L'astro falsa pratolina (Aster bellidiastrum (L.) Scop., 1771) è una piccola pianta erbacea, perenne spontanea dei pascoli collinari e montani appartenente alla famiglia delle Asteracee.

Descrizione

L'altezza di queste piante può variare da 1 – 2 dm. La forma biologica della pianta è definita come emicriptofita rosulata (H ros): ossia è una pianta perennante per mezzo di gemme al livello del terreno protette dalla lettiera o dalla neve, mentre le foglie sono disposte a formare una rosetta basale. Radici Le radici sono secondarie da rizoma. Fusto Parte ipogea: la parte sotterranea del fusto consiste in un rizoma troncato di tipo fittonante. Parte epigea: la parte aerea è eretta, più o meno pelosa (pelosità appressata). Foglie Sono presenti solo foglie radicali disposte in rosetta a forma ovato-spatolata (o anche oblaceolata); la superficie è peloso-irsuta; i margini sono dentati (con 13 – 19 denti). Dimensione della lamina: larghezza 17 – 25 mm; lunghezza 30 – 50 mm. Infiorescenza

L'infiorescenza è composta da un solo capolino con la tipica forma di una margherita. La struttura dei capolini è quella delle Asteracee: il peduncolo sorregge un involucro cilindrico composto da diverse squame che fanno da protezione al ricettacolo nudo e piano nella parte terminale sul quale s'inseriscono due tipi di fiori: i fiori esterni ligulati, e i fiori centrali tubulosi. In particolare quelli periferici sono femminili, sono disposti su un'unica circonferenza (o raggio o serie). ed hanno una corolla ligulata con la ligula molto allargata; quelli interni, tubulosi, sono altrettanto numerosi e sono ermafroditi. Le squame dell'involucro sono spiralate in più serie (2 – 3 o più). Lunghezza dei peduncoli: 2 – 3 cm. Diametro del capolino: 2 – 3,5 cm. Diametro dell'involucro: 8 mm. Dimensioni delle squame: larghezza 1 - 1,5 mm; lunghezza 6 – 8 mm. Fiore I fiori sono zigomorfi (quelli periferici ligulati) e attinomorfi(quelli centrali tubolosi). Entrambi sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi)..

Formula fiorale: * K 0/5, C (5), A (5), G (2), infero, achenio

I sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame quasi inesistenti. I petali della corolla sono 5; i fiori di tipo tubuloso sono saldati a tubo e terminano in cinque dentelli (o lacinie) appena visibili, quelli ligulati sono saldati a tubo nella parte basale e si prolungano in una ligula nastriforme lanceolata o quasi lineare. I fiori periferici (ligulati) sono bianchi e porporini al rovescio; quelli centrali (tubulosi) sono giallo-chiaro. Dimensione dei fiori ligulati: larghezza 2 mm; lunghezza 14 mm. Lunghezza dei fiori tubulosi: 6 – 7 mm. Gli stami (5) hanno delle antere arrotondate alla base; sono saldate e formano una specie di manicotto avvolgente lo stilo. Gineceo: i carpelli sono due e formano un ovario bicarpellare infero uniloculare. Lo stilo è unico, appiattito e terminante in uno stigma bifido con appendici sterili e brevi peli.. Fioritura: da maggio a luglio. Frutti Il frutto è un achenio sormontato da un pappo setoloso.

Biologia Riproduzione Questa specie si riproduce per impollinazione tramite insetti (impollinazione entomogama).

La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).

Distribuzione e habitat

Distribuzione: il tipo corologico (area di origine) è Orofita – Sud Est Europeo.In Italia è comune nelle Alpi, più a sud è più rara. Fuori dall'Italia è comune ovunque in Europa dalla Francia al Montenegro, fino alla Transilvania e Carpazi (sono esclusi i rilevi più a occidente come i Pirenei). Habitat: l'habitat tipico sono le vicinanze a sorgenti, le rupi stillicidiose e i pascoli alpini; ma anche le torbiere basse. Il substrato preferito è calcareo o misto con pH basico, terreno a bassi valori nutrizionali e mediamente umido. Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare a quote comprese tra e (raramente da 200 a ); frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: montano e subalpino.

Fitosociologia Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale: Formazione: delle comunità delle praterie rase dei piani subalpino e alpino con dominanza di emicriptofite Classe: Elyno-Seslerietea variae

Tassonomia La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre specie distribuite in generi.

Il basionimo per questa specie è: Doronicum bellidiastrum L. (1753).

Sinonimi L'elenco che segue indica alcuni tra i sinonimi più comuni: Bellidastrum michelii Cass. (1817) Bellidiaster montanus Dumort. (1829) Bellidiastrum montanum Bluff & Fingerh. (1825) Bellidiastrum subalpinum Schrank (1816) Doronicum bellidiastrum L.

Specie simili Si distingue dalle specie del genere Bellis in quanto le setole del pappo sono persistenti. Un altro fiore simile è la "Pratolina" (Bellis perennis); si distinguono in quanto quest'ultimo fiore è più piccolo e la rosetta basale è appiattita. Altri fiori simili sono le "classiche margherite" (genere Leucanthemum), ma sono più alte e possiedono foglie caulinari.

Usi Questo fiore viene usato nei giardini rocciosi e alpini in zone semi-ombreggiate. Può essere moltiplicato per divisione del piede a primavera (ma si riproduce anche per seme)..

Note

Bibliografia

Altri progetti

Collegamenti esterni Bellidiastrum michelii Catalogazione floristica - Università di Udine Bellidiastrum michelii Flora delle Alpi Marittime Database Flora Europaea (Royal Botanic Garden Edinburgh) Database Bellidiastrum michelii Erbe e fiori del Cuneese

Bellidiastrum michelii IPNI Database Bellidiastrum michelii Tropicos Database Bellidiastrum michelii ZipcodeZoo Database

Categoria:Asteroideae Categoria:Taxa descritti nel 1771