Il 3º Corpo meccanizzato delle guardie () era una formazione meccanizzata dell'Armata Rossa costituita nel settembre 1942 che partecipò con distinzione a numerose battaglie e campagne di guerra sul fronte orientale durante la seconda guerra mondiale.

L'unità meccanizzata era stata costituita a partire dai resti del 28º Corpo corazzato, praticamente distrutto durante i combattimenti sul Don dell'estate 1942, e, con la denominazione originaria iniziale di 4º Corpo meccanizzato, era stata particolarmente rinforzata con numerosi carri armati moderni per partecipare nel settore meridionale del fronte all'importantissima Operazione Urano, la controffensiva dell'autunno 1942 sul fronte di Stalingrado. Il 4º Corpo meccanizzato prese parte quindi all'operazione dal 20 novembre 1942 ed eseguì con successo i suoi compiti congiungendosi, dopo una rapida avanzata, con gli altri corpi mobili sovietici provenienti da nord e chiudendo la decisiva sacca di Stalingrado intorno alla 6ª Armata tedesca. Per questa grande vittoria, Stalin e lo Stavka ridenominarono, il 18 dicembre 1942, il reparto meccanizzato con il titolo onorifico di 3º Corpo meccanizzato delle guardie.

Il 3º meccanizzato delle guardie, continuò negli ultimi tre anni della "Grande Guerra Patriottica" a combattere con successo in numerosi settori del fronte orientale, distinguendosi ancora sul Don, a Char'kov, sul Dniepr (nel 1943), durante la riuscita Operazione Bagration (nel 1944). Nell'ultimo anno di guerra il corpo meccanizzato fu impegnato soprattutto nell'area baltica, contribuendo a isolare il Gruppo d'armate Nord tedesco e partecipando alle dure battaglie in Curlandia.

Equipaggiato fin dal 1944 con carri americani Sherman, rafforzati da carri pesanti sovietici Stalin II, il 3º Corpo meccanizzato delle guardie, dopo la resa della Germania, venne quindi trasferito in Estremo Oriente e partecipò alla rapida e decisiva campagna sovietica contro l'Armata del Kwantung giapponese dell'agosto 1945, coronando in questo lontano fronte i notevoli successi conseguiti durante la guerra in Europa.

Storia Rinascita delle forze meccanizzate sovietiche L'Armata Rossa entrò in guerra nel giugno 1941 con oltre venti cosiddetti "corpi meccanizzati"; si trattava di pesanti e poco funzionali formazioni organizzate in fretta con un'enorme varietà di carri armati leggeri, medi e pesanti (più o meno moderni), con personale non addestrato e con scarsi supporti logistici, che in teoria dovevano disporre ciascuno di ben 1031 carri armati e oltre 35.000 uomini.S.J.Zaloga/L.S.Ness, Red Army handbook, pp. 65-69. Tra questi corpi era stato costituito nel gennaio 1941 il "4º Corpo meccanizzato", guidato dal maggiore generale Andrej Vlasov, tra i più potenti e meglio equipaggiati dello schieramento sovietico. Dotato di oltre 900 mezzi corazzati, tra cui 300 T-34 e 114 KV, il 4º Corpo meccanizzato, posizionato nel settore di Lvov, cercò coraggiosamente di frenare l'avanzata tedesca ma venne decimato e già a luglio 1941 venne sciolto dal comando sovietico insieme a tutti gli altri corpi meccanizzati superstiti dopo le catastrofiche battaglie iniziali dell'Operazione Barbarossa.S.J.Zaloga, T-34 medium tank, pp. 9 e 15-17.

Il Comando sovietico, gravemente carente in questa fase iniziale della guerra di mezzi moderni e di personale addestrato, ricostituì lentamente nuove strutture corazzate e meccanizzate, e quindi solo nella primavera 1942 ricomparvero nell'ordine di battaglia dell'Armata Rossa formazioni organiche mobili in grado teoricamente di contrastare le potenti Panzer-Divisionen tedesche e di effettuare missioni operative strategiche. Vennero costituiti i cosiddetti "corpi corazzati", formazioni piuttosto piccole e con scarso sostegno di fanteria motorizzata e di artiglieria, equipaggiate con 168 carri armati e con 7.800 uomini di personale; e, a partire dal settembre 1942, i primi nuovi "corpi meccanizzati", formazioni molto più complesse, dotate di 15.500 uomini, con 175 carri armati, riccamente fornite di mezzi motorizzati e di artiglieria e quindi in grado, secondo le teorie del Comando delle Forze Corazzate dell'Armata Rossa, di svolgere operazioni autonome in profondità per sconvolgere il fronte nemico e sfruttare i successi a livello strategico.S.J.Zaloga/L.S.Ness, Red Army handbook, pp. 75-80 e 82-84.

Mentre vennero organizzati entro il 1942 ben 25 corpi corazzati, solo otto furono i corpi meccanizzati costituiti dall'Armata Rossa entro quell'anno, a causa della maggiore complessità e costo di queste formazioni, e della necessità di molti mezzi motorizzati, di supporto logistico e di personale specializzato.C.C.Sharp, The soviet order of battle, vol. III: Red Storm, pp. 4-6. Tra questi otto corpi meccanizzati, il 18 settembre 1942 venne ufficialmente costituito nel Distretto Militare del Volga, e quindi nelle retrovie del fronte combattente di Stalingrado, il nuovo 4º Corpo meccanizzato.C.C.Sharp, The soviet order of battle, vol. III: Red Storm, p. 14.

Operazione Urano e battaglia di Stalingrado

Il nuovo 4º Corpo meccanizzato venne organizzato utilizzando i quadri e i comandi superstiti del disciolto 28º Corpo corazzato, che era uscito distrutto dai disperati combattimenti di luglio 1942 nell'ansa del Don per cercare di bloccare la marcia delle forze corazzate tedesche in direzione di Stalingrado. Nel quadro della costituzione e del rafforzamento delle riserve meccanizzate a disposizione dei fronti combattenti nel settore del Volga e del Don in vista di una grande offensiva invernale per capovolgere le sorti dei combattimenti nel settore meridionale del Fronte orientale, il comando sovietico quindi costituì o riequipaggiò nuovi reparti mobili assegnandoli ai vari fronti come forze di sfondamento e di sfruttamento del successo; il 4º Corpo meccanizzato venne assegnato al Fronte di Stalingrado del generale Andrej Erëmenko, destinato ad attaccare a sud della città sul Volga, e venne particolarmente potenziato aggregando due nuovi reggimenti corazzati alle tre brigate meccanizzate già presenti.J.Erickson, The road to Stalingrad, p. 430.

Quindi alla fine del settembre 1942, guidato dall'esperto maggior generale Vasilij Timofeevič Vol'skij, disponeva di ben 220 carri armati, 20.000 uomini, 100 autoblindo e oltre 2000 autocarri, divenendo la formazione mobile più grande e potente a disposizione dei fronti destinati alla controffensiva. A partire dai primi di ottobre, il 4º Corpo meccanizzato, che disponeva di un nucleo di equipaggi e comandanti veterani, reduci dai combattimenti dell'estate 1942, cominciò quindi a spostarsi in segreto e con rigide misure di mascheramento a sud, attraversando di nascosto il Volga e posizionandosi, immobile e camuffato, nella regione dei laghi salati, pronto a passare all'offensiva secondo i piani della grandiosa Operazione Urano.J.Erickson, The road to Stalingrad, pp. 430-431.

Il 20 novembre 1942 (il giorno dopo l'inizio dell'attacco sul fronte del Don), il Fronte di Stalingrado passò all'offensiva travolgendo facilmente le deboli difese rumene; nella stessa giornata il 4º Corpo meccanizzato entrò quindi in azione per sfruttare lo sfondamento ed avanzare rapidamente verso ovest.J.Erickson, The road to Stalingrad, pp. 466-467. Nonostante alcune incertezze del maggior generale Vol'skij e una certa confusione legata alle difficoltà del terreno ed alla mancanza di sufficienti vie di comunicazione, le tre brigate meccanizzate riuscirono a progredire in profondità continuando ad avanzare anche nelle ore notturne. La resistenza delle riserve tedesche fu debole e, sollecitato energicamente dal generale Erëmenko ad affrettare l'avanzata, il 4º Corpo meccanizzato riuscì ad eseguire la sua importante missione, scompigliando le retrovie nemiche e conquistando di sorpresa, nelle giornate del 21 e 22 novembre, i centri ferroviari di Abganerovo e Krivomužskaja, interrompendo le comunicazioni della 6ª Armata tedesca, sempre agganciata a Stalingrado.J.Erickson, The road to Stalingrad, pp. 468-469.

La sera del 22 novembre gli elementi di punta del 4º Corpo meccanizzato (36ª Brigata meccanizzata del colonnello Rodionov) raggiunsero Sovietskij, respinsero alcune riserve corazzate tedesche che tentavano di intervenire da Marinovka e si fermarono per attendere l'arrivo delle altre colonne mobili sovietiche provenienti da nord. Il 23 novembre 1942, nel pomeriggio, il 4º Corpo meccanizzato si ricongiunse, nell'area di Sovietskij, con il 4º Corpo corazzato e il 26º Corpo corazzato del Fronte Sud-Ovest, che avevano attraversato il Don a Kalač e, guidati da razzi di segnalazione verdi, avevano raggiunto a loro volta Sovietskji.J.Erickson, The road to Stalingrad, pp. 469-470. Il primo contatto avvenne alle ore 15.00 tra la 36ª Brigata meccanizzata del colonnello Rodionov e la 45ª Brigata carri del tenente colonnello Židkov del 4º Corpo corazzato; i carristi festeggiarono la straordinaria vittoria con vodka e salsicce.A. Beevor, Stalingrado, p. 285. In questo modo venne definitivamente chiusa la trappola e la 6ª Armata e parte della 4ª Armata corazzata tedesca vennero completamente accerchiate. Il 4º Corpo meccanizzato aveva subito perdite durante i tre giorni di avanzata ma, nonostante carenze logistiche e alcuni errori tattici, aveva vittoriosamente completato il suo compito, contribuendo in modo decisivo all'Operazione Urano.

La partecipazione del 4º Corpo meccanizzato alla fase finale della battaglia di Stalingrado non era tuttavia affatto terminata e, al contrario, a partire dal 12 dicembre, la formazione meccanizzata, ridotta ad un centinaio di carri armati, dovette intervenire duramente per contrastare il tentativo tedesco di sbloccare la sacca della 6ª Armata (Operazione Tempesta Invernale). Per molti giorni i mezzi corazzati del 4º Corpo affrontarono i panzer della 6. Panzer-Division, contrattaccando, infliggendo perdite e rallentando l'avanzata nemica in attesa dell'arrivo delle riserve della Stavka.J.Erickson, The road to Berlin, pp. 12-15.

Il 4º meccanizzato si batté con notevole valore e guadagnò, a costo di gravi perdite, tempo prezioso fino all'arrivo il 24 dicembre della potente 2ª Armata delle guardie che permise, alla fine del mese, di passare alla controffensiva vittoriosa che respinse le indebolite forze tedesche in direzione di Rostov. A questa fase controffensiva partecipò con efficacia anche il 4º Corpo meccanizzato che era già stato onorato (dal 18 dicembre 1942), per il valore dimostrato in attacco e in difesa, del nuovo nome di 3º Corpo meccanizzato delle guardie, la seconda formazione meccanizzata dell'Armata Rossa (dopo il 26º Corpo corazzato) ad essere insignita, per il comportamento sul campo di battaglia, del titolo delle guardie.J.Erickson, The road to Berlin, pp. 22-23.

A gennaio 1943 il 3º delle guardie partecipò ancora ai nuovi tentativi sovietici di raggiungere Rostov e tagliare la ritirata delle forze tedesche nel Caucaso, ma l'obiettivo non venne raggiunto ed a marzo finalmente il corpo meccanizzato, completamente esausto, venne ritirato dalla prima linea per essere riorganizzato e riequipaggiato in vista della campagna di primavera.C.C.Sharp, The soviet order of battle, vol. III: Red Storm, p. 55.

Operazione Bagration e la conquista dei Paesi Baltici