Il K2 (pron. ), abbreviazione di Karakorum 2, conosciuto anche come Monte Godwin-Austen, ChogoRi (lingua balti) o Dapsang, è con i suoi metri di altitudine s.l.m. la seconda vetta più alta della Terra dopo l'Everest, situato nella subcatena del Karakorum, al confine tra il Pakistan e la Provincia Autonoma Tagica di Tashkurgan di Xinjiang, Cina.
Il nome
Il nome K2 sta per Karakorum 2, cioè "seconda cima del Karakorum", e fu assegnato alla montagna dal colonnello Thomas George Montgomerie, membro del gruppo guidato dal geografo inglese Henry Haversham Godwin-Austen, che effettuò i primi rilevamenti nel 1856.
Il "2" nacque in effetti da un errore di misurazione dell'altezza della cima: come K1 venne inizialmente indicato il Masherbrum, che invece è considerevolmente più basso, ma per pura coincidenza il numero "2" corrispondeva alla posizione della montagna nella lista delle cime più alte del mondo, e questo ne ha giustificato il suo mantenimento anche in seguito.
Secondo quanto riferito da Hubert Adams Carter, il nome ChogoRi sarebbe una creazione occidentale, nata dall'unione delle parole Baltì chhogo (grande) e ri (montagna), e non sarebbe utilizzato dalla popolazione locale, per la quale il nome della montagna sarebbe semplicemente K2, pronunciato Ke-tu. Il termine Ketu sta addirittura assumendo per i Baltì il significato di “picco elevato”, o “grande montagna”.
Conformazione La montagna è posta nel Karakorum, al confine tra Cina e Pakistan, non lontano dagli altri ottomila della sub-catena (Massiccio del Gasherbrum) e altri settemila. Si presenta di forma piramidale fino alla base, più accentuata rispetto all'Everest, con quattro pareti, due sul versante nord cinese e due sul versante sud pachistano. Sul versante sud-est è presente lo Sperone degli Abruzzi. Dalle sue pendici nascono lingue glaciali che confluiscono nel ghiacciaio Baltoro.
Altezza: Everest e K2 Nel 1987, lo studioso italiano Ardito Desio, sollecitato dalla curiosa notizia apparsa l'anno prima che uno statunitense (George Wallenstein) aveva rimisurato l'elevazione del K2 con la nuova tecnologia satellitare che stava sviluppandosi in quegli anni, e che le elaborazioni dell'Università di Washington fornivano una quota presumibilmente compresa tra ft ( m) e ft ( m), superiore addirittura a quella dell'Everest, organizzò in breve tempo una spedizione in Asia per verificare la quota di entrambe le montagne.
Utilizzando in questo caso la nuova tecnologia satellitare per le quote dei campi base, e la tecnologia ottico-elettronica tradizionale per i rilevamenti delle cime, confermava che l'Everest conservava il suo primato. Restava però la necessità di verificare con tecniche moderne le quote effettive delle due montagne.
Al 60º dalla prima ascensione Per celebrare il 60º anniversario dalla prima scalata del K2, il Progetto EvK2 del CNR ha organizzato un'ulteriore spedizione che ha coinvolto alpinisti pakistani e italiani. Iniziata il 26 luglio 2014, la nuova scalata ha visto 7 uomini raggiungere la vetta.
Per l'occasione, Remhat Ullah Baig, uno dei migliori scalatori, ha portato con sé un avanzato sistema GPS Leica che ha registrato i dati della montagna come mai prima di allora: questo ha misurato infatti con precisione un'altezza di .
Negli anni sono infatti state effettuate molte misurazioni, anche ad opera del Consiglio Nazionale delle Ricerche, un'abitudine già messa in pratica da Ardito Desio, ma mai con strumenti così precisi come il nuovo dispositivo Leica.
Alpinismo
ChogoRi significa Grande montagna, ma per la sua difficoltà alpinistica e per l'alta mortalità (il rapporto fra alpinisti che hanno raggiunto la vetta e vittime totali è di 4 a 1) è conosciuto anche come la Montagna Selvaggia. Fra gli ottomila ha il terzo più alto tasso di mortalità di scalata dopo l'Annapurna I e il Nanga Parbat; Reinhold Messner indica che si tratta dell'ottomila più difficile da scalareReinhold Messner, K2 Chogori, Corbaccio, 2004, ISBN 978-88-7972-665-8. e la sua opinione è condivisa anche da altre fonti; David Roberts, K2: The bitter legacy, in NAtional Geographic Adventure, settembre 2004 (consultabile online ) tutto ciò deriva dalla somma di diversi fattori quali l'estrema ripidezza di tutti i suoi versanti, la presenza costante di tratti di arrampicata e passaggi alpinistici molto impegnativi e pericolosi, e l'assenza quasi totale di posti adatti ad un campo. Inoltre il K2 detiene un altro primato che testimonia ancora una volta la sua difficoltà: è stato, infatti, nel gennaio 2021, l'ultimo ad essere stato scalato in inverno: a titolo di paragone, 41 anni dopo l'Everest e 5 dopo il Nanga Parbat in quella stagione.
La cima fu raggiunta per la prima volta da Achille Compagnoni e Lino Lacedelli il 31 luglio 1954, grazie al contributo fondamentale fornito da Walter Bonatti e Amir Mahdi che, con un'impresa senza precedenti affrontarono il rischio della morte in un forzato bivacco notturno a oltre metri, trasportando a Compagnoni e Lacedelli le bombole d'ossigeno rivelatesi poi essenziali al compimento della spedizione italiana guidata da Ardito Desio. Per questo è conosciuta anche come "La montagna degli italiani".Walter Bonatti, Montagne di una vita, Baldini Castoldi Dalai, 2006, ISBN 978-88-6073-063-3.Lino Lacedelli - Giovanni Cenacchi, K2 - il prezzo della conquista, Mondadori, 2006, ISBN 978-88-04-55847-7.
Difficoltà
L'ascensione del K2 è di gran lunga più difficoltosa di quella dell'Everest, i cui pendii sono molto meno ripidi e affrontabili anche da alpinisti non perfettamente esperti e addestrati, purché equipaggiati con abbigliamento adatto alle bassissime temperature e con respiratori a ossigeno per superare l'elevata rarefazione dell'aria in quota.
Oltre alla forte pendenza il K2 presenta continui passaggi alpinistici difficili, anche ad altissima quota, mentre per quanto riguarda l'Everest una volta superate le Khumbu Icefalls ed essere giunti al campo uno, la via normale presentava fino al 2015 un'unica difficoltà alpinistica di un certo livello, l'Hillary Step.
Il K2 è inoltre situato in luoghi remoti: il campo base è infatti a di distanza a piedi dalla più vicina località raggiunta da veicoli, Askole, 60 dei quali sono da percorrere sul ghiacciaio Baltoro. Per una spedizione in stile himalayano è già un'enorme difficoltà arrivare a trasportare e montare il campo base, tanto che numerose sciagure si contano già durante questa fase.
La latitudine del K2 è di 8° più a nord dell'Everest, il che, se da una parte affievolisce l'impeto del monsone, dall'altro rende il clima più rigido e più difficilmente prevedibile: la montagna è infatti spesso soggetta a bufere violentissime della durata di diversi giorni, che in certi anni hanno impedito di raggiungere la vetta per l'intera stagione.
La difficoltà del K2 è testimoniata dall'elevata percentuale di insuccessi sul numero totale di tentativi, incluse numerose tragedie. La seconda ascensione è avvenuta ben 23 anni dopo la prima, cioè nel 1977. Fino al 2007, solamente 278 persone (di cui 35 italiane) hanno raggiunto la vetta, contro le oltre che hanno raggiunto quella dell'Everest. Ben 66 persone vi hanno perso la vita (spesso nella fase di discesa), delle quali 16 nel 1986.
Percorsi e accessi
Le diverse vie di ascensione al K2 sono accomunate dalla pendenza notevole, dalla forte esposizione e dalla presenza di numerosi passaggi alpinistici difficili.
Sul versante pakistano, il più conosciuto e frequentato, vi sono le seguenti vie:
Cresta Ovest – Scalata nel 1981. Parete Ovest – Tecnicamente difficile ad elevata altitudine, scalata da un team russo nel 2007. Pilastro Sud-Sudovest – Battezzato Magic Line da Messner e obiettivo originale della spedizione da lui guidata nel 1979 (che deviò ben presto sul classico Sperone Abruzzi).. Via tecnica e tra le più difficili, fu scalata nel 1986 dal trio polacco slovacco Piasecki-Wroz-Bozik dopo numerosi tentativi, come quello di Renato Casarotto, che, arresosi a dalla cima, morì sulla via del ritorno. Da allora una spedizione catalana è stata la sola a ripeterla. Parete Sud o "Via Polacca" – Estremamente esposta alle valanghe e molto pericolosa. Reinhold Messner la giudicò una sorta di "suicidio". Scalata nel 1986 dai polacchi Jerzy Kukuczka e Tadeusz Piotrowski, mantiene ancor oggi la sua fama, dato che nessuno è riuscito a ripetere l'impresa. Sperone Sud-Sudest o "Via Cesen" – Variazione dello Sperone degli Abruzzi, a cui si ricongiunge. Salita per la prima volta da Tomo Česen in solitaria nel 1986. La linea era già stata tentata dalla spedizione inglese di Doug Scott nel 1983. È forse la via più sicura in quanto evita il primo grande ostacolo dello Sperone Abruzzi, la Piramide Nera. Cresta Nordest – Via lunga e con cornici, inaugurata da Rick Ridgeway, John Roskelly, Lou Reichardt e Jim Wickwire nel 1978. Sperone degli Abruzzi o cresta Sudest – È la via utilizzata per la prima ascesa e, nonostante sia considerata la "via normale", è piuttosto difficile e pericolosa.
Sul versante cinese, molto meno esplorato e frequentato, anche perché le autorità cinesi impediscono l'utilizzo di portatori locali quali gli sherpa nepalesi, esistono solo 2 percorsi esplorati: Cresta Nord – Inaugurata da una grande spedizione giapponese nel 1982, è forse uno dei percorsi himalayani più interessanti; da affrontare in gruppi numerosi, anche se ci sono problemi di spazio al campo 1 e al campo 4. Parete Nordovest – Inaugurata nel 1992, prevede il passaggio per la cresta Nordovest per poi ricollegarsi al percorso precedente.
Avvicinamento L'avvicinamento dal versante pakistano comporta diverse tappe e richiede, a volte, oltre due settimane di percorrenza.
Il trekking di avvicinamento parte normalmente da Rawalpindi o da Islamabad, da dove ci si trasferisce in aereo a Skardu, nel nord del Pakistan. Poi ci si reca, normalmente con mezzi fuoristrada, al villaggio di Askole, da dove si prosegue a piedi. Durante la marcia di avvicinamento si incontrano diversi paeselli e campi attrezzati, tra cui: Korophone, Jhula, Bardumal, Paiju, Khuburse, Urdukas e Goro. Il K2, però, non si mostra fino a che non si giunge al Circo Concordia, punto d'unione dei ghiacciai Baltoro, Abruzzi e Godwin-Austen (), da dove appare all'improvviso come un enorme cono che si staglia nel cielo e sovrasta le vette circostanti. Da qui, un'ultima tappa di circa 4 ore porta al campo base, a circa metri di quota.TeamCraft - trekking al campo base del K2 Great Walks - trekking al campo base del K2
Sperone Abruzzi
È la via usata più di ogni altra, e deve il suo nome a Luigi Amedeo di Savoia-Aosta, Duca degli Abruzzi, che la aprì nel 1909. Segue la cresta sud-est e comincia a metri, luogo dove si può installare un campo base avanzato sopra al ghiacciaio Godwin-Austen. Dopo una serie di difficoltà iniziali, si presentano le due famose e difficili arrampicate del Camino (House Chimney) e della Piramide Nera. Sopra la Piramide Nera pendii ripidi e pericolosamente esposti conducono alla evidente Spalla. L'ultimo grande ostacolo per la vetta è quindi il Collo di Bottiglia, pericolosamente vicino a un muro di seracchi nella parte sommitale est.
Memorial Gilkey Il memorial Gilkey è un monumento funebre dedicato ad Art Gilkey, alpinista statunitense morto durante la spedizione statunitense del 1953. Si tratta di un semplice cumulo di pietre, ricoperto di incisioni, targhe metalliche e piatti di latta, ciascuno dei quali riportante il nome di uno o più alpinisti morti sulla montagna. È tradizione che chi muore sul K2 venga ricordato con una targa sul memoriale, spesso costituita da un semplice piatto metallico con il nome del defunto sbalzato artigianalmente.
Statistiche e dati tecnici Dalla prima salita di Compagnoni e Lacedelli, 285 uomini e 11 donne hanno raggiunto la cima della montagna, all'anno 2015. Di questi, 31 sono morti nella discesa, ovvero il 10,5%.