Biografia Nasce a Milano il 30 gennaio 1879. Allievo di Fabio Besta all'Università "Ca' Foscari" di Venezia, consegue, nel 1904, la laurea e, nel 1905, l'abilitazione all'insegnamento della ragioneria. Dopo alcuni lavori sulle valutazioni di bilancio, assume l'incarico dell'insegnamento di Ragioneria nell'Università degli Studi di Genova (1906), presso il Regio Istituto Superiore di Scienze Economiche e Commerciali. Qui rimane fino al 1921, anno della sua nomina in ruolo, per concorso, all'Università Ca' Foscari di Venezia, sulla cattedra che era stata già del Besta. A partire dal 1921 svolge attività di insegnamento e ricerca presso tale Istituto e, contestualmente, presso l'Università “L. Bocconi” di Milano.
Nel 1927, in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università "Ca' Foscari" di Venezia, pronuncia la celebre prolusione “Tendenze Nuove negli studi di Ragioneria”, che costituisce il manifesto fondativo dell'economia aziendale. Nel 1937 pubblica, nella sua edizione definitiva, l'opera fondamentale “Il Reddito d'Impresa – Scritture doppie, conti e bilanci di aziende commerciali”. Alcuni scritti vedono la luce in litografia, come la “Tecnica delle speculazioni di borsa”. L'amore per la scuola e la dedizione all'insegnamento lo spingono a pubblicare, in collaborazione con Azzini, Cudini e Marcantonio, anche alcune opere ad uso degli Istituti di istruzione secondaria superiore.
Si dedica intensamente all'Università, formando una schiera di valorosi discepoli (Lino Azzini, Ugo Caprara, Pietro Onida, Aldo Amaduzzi, Teodoro D'Ippolito, Giordano Dell'Amore, Pasquale Saraceno, Ettore Lorusso, Arnaldo Marcantonio, Giorgio Pivato, Tommaso Zerbi, Carlo Masini, Napoleone Rossi, Luigi Guatri, Tancredi Bianchi ed altri ancora), suscitando un fervore di studi nel campo economico-aziendale.
La sua attività si esplica, talvolta, al di fuori dei confini accademici, ricoprendo importanti incarichi: alta risonanza hanno, ad esempio, la relazione per il Senato, in funzione di Alta Corte di giustizia per taluni suoi membri, al tempo della caduta della Banca Italiana di Sconto; la relazione sulla funzione della Borsa in occasione di una clamorosa speculazione sui titoli azionari; la relazione stesa come Sindaco di un grande Istituto di credito; le numerose relazioni elaborate per incarico dell'I.R.I. sulle situazioni economico-finanziarie di varie imprese (Caprara 1961).
Il conferimento, da parte del Presidente della Repubblica, nel 1955, del titolo di Professore emerito e, nel 1956, del Diploma di Prima classe dei benemeriti della scuola, della cultura e dell'arte, con medaglia d'oro, attestano “… il giusto, riconoscimento pubblico di un'attività insigne” (Onida, 1961, p. 354).
Cessato l'insegnamento universitario, nonostante la cecità da cui è colpito negli ultimi dieci anni di vita, lavora instancabilmente ad un'opera di vasto respiro “Le Produzioni nell'economia delle imprese” (1956 e 1957) e all'opera, pubblicata postuma, su “L'economia delle aziende di consumo” (1962). In particolare, il suo pensiero si concretizza nella costruzione di una disciplina, l'Economia Aziendale, che arricchisce gli studi economici di contributi derivanti da una conoscenza intima delle aziende nelle loro problematiche amministrative (cfr. Canziani 1987).
Muore a Venezia il 14 aprile 1960.
Intorno ai Fondamenti dell'Economia Aziendale L'Economia Aziendale: l'unitarietà delle discipline di rilevazione, gestione, organizzazione “La scienza che studia le condizioni di esistenza e le manifestazioni di vita delle aziende, la scienza dell'amministrazione economica delle aziende, insomma, l'economia aziendale è la nostra scienza”.
Così G. Zappa in Tendenze Nuove negli studi di Ragioneria (1927). Le grandi linee del rinnovamento degli studi economico-aziendali vengono da lui tracciate in questa storica Prolusione, pronunciata nel 1926, in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università "Ca' Foscari" di Venezia, e pubblicata l'anno successivo, nel 1927. È il discorso che segna, quasi, l'inizio ufficiale del nuovo corso degli studi economico-aziendali in Italia.
Nella Prolusione, egli pone le fondamenta dell'Economia Aziendale, concepita come disciplina in grado di comporre, in un tutto unitario, gli studi in materia di rilevazione, gestione e organizzazione.
In quest'opera, Zappa lancia una sfida avvincente: creare una “scienza unitaria” “di vasto contenuto” che tenda “a comporre in un tutto, ordinato generalmente per principi, lo studio dell'economia di azienda nelle sue molteplici e complesse manifestazioni” (Zappa 1956, p. 3). G. Zappa apre, così, nuovi scenari evolutivi nel pensiero economico e aziendalistico in Italia: gli studiosi delle discipline contabili, di gestione e di organizzazione sono chiamati ad allargare i rispettivi orizzonti e ad incamminarsi su percorsi di ricerca complementari.
L'obiettivo unificante dei rispettivi sforzi di ricerca è comprendere le aziende in profondità e, in ultima analisi, produrre conoscenze utili agli amministratori, ai manager, ai policy maker per migliorarne il governo.
Il rinnovamento nel pensiero scientifico apportato dall'opera Tendenze Nuove negli studi di Ragioneria è tanto più evidente ove si consideri lo stato dell'arte, nel primo ventennio del secolo scorso, delle discipline aziendali ed economiche (Onida, 1961, pp. 337–341). le discipline contabili, all'epoca, erano incentrate sullo “studio dei metodi e dei procedimenti di rilevazione” piuttosto che sulla idoneità di tali strumenti ad “offrire conoscenze intorno alla vita economica delle aziende” (Onida 1961, p. 337). le discipline tecnico-amministrative, dal canto loro, studiavano le aziende limitatamente alle tipiche operazioni di gestione, distinte per grandi classi, descrivendone le diverse possibili modalità tecniche e giuridiche. quanto agli studi tecnico-organizzativi, essi si proponevano di individuare principi relativamente semplici e universalmente validi di management ‘scientifico’, senza, tuttavia, elaborare strumenti concettuali utili a penetrare la complessità sistemica e il dinamismo dell'azienda. da ultimo, i cultori di economia, salvo poche eccezioni, non erano interessati a entrare nella conoscenza delle aziende, costruendo le loro teorie per lo più sui comportamenti degli individui, delle aziende considerate come black box e di vasti aggregati di operatori economici.
Rilevati i ristretti spazi esplorativi in cui si muovevano le discipline aziendali del tempo, Zappa ne amplia gli orizzonti di indagine, creando, fra di esse, un legame inscindibile. Nella sua ipotesi, la conoscenza della gestione e dell'organizzazione non può prescindere dalla rilevazione dei fenomeni considerati, così come la ragioneria necessita della gestione e dell'organizzazione per descrivere ed interpretare i contenuti economico-aziendali sottostanti ai bilanci e ai dati oggetto delle rilevazioni extracontabili.
L'associazione “in un coordinato procedere” dei tre ordini di indagine verso un unico obiettivo rivoluziona i confini delle discipline aziendali, dando origine all'Economia Aziendale. Questa, è da sottolineare, non si limita al semplice accostamento delle tre discipline, presuppone, bensì, un orientamento nuovo e nuovi concetti e prospettive di indagine. Zappa ne elabora i capisaldi, indicando ai pensatori del suo tempo, e a coloro che sarebbero seguiti, le idee di fondo e le direttrici di sviluppo essenziali. Tali capisaldi possono essere così sintetizzati:
assumere una visione dell'azienda basata sul divenire sistemico e dinamico delle sue attività (nel linguaggio degli studi di strategia si potrebbe parlare di una system, dynamic, activity-based view dell'azienda) (Zappa 1927; Zappa 1957, II, §§ 102-109), ponendo al centro dell'attenzione la mutevole coordinazione delle operazioni/attività gestionali ordinate in processi e coordinazioni di processi; cogliere l'intreccio tra aspetti qualitativi e aspetti quantitativi dei fenomeni di azienda e di ambiente, aprendosi anche ad apporti di altre discipline utili ad individuare e comprendere le condizioni di funzionalità duratura delle aziende (Zappa 1927, pp. 52 s.); sviluppare conoscenze specialistiche di tipo funzionale (di gestione, organizzazione, rilevazione) e di tipo settoriale (relative a ben individuate categorie di aziende, private e pubbliche, operanti in contesti di mercato e non di mercato, profit e non profit) (Zappa 1927, pp. 54 s.).
Il posizionamento dell'Economia aziendale nell'ambito dell'Economia Nella concezione di G. Zappa, l'Economia aziendale non è una disciplina a sé stante, ma si posiziona nell'ambito della scienza economica, come ramo speciale dell'Economia, volto allo “studio delle condizioni di esistenza e delle manifestazioni di vita delle aziende” (Zappa, 1927, p. 54).
Consapevole delle difficoltà, da parte della teoria economica classica, di interpretare il concreto dispiegarsi di produzioni e consumi, di risparmi e investimenti, Zappa assegna, esplicitamente, all'Economia aziendale il compito di avviare “una nuova e caratteristica comprensione dei fenomeni economici” (1956, p. 3), di quei fenomeni, cioè, che, seppure non possono essere “palesati dal solo studio dell'Economia di Azienda”, hanno, però, “nelle aziende molte delle loro più diffuse e cospicue espressioni” (1956, pp. 172 s.).
In sostanza, nella concezione di Zappa, l'Economia aziendale si propone di integrare e contribuire alla comprensione di fenomeni di più ampia portata, come il funzionamento stesso dei sistemi economici aperti e dei flussi di produzioni, consumi, risparmi e investimenti, di cui l'azienda è soggetto partecipe e attivo.
Il sistema azienda fra unitarietà sistemica e dinamismo Le idee di fondo della disciplina di Zappa convergono nel definire la specifica missione scientifica dello studioso di economia aziendale: quella di maturare una comprensione profonda delle aziende, nella loro concreta complessità sistemica e dinamica.
La vocazione alla concretezza e l'aderenza alla realtà traspaiono già dalle definizioni che Zappa dà dell'azienda, così come dal continuo richiamo alla sua unità sistemica e al suo dinamismo. Definire l'azienda come una “coordinazione economica in atto istituita e retta per il soddisfacimento di bisogni umani” (Zappa 1927, p. 54) è un chiaro invito, allo studioso, ad immergersi negli accadimenti di cui si compone la vita aziendale e a coglierne le relazioni sistemiche e dinamiche.
Non dissimilmente, la definizione di azienda - elaborata da Zappa nelle Produzioni – quale “istituto economico destinato a perdurare che, per il soddisfacimento dei bisogni umani, ordina e svolge in continua coordinazione la produzione o il procacciamento e il consumo della ricchezza” (Zappa 1956, p. 37). Anche tale definizione, mentre delinea il destino duraturo dell'impresa, focalizza l'attenzione sulla “continua coordinazione” degli accadimenti gestionali.
Costante è, nelle Produzioni, il richiamo di Zappa alla complessità e al dinamismo dei sistemi aziendali e alla scarsa conoscenza che ne abbiamo. L'unità o, meglio ancora, la continua unità è carattere e principio dominante che raccoglie, in un tutto, la vita economica sia delle singole aziende che dei sistemi più ampi dei quali esse fanno parte (Zappa 1957, II). Unità sistemica che costituisce il fulcro di ogni categoria di azienda, di produzione, familiare di consumo e composta pubblica (Masini, 1966 pp. 7–8).