Guidonia Montecelio (IPA: Guidònia Montecèlio, citato a volte semplicemente come Guidonia) è un comune italiano sparso di abitanti della città metropolitana di Roma Capitale, nel Lazio. Originariamente comune di Montecelio, fu accorpato e rinominato nel 1937 con la città di fondazione fascista Guidonia e il suo aeroporto militare "Alfredo Barbieri".
Geografia fisica Territorio
Il territorio di Guidonia Montecelio con la sua estensione di sorge a nord est di Roma a pochi chilometri dal Grande Raccordo Anulare nella Sabina romana, idealmente compreso tra le vie Nomentana e Tiburtina.
Orografia In generale, l'area presenta caratteristiche riconducibili a tre tipologie morfologiche principali: le prominenze della parte settentrionale e orientale, in cui ricadono le località di Sant'Angelo Romano, Montecelio, Marcellina e Tivoli, il settore pianeggiante a sud-ovest di Guidonia e la piana alluvionale del fiume Aniene.
Gli unici rilievi di una certa entità sono i Monti Cornicolani. Da occidente a oriente troviamo: Monte Patulo (alto , con la vetta occupata da Sant'Angelo in Capoccia), Poggio Cesi e le due prominenze di Montecelio (una alta e l'altra, detta Monte Albano, di di altitudine, ove sorge il complesso conventuale di San Michele). A questi seguono, nella direzione est-ovest: Colle Carcibove (alto ) e Colle Largo (alto ), ai cui piedi sorge il centro di Guidonia; più a est nel territorio di Tivoli si ergono i Monti Tiburtini e Monte Gennaro.
La zona sud-occidentale è prevalentemente pianeggiante, con un'ondulazione insignificante ma continua, terreno argilloso e tufaceo, ha gli aspetti tipici dell'Agro Romano, un panorama mai uniforme, movimentato da antiche cave pozzolaniche, sprofondamenti del terreno o lievi dossi;
Il settore meridionale del territorio comunale è formato da un piano debolmente inclinato in direzione sud: si passa infatti dagli 82- della piana di Guidonia ai 35- lungo l'Aniene. L'area si distingue sia per la presenza del travertino e delle acque sulfuree, sotto forma di sorgenti e affioramenti, sia per la rigogliosa vegetazione delle zone umide e depresse nelle poche aree non contaminate dall'attività umana.
La composizione geologica del territorio di Guidonia, secondo la Carta Geologica d'Italia redatta dal Servizio Geologico d'Italia, è estremamente variegata e frammentaria.
La valle dell'Inviolata e le aree circostanti il fiume Aniene risultano essere composte da terreno alluvionale, mentre il centro abitato sorge su un territorio tufaceo rimaneggiato dal pendio e una vasta area attorno alle sorgenti dell'acqua Albula è formata da travertino (classificazione Tr2).
La via Tiburtina Valeria attraversa nel primo tratto presso la località Albuccione un terreno composto da sabbie silicee, argille e tufo litoide. I Monti Cornicolani sono formati dello stesso materiale, arricchito da tugi grigi stratificati (classificazione ts3). La parte settentrionale del comune presenta alcuni banchi di calcare (G).
Idrografia
Dei molti laghi, rivi e stagni che arricchivano il territorio di un ambiente e di un clima marino, la vasta opera di bonifica compiuta nei secoli ha lasciato solo poche tracce. Ne rimane testimonianza nei toponimi che rimandano alla natura paludosa del terreno: Lago dei Tartari, Acque Sparse, Valle Pilella, Pantano, Pantanelle, La Botte, Callarelle, Bollente, FormelloPilella, Callarella (Pentola), Bollente: indicano una pozza d'acqua sorgiva ricca di gas che risalgono in superficie. Formello: canale di drenaggio. Botte: bacino d'acqua..
Per quel che concerne i corsi d'acqua che dal settore settentrionale scendono verso valle, essi hanno creato nel tempo incisioni nel terreno più o meno rilevanti e per questo vengono definiti fossi; tra questi, il Fosso dei Prati che scorrendo lungo la piana di Guidonia e tra i due insediamenti abitativi di Villanova e Campo Limpido sfocia nell'Aniene seguendo un andamento pressoché rettilineo, almeno sino in prossimità del Ponte delle Vigne e il Fosso di Marco Simone che scorre parallelo alla via provinciale Palombarese e si arricchisce delle acque di numerosi altri rivi (S. Antonio, Poggio Gentile, S. Lucia, Inviolata e Capaldo).
Nella parte orientale dell'area, l'acqua agisce come elemento costruttore, sia depositando i travertini dalle acque sorgive ricche di calcare, sia lasciando i detriti precedentemente prelevati dalle zone più rilevate. Qui è predominante il fenomeno delle acque termali, con i due laghi delle Colonnelle e della Regina, che alimentano con litri al secondo le Terme di Bagni in concessione al limitrofo comune di Tivoli. Devono il loro nome rispettivamente al ritrovamento di colonne di marmo delle antiche terme romane e per la supposta presenza della villa della regina Zenobia.
Poco a nord dei due laghi sulfurei, si trova una dolina carsica d'acqua dolce detta Lago di San Giovanni, stretta tra le strade e gli edifici.
Clima
Il centro di Guidonia con i suoi , ha una temperatura media non molto diversa da quella di Roma Urbe. Le caratteristiche climatiche sono mediterranee, con una piovosità moderata nell'arco dell'anno e molto contenuta nei mesi estivi. I monti che contornano la zona di Guidonia ostacolano i venti più freddi, provenienti dal quadrante nord-orientale, permettendo un clima particolarmente mite anche in inverno.
Di seguito è riportata la tabella con le medie climatiche e i valori massimi e minimi assoluti registrati nel trentennio 1971-2000 e pubblicati nell'Atlante Climatico d'Italia del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare relativo al medesimo trentennio Tabelle climatiche 1971-2000 dall'Atlante Climatico 1971-2000 del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare.
Classificazione climatica di Guidonia Montecelio: Zona climatica D; Gradi giorno 1561.
Origini del nome
Il paese di Monticelli, modificato in Montecelio con regio decreto legge nº 912 del 23 giugno 1872, prende il nome dalla due cime su cui è posto. Il primo documento medievale che ne attesta l'esistenza lo definisce Castrum Monticellorum. Il nuovo toponimo, attribuito a causa dei numerosi omonimi all'indomani dell'annessione dello Stato Pontificio, non era del tutto arbitrario. Già nel XVI secolo lo si usava in ambiente dotto, ritenendo che Monticelli fosse una corruzione popolare di Mons Celii etimo derivato da un presunto possedimento dell'antica gens Celia.
Guidonia ha un suo eponimo: Alessandro Guidoni, generale dell'Aeronautica, perito tragicamente il 27 aprile 1928 precipitando durante una prova di lancio con un paracadute di tipo Salvator nei pressi dell'allora Campo d'Aviazione di Montecelio.
Con la nascita del nuovo comune, avvenuta per regio decreto del 21 ottobre 1937, si inglobava la preesistente giurisdizione amministrativa di Montecelio, paese antico di almeno un millennio, posto su due colli.
Si ritiene che fosse per le pressanti insistenze di don Celestino (al secolo Agostino) Piccolini, storico ed archeologo di fama, nonché parroco del suddetto paese, che venne accodato al nuovo toponimo il vecchioAnacleto Cardoni, Laura Cerqua, Egle Giorgi, Luciano Messa, Gianluca Modeo, Mario Pirro e Maria Sperandio, Guidonia Montecelio: L'Acqua - La Pietra - L'Aria, p. 18..
Storia
Età antica Il territorio di Guidonia Montecelio presenta frequentazioni umane fin dal Neolitico e conobbe un forte sviluppo insediativo nell’età del Bronzo e del Ferro grazie alla disponibilità di acqua, boschi, alture difendibili e vie di transito, contesto nel quale si colloca anche la nascita dell’antica Corniculum sull’area dell’attuale Montecelio.
In età romana il territorio fu intensamente sfruttato a fini agricoli e residenziali, con una fitta rete di insediamenti rurali, ville e infrastrutture legate alla vicinanza con Roma, fino alla progressiva trasformazione delle campagne in area di grandi proprietà e ville patrizie nel periodo imperiale.
Medioevo Dopo le invasioni barbariche e saracene il territorio subì una forte regressione economica e ambientale: l’abbandono delle campagne e delle infrastrutture idrauliche rese la pianura paludosa e malsana, favorendo la concentrazione della popolazione nell’area collinare di Montecelio, unico centro con continuità insediativa stabile nel Medioevo. Intorno alla rocca fortificata di Monticelli, attestata dal X secolo e sviluppatasi soprattutto tra XI e XVI secolo, si formò progressivamente il borgo medievale, mentre gli altri nuclei fortificati del territorio ebbero sviluppo limitato o decaddero, restando in seguito semplici tenute agricole.
Età moderna Tra età moderna e XVII secolo Montecelio mantenne una discreta prosperità economica grazie soprattutto all’estrazione del travertino, alla produzione di calce e alle attività agricole, in controtendenza rispetto al declino di gran parte dell’Agro Romano. Lo sviluppo delle cave e delle fornaci, alimentato dalla domanda edilizia di Roma e in particolare dai grandi cantieri barocchi come il colonnato di San Pietro, favorì traffici commerciali, immigrazione di manodopera specializzata e una lenta ma continua crescita del borgo, al prezzo però del progressivo disboscamento del territorio circostante.
Età contemporanea
Nel XIX secolo Monticelli, divenuta ufficialmente Montecelio nel 1872 dopo l’annessione al Regno d’Italia, rimase inserita in un contesto agricolo arretrato e segnato da malaria, latifondismo e forte sfruttamento della manodopera rurale, condizioni che caratterizzavano gran parte dell’Agro Romano.
Solo tra fine Ottocento e primo Novecento, grazie alla lotta antimalarica e alle bonifiche, il territorio conobbe una progressiva ripresa agricola e demografica, con la nascita dei primi nuclei abitati nella pianura destinati a costituire i futuri centri del comune moderno.
Durante la prima guerra mondiale fu realizzato in località La Prata il campo d’aviazione militare Alfredo Barbieri, nato come centro di addestramento per piloti e destinato dopo il conflitto a divenire sede di attività sperimentali e di ricerca aeronautica. La creazione dell’aeroporto trasformò profondamente il destino del territorio, ponendo le basi per il successivo sviluppo del polo aeronautico che avrebbe portato alla nascita di Guidonia.
Nel primo dopoguerra l’aeroporto divenne uno dei principali centri dello sviluppo aeronautico italiano, favorito dalla politica del regime fascista che fece dell’aviazione uno strumento di prestigio nazionale e propaganda. Il trasferimento a Montecelio dei laboratori sperimentali e la costruzione della Direzione Superiore Studi ed Esperienze trasformarono progressivamente l’area in un grande polo tecnico-scientifico aeronautico, ponendo le basi per la futura fondazione della città di Guidonia.
Tra il 1935 e il 1937 fu progettata e fondata la nuova città di Guidonia attorno al polo aeronautico sperimentale di Montecelio, con l’istituzione del comune di Guidonia Montecelio mediante ampliamento territoriale del precedente comune di Montecelio. Intitolata al generale Alessandro Guidoni, la nuova “Città dell’Aria” divenne negli anni Trenta uno dei più avanzati centri aeronautici d’Europa, ma il suo sviluppo fu gravemente compromesso dalle distruzioni belliche del 1943-1944 che ridimensionarono definitivamente il complesso aeroportuale e scientifico. Dal secondo dopoguerra Guidonia Montecelio è cresciuta rapidamente fino a superare gli 80.000 abitanti, trasformandosi da piccolo centro provinciale in grande comune dell’area romana soprattutto grazie all’espansione edilizia legata alla pressione demografica della capitale. Questo sviluppo, accelerato dagli anni Settanta, è avvenuto in modo spesso disordinato e fortemente cementificatorio, con rilevanti criticità urbanistiche, ambientali e politico-amministrative che hanno progressivamente mutato il territorio in una vasta area residenziale pendolare e frammentata.
Simboli