Il santuario di San Francesco d'Assisi all'Immacolata si trova a Messina.
È un imponente tempio, la seconda chiesa di Messina per dimensioni, che sorge sul viale Boccetta e le cui possenti absidi merlate sono raffigurate nel dipinto Cristo in pietà sorretto da tre angeli di Antonello da Messina che si trova al museo Correr di Venezia. Primo tempio dell'ordine francescano in Sicilia, edificato in periodo angioino nel 1254, in onore di San Francesco appena 28 anni dalla sua morte per volere di alcuni nobili messinesi e degli stessi frati. La prima pietra fu benedetta dal Papa Alessandro IV, vi soggiornò al suo passaggio da Messina sant'Antonio di Padova. La sua slanciata ed imponente architettura riecheggia forme nordiche.
Storia
Epoca delle origini dell'edificazione 1212: arrivo e insediamento dei primi membri dell'Ordine dei frati minori a Messina presso la piccola chiesa di San Leone nell'omonimo borgo cittadino.. 1216: assegnazione della sede conventuale nei pressi del torrente e della primitiva chiesa di Sant'Orsola collocata al di fuori delle mura cittadine, abbandono della primitiva struttura. Sono segnalati continui dissidi e battibecchi fra religiosi dell'Ordine francescano e quelli dell'Ordine domenicano circa le contese territoriali e giurisdizione dei rispettivi istituti. 1221: il taumaturgo Antonio di Padova è ospite presso l'istituzione in seguito al naufragio sulle coste siciliane avvenuto al rientro dalla missione in Africa.. 1255 5 gennaio: a Napoli, papa Alessandro IV benedice la prima pietra per la nuova chiesa,. promotrici secondo tradizione, le nobildonne Violante Palizzi, Eleonora da Procida, Beatrice Belfiore..
Epoca tra il XIII ed il XIV secolo Tra i patrocinatori Federico III di Sicilia, la nuora Elisabetta di Carinzia e il nipote Federico IV di Sicilia che vi costruì il convento. Lo stesso Federico IV, il 13 ottobre 1370 - mentre era in compagnia dell'arcivescovo Dionisio de Murcia - proprio all'uscita di una cerimonia tenutasi in questo tempio, subì un attentato..
Come Cappella Reale, il tempio ospitò le tombe di Federico IV di Sicilia † 27 luglio 1377, di sua madre Elisabetta di Carinzia † 1352c., dei duchi di Randazzo Guglielmo d'Aragona e Giovanni d'Aragona.. Anche Camiola Turinga, celebre donna messinese, fu sepolta in questa chiesa dove nel '500 il matematico Francesco Maurolico le rese visita..
Tra l'Epoca rinascimentale e il XIX secolo 1512: realizzazione del coro intagliato simile a quello esistente a Palermo attribuito a Giovanni e Palo Gili, e in seguito rovinato dall'incendio del 1884. 1535 ottobre: Carlo V d'Asburgo durante la visita a Messina di ritorno da Tunisi lo dichiara Magna Domus Messanensis, istituto capo della provincia, già proto-convento francescano dell'isola. e Cappella Reale. 1554, I resti mortali dei sovrani di Regno di Trinacria sono collocati in un unico sarcofago recante un bassorilievo raffigurante il Ratto di Proserpina, manufatto posto dietro l'altare maggiore. Il 2 agosto 1655 il Viceré di Sicilia Rodrigo Díaz de Vivar Sandoval Hurtado de Mendoza, duca dell'Infantado, invitò l'arcivescovo di Messina Simone Carafa, i vescovi Marco Antonio Gussio di Catania, Giovanni Antonio Capobianco di Siracusa, Ferdinando Sanchez de Cuellar di Girgenti, Juan Lozano di Mazara del Vallo, Francesco Gisulfo e Osorio di Cefalù, Ludovico Alfonso de Los Cameros di Patti e vescovo supplente di Monreale, esortandoli a fare lo stesso solenne giuramento - ovvero di porre l'intero Regno sotto la celeste guida della Vergine Immacolata - e promuoverlo nelle rispettive diocesi. 1666: il pittore Antonino Catalano il Giovane fu sepolto in questa chiesa. 1721: ricostruzione in stile barocco, per ovviare in parte ai danni arrecati dalle scosse del terremoto del Val di Noto del 1693 che arrecò danni alle coperture del tetto. 1799: ricostruzione per riparare i danni del terremoto della Calabria meridionale del 1783, campagna diretta dall'abate Giacomo Minutolo. 1884 23 luglio:. devastata da un violento incendio che distrusse gli interni e il tetto ligneo, lasciando in piedi solo le mura perimetrali. Degli abbellimenti si salvano solo le statue di San Francesco d'Assisi, dell'Immacolata Concezione e di Sant'Antonio di Padova. Quest'ultima statua in seguito sarà collocata nei giardini del chiostro. Negli ultimi decenni del XIX secolo sono stati eseguiti lavori di restauri diretti da Giuseppe Patricolo.
Epoca contemporanea 1908 28 dicembre: il terremoto di Messina provoca il crollo di una parte delle strutture. Solo gli imponenti contrafforti delle arcate absidali strombate e merlate resistettero al sisma. 1923, 9 dicembre: su progetto dell'ingegnere Letterio Savoja è condotta la ricostruzione volta a riprodurre la pianta e lo stile dell'antica chiesa utilizzando i conci superstiti. I lavori, effettuati dalla ditta fratelli Cardillo dal febbraio 1926 al novembre 1928, costarono circa sette milioni di lire: i ruderi superstiti furono restaurati e fu ripristinato il resto dell'edificio utilizzando parti e il materiali crollati. 1928 25 novembre: la chiesa è solennemente consacrata e riaperta alle pratiche di culto. 1954: nuovo ciclo di restauro per la riparazione dei danni subiti in seguito ai bombardamenti causati durante la Seconda guerra mondiale. 1965: nella piazzetta della chiesa è collocata la statua bronzea raffigurante San Francesco d'Assisi, opera dello scultore messinese Antonio Bonfiglio. 1992: l'altare maggiore è sostituito con un nuovo manufatto, l'abside è rimodulata con un crocifisso al centro.
Interno primitivo
Documentazione dell'impianto rinascimentale: Navata destra Sepolcro, manufatto marmoreo a forma di altare del XVI secolo, monumento funebre di Stefano Patti del 1587,. opera di Rinaldo Bonanno. Sulla parete è documentato il dipinto raffigurante la Madonna dell'Itria tra San Giuseppe e Santo Stefano,. opera di Alessandro Allori del 1590, oggi al Museo regionale di Messina.
Prima campata: Cappella di Sant'Orsola. Alla parete il Martirio di Sant'Orsola e compagni, dipinto di Andrea Suppa.... Seconda campata: Cappella della Madonna del Parto. Alla parete la Madonna con Bambino raffigurata fra San Diego Confessore, San Francesco d'Assisi e Ludovico d'Angiò, dipinto di Antonio Catalano il Vecchio o l'Antico. Nell'ambiente sono documentate sculture lignee raffiguranti la Madonna del Parto diversamente dislocate. Terza campata: Cappella della Flagellazione. Alla parete la Flagellazione di Cristo alla colonna, dipinto di Antonio Catalano il Vecchio o l'Antico. Quarta campata: Cappella della Vergine. Sull'altare la Madonna orante, bassorilievo marmoreo del XII secolo recante gli attributi postumi della famiglia Campo, manufatto oggi custodito nel Museo regionale di Messina. Quinta campata: Cappella di San Francesco d'Assisi. Alla parete le Stimmate di San Francesco, dipinto attribuito a Salvatore d'Antonio, gli affreschi di Vincenzo Tuccari.. Sesta campata: Cappella della Porziuncola. Sulla mensa è collocata la Madonna degli Angeli o Vergine della Porziuncola, statua marmorea di Antonello Gagini, oggi esposta al Museo regionale di Messina. Settima campata: ingresso laterale con portale del XIV secolo. Ottava campata: Cappella di San Lorenzo o Cappella De Gregorio. Alla parete il Martirio di San Lorenzo, dipinto di Alonzo Rodriguez. Cappella patrocinata dalla famiglia De Gregorio con i sepolcri di Paola De Gregorio Spatafora † 1716, Eleonora De Gregorio Donato † 1719, Lorenzo De Gregorio, Lorenzo De Gregorio.
Navata sinistra Sepolcro,. manufatto marmoreo del XVI secolo, monumento funebre di Angelo Balsamo, barone di San Basilio, † 1507, ammiraglio, attribuito Antonello Freri. Manufatto documentato in una cappella a sinistra della navata prossima all'ingresso, a sua volta addossato alla parete sul lato sinistro, circostanza avvalorata dalla mancata rifinitura dei fregi. Nel 1721, quando la chiesa fu trasformata perché sovraccaricata di decorazioni barocche, fu adattato accanto alla porta maggiore. Dopo il 1783 il manufatto fu riassemblato. Annerito dall'incendio del 1884, per volontà del principe Francesco Marullo di Castellaci, ultimo discendente per ramo materno dei Balsamo, fu restaurato e rimodulato. Sotto una grande elevazione con decori a cassettoni sorretta da colonne con grottesche in rilievo e arabeschi, è ritratto il milite abbigliato in assetto di guerra, orante in ginocchio con le mani giunte, dinanzi ad un leggio drappeggiato di stoffe, su cui sta aperto il libro delle preghiere, in prossimità un paggetto, dritto in piedi, con lo spadino levato, immobile, come in attesa del comando. Nel basamento è raffigurato il mito di Anfitrite e reca l'iscrizione: "CLARISSIMI ANGELI BALSAMI BARONIS DIVI BASILII IN HOC TVMVLO OSSA CONDVNTVR. QVI NONIS AVGVSTI DIEM CLAVSIT EXTREMVM. MDVII."
Dopo il sisma del 1908 l'opera frammentata fu ricomposta nel Museo regionale di Messina.
Prima campata. Alla parete la Vergine con bambino e Albero degli ordini religiosi, dipinti di ignoto. Seconda campata: Cappella di Sant'Antonio di Padova. Alla parete il Sant'Antonio di Padova e due quadri raffiguranti miracoli di Sant'Antonio - Il piede riattaccato e La mula dell'eretico -, attribuiti a Antonio Catalano il Vecchio o l'Antico, ciclo di affreschi di Nicolò Francesco Maffei. Terza campata: Cappella dei marchesi d'Altamira. Ancona, manufatto marmoreo del cinquecento e tre dipinti di Mario Minniti: Natività o Adorazione dei Pastori, Santa Elisabetta adorante il Crocifisso e Santa Margherita da Cortona.. Quarta campata: Cappella dell'Immacolata Concezione. Alla parete il quadro raffigurante lImmacolata Concezione, dipinto arricchito da manta d'argento. Quinta campata: Cappella della Madonna della Lettera. Alla parete la Madonna della Lettera raffigurata fra San Placido e San Francesco d'Assisi, opera di Alonzo Rodriguez, Giovanni Duns Scoto nell'atto di predicare, dipinto di ignoto. Sesta campata: Alla parete i quadri raffiguranti Santa Chiara e Santa Agnese d'Assisi e Santi Cosma e Damiano. quest'ultimo opera di Vincenzo da Pavia. Settima campata: ingresso laterale, collegamento con il chiostro. Alla parete San Francesco moribondo, dipinto d'autore ignoto. Ottava campata: Cappella di San Bonaventura. Alla parete il quadro Angelo che comunica con San Bonaventura, dipinto di Andrea Suppa...
Transetto Transetto destro: Cappella di San Giuseppe. Ambiente con la grande tela di Giuseppe Manno raffigurante il Transito di San Giuseppe, nelle adiacenze il cenotafio di Girolamo Cappellino, senatore al tempo di Diego Enriquez Guzman, conte di Alba de Lista, viceré di Sicilia. Absidiola destra: Cappella del Santissimo Sacramento. Ambiente patrocinato alla famiglia Marchetto, interamente decorato da affreschi realizzati da Filippo Tancredi. con altare di stile barocco in marmi mischi e macchina lignea. Transetto sinistro: area probabilmente adibita a sede dell'organo, manufatto ligneo riccamente scolpito nel Seicento da abili maestranze messinesi. Absidiola sinistra. Adiacente a questo ambiente una piccola stanza nella quale è documentata una piccola tavola di Deodato Guinaccia raffigurante la Madonna del Rosario ritratta con San Gerolamo e altri santi. Del 1618c., il monumento sepolcrale in bronzo eretto da Giovanni Lanza alla giovane moglie Francesca Lanza Cybo. Fu ricomposto nel 1905 a spese di monsignore Domenico Lancia di Brolo, arcivescovo di Monreale e discendente della nobile defunta. Il manufatto è oggi ospitato al Museo regionale di Messina.