È considerato tra i precursori dello spiritismo.

Biografia

Nacque a Stoccolma, il 29 gennaio 1688, terzo figlio di un rinomato ma controverso vescovo protestante, Jesper Swedberg. Nella prima parte della sua vita Emanuel Swedenborg ebbe una carriera prolifica come scienziato e inventore: si occupò di chimica, anatomia, matematica, filosofia, filomazia, musicologia, alchimia, massoneria, omeopatia, astrologia, chiromanzia, e si diceva che parlasse fluentemente ben undici lingue. Tra le sue opere di questo periodo si può ricordare Opera Philosophica Et Mineralia (1734) un'opera sui metalli.

All'età di 56 anni iniziò una nuova fase spirituale della sua vita, facendo esperienza dei primi sogni e di successive visioni di un mondo spirituale di matrice cristiana, in cui riteneva di comunicare con gli angeli e gli spiriti, tra i quali molti personaggi della Bibbia, come Mosè e Gesù. Da quel momento iniziò a occuparsi di teologia. Fra le altre cose, egli disse che questi spiriti guidarono la sua interpretazione delle Sacre Scritture e sostenne di essere uno dei pochi uomini in grado di comunicare con l'aldilà.

Durante la sua vita Swedenborg scrisse complessivamente più di 50 libri, la maggior parte in latino. Tra i suoi libri di argomento spirituale si possono citare Regnum Animale (1744-1745) dove Swedenborg esaminò i misteri dell'anima; De Cultu Et Amore Dei (1745, Sulla Devozione e l'Amore per Dio) in cui si è occupato della nascita del mondo; e l'opera monumentale Arcana Cœlestia (1749-1756) ossia un commentario sul libro della Genesi.

Attualmente è possibile consultare in italiano moderno solo il trattato su "Cielo e Inferno", "Conversazione con gli Angeli" e qualche raccolta, mentre in qualche biblioteca è possibile trovare qualche traduzione che la società swedenborghiana di Londra commissionò nell'Ottocento al professor Loreto Scocia.

Le esperienze Le esperienze mistiche di Swedenborg possono essere riassunte dalla seguente dichiarazione:

La dottrina La teologia Le nozioni teologiche che Swedenborg propose furono molto distanti dal cristianesimo e lo condussero a una vera e propria condanna da parte della Chiesa Luterana di Svezia (ma solo le teorie furono oggetto di condanna, mai la sua persona).

Dottrina delle Corrispondenze La dottrina delle corrispondenze è la base del pensiero teologico di Swedenborg. Questa dottrina è spiegata in dettaglio nell'opera "Arcana Cœlestia", scritta tra il 1746 e il 1747. Swedenborg definisce "corrispondenza" la relazione che intercorre fra le cose del nostro mondo materiale e quelle del mondo spirituale. Ogni cosa del mondo materiale ha un suo corrispettivo nel mondo spirituale, a partire dalla nostra natura umana, che è l'espressione naturale di Dio; la divina Trinità, che è l'origine dell'umanità, in quanto Dio è uomo dall'eternità; e Gesù Cristo, che è l'esperienza materiale di Dio Padre.

La fede più genuina consiste proprio nel vivere in questa funzione ogni nostra azione e scelta; ogni nostro amore, desiderio e pensiero, che lo vogliamo o no, determinerà la nostra scelta per il Cielo o per l'Inferno, perché ogni azione o cosa di questo mondo materiale conduce a queste due scelte. La scelta del Bene e della Verità, che nel mondo spirituale sono qualità reali dello Spirito di Dio (una sostanza divina identificabile nello Spirito Santo), che tengono in vita ogni persona e realtà in modo costante, permettono all'individuo di percorrere la strada di bene che Dio ha costituito da sempre per l'uomo. La scelta alternativa consiste nel pervertire il Bene e la Verità divini, in Mali e Falsità (corrispondenze negative); è questa condizione a determinare l'Inferno, che non è quindi una punizione divina.

Avere la giusta idea di Dio per Swedenborg è fondamentale, Coloro che credono in un Dio astratto o identificato nella natura si precludono una condizione di perfezione nel mondo spirituale; credere in "Dio/Uomo", cioè in "Dio nello Spirito" unitamente a "Dio nella Materia", significa predisporsi interiormente alla perfezione del mondo spirituale, ed è quello che i semplici di ogni religione fanno spontaneamente (solitamente creando un'immagine antropomorfica di Dio).

Un'altra caratteristica che accomuna questa teoria a quella di altri filosofi ermetici, riguarda la sussistenza del Cielo spirituale tramite l'esistenza del suo corrispettivo negativo, cioè Infernale: L'eterna presa di coscienza di Dio di tutto ciò che è bene comporta l'esistenza del male che lo corrisponde. A tale proposito Jakob Böhme affermò che "tutto ciò che esiste nell'universo consiste in un sì o in un no", mentre nel pensiero di Carl Gustav Jung emerge l'importanza della coesistenza degli "opposti" nella psiche dell'individuo. Esisterebbe un equilibrio tra mondo naturale (quello in cui stiamo vivendo) e mondo spirituale, e in quest'ultimo, tra i tre diversi regni che lo compongono: "Mondo degli spiriti, Paradiso e Inferno".

Da qui deriva che la vita dell'uomo nel mondo materiale è destinata a proseguire nel corrispettivo mondo spirituale, dove non esiste la temporalità, ma l'eternità, e la resurrezione è il nome con cui si intende il passaggio a questa nuova vita spirituale: numerose sono infatti le descrizioni di questa vita, che Swedenborg disse di aver sperimentato attraverso numerosi stati di pre-morte. Le sue presunte comunicazioni con gli spiriti furono secondo le sue testimonianze "faccia a faccia, come si parla da uomo a uomo".

La Trinità L'idea di Swedenborg che più di ogni altra necessita di chiarimenti è relativa alla Trinità divina. Per Swedenborg la dichiarazione dogmatica del Credo formulato da Atanasio di Alessandria, secondo il quale in Dio vi è una Trinità di persone, è sbagliata; è curioso notare che nelle sue esperienze sovrannaturali Swedenborg dice di aver verificato che è impossibile entrare nel Cielo per gli uomini che esprimono la fede per un solo dio ma che mentalmente ne pensano tre, poiché questo coinciderebbe con una contraddizione nell'anima, per Swedenborg, quando un essere umano varca la soglia della morte per ritrovarsi nel mondo degli spiriti, non gli è più permesso di pensare una cosa e dirne un'altra, cioè di mentire.

«Gli angeli hanno detto anche che membri della Chiesa che lasciano il mondo non possono essere accolti in Cielo se la loro mente è occupata dall'idea delle tre persone, perché il loro pensiero vaga da una persona all'altra e in Cielo non è concesso pensare a tre persone e nominarne una sola. In Cielo ognuno parla come pensa perché là la parola è un attributo del pensiero, o si può dire anche che è un pensiero parlante. Perciò coloro che nel mondo distinguono il divino in tre persone, avendo di ognuna di queste una diversa concezione, e non si concentrano su un solo Signore, non possono essere accolti in Cielo. In Cielo infatti avviene una comunicazione generale a livello di pensiero. Se quindi giunge in Cielo uno che pensa a tre persone e si rivolge a una soltanto, lo si riconoscerebbe immediatamente.» (Cielo e Inferno - Cap.49 p. 2)

Swedenborg afferma che è corretto considerare la Trinità come natura dell'unica persona divina, ossia "Anima" (Dio Padre da cui tutto ha origine, ogni Amore e Sapienza), "Corpo" (l'umanità di Dio che si esprime nella figura di Gesù Cristo), e "Spirito Santo" cioè il "Divino Bene" e la "Divina Verità" (Lo Spirito di Dio è l'azione che esprime la volontà e il desiderio di Dio, lo Spirito non è un'astrazione o una semplice energia, ma è in sostanza identificabile con Dio stesso poiché "l'Essere" di Dio coincide con "l'Azione" di Dio, di conseguenza la "Divina Verità" e il "Divino Bene" secondo Swedenborg sono la sostanza di Dio). La Trinità non è quindi un mistero insondabile dalla mente umana (che fatica a concepire come un unico Dio possa essere contemporaneamente tre persone), ma esprime invece la natura divina a cui ogni uomo è stato fatto a immagine e somiglianza.

Nella Bibbia, Dio si esprime così attraverso dei binomi fondamentali (corrispondenze): "Amore e Sapienza; Luce e Calore; Bene e Verità; Giustizia e Giudizio, ecc." dai quali possiamo manifestatamente goderne le naturali rappresentazioni simboliche, quali il sole e la luna, la luce e il calore, ecc., che sono corrispondenze del mondo spirituale nel nostro mondo materiale. Questa Trinità è presente in ogni uomo che è fatto a sua immagine, infatti ogni uomo è dotato di un'"Anima" (la volontà e il desiderio, che sono "buone opere" in potenza, le quali non possono essere separate dalla fede; qui per buone opere si intendono le opere della carità e non della legge), e di un "Corpo" (attraverso il quale l'uomo interagisce e si relaziona con gli altri; in questo mondo il corpo spirituale è legato al corpo materiale, che ci permette di vivere e di interagire dentro la realtà materiale), e di uno "Spirito" (ossia l'azione che rende concreto il desiderio dell'uomo, cioè le "buone opere" in atto).

Divinità di Gesù Cristo «Per prima cosa bisogna sapere chi è il Signore del Cielo, perché da questo dipende tutto il resto. In tutto il Cielo, al di fuori del Signore, nessuno viene riconosciuto Dio del Cielo. Si dice là, come Egli stesso ha insegnato, che Egli è uno col Padre, e chi vede Lui, vede il Padre; che il Padre è in Lui e Lui nel Padre; che tutto ciò che è santo proviene da Lui (Giovanni 10, 31, 38; 14, 10 segg.; 16, 13-15). Di questo io ho parlato spesso con gli angeli ed essi mi hanno detto con sicurezza che in Cielo non si può distinguere il divino in tre (persone), perché lì si sa e si sente che il divino è una sola cosa, e risiede nel Signore.» (Cielo e Inferno - cap.46 p,2)

È importante notare che la divinità di Gesù Cristo è confermata dal pensiero e dalle esperienze di Swedenborg, egli è identificato nell'incarnazione terrena e nella partecipazione storica di Dio Padre, questa idea prende assoluta distanza delle dottrine eretiche antitrinitarie come quella propugnata dal teologo Michele Serveto, l'Unitarianismo e altri fenomeni religiosi. In sintesi, l'idea di Swedenborg assomiglia di più al modalismo, patripassianismo; egli infatti afferma che la Trinità è la modalità con cui Dio si esprime (vedi sopra), e nello stesso tempo afferma l'unicità della persona di Dio-Uomo. Gesù, Cristo storico, è stato l'incarnazione stessa di Dio Padre nella storia degli uomini. Cristo nella sua resurrezione è l'unica persona che ha assunto presso di sé il corpo materiale; questo è importante nella teologia di Swedenborg poiché Dio afferma e conferma la sua sovranità sul mondo materiale che gli appartiene, nonostante le apparenze, e nello stesso tempo svela il valore universale dell'interagire di Dio nella materia, nell'opera di salvezza operata dalla sua incarnazione e dal continuo intervento tramite la Divina Provvidenza.

Gli Angeli Gli Angeli appartengono tutti al genere umano, quindi non sono stati creati prima dell'uomo e nemmeno sono di una natura diversa, ma piuttosto si tratta di uomini in uno stato di perfezione. Ogni uomo è destinato a diventare angelo dopo la morte, se ha condotto la sua vita nel bene e nella verità. La condizione dell'uomo nella vita dopo la morte non è una condizione di esseri eterei e svolazzanti ma è una condizione simile a quella di questa vita, Gli Angeli vivono in carne e ossa ma tutto è più perfetto ed è soggetto a condizioni fisiche differenti! Esistono Angeli del Primo Cielo, o Angeli Naturali, Angeli del Secondo Cielo (o Cielo Medio), cioè angeli Spirituali, e Angeli del Terzo Cielo (o Cielo Intimo), cioè Angeli Celesti; questi ultimi sono più perfetti nell'Amore e nella Sapienza di Dio. Gli Angeli Celesti sono enormemente più sapienti degli Angeli Spirituali che a loro volta sono enormemente più sapienti degli angeli Naturali (che non sono meramente naturali ma Celesti/Naturali o Spirituali/Naturali).

«Bisogna sapere che è l'angelo stesso a determinare la sua appartenenza a un Cielo o all'altro.