Democratica Transcaucasica, la quale si dissolse dopo tre mesi dalla sua nascita.
Guerra armeno-azera
Tra il 1918 e il 1920 si ebbero degli scontri tra la Repubblica democratica armena e la Repubblica democratica azera in tre regioni specifiche: Nakchivan, Zangezur (l'attuale provincia armena di Syunik) e nel Nagorno-Karabakh. Alla base del conflitto c'erano delle dispute riguardanti i confini. Già il primo Congresso del popolo del Karabakh (22 luglio 1918) aveva proclamato la regione indipendente. Analoghe richieste vennero avanzate nei Congressi successivi sino al Decimo (26 maggio 1920) mentre nel frattempo (1919) il comando britannico di stanza nel Caucaso meridionale e in Persia, in seguito alla capitolazione dell'Impero ottomano, aveva affidato in maniera provvisoria il Karabakh e Zangezur al funzionario azero Khosrov bey Sultanov, il quale divenne governatore-generale delle due province, lasciando la decisione finale alla Conferenza di pace di Parigi.
Divisione sovietica
Nell'aprile del 1920 l'Unione Sovietica, con l'11ª Armata, invase il Caucaso creando nel 1922 la RSSF Transcaucasica che divenne una delle repubbliche sovietiche. Successivamente venne formato un comitato composto da sette membri che prese il nome di Ufficio Caucasico, più spesso indicato come Kavburo. Sotto la supervisione del Commissario del popolo per le nazionalità, ruolo ricoperto al tempo da Iosif Stalin, il Kavburo venne incaricato di dirimere le questioni riguardanti il Caucaso. In data 4 luglio 1921, il Kavburo prese la decisione, con una maggioranza di 4 a 3, di concedere la sovranità territoriale del Nagorno-Karabakh alla neonata RSS di Armenia ma il giorno successivo il Kavburo mutò la decisione presa e la regione venne assegnata alla RSS Azera il cui Soviet peraltro aveva riconosciuto (telegramma del 30 novembre 1920) l'armenità della regione ed il diritto dell'Armenia (ora divenuta essa pure sovietica) ad amministrarla. L'Oblast' autonoma del Nagorno Karabakh fu creata nel 1923, la capitale fu spostata da Shushi a Stepanakert; il 94% della popolazione era di etnia armena.
Studiosi armeni e azeri hanno considerato il comportamento sovietico come un'applicazione russa del principio Divide et impera. Altri hanno visto la decisione sovietica sul Nagorno Karabakh come un atto per mantenere buon rapporti con la Turchia di Atatürk. Durante i decenni successivi di dominio sovietico, gli armeni mantennero sempre forte il desiderio di unificare il Nagorno Karabakh con l'Armenia, alcuni esponenti del Partito Comunista Armeno tentarono di porlo in essere, tra questi Aghasi Khanjian. Gli armeni sostenevano che i loro diritti nazionali fossero stati soppressi e le loro libertà culturali ed economiche ridotte.
Mentre la regione del Nakhichevan (dove gli armeni all'inizio del Novecento erano oltre il 60% della popolazione) aveva progressivamente perso tale etnia, nel Nagorno Karabakh la percentuale di armeni era rimasta altissima in virtù di una particolare configurazione del territorio e non da ultimo per il fatto che esso non aveva alcuna contiguità territoriale con l'Armenia.
Il risveglio della questione del Karabakh Michail Gorbačëv salì al potere nel 1985, iniziò ad attuare i suoi piani per riformare l'Unione Sovietica. Piani che si possono riassumere in due politiche, perestrojka e glasnost'. Mentre la perestroika aveva più a che fare con la riforma economica, la glasnost' o "apertura" fu una libertà concessa ai cittadini sovietici per manifestare dissenso circa il sistema comunista e il suo stesso leader.
Il 20 febbraio 1988, alla luce di queste nuove riforme, il Soviet Regionale del Karabakh decise di votare un testo al fine di unificare la regione autonoma con l'Armenia. Il soviet del Karabakh lamentava il fatto che le scuole della regione non avevano libri di lingua armena e che il Segretario generale azerbaigiano Heydar Aliyev (futuro presidente dell'Azerbaigian) stava adottando delle misure politiche al fine di aumentare numericamente l'etnia azera nella regione del Nagorno Karabakh. Nel 1988, infatti, la popolazione armena del Karabakh si era ridotta a quasi i tre quarti della popolazione totaleSi veda Demografia del Nagorno Karabakh.
Il movimento venne guidato da popolari personaggi armeni e trovò anche il supporto di intellettuali russi. Secondo il giornalista Thomas De Waal, membri della intelligencija russa, come il dissidente Andrej Sacharov, espressero un "supporto abbastanza semplicistico" per gli armeni che protestavano nelle strade di Erevan, dovuto alla vicinanza delle relazioni tra intellettuali russi e armeni. Le opinioni di Sacharov sulla questione del Karabakh furono controverse, inizialmente prese posizione a favore degli armeni, guidato dalla moglie armena, successivamente propose diverse e complesse vie d'uscita dal conflitto.
Un supporto più deciso per il movimento tra l'élite russa venne manifestato attraverso la stampa: nel novembre del 1987 L'Umanité pubblicò il commento di Abel Aganbegyan, un consigliere economico di Gorbačëv, nel quale si suggeriva che il Nagorno Karabakh fosse ceduto all'Armenia. Prima della dichiarazione, a Erevan, si ebbero delle proteste degli armeni e scioperi dei lavoratori con i quali si chiedeva l'unificazione con il Nagorno. Gli azeri a loro volta protestarono a Baku.
Dopo le dimostrazioni di Yerevan per chiedere l'unificazione con il Nagorno Karabakh, Gorbačëv incontrò i due leader del movimento armeno nel frattempo organizzatosi in un Comitato Karabakh, Zori Balayan e Silvia Kaputikian, il 26 gennaio 1988; Gorbačëv chiese una moratoria di un mese sulle dimostrazioni. Al suo ritorno in Armenia, la sera stessa, Silvia Kaputikian si rivolse alla folla affermando che "gli armeni avevano trionfato" mentre in realtà Gorbačëv non aveva fatto alcuna promessa concreta. Secondo Svante Cornell, questa azione era rivolta a forzare la decisione di Mosca.
Askeran
L'aumento delle tensioni determinò lo scoppio di scontri etnici tra gli armeni e gli azeri che vivevano nel Karabakh. Già verso la fine del 1987 i rifugiati azeri provenienti dai villaggi di Kapan e Meghri in Armenia protestarono affermando di essere stati obbligati a lasciare le loro abitazioni a causa delle tensioni. Nel novembre del 1987 due treni pieni di azeri arrivarono alla stazione di Baku. Successivamente, intervistati, i sindaci delle due città sostennero che all'epoca non vi fossero tensioni e che non vi fossero documenti che provassero le espulsioni forzate.
Il 20 febbraio 1988 due studentesse azere che effettuavano il praticantato presso l'ospedale di Stepanakert furono stuprate da armeni. Due giorni dopo si tenne un confronto diretto tra le due comunità presso la città di Askeran nel Nagorno Karabakh, la situazione degenerò in uno scontro durante il quale due giovani azeri furono uccisi, uno dei quali probabilmente per mano di un poliziotto del posto, forse azero. In data 27 febbraio 1988, il vice-procuratore sovietico Alexander Katusev mentre parlava alla Televisione centrale di Baku riportò la notizia che due abitanti del distretto di Agdam erano stati uccisi e citò due nomi islamici.
Pogrom di Sumgait