Biografia Nacque a Mantova il 7 dicembre 1891, figlio di un ufficiale di artiglieriaSuo padre era nativo di Martina Franca, all'epoca in provincia di Lecce), e suo fratello era Mario Infante, colonnello pilota e meteorologo al seguito del maresciallo dell'aria Italo Balbo.. Partecipò alla prima guerra mondiale con il grado di capitano d'artiglieria, guadagnando una Medaglia d'argento al valore militare durante le fasi del ripiegamento del Regio Esercito sul fiume Tagliamento in seguito all'esito negativo della battaglia di Caporetto. Dal 1935 al 1937 fu comandante del 10º Reggimento artiglieria, mentre a partire dal 1937 ricoprì la carica prima di Capo di stato maggiore del XX Corpo d'armata stanziato in Libia), poi quella di Capo di stato maggiore della 1ª Armata, allora al comando del generale Pietro Pintor, e quindi di Addetto militare presso l'ambasciata d'Italia a Washington, negli Stati Uniti d'America.

Dal 1941 al 1942 fu primo aiutante di campo generale del re d'Italia Vittorio Emanuele III; nel 1942 fu comandante della 132ª Divisione corazzata "Ariete", dislocata in Libia ed impegnata nella campagna del Nordafrica. Nel luglio del 1943 fu trasferito al comando della 24ª Divisione fanteria "Pinerolo", dislocata in Grecia nella regione della Tessaglia come forza di occupazione. L'8 settembre 1943 le truppe italiane furono informate dell'avvenuto armistizio con le forze Alleate: nel giro di pochi giorni la maggior parte dei reparti italiani dislocati in Grecia furono disarmati ed internati dalle truppe tedesche.

Una delle poche eccezioni fu la divisione "Pinerolo": il 12 settembre, anche grazie alla mediazione della missione militare britannica,. egli riuscì a stipulare un accordo di collaborazione con i partigiani greci dell'ELAS e dell'EDESL'Esercito nazionale democratico ellenico, guidato dai monarchici. e, a partire dal 15 settembre, almeno 8.000 uomini della divisione si rifugiarono sulle montagne della regione del Pindo.. I reparti della "Pinerolo", andando a costituire il "Comando forze armate italiane in Grecia" assieme a sbandati delle divisioni Casale e Forlì e del presidio Eubeo, vennero inizialmente impegnati in alcune operazioni contro i tedeschi; a partire dalla fine di ottobre, tuttavia, furono progressivamente privati dell'armamento da parte dei partigiani greci dell'Elas, che ritenavano la loro presenza favorevole ai monarchici e intendevano appropriarsi dei loro equipaggiamenti, e internati in appositi campi di prigionia a Grevenà, Neraida e Karpenision, in condizioni detentive piuttosto critiche che provocarono la morte di alcune migliaia di italiani..

Egli protestò duramente con la missione britannica per il trattamento riservato ai militari italiani. Ottenne che i britannici si facessero carico dell'approvvigionamento degli internati e che piccoli contingenti della Pinerolo venissero impiegati in operazioni di sabotaggio.. Uomini della Pinerolo e di altre unità sbandate andarono a costituire il raggruppamento "Truppe Italiane della Macedonia Orientale" (TIMO), che opererà fino alla liberazione della Grecia.

Il buon comportamento tenuto in Grecia da Infante impressionò favorevolmente i britannici, che nel giugno del 1944 lo rimpatriarono in Italia perché assumesse la carica di Sottocapo di Stato Maggiore Generale.; fu fatto anche primo aiutante di campo generale del principe ereditario Umberto di Savoia, allora luogotenente generale del Regno d'Italia. Dopo la guerra ricoprì la carica di Addetto militare presso l'ambasciata d'Italia a Londra.

Sul suo comportamento durante l'occupazione militare della Grecia le autorità greche avevano un giudizio ben diverso da quello britannico. Dopo la fine del conflitto, infatti, l'Ufficio Nazionale Ellenico per i Crimini di Guerra lo inserì in diverse liste di criminali di guerra di cui intendeva chiedere l'estradizione all'Italia per processarli in Grecia. Tra le altre accuse gli si attribuiva la responsabilità per l'uccisione il 13 agosto 1943 di 35 civili nel villaggio di Almyros, in TessagliaCfr. la scheda dell'Ufficio Nazionale Ellenico per i Crimini di Guerra conservata in copia in Archivio della Camera dei Deputati, Commissione parlamentare d'inchiesta sulle cause dell'occultamento di fascicoli relativi a crimini nazifascisti, 82 (UNWCC), b. 11. Notizie sulla strage di Almyros, senza indicazione dei responsabili e con l'indicazione di 50 vittime, in I mavri biblos tis katochis - Schwarzbuch der Besatzung, a cura di Manolis Glesos, Atene 2006, p. 70.. La richiesta fu lasciata cadere, insieme a tutte quelle nei confronti dei militari italiani, nel 1948, non perché la Grecia ne avesse stabilito l'infondatezza, ma perché, sotto forti pressioni alleate, i greci rinunciarono con un accordo segreto a perseguire gli italiani accusati di crimini di guerra sul suo territorio nazionale. Insignito del titolo di Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia e di Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana si spense nel 1970. La città di Avezzano, in provincia dell'Aquila, gli ha dedicato una via.

Onorificenze Onorificenze italiane

Onorificenze estere

Note Annotazioni

Fonti

Bibliografia

Voci correlate 132ª Divisione corazzata "Ariete" 24ª divisione Pinerolo

Collegamenti esterni

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