La Schecter Guitar Research è un'azienda produttrice di chitarre e bassi elettrici, che da tempo conta due diverse sedi, negli Stati Uniti (a Sun Valley, in California) e in Giappone (Schecter Japan) La Schecter Japan pur non avendo rapporti con la ditta statunitense lavora sotto la direzione dello stesso proprietario Shibuya, che non hanno ufficialmente rapporti imprenditoriali diretti fra loro Schecter Site F.A.Q.,vedere a fondo pagina., ma solo di condivisione nominale del marchio (alla divisione Giapponese fa capo la ESP Japan). A fine 2012 la sede principale, allora situata a Burbank in California, è stata spostata a Sun Valley, sempre in California, per far fronte alla necessità di uno stabile di maggiori dimensioni in grado di ospitare i macchinari CNC per la produzione degli strumenti della "USA Production".
Di fatto la sede di Sun Valley rappresenta la quarta sede nella storia dell'azienda, preceduta dall'originale a Van Nuys, da Dallas e da Burbank.
Storia Gli anni del Custom Shop, 1976–1983 L'azienda apre i battenti nel 1976 per mano di David Schecter, Herschel Blankenship e Shel Horlick, fondatori della stessa, a Van Nuys in California, impostandola inizialmente come un negozio adibito alla riparazione di strumenti elettrici proponendo pezzi propri di svariato tipo, dall'hardware alle parti in legno, senza mai però assemblare chitarre complete.
Questo avviene nel 1979, anno in cui la Schecter propone per la prima volta delle chitarre elettriche complete, sostanzialmente delle repliche delle Fender di quegli anni, costruite a mano da un Custom Shop, quindi altamente performanti e costose e vendute in modo molto esclusivo in tutto il territorio nazionale.
L'esclusività degli strumenti targati Schecter era data da alcune caratteristiche peculiari che distinguevano il marchio in quegli anni:
l'utilizzo di legni esotici per la costruzione dei body (koa, mogano, bubinga, padauk, zebrawood...) e dei manici (koa, acero figurato, cocobolo, pau ferro, purple heart...) degli strumenti, senza l'applicazione di una finitura solida coprente (e quindi il vantaggio estetico del legno "vivo" che gli strumenti portavano con loro). Sempre per evitare qualsivoglia copertura del legno esotico, i manici erano composti da un singolo pezzo di legno, quindi senza l'incollaggio separato della tastiera; l'hardware in ottone, al fine di incrementare la vibrazione delle corde, prerogativa propria di pochi costruttori dell'epoca; pickups più potenti di quanto proposto da altri marchi, pur mantenendo un'alta dinamica sonora; tra questi il modello F500T utilizzato per un certo periodo dal chitarrista Mark Knopfler dei Dire Straits; questi magneti furono particolarmente apprezzati in tale periodo anche per il loro abbinamento con alcuni battipenna che venivano proposti "con elettronica Schecter", cioè costruiti con mini toggle switches multipli per una maggiore fruibilità dei magneti stessi (erano switch a 3 posizioni, cioè con possibilità di avere ciascun pickup utilizzato in full, in tapped ed escluso). Tali set di originali battipenna-pickups sono anche oggi molto apprezzati quali rarità e venduti a cifre molto elevate. Fra questi magneti ad alto output, vi era anche lo Schecter Z-Plus (o "Z+"), un progetto nato dalla collaborazione fra Shel Horlick e Kent Armstrong (produttore degli omonimi pickups), costruito per essere associato a modelli Gibson Les Paul come magnete supercharged poi riproposto anch'esso nel Custom Shop a partire dal 2012. Nella fattispecie, tale pickup nacque dall'incontro, mediato da Mike Biegle alla fine degli anni 70, fra il costruttore di trasduttori Dan Armstrong e un membro del gruppo Schecter, Shel Horlick, sulla base di un preesistente prodotto ideato da Armstrong stesso (benché sia incerto il patrocinio, se di Dan o Kent Armstrong). Tali pickups vennero quindi venduti come "Schecter Z+ Assembly", assieme ad un wiring a 4 potenziometri preassemblato. è possibile riconoscere le Schecter dell'era Van Nuys per alcune peculiarità non riproposte nei periodi successivi del marchio; fra queste figurano i segnatasti laterali nella tastiera di colore argenteo, e la presenza di un codice identificativo di 4 cifre, preceduto da una S quale iniziale del marchio, a livello dell'attaccatura fra manico e corpo.
Fu in questi anni che si affermò la definizione di "Dream Machines" per gli strumenti che uscivano dal custom shop Schecter, dovuta all'ingente valore dei pezzi venduti. Le stesse Schecter possedute da Mark in quegli anni (tra cui la Stratocaster con finitura Candy Apple Red presente in diversi live - tra cui l'Alchemy Live - e nel video di Tunnel of Love, una sunburst con battipenna dorato, una colore Daphne Blue e una Telecaster rossa) sono note essere delle Dream Machines.
Il marchio fu in quegli anni aiutato nella propria proliferazione da famosi endorser come Pete Townshend (cui la Schecter dedicò un modello, oggi riproposto dalla serie coreana Diamond, nota come "PT", una Telecaster con due Humbucker) e il già menzionato Mark Knopfler. Con buona probabilità, a questa "era" appartenevano anche i bodies delle chitarre in seguito usate da Nuno Bettencourt alla fine degli anni ottanta (poi passato a Washburn), e Gary Moore. Il primo utilizzava un corpo Schecter in acero totalmente privo di verniciatura con un manico Warmoth, mentre Gary Moore suonò una Chandler-Schecter (prodotta da Charley Chandler a Londra) durante il periodo di produzione dell'album Wild Frontier. La stessa chitarra, dotata di un singolo pickup EMG al ponte, con un singolo controllo di volume e un ponte Floyd Rose, venne peraltro ridipinta in occasione di un tour del 1986. È inoltre noto che Joe Perry (musicista) utilizzò una Traditional modificata (e recante la frase "Protest and Survive" marchiata a fuoco sulla paletta) durante gli anni 80, con cui registrò il brano Walk This Way con i Run DMC.
Anche Steve Lukather, chitarrista della celebre band Toto, utilizzò una Dream Machine in passato: la peculiarità dell'esemplare da lui posseduto era la finitura rossa che ricopriva interamente le parti legnose dello strumento (non solo il corpo dunque, bensì anche manico e tastiera), abbinata ad un battipenna in ottone, metallo di cui erano composte tutte le parti metalliche visibili (quindi tremolo, potenziometri, jackplate e meccaniche). Tale strumento fu utilizzato per la registrazione del celebre album della band Toto IV.
La vendita e il calo qualitativo, 1983-1987 Nell'anno 1983 l'azienda fu venduta a un gruppo di investitori texani a causa delle limitate vendite che stavano portando l'azienda al collasso (questo a causa dei prezzi imposti agli strumenti). Non è ben noto quali vicende coinvolsero la casa, nel frattempo trasferita a Dallas, quegli anni; noto fu solo che in quel periodo i prodotti Schecter subirono un calo qualitativo rispetto al passato, ed è ciò che contraddistinse gli strumenti di nuova produzione, oggi noti come "Dallas Schecter". In particolare sembra che questi ultimi utilizzassero parti costruttive provenienti da differenti fonti a causa di un grosso furto subìto nella sede dell'azienda di Dallas che penalizzò ulteriormente la produzione.
Tuttavia, la Schecter continuò a produrre strumenti di alto livello (per quanto non all'altezza degli originali custom shop) e in quantità molto maggiore rispetto a prima. Pare che tra gli utilizzatori in questi anni potessero contare comunque chitarristi come Yngwie Malmsteen e John Norum degli Europe; noto è infatti che venne realizzata per un breve periodo di tempo una sua signature, denominata Schecter YM-1, una Stratocaster comprensiva di hardware dorato, manico avvitato con tastiera in palissandro e tasti "scalloped", come consuetudine del chitarrista. Al pari di tale signature vennero realizzate anche la Schecter John Norum, una Strato con humbucker al ponte e single coil al manico, ma priva di quello centrale e la Schecter Jimi Hendrix, anch'essa Strato ma con la particolarità della paletta invertita, così come il single coil al ponte, anch'esso invertito poiché inclinato dalla parte delle corde più gravi anziché delle più acute (si noti, comunque, che questa signature era una chitarra-tributo in quanto mai realmente utilizzata dal chitarrista).
Le Dallas Schecter di produzione regolare vennero marchiate con nomenclature distintive dalle precedenti "Dream Machines": rispettivamente le Stratocaster furono denominate Schecter Mercury (o talvolta, a seconda del modello, Scorcher), mentre le telecaster Schecter Saturn.
In questi anni si stabilì anche una produzione di chitarre di stampo più economico, le Schecter Strategy e Genesis. Particolarità di queste era il montare hardware di grande qualità, presente anche sulle controparti di legno ben più pregiato.
L'acquisizione orientale e la produzione di massa, 1987-presente
Nel 1987 gli investitori texani vendettero la Schecter Guitar Research a Hisatake Shibuya, già allora possessore del marchio chitarristico ESP, che trasferì nuovamente la casa americana alla sede californiana (non più Van Nuys bensì Burbank), restituendole il ruolo originale di marchio dedito alla costruzione a mano di strumenti di alto livello e in più implementandone un mercato più proteso alla produzione di massa, portando al vertice della ditta l'attuale presidente Mike Ciravolo, il quale puntò alla costruzione di chitarre a Incheon in Sud Korea, come molti marchi già si erano apprestati a fare e denominando tale produzione "Diamond Series"; essa, tuttavia si staccava ampiamente dai canoni del marchio, proponendo anche chitarre e bassi tuttora molto usati in ambito estremo. Questo fu principalmente dovuto al desiderio di Mike Ciravolo di staccarsi fermamente dai design del tempo, allora apertamente legati ai modelli Stratocaster e Telecaster, proponendo idee alternative nonché più moderne: questo sfociò, nel 1996, alla presentazione di tre modelli inediti denominati "Hellcat", "Tempest" e "Avenger", ancora oggi utilizzati. Una manciata di anni dopo fu proprio la serie Avenger a prestarsi come base per la prima chitarra settecorde realizzata dal marchio e presentata come "A-7".
Il successo della "nuova" Schecter Guitar Research, forte di un look ringiovanito e di prodotti dal prezzo competitivo grazie alla "Diamond Series", arrivò grazie a gruppi che, in quel periodo, ebbero molta visibilità soprattutto per via della loro ampia esposizione telematica mediata dall'emittente MTV: fra questi vi erano Powerman 5000, Stone Temple Pilots, Alien Ant Farm, White Zombie e in particolare i Papa Roach, forti del successo dell'album Infest, contenente la hit Last Resort, il cui video ufficiale mostrava il chitarrista Jerry Horton suonare una Schecter C-1. Di lì a poco si sarebbero uniti anche gli Avenged Sevenfold.
La "sorte" di Dave Schecter Benché dal lontano 1984 non intrattenga più alcun tipo di rapporto imprenditoriale con il marchio da lui stesso creato, Dave lavora tuttora nel settore della musica: rifacendosi ai suoi progetti originali (i pickups F500 e 400 T ed N) ha continuato a costruire, sino a circa il 2014, magneti per chitarra elettrica a Tucson in Arizona sotto il nome di Ozone Guitars.
Il 2013 e la "Rinascita" Nel 2013 il marchio cerca di espandere la propria line-up, non solo incrementando il numero di modelli Diamond Series (con la riedizione di serie storiche ridisegnate, quali la Banshee) e di artisti signature (vengono, tra gli altri, realizzati due nuovi strumenti per Tommy Victor e Kenny Hickey, storici portabandiera del marchio), ma anche istituendo una gamma di amplificatori progettati da James Brown (storico progettista degli amplificatori Peavey) comprendente una testata signature per Synyster Gates.