L'avanzata tedesca su Bastogne fu la fase iniziale dell'offensiva delle Ardenne nel settore meridionale del fronte d'attacco, caratterizzata dalla rapida progressione delle forze corazzate della Wehrmacht in direzione dell'importante nodo di comunicazioni di Bastogne in Belgio.
Durante questa avanzata iniziale si verificarono una serie di violenti scontri (indicati come Roadblock battles, "battaglie dei blocchi stradali", nella storiografia anglosassone.) dal 18 al 20 dicembre 1944 tra vari raggruppamenti meccanizzati americani, affrettatamente costituiti per rallentare o bloccare l'avanzata tedesca, e le colonne delle Panzer-Division in marcia verso Bastogne.
I combattimenti, aspramente combattuti, terminarono tutti con la netta vittoria dei panzer e i vari contingenti americani, attaccati da tutte le direzioni, vennero sbaragliati subendo perdite molto pesanti, ma dal punto di vista strategico questa serie di scontri permisero al comando americano di guadagnare tempo e di far affluire alcune divisioni di riserva per difendere soprattutto Bastogne e impedire un crollo disastroso dell'intero fronte alleato.. Dal punto di vista tattico l'impiego delle forze corazzate americane in piccoli gruppi, sparpagliati per sbarrare le strade di accesso principali, pur se in parte dettato dalla disperata situazione del momento, si rivelò tuttavia inefficace ed espose i mezzi corazzati statunitensi a subire gli attacchi coordinati e potenti degli esperti equipaggi dei panzer tedeschi, più numerosi e meglio equipaggiati.. Offensiva a sorpresa
Il 16 dicembre 1944 l'Esercito tedesco all'ovest (Westheer) sferrò la sorprendente offensiva delle Ardenne, lungamente preparata in segreto da Hitler in persona e diretta a ottenere uno sfondamento strategico del fronte alleato e una vittoria decisiva per ribaltare l'esito della guerra sul fronte occidentale. Nei progetti del Comando tedesco il ruolo principale sarebbe dovuto spettare alle potenti divisioni Waffen-SS della 6. SS-Panzer-Armee del generale Josef Dietrich, schierata nel settore settentrionale dell'area attaccata, che avrebbero dovuto puntare fulmineamente su Liegi e quindi su Anversa, mentre la 5. Panzerarmee del generale Hasso von Manteuffel avrebbe coperto questa avanzata-lampo attaccando più a sud e marciando verso la Mosa e quindi verso Bruxelles..
Nelle realtà furono proprio le forze della Wehrmacht al comando del generale Manteuffel che ottennero i risultati più brillanti e riuscirono a sfondare completamente il fronte americano dell'VIII Corpo d'armata del tenente generale Troy Middleton. Il 47º Panzerkorps (generale Heinrich von Lüttwitz) e il 58ºPanzerkorps (generale Walter Krüger), con tre Panzer-Divisionen (circa 320 mezzi corazzati in totale.) riuscirono fin da primo giorno a penetrare le deboli difese della 28ª Divisione fanteria americana (maggior generale Norman D. Cota), aggirarono la 106ª divisione fanteria (che sarebbe stata circondata e distrutta sullo Schnee Eifel) e, dopo aver sbaragliato le coraggiose resistenze dei reparti nemici, superarono l'Our e il Clerf, creando una situazione potenzialmente disastrosa per il comando americano del VIII Corpo, molto a corto di riserve dopo la sconfitta delle sue forze di prima linea..
Nella mattinata del 17 dicembre i Panzer IV del kampfgruppe Guttmann della 2. Panzer-Division superarono gli ultimi reparti della 28ª Divisione fanteria, sgominarono le deboli unità corazzate americane disponibili (cinque compagnie del 707º battaglione corazzato e del 2º battaglione corazzato che vennero impegnate separatamente e subirono gravissime perdite) e conquistarono Clervaux, mentre l'altra divisione del 47º Panzerkorps, la Panzer-Lehr-Division, entrava a Wiltz, aprendosi la strada verso i nodi di comunicazione più importanti delle Ardenne, al momento praticamente sguarniti di difensori..
Marcia su Bastogne Contromisure americane
Al termine della giornata del 16 dicembre il tenente generale Middleton e il comando dell'VIII Corpo d'armata divennero finalmente coscienti della gravità della situazione; dopo la definitiva sconfitta della coraggiosa 28ª Divisione fanteria e dopo il superamento da parte delle colonne corazzate nemiche dei fiumi Our e Clerf, le vie di accesso a Bastogne, sede del quartier generale del corpo e nodo di comunicazioni fondamentale, erano aperte ai panzer tedeschi che stavano accelerando la loro avanzata percorrendo le varie strade che conducevano alla città belga..
Il generale Middleton, risoluto a battersi e comprendendo l'importanza di mantenere il possesso della città, decise di impegnare coraggiosamente le sue modeste forze corazzate di riserva (reparti della inesperta 9ª Divisione corazzata del maggior generale John W. Leonard) per rallentare la progressione nemica, in attesa dell'arrivo delle riserve richieste ai comandi superiori e che erano in avvicinamento.. Già nella mattinata del 17 dicembre infatti arrivò al quartier generale dell'VIII Corpo il maggior generale William H. Morris, comandante della 10ª Divisione corazzata in corso di trasferimento da sud (ceduta dal recalcitrante generaleGeorge Patton su ordine diretto di Eisenhower) e comunicò a Middleton del prossimo arrivo del Combat Command B della sua unità; nel pomeriggio infatti il colonnello William L. Roberts, comandante del CCB, arrivò a sua volta a Bastogne e conferì con il generale.
In mancanza di forze sufficienti il generale Middleton decise quindi di sacrificare in parte i suoi reparti mobili impiegandoli in gruppi separati (cosiddetti penny packets) per cercare di bloccare con sbarramenti statici tutte le vie di accesso principali a Bastogne, sacrificando in questo modo la mobilità e la forza d'urto delle sue forze meccanizzate ed esponendole a essere distrutte separatamente dalle colonne convergenti dei panzer, pur di guadagnare tempo e intralciare in tutti i punti il nemico..
Il colonnello Joseph H. Gilbreth, comandante del Combat Command R della 9ª Divisione corazzata, quindi si portò, secondo gli ordini di Middleton, rapidamente a est di Bastogne e organizzò, entro la mezzanotte del 17 dicembre, le sue forze in quattro raggruppamenti tattici: la Task Force Rose, guidata dal capitano L. K. Rose, con una compagnia di carri M4 Sherman, un plotone di genieri e reparti di fanteria meccanizzata, a Lullange (15 km a nord-est di Bastogne); un gruppo principale subito dietro, ad Allenborn: la Task Force Harper del tenente colonnello Ralph S. Harper con il grosso del 2º battaglione corazzato (due compagnie di carri armati) e due compagnie di fanteria (a cui si unì anche il colonnello Gilbreth con il suo quartier generale); e infine due gruppi più piccoli: a nord di Allenborn la Task Force Booth (guidata dal tenente colonnello Robert M.Booth) e a sud la Task Force Hayze, a Derenbach, 10 km a est di Bastogne.
Avanzata tedesca e primi scontri Le colonne corazzate tedesche entrarono in contatto con questi improvvisati sbarramenti americani nella mattinata del 18 dicembre; il generale von Lüttwitz, comandante del 47º Panzerkorps, dopo aver sbaragliato le ultime resistenze della 28ª Divisione fanteria, aveva spinto risolutamente in avanti le sue due Panzer-Divisionen per recuperare il tempo perduto; la 2. Panzer-Division (guidata dall'esperto colonnello Meinrad von Lauchert) superò il Clerf e fece rapidi progressi, nonostante la sporadica resistenza di gruppi di soldati sbandati nemici, divisa nei due kampfgruppen Cochenhausen e Guttmann. I primi contatti dei reparti da ricognizione tedeschi si verificarono alle 8,30 lungo la strada per Lullange con la Task Force Rose..
Il kampfgruppe Guttmann, dopo questi scontri iniziali, passò decisamente all'attacco alle ore 11.00: due compagnie di panzer (carri Panzer IV) entrarono in azione sotto la copertura di uno sbarramento di fumogeni; si verificò un duro scontro di carri ed entrambe le parti subirono perdite. I panzer attaccarono metodicamente da tre lati la Task Force Rose bersagliando le deboli forze americane. Alle ore 14.00 il generale Middleton rifiutò la disperata richiesta del capitano Rose di ripiegare verso Allenbron o di ricevere rinforzi, e nel pomeriggio la situazione della Task Force divenne drammatica. Più a nord, a Buret, elementi della 116. Panzer-Division (al comando del maggior generale Siegfried von Waldenburg) travolsero un battaglione di artiglieria semovente che appoggiava con il suo fuoco le forze di Rose, mentre i panzer incominciarono ad aggirare e circondare i superstiti. Alle ore 14.30 l'incrocio stradale di Lullange era ormai in mano al kampfgruppe Guttmann; il capitano Rose, dopo aver resistito coraggiosamente e aver perso sette Sherman, tentò di sfuggire a nord verso Houffalize con i cinque carri armati rimasti ma cadde ben presto in una imboscata di panzer; il capitano fu catturato e pochissimi scamparono, mentre Cochenhausen e Guttmann poterono proseguire lungo la strada di Allenborn dove era posizionata la Task Force Harper..
Il destino di questo secondo sbarramento americano fu ancor più sfortunato: schierato ad Allenborn su un terreno poco favorevole e con alle spalle una fitta foresta che ne intralciava un eventuale ripiegamento, la forza del tenente colonnello Harper alle 20.00 subì un primo pesante bombardamento di artiglieria, seguito da un rapido attacco notturno dei panzer dei kampfgruppen Cochenhausen (equipaggiato anche con carri Panther) e Guttmann, che penetrò subito il perimetro difensivo. In soli quindici minuti tutti i 24 Sherman americani furono distrutti; a mezzanotte la posizione era ormai stata travolta. Il tenente colonnello Harper con un plotone di cannoni semoventi tentò di fuggire verso nord solo per essere ucciso negli scontri, mentre altri reparti sbandati, insieme ai resti della Task Force Rose fuggirono a sud verso Tintigny e Longville.
La strada diretta a Neffe e quindi a Bastogne era ormai praticamente sguarnita, mentre il colonnello Gilbreth con il quartier generale del Combat Command R abbandonava Allenborn e ripiegava, dopo la mezzanotte del 18 dicembre, con un plotone di carri leggeri verso la città belga. Nella notte, più a nord, anche la Task Force Booth della 9ª Divisione corazzata, venne accerchiata da elementi della 2. Panzer-Division (kampfgruppe von Böhm) e della 116. Panzer-Division (kampfgruppe Stephan); il tentativo di ritirata verso nord, la mattina del 19 dicembre si concluse con un disastro, bersagliata dal fuoco dei panzer a Hardigny, la Task Force perse tutti i suoi carri armati e 600 uomini furono uccisi o catturati, mentre le colonne corazzate tedesche furono libere di proseguire anche a nord di Bastogne, lungo la strada per Noville e Bertogne..
Difesa di Bastogne Durante la giornata del 18 dicembre mentre venivano sbaragliati, nonostante la coraggiosa resistenza, gli sbarramenti della 9ª Divisione corazzata americana, a Bastogne era arrivato, proveniente da Arlon, il grosso del Combat Command B della 10ª Divisione corazzata al comando del colonnello William Roberts; di fronte agli sviluppi disastrosi della situazione il generale Middleton ordinò a Roberts di schierare immediatamente le sue forze a est di Bastogne per sostenere il Combat Command R del colonnello Gilbreth in grave difficoltà e bloccare le vie di accesso principali alla città. Con la prospettiva di una imminente irruzione tedesca a Bastogne, Middleton impose a Roberts di spiegare le sue truppe in piccoli raggruppamenti tattici per intercettare il nemico lungo tutte le possibili strade di accesso, nonostante le rimostranze del colonnello, contrario alla dissipazione delle sue forze meccanizzate in piccoli gruppi.