Si distinse durante la seconda guerra mondiale per l'energia, la preparazione e la capacità tattica messe in mostra, alla testa di importanti unità corazzate o meccanizzate, sia sul fronte occidentale nel 1940, sia, soprattutto, sul fronte orientale dove, comandante di Panzer-Division e poi di Panzer-Korps e Panzer-Armee, combatté quasi ininterrottamente dal 1941 al 1945.
In particolare si distinse nel 1940 guidando l'attacco decisivo sulla Mosa a Sedan e proseguendo audacemente in avanti alla testa dei suoi panzer fino alla Manica; durante le campagne sul fronte orientale, guidò le sue forze corazzate con grande efficacia sul Don, a Rostov, sul Dniepr, a Žitomir. Considerato un grande esperto di guerra con mezzi corazzati e uno dei migliori comandanti delle Panzertruppen tedesche, ha mantenuto sempre un'alta reputazione nella storiografia specialistica, e viene considerato uno dei più dotati comandanti tedeschi di reparti meccanizzati, insieme a Hans-Valentin Hube, Erhard Raus, Hasso von Manteuffel e Walther Nehring.
Promosso durante la guerra dal grado di oberstleutnant a quello di General der Panzertruppe, fu uno dei soli 27 soldati delle forze armate tedesche a ricevere, per il grande valore personale e le doti di condottiero dimostrate in ripetute occasioni, la prestigiosa Croce di Cavaliere della Croce di ferro con Fronde di quercia, Spade e Diamanti (il 31 agosto 1944).
Biografia Gli inizi e la prima guerra mondiale Nato a Danzica, da una famiglia di prestigiose tradizioni militari (il padre, Wilhelm Balck era stato tenente generale e Cavaliere dell'ordine Pour le Mérite), il giovane Hermann Balck entrò nel 1913 nell'Esercito Imperiale tedesco come aspirante ufficiale, prestando quindi servizio fin dall'inizio della prima guerra mondiale come tenente in un reparto di cacciatori. Durante la "grande guerra" Balck mostrò grande doti di coraggio personale, e rimase ferito ben sette volte, servendo fino al 1918 in varie unità di fanteria leggera e finendo la guerra come comandante di una compagnia di mitraglieri. Il giovane ufficiale si distinse al punto di essere proposto per l'ambitissima decorazione al valore Pour le Mérite nel 1918, anche se alla fine non ottenne il prestigioso riconoscimentoF.DeLannoy/J.Charita, Panzertruppen, p. 23..
Tra le due guerre Hermann Balck rimase nel nuovo Esercito tedesco e servì in varie unità di cacciatori, poi in incarichi di Stato maggiore, e infine nelle nuove unità corazzate della Wehrmacht, reparti in cui avrebbe militato durante la maggior parte della seconda guerra mondiale distinguendosi per la sua notevole abilità e per la chiara comprensione delle modalità operative della Guerra lampo.
Rapida carriera nelle Panzertruppen
Hermann Balck iniziò la seconda guerra mondiale con il grado di oberstleutnant e con un incarico non operativo al Comando supremo dell'esercito (OKH), non partecipando quindi in modo attivo alla Campagna di Polonia. Il 22 ottobre 1939 finalmente l'ufficiale venne assegnato al comando del 1. Infanterie-regiment (Mot) della 1. Panzer-Division destinata a svolgere un ruolo cruciale durante la imminente campagna di Francia.
Assegnata al cuneo corazzato del generale von Kleist (Panzergruppe Kleist) e in particolare al 19º Panzerkorps, guidato dal famoso generale Heinz Guderian, la 1. Panzer-Division effettuò l'attacco decisivo a Sedan il 13 maggio 1940 e proprio il tenente colonnello Balck guidò personalmente con grande efficienza e risolutezza i suoi uomini oltre la Mosa guadagnando la prima, preziosa testa di ponte sulla riva occidentale che sarebbe stata presto sfruttata dai panzer per la loro marcia verso il mareA. Horne, Come si perde una battaglia, pp. 305-307..
Dopo pochi giorni, Balck passò al comando dei reparti corazzati del 1. Panzer-regiment della 1. Panzer-Division in sostituzione del colonnello Nedtwig, e guidò i carri armati tedeschi con grande slancio fino alla costa della ManicaA. Horne, Come si perde una battaglia, p. 483.. Per la sua splendida prestazione Balck ricevette già il 3 giugno la prestigiosa Croce di Cavaliere della Croce di ferro, e, il 3 luglio, dopo la conclusione vittoriosa della campagna di Francia con l'operazione Rot, a cui l'ufficiale partecipò, sempre con i panzer del 1. Panzer-regiment, la promozione a oberst.
Dopo questi brillanti successi Balck venne assegnato al comando (il 15 dicembre 1940) di un'altra unità corazzata, il 3. Panzer-regiment appartenente alla 2. Panzer-Division, che guidò con pieno successo durante la Operazione Marita nei Balcani. I panzer di Balck aggirarono rapidamente le linee difensive greche della Linea Metaxas e raggiunsero Salonicco, per poi proseguire, all'inseguimento del debole contingente britannico inviato in rinforzo dei greci, nell'Eubea, e dirigere, in collaborazione con le formazioni della 5. Panzer Division fino ad AteneF.DeLannoy, Operation Marita, pp. 92-93 e 118-119.. Il 15 maggio 1941 il colonnello Balck, ormai tra i più apprezzati giovani comandanti di unità corazzate della Wehrmacht, passò al comando della Panzer-Brigade 2, sempre nei quadri della 2. Panzer-Division.
Comandi all'est e all'ovest La 2. Panzer-Division non entrò immediatamente in azione durante la gigantesca Operazione Barbarossa, e quindi il colonnello Balck, comandante di tutti i reparti corazzati della divisione, non partecipò alle prime fasi della nuova campagna; solo ai primi di ottobre 1941 la divisione venne impiegata nella prevista offensiva finale contro Mosca (Operazione Tifone), ma Balck prese parte solo alle prime fasi della dura battaglia per la capitale sovietica. Il 1º novembre venne invece richiamato in patria per servire nel OKH come ufficiale delegato delle Panzertruppen presso il Comando supremo dell'esercito, incarico di stato maggiore che il colonnello mantenne fino alla primavera del 1942.
Il 16 maggio 1942 finalmente Balck tornò ad un comando operativo sul fronte orientale, prendendo il comando della 11. Panzer-Division, unità corazzata tra le più famose della Wehrmacht, assegnata al Gruppo d'armate Sud, destinato a sferrare la nuova offensiva generale nel settore meridionale con obiettivi il Don, il Volga e il Caucaso. Il colonnello Balck guidò con abilità ed efficienza la 11. Panzer-Division (facente parte con la 9. Panzer-Division del 24º Panzerkorps), durante le prime fasi dell'operazione Blu e contribuì a respingere i pesanti contrattacchi delle riserve corazzate sovietiche affrettatamente organizzati dal comando dell'Armata RossaK. Macksey, Carri armati. Gli scontri decisivi, pp. 100-101..
Ai primi di luglio, mentre le altre Panzerdivisionen procedevano rapidamente verso Voronež e verso Stalingrado, la 11. e la 9. Panzer-Division vennero ritirate dal settore meridionale (apparentemente per la convinzione di Hitler di un crollo ormai irreversibile del nemico) e rischierate al Gruppo d'armate Centro. In questo settore Hermann Balck, promosso generalmajor il 1º agosto 1942, partecipò con la sua 11. Panzer-Division alla deludente offensiva locale su Suchiniči che si concluse con un insuccesso strategicoAA.VV., Germany and the second world war, vol. VI: the global war, pp. 1002-1004.. Dopo questo fallimento la 11. Panzer, sempre guidata dal generale Balck, venne ritirata dalla prima linea, ricompletata con carri armati moderni e schierata nelle retrovie a disposizione dell'OKH come riserva operativa in vista della campagna d'inverno.
L'evoluzione catastrofica per le forze dell'Asse dell'offensiva sovietica sul fronte del Don, iniziata il 19 novembre 1942, impose l'afflusso di tutte le riserve disponibili; quindi alla fine del mese anche la 11. Panzer-Division del generale Balck venne impegnata nel tentativo di ristabilire la situazione e possibilmente contrattaccareAA.VV., Il Terzo Reich, in marcia verso Stalingrado, p. 121.. La formazione corazzata, inizialmente destinata a partecipare al tentativo di salvataggio della 6ª Armata tedesca accerchiata dal 23 novembre nella sacca di Stalingrado, venne in realtà schierata difensivamente sul fiume Čir e dovette entrare subito in combattimento per contenere e respingere le nuove offensive sovieticheAA.VV., Il Terzo Reich, in marcia verso Stalingrado, pp. 122-123..
Il generale Balck e i suoi uomini, durante gli incessanti combattimenti con i corpi corazzati sovietici, diedero una magistrale dimostrazione di capacità tattiche e di efficienza operativa, e durante il mese di dicembre la divisione (considerata tra le più combattive e ben equipaggiate della Wehrmacht) respinse con perdite numerosi attacchi nemici sul ČirAA.VV., Il Terzo Reich, in marcia verso Stalingrado, p. 122.; partecipò al riuscito contrattacco su Tacinskaja, contro la pericolosa penetrazione del 24º corpo corazzato sovietico nell'area degli aeroporti; mentre a gennaio 1943, trasferita a sud del Don, la 11. Panzer-Division, guidata con grande abilità da Balck, bloccò l'offensiva sovietica su Rostov, salvaguardando quella preziosa via di uscita per le forze tedesche in ritirata dal CaucasoP. Carell, Terra bruciata, pp. 142-159..
Infine, a febbraio e a marzo 1943, l'instancabile divisione risalì di nuovo a nord del Don e partecipò alla controffensiva del feldmaresciallo von Manstein nel settore del Donec e il generale Balck guidò i pochi panzer rimasti alla sua formazione nel settore di Barvenkovo, contribuendo, dopo scontri dall'esito alterno contro le coraggiose forze corazzate nemiche, alla distruzione del Gruppo meccanizzato PopovP. Carell, Terra bruciata, pp. 212-230.. Dopo quest'ultima battaglia, finalmente il fronte orientale venne stabilizzato e le truppe e i reparti (compresa la esausta 11. Panzer-Division) poterono essere riorganizzati e riequipaggiati.
Hermann Balck ricevette, per la sua abile condotta tattica sul campo durante la drammatica battaglia invernale, la promozione a generalleutnant (il 21 gennaio 1943) e le prestigiose decorazioni delle Foglie di quercia (20 dicembre 1942) e delle Spade (4 marzo 1943) per la Croce di Cavaliere della Croce di Ferro. Altamente stimato dai comandi superiori della Wehrmacht, Balck venne quindi trasferito al comando temporaneo della potente Panzergrenadier-Division Großdeutschland il 3 aprile 1943, incarico che mantenne fino al 30 giugno 1943, in attesa del ritorno del comandante titolare, generale Walter Hörnlein.
Il generale Balck non partecipò alla battaglia di Kursk, ma venne invece inviato brevemente sul fronte Mediterraneo dove assunse il comando, il 2 settembre 1943, del XIV. Panzerkorps reduce dalla battaglia in Sicilia. Il generale venne coinvolto nelle prime fasi dello sbarco di Salerno e diresse con le sue forze mobili la battaglia e il contrattacco iniziale per cercare di respingere lo sbarco anglosassone; nell'occasione Balck, nuovo del teatro operativo, mostrò qualche incertezza e non riuscì schiacciare la testa di ponte, pur infliggendo gravi perdite al nemicoAA.VV., Il Terzo Reich, il fronte meridionale, pp. 108-109.. Dopo pochi giorni, inoltre, rimase seriamente ferito in un incidente aereo e venne quindi rapidamente rimpatriato per un periodo di cure e convalescenzaG. Fraschka, Knights of the Reich, p. 239..