La pagina presenta una lista di imperi ordinati per estensione territoriale. Con il termine "impero"Dal latino imperium, dalla radice del verbo impero, imperas, ovvero "imperare", comandare. si intende un'organizzazione politico-territoriale di consistente ampiezza, comprendente popolazioni, territori e Paesi anche diversi, ma sottoposti a un'autorità centrale, retta da un'assemblea oppure un capo o un monarca, che spesso ha il titolo di imperatore. Attualmente l'unico capo di Stato a portare questo titolo, pur governando solo la propria nazione, è l'Imperatore del Giappone.Titolo derivante da imperator, termine latino designante il generale vittorioso nella Roma antica di epoca repubblicana.Cfr. anche Il Grande Dizionario Garzanti della Lingua Italiana, Garzanti Editore, 2003
Questa pagina è un ampliamento della sezione "imperi per superficie e popolazione". Essa elenca, in ordine di superficie e (quando possibile) popolazione, quasi tutti gli imperi riconosciuti che si sono avvicendati nel corso dei millenni. Si deve tenere presente che i dati inseriti sono sempre il risultato di uno studio storico-scientifico e, di conseguenza, si basano su determinate ipotesi e presentano un margine di errore più o meno ampio. Laddove sia possibile, dunque, si è cercato di indicare l'incertezza delle stime, in modo da rendere tali dati il più possibile veritieri.
Definizione di impero e sua classificazione
L'impero comprende in se stesso differenti nationes, ovverosia popolazioni differenti per la loro tradizione storica, culturale, linguistica, etnica e/o di costume, nonché territori appartenuti, prima di essere inglobati entro l'impero medesimo, a Stati differenti da questo o costituenti essi stessi stati differenti dallo stesso.
In numerosi casi, addirittura, le suddivisioni amministrative di un impero continuavano a mantenere il proprio monarca, ma questi era diretto sottoposto dell'autorità centrale, cui tributava onori (ad esempio i Raja o Ratu in Borneo e Indonesia, tributari nei confronti del sultano e molto spesso autonomi de facto), era solo un ruolo formale (esatto contrario del caso precedente, ad esempio l'imperatore di Manciukuò verso l'Impero giapponese) o ancora fungeva da mediazione tra l'autorità e una specifica regione con poteri semi-indipendenti (quale il re di Giudea, tramite fra Roma e la Palestina). Un caso particolare è quello in cui l'imperatore assuma su di sé più corone esercitando il titolo di Re dei Re (in aggiunta o in sostituzione a quello più proprio di imperatore). Esempi emblematici sono i Khagan o Gran Khan, che governano un khaganato cioè un insieme di khanati, spesso però solo formalmente (nell'Impero mongolo, ad esempio, i tre khanati principali e il khanato della dinastia Yuan, erano quasi del tutto autonomi de facto). Anche nelle prime civiltà si ritrovano casi di questo genere, in particolare nei primi imperi asiatici (Impero neo-assiro, medo, achemenide e macedone), con gli imperatori che assumono variamente i titoli di sovrano o re della Persia, della Lidia, di Urartu, dell'Egitto, di Assiria e Babilonia, fino ad arrivare con Dario I al rango di "sovrano di tutti i Paesi". Il primo monarca ad assumere in modo ufficiale il titolo di imperatore fu Carlo Magno: prima di lui ci si riferiva a questo tipo di monarca come Augusto o Cesare, mentre il termine imperator si riferiva semplicemente ad un generale o comandante dell'esercito, con significato anche religioso. Il primo termine traducibile con "impero" nel senso moderno, invece, era con buona probabilità il persiano Xšāça (Xhassa), nome ufficiale dell'Impero achemenide. Anche il termine cinese Huangdi (introdotto dalla dinastia Shang come Qin Shi Huangdi) è da considerare, in quanto primo vocabolo che definisce un imperatore anziché un "semplice" Re dei Re.
Per l'esistenza di una compagine statuale definibile come impero non è necessaria la presenza della figura dell'imperatore, ad esempio nel caso della Repubblica romana a partire dal IV secolo a.C., quando Roma dominava su numerosi popoli e diverse nazioni. In quel particolare caso, lo stato continuò ad essere denominato Repubblica de iure anche nei secoli successivi e a mantenere le istituzioni dei consoli, venendo però governata de facto da un Princeps o un Dominus, spesso intitolato come Augusto o Cesare. Come già accennato, il titolo di "imperator" non era assimilabile al suo significato attuale e fu inoltre utilizzato come cognomen solo a partire da Vespasiano, mentre le attribuzioni monarchiche iniziarono soltanto con la fase del dominato (Dominus significa appunto "signore", mentre Princeps è traducibile con "primo cittadino" o "il cittadino migliore"). Lo stesso discorso vale per Cartagine, che pur senza un monarca dominava vari stati in Europa e Nord Africa dal III secolo a.C., e secondo vari studiosi si possono chiamare imperi persino i domini "coloniali" delle repubbliche marinare di Genova e Venezia.
Al contrario non si può univocamente parlare di impero per quanto riguarda l'Unione Sovietica o la Prima Repubblica Cinese (che si estendeva su vari territori dei Grandi Qing includendo almeno due Stati vassalli); in tal caso il dibattito è ancora acceso e irrisolto. Parallelamente, alcuni stati godevano del titolo di "impero" pur non rispettando i criteri classici di riconoscimento, ad esempio perché dominavano su una sola nazione (quale l'Impero coreano), erano divisi internamente (ad esempio i resti dell'Impero Qing) o erano vassalli di altri stati (come l'Impero di Manciuria).Il che è evidente ad esempio dall'adozione della nomenclatura impero coloniale con riferimento alle colonie della terza, quarta e quinta Repubblica francese. Ancora, vi sono casi di imperi che pur rispettando tutti i criteri appena proposti sono esistiti solamente per un periodo brevissimo, in particolare le restaurazioni imperiali in Cina da parte di Yuan Shikai (l'imperatore Hongxiano) e Pu Yi, oppure l'Impero del Grande Shun. Questi imperi governavano territori estremamente vasti e vennero riconosciuti ufficialmente, ma il loro effettivo regno durò sempre meno di un anno.
Non esiste un criterio ufficiale che fissi quali sono le tipologie di Stati che possono ricevere la qualifica di "impero", tuttavia vengono universalmente riconosciute come tali le seguenti forme di governo:
Gli antichi imperi dell'Asia e dell'Europa orientale, che dominavano molte nazioni in modo più o meno centralizzato e riconoscevano l'autorità di un "Re dei Re" o un "Dio re". I vari imperi della storia europea che si proclamavano successori di Roma, a partire da Carlo Magno (da notare che Roma non può univocamente essere considerata un impero, per i motivi citati sopra, soprattutto nella fase del principato o Alto Impero). Gli imperi coloniali formati a partire dal XV secolo e comprendenti colonie come protettorati, vicereami o (nel caso dell'impero britannico) dominion. Gli imperi nomadi costituiti dalle varie popolazioni asiatiche sia nella storia antica (Unni, Hsiung-nu, ...) che in quella medievale (Mongoli, Gokturk, ...) o moderna (Zungari, Manciù, ...). Da notare che molto spesso, se non quasi sempre, questi imperi finivano per sviluppare un proprio stato sul modello delle nazioni assoggettate, diventando khanati e khaganati. I vari khaganati e i khanati sorti tra la storia antica e quella moderna. Bisogna specificare che, tecnicamente, solo il khaganato è assimilabile ad un "impero", in quanto comprende in sé molti khanati cioè "regni" minori. Per questo motivo il termine Khagan o Khaghan (a volte erroneamente sostituito con Gran Khan) è sempre tradotto come "imperatore", in quanto massima autorità cui rispondono i monarchi di grado inferiore, appunto i Khan. Nella realtà dei fatti, però, numerosi imperi di vaste dimensioni si chiamavano semplicemente "khanati", mentre alcuni imperi di dimensioni ridotte si proclamavano "khaganati". Addirittura l'Impero unno nacque come un khaganato con molti Khan (re) di pari grado, per poi ampliarsi fino al punto che ciascun sovrano divenne autonomo e formò il proprio khanato, trovando molta fortuna ai tempi di Attila. Al contrario gli Hsiung-Nu avevano un solo capo, senza altri monarchi subordinati, che veniva chiamato indifferentemente Khan o Khagan. Nel caso dell'Impero mongolo, invece, il Khagan era una figura più che altro simbolica, dal momento che i quattro Khan detenevano tutto il potere e governavano in modo completamente autonomo, soprattutto durante il regno di Kublai Khan, quando l'enorme impero fu diviso. Dopo la sua frammentazione del 1294, questo khaganato smise di esistere salvo poi subire, ancora una volta solo simbolicamente, un'ultima formale riunificazione tra il 1309 e il 1310. La dinastia Yuan che aveva assunto il trono imperiale della Cina e i suoi successori (Grandi Yuan e/o Yuan del Nord) continuarono ad utilizzare e poi reclamare anche il titolo di Khagan mongolo per oltre un secolo - titolo loro riconosciuto dopo la dissoluzione del 1310 ma solamente formale. Tutte le dinastie cinesi, anche laddove portino il nome di "regno", "stato", "principato" o "ducato autonomo", sono considerate imperi in virtù del vasto territorio che governavano, includendo numerosi popoli eterogenei e differenti nazioni. Di esse, tuttavia, solo una parte era "davvero" cinese: molte dinastie infatti estesero il loro dominio anche in Mongolia, Tibet e altre regioni (ad esempio la Corea, assoggettata completamente dall'Impero Tang e in parte da molti altri imperi, l'ultimo dei quali fu il khaganato Yuan). Alcune dinastie, invece, erano di origine mongola ma sono considerate cinesi perché i loro sovrani hanno assunto il titolo di imperatore della Cina (Huangdi) e governato quel territorio: un esempio famoso è la dinastia Liao (Impero Kara-Khitai), mentre la dinastia Yuan (con i suoi successori) mantenne sia il titolo imperiale sia quello di Khagan dell'impero mongolo, di cui era il principale (e ultimo vero) successore, riconosciuto però solo a livello onorifico. Ancora, tra l'età medievale e quella moderna vi furono dinastie cinesi composte da diversi popoli locali, inclusi i Tangut (dinastia Xia occidentale), i Jurchen o Manciù, ... Alcune dinastie, poi, non furono mai proclamate in modo ufficiale o non vi sono fonti concordi riguardo alla loro esistenza: ad esempio la dinastia dell'Impero di Cina di Yuan Shikai è spesso riferita come dinastia Hongxian o della Gloriosa Costituzionalità, dal nome dell'imperatore Hung-hsien, che fece marcare le ceramiche imperiali con tale titolo; l'esistenza e il nome di una dinastia per quel breve impero, tuttavia, non sono confermate. Un'ultima osservazione: il reale titolo di imperatore della Cina non sempre è attribuibile ad una singola dinastia, se non in periodi di particolare unificazione, dal momento che spesso erano più dinastie a pretendere o richiedere il "mandato dal paradiso".