The Union è un album nato dalla collaborazione tra Sir Elton John e Leon Russell, pubblicato il 19 ottobre 2010 negli Stati Uniti e il 25 ottobre dello stesso anno in Europa; costituisce il quarantasettesimo album (il trentunesimo in studio) del musicista britannico ed il trentottesimo (il trentacinquesimo in studio) del cantautore dell'Oklahoma.
Genesi Il progetto costituisce una novità nella discografia di Elton John, in quanto egli non aveva mai pubblicato in precedenza un disco di brani inediti in collaborazione con un altro artista.
Tutto nasce nel corso di un safari africano organizzato dalla rockstar e dallo storico partner David Furnish nel 2009 (precisamente nel mese di gennaio). Quest'ultimo aveva inserito nel proprio iPod la raccolta Retrospective (1997) di Leon Russell; Elton, accortosene, aveva iniziato ad ascoltare l'album (compreso il brano Back to the Island) quando improvvisamente prorompe in lacrime, tornando idealmente agli inizi della sua carriera e al suo concerto di debutto in America, il primo di una serie di show al Troubadour Club di Los Angeles.
Tra il pubblico di quegli spettacoli c'era anche Russell, uno dei più grandi idoli dell'allora sconosciuto Reginald Dwight ("Non sottolineerò mai abbastanza quanto sia importante l'influenza di Leon Russell sulla musica di Elton John e Bernie Taupin. Nel 1970, quando siamo andati in America e ho suonato al Troubadour, eravamo ossessionati dalla musica di Leon, e lo guardavamo come una sorta di dio musicale. Nel secondo concerto al Troubadour Club di Los Angeles lui era lì in prima fila, ma per fortuna non me ne sono accorto fin quasi alla fine dello spettacolo, altrimenti sarei diventato nervoso", afferma Elton secondo quarto riportato sul suo sito ufficiale; anche nel 2008 John aveva confermato l'importanza che attribuiva al cantautore americano, stavolta nel corso di una trasmissione televisiva). A quell'epoca Leon era al top della propria carriera, dopo aver militato nella Wrecking Crew (il gruppo che accompagnava in studio Phil Spector), scoperto Joe Cocker (scrivendo per lui il brano Delta Lady e accompagnandolo nel corso del Mad Dogs & Englishmen tour) e suonato con artisti del calibro dei Beach Boys, dei Byrds e di Herb Alpert; in più, era ammirato da Frank Sinatra, Bob Dylan e George Harrison (e nel 1971 parteciperà allo storico concerto di beneficenza per il Bangladesh, organizzato dall'ex-Beatle). Nell'estate del 1970, Leon si era incontrato per la prima volta con l'esordiente Elton e aveva avuto modo di studiarlo ("Era così dinamico che pensai che la mia carriera fosse finita", ricorda Russell); da allora, i due non avevano più avuto modo di vedersi e, mentre John veniva consacrato come una delle più grandi superstar del panorama musicale internazionale, la popolarità di Russell andava incredibilmente scemando (per quanto rimanesse un artista di culto tra gli esperti del settore), tanto da farlo cadere nell'anonimato presso il grande pubblico e da costringerlo addirittura a guidare personalmente il bus con il quale portare la propria band a suonare in piccoli e sconosciuti locali del profondo Ovest americano.
Elton decide quindi di intercettare telefonicamente il vecchio mentore per assicurargli una condizione economica accettabile e una nuova, meritata visibilità (dopo ben 37 anni).
Il concept La rockstar, dopo aver contattato il produttore premio Oscar T-Bone Burnett grazie al proprio manager John Barbis, convince Leon a far parte dell'ambizioso progetto di un album collaborativo, sulla falsariga del disco Raising Sand di Robert Plant e Alison Krauss, sempre prodotto da Burnett (solo che in quest'ultimo caso le tracce dell'album si rivelavano essere delle cover in chiave folk rock di canzoni già esistenti e non brani inediti composti in collaborazione). Il prodotto finale si sarebbe configurato come un lavoro tendenzialmente gospel, ma intriso di soul, rock, country, R&B; generi spesso rivisitati nella discografia della rockstar britannica (basti pensare a Tumbleweed Connection, ritenuto dai più uno dei sommi capolavori del pianista di Pinner), anche se mai in maniera così radicale; le poche ballate di stampo eltoniano, inoltre, avrebbero rappresentato un'ulteriore evoluzione del disco in senso spiritualistico, sempre comunque in completa armonia con l'anima del prodotto. Praticamente, si ha come l'impressione che l'album contenga un unico filo conduttore incentrato sul profondo e incontaminato Selvaggio Ovest americano, configurandosi dunque come una sorta di omaggio ad un Paese quasi del tutto scomparso. L'apporto di Leon Russell (la figura centrale di tutto il progetto) si sarebbe rivelato determinante nella riuscita di quest'obiettivo.
La copertina del disco, coerentemente con la concettualità del tutto, sarebbe consistita in una foto di Annie Leibovitz e avrebbe presentato Elton e Leon seduti a due pianoforti (John su uno sgabello professionale, in veste di allievo, e Russell su uno di legno, in veste di maestro) in un'ariosa stanza, sobria, ma evocativa.
Registrazione Nell'ultima parte del 2009, Billy Joel cancella per uno sconosciuto malessere alcune date del Face to Face Tour in coppia con Elton; questo permette a John, appena ripresosi da un'infezione, di recarsi in California (precisamente agli studi del Village Recorder, a Los Angeles) insieme a Leon, T-Bone e lo storico paroliere Bernie Taupin (quest'ultimo aveva già scritto alcuni testi): secondo quanto racconta la rockstar britannica, si rompe davvero il ghiaccio quando Burnett mostra al gruppo un video di Mahalia Jackson alle prese con Didn't It Rain al Newport Jazz Festival. A quel punto, il pianista di Pinner si siede al pianoforte e inizia a comporre il brano A Dream Come True, subito seguito da Russell (durante le sessioni di registrazione, Elton avrebbe chiamato Leon "The Master"; quest'ultimo avrebbe affettuosamente risposto denominandolo "The Governor"): in questo modo, si viene a creare un'ottima intesa che avrebbe dato presto i suoi frutti. Infatti, in quattro giorni, vengono composti dieci brani, tra i quali l'inedito I Should Have Sent Roses, ballata pop rock accreditata a Leon e Bernie; le sessioni di registrazione vere e proprie vengono poi programmate per gennaio.
Una settimana prima della prevista registrazione del disco, Russell si sottopone a una delicata operazione al cervello (durata quasi sei ore), che lo debilita fortemente. Ciò nonostante, prosegue il proprio lavoro con stoicità e determinazione; il regista Cameron Crowe (autore di film quali Vanilla Sky, Elizabethtown e Almost Famous) riprende tutte le sessioni di registrazione (caso unico nella discografia eltoniana e russelliana), compreso il momento in cui Leon presenta ad Elton e ai membri della compagnia il proprio brano The Hands of Angels (un'evocativa ballata dedicata alla rockstar britannica e al manager Barbis come ringraziamento per avergli salvato la vita), facendoli commuovere.
Occorre porre l'attenzione sui musicisti che hanno fornito il proprio apporto al progetto (infatti, per la prima volta dai tempi di Victim of Love, nel disco non appare alcun membro della Elton John Band), spesso fedelissimi del produttore Burnett: si citano, tra gli altri, il chitarrista Marc Ribot, Russ Paul e Robert Randolph (alla chitarra pedal steel), Dennis Crouch (al contrabbasso), il batterista Jim Keltner, il percussionista Jay Bellerose, il mandolinista Mike Compton, l'organista Booker T. Jones (al B3) e il tastierista Keefus Ciancia. È inoltre presente una sezione fiati di alto livello, formata dai sassofonisti Joe Sublett, Tom Peterson e Jim GasPipe Thompson, dal trombettista Darrell Leonard e da Ira Nepus (al trombone), George Bohanon (al trombone e al corno), William Roper (alla tuba) e Maurice Spears (al trombone). Una session di coristi (tra cui Judith Hill, che avrebbe dovuto accompagnare Michael Jackson nel suo ultimo tour, e i due membri dei Chicago Jason Scheff e Lou Pardini) avrebbe aggiunto le coloriture necessarie al prodotto, contribuendo a renderlo di fatto l'erede dei dischi eltoniani prodotti tra il 1969 e il 1971 (fino all'LP Madman Across the Water), scevro da qualsivoglia effetto elettronico (tendenza produttiva già espressa da Songs from the West Coast in poi, ma radicalizzata e autenticata definitivamente da T-Bone: egli, infatti, dona uno stampo old-fashioned e rustico ai 16 brani che vengono registrati durante le session; in più, partecipa alla composizione delle tracce Jimmie Rodgers' Dream e There's No Tomorrow e suona la chitarra elettrica in qualche pezzo). L'album contiene anche due prestigiose collaborazioni: infatti, il cantautore canadese Neil Young canta la seconda strofa della ballata rock Gone to Shiloh (drammatico pezzo concernente la Guerra di secessione americana e la battaglia di Shiloh, sulla falsariga concettuale di brani come My Father's Gun, Where to Now St. Peter? e Indian Sunset), mentre Brian Wilson tesse sapienti trame corali che permeano la sinatriana When Love Is Dying. In There's No Tomorrow vi è un sample di Hymn #5, brano gospel blues dei The Mighty Cannibal pubblicato nel 1966 (si tratta di una lettera scritta da un soldato di colore mandato a combattere in Vietnam). Per quattro brani, inoltre (rispettivamente la rockeggiante Hey Ahab, When Love Is Dying e le ballate Mandalay Again e Never Too Old (to Hold Somebody)), era previsto un soffuso accompagnamento orchestrale arrangiato dall'eclettico Van Dike Parks, ma nel disco non ve n'è alcuna traccia (evidentemente, dopo la registrazione, Burnett avrà ritenuto opportuno eliminarlo per non sconfinare in un eccesso produttivo, ritenendo soddisfacente il pathos delle canzoni interessate anche senza l'apporto orchestrale).
Durante le session, Elton e Leon partecipano al MusiCares Concert in tributo a Neil Young, destando per la prima volta l'interesse dei media internazionali e colleghi: infatti, Ringo Starr, Sir Paul McCartney, Sharon Stone, Stevie Nicks, Grace Jones and LeAnn Rimes si recano agli studi di registrazione (ed è in questo frangente che Wilson decide di partecipare al progetto, in quanto Leon aveva più volte collaborato con i Beach Boys). Il tutto viene completato a ridosso del mese di marzo.
In definitiva, il disco consacra definitivamente la rinascita artistica eltoniana degli anni Duemila (intrapresa inizialmente con la colonna sonora The Road to El Dorado e affermatasi con gli album in studio Songs from the West Coast, Peachtree Road e The Captain & the Kid), qualificandosi probabilmente come il miglior album di Elton dopo il periodo d'oro degli anni Settanta, vero erede di Tumbleweed Connection e Madman Across the Water.
Promozione Nel mese di marzo 2010, Elton John aveva programmato con il percussionista Ray Cooper alcune date solo piano e percussioni in Sudafrica per il suo tour Under African Skies: nel corso degli show aveva eseguito in anteprima Never Too Old (to Hold Somebody), subito recensita da Rolling Stone. Un altro brano fuoriuscito delle session nel corso dell'anno è stato l'inedito I Should Have Sent Roses, composto da Leon e Bernie, mentre il 24 agosto è stata resa disponibile come singolo in download su iTunes (e per i collezionisti anche in 7") If It Wasn't for Bad, traccia d'apertura del disco composta dal solo Russell (coerentemente con lo scopo dichiarato di The Union: quello di assicurare a Leon nuova visibilità e ridargli lustro e meritato rispetto a livello internazionale). Il 17 settembre Elton tiene un concerto con Ray Cooper a Milano e presenta in anteprima mondiale Gone to Shiloh. Nel corso della leg invernale del tour con Ray, infine, la rockstar elimina dalla scaletta The Emperor's New Clothes per lasciar spazio a When Love Is Dying.