Nella presente pagina sono riportate informazioni sui tifosi dell'ACF Fiorentina, società calcistica italiana con sede a Firenze.

Composizione demografica In ambito nazionale, secondo la ricerca multiclient annuale "Sponsor Value", realizzata dal 2001 da StageUp e Ipsos su un campione di riferimento nella popolazione italiana di età compresa tra 16 e 64 anni, al 2023 la Fiorentina risultava essere la settima squadra di Serie A più tifata d'Italia, potendo contare su un seguito stimato in circa tifosi; i viola rispetto al quadriennio precedente dell'indagine "Sponsor Value" risultano avere in linea di massima la stessa base di tifosi (621 mila nel 2022, 566 mila nel 2021, 631 mila nel 2020 e 673 mila nel 2019).

Sempre in Italia, in base ai sondaggi condotti dalla società "Demos & Pi" sul tifo calcistico e sportivo degli italiani, pubblicati sul quotidiano la Repubblica e realizzati quasi annualmente nel periodo compreso tra il 2005 e il 2024, ogni qualvolta la Fiorentina è stata presa in esame le è stata attribuita, nel Paese, in media una percentuale di tifoseria di circa il 2/3% tra coloro che seguono il calcio; l'ultima rilevazione, nel 2016, le attribuiva appunto il 2% di tifosi mentre quella con il valore più alto è stata nel 2011 (3,50%) e quella con il valore più basso si è avuta, con il 2%, nel già citato 2016 e nel 2015. Sempre per "Demos & Pi", nel 2023 i sostenitori della Fiorentina erano distribuiti soprattutto in una delle cinque regioni geografiche dell'Italia esaminate, risultando la terza squadra più tifata nel Centro-nord (8% nelle regioni Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Marche, dietro la Juventus e l'Inter).

Identità

Il tifo della Fiorentina è stato analizzato da un gruppo di ricercatori che prendendo in esame gli striscioni esposti dagli ultras viola ne ha ricostruito le implicazioni identitarie. Emerge nel caso dei tifosi viola un legame Firenze-Fiorentina vissuto nelle sue connotazioni storico-culturali. Il calcio viene concepito dai tifosi viola come evento che travalica la performance sportiva e affonda le sue radici nell'identità della città; ciò comporta il fatto che l'evento sportivo divenga cosa molto sentita: se vince la squadra vince Firenze, in caso di sconfitta perde Firenze. Emerge la figura del cittadino–tifoso che avverte e manifesta il forte orgoglio di vivere Firenze ed il privilegio di tifare la Fiorentina all'interno di un unico spazio identitario squadra-città.

Nel caso dei tifosi viola si assiste anche alla trasposizione del calciatore da atleta moderno a calciante del calcio storico e la partita diviene uno spazio eroico per la tradizione della città: eroi i calciatori–calcianti ed eroi i cittadini–tifosi uniti nel nome del primato di Firenze–Fiorentina. Per gli ultras della Fiorentina il calciatore della propria squadra deve sempre dare il massimo, non solo come atleta, ma perché egli diventa il calciante del 1530 che gioca e lotta per la città di Firenze. A tutti gli effetti gli Ultras viola si inseriscono in un continuum "io-tifoso" ed "io-cittadino" nel quale il binomio Firenze-Fiorentina è percepito come un'unità costruita sulla fierezza, l'orgoglio, la storia e la tradizione cittadina. Firenze, durante il Medioevo era la città del guelfismo e tutt'oggi, nelle curve Fiesole e Ferrovia, ritroviamo striscioni inneggianti al guelfismo, segno di un'appartenenza verso lo splendore della Firenze medioevale, che i tifosi viola si portano da sempre nel cuore..

Orientamento politico La tifoseria della Fiorentina ha sempre rifiutato la politica: "né di sinistra né di destra" è sempre stato il motto delle due curve viola; i Viola Club della Curva Fiesole infatti, sin dagli anni '70, hanno una condotta non politicizzata e completamente apartitica, questo modo di intendere il tifo fu fortemente voluto da Stefano Biagini e da allora è condiviso dalla quasi totale maggioranza dei tifosi. Sono testimonianza di ciò le amicizie con curve dagli orientamenti politici opposti, come dimostra il gemellaggio col Verona. Nonostante la suddetta neutralità, il coro Undici maglie viola è una reinterpretazione di Avanti ragazzi di Buda il cui scopo è esprimere il caratteristico attaccamento alla maglia.

Tra il 1993 e l'immediato post-calciopoli, i tifosi erano ideologicamente caratterizzati da un acceso sentimento "anti poteri forti", specialmente nei confronti di UEFA e FIGC, oltre alle tre big, andato poi scemando.

Nella stagione 2023-2024 sono accadute due eccezioni con risonanza mediatica. Il 24 settembre 2023 Giovanni Malagò aveva imposto un minuto di silenzio a causa del decesso di Giorgio Napolitano per le restanti partite, compresa Udinese-Fiorentina. L'intero stadio Friuli ha bersagliato di fischi furiosi l'immagine dell'emerito capo di Stato, mentre i tifosi gigliati nel settore ospiti, per sottolineare la loro assoluta apoliticità, hanno cantato "Libertà per gli ultrà"; entrambe le società sono state multate per 5.000 euro.

Il 14 marzo 2024, al termine di Fiorentina- (ritorno degli ottavi di Conference League), una Curva Fiesole poco affollata a causa di restrizioni per via del conflitto in corso a Gaza, ha esposto bandiere palestinesi e intonato cori contro gli israeliani in campo e nel settore ospiti; a fine partita, l'intera panchina della squadra ospite ha intenzionalmente provocato la Fiesole nonostante le raccomandazioni degli steward.

Spettatori La tifoseria viola contribuisce ad una percentuale di riempimento dello Stadio Artemio Franchi, durante le gare casalinghe della Fiorentina, pari al 68,63% nella stagione 2023-2024. La migliore media di pubblico stagionale per la squadra, in campionato, fu registrata nell'annata 1981-1982, stagione in cui la Fiorentina lottò per lo scudetto fino all'ultima giornata, quando vi fu una presenza media di spettatori per gara. I tifosi gigliati hanno invece fatto segnare il primato di abbonamenti stagionali in campionato per il club, acquistando tessere, nella stagione 1996-1997, annata successiva alla conquista della quinta Coppa Italia e della prima Supercoppa italiana da parte del club.

Il record assoluto di spettatori per un incontro casalingo del club fu registrato il 25 novembre 1984, per Fiorentina-, con paganti allo Stadio Artemio Franchi di Firenze.

Fan club I primi tifosi viola cominciarono ad unirsi nella prima metà degli anni sessanta, con la nascita di alcuni Viola Club come il Vieusseux, il 7bello e il Amici Viola Sesto, tuttora presenti nella Fiesole; nel 1965 venne costituito il Centro di Coordinamento dei Viola Club.

Tifoseria organizzata

Il tifo viola organizzato nasce nel 1931 quando viene fondato l'Ordine del Marzocco, gruppo caldo e appassionato che sosterrà la Fiorentina per diversi anni seguendola in quasi tutti i principali stadi italiani.

Il nucleo storico della tifoseria viola è la Curva Fiesole, dove si trovano la maggior parte dei gruppi collettivi e dei Viola club; alcuni ultras tuttavia occupano la curva Ferrovia, in particolare negli anni della presidenza Cecchi Gori. Le due curve, fin dal 1965, mantengono una forte tradizione della Firenze medioevale, in quanto sono presenti molti striscioni che fanno riferimento alla Firenze Guelfa.

Ultras Viola (1973-1983) Il più noto gruppo della Fiesole è stato quello degli Ultras Viola. Fondati nel 1973 da Stefano Biagini detto "il Pompa", leader carismatico del tifo fiorentino per lunghi anni. Il gruppo nacque per via della necessità di un collettivo di organizzatori che unissero gli spalti a seguito di una tumultuosa trasferta al Marassi rossoblù; la loro pezza esordì in Curva Fiesole nel gennaio 1974. Nell'annata 1975-76 avvennero numerose contestazioni, tra le quali il bersagliamento dei giocatori comaschi e l'arresto di quattro ultras nella Torino bianconera che costò ai suddetti la radiazione dal Centro di Coordinamento. Proprio il Pompa, si rese protagonista di un gesto storico nel 1976: durante la trasferta a Verona uscì dal settore ospiti, "prese in prestito" un motorino e fece irruzione nell'allora già temutissima Curva Sud, che lo esaltò. Due anni dopo le due curve strinsero un solido gemellaggio mai sopitosi. Il 18 dicembre 1983 ebbero luogo turbolenti scontri con i tifosi romanisti, rei di compiere razzie e danni ovunque la notte prima della gara; 400 viola fecero "ronda" a caccia di vandali giallorossi che però arrivarono in pochi e senza bandiere. Si registrarono 14 feriti e 7 accoltellati tra i capitolini, tanto che la sera stessa il presidente degli Ultras Viola e altri 12 membri vengono arrestati per un mese, Natale compreso; a seguito di tali eventi gli Ultras Viola furono costretti a sciogliersi e ad Avellino non esposero nulla.

Collettivo Autonomo Viola (1978-2011) Nella primavera del 1978, durante la riunione settimanale dei gruppi organizzati, un'ala di Ultras Viola si separò per insoddisfazione nei confronti del direttivo e nacque lo storico gruppo del Collettivo Autonomo Viola (spesso abbreviato in "C.A.V.") che prese il comando della Fiesole nel 1986. Il Collettivo fu l'indiscusso gruppo di riferimento del tifo fiorentino per tutta l'era Pontello; saranno proprio gli anni '80 il periodo in cui la rivalità verso la Juventus toccherà il vertice, complice la pazza corsa scudetto del 1981-82. Si formò inoltre il sottogruppo "Alcool Campi", che fu costretto allo scioglimento dopo il famigerato assalto al treno dei tifosi bolognesi nel 1989. Durante il cammino europeo 1989-90 vi furono dissapori con i tifosi dell' e all'intervallo della semifinale di ritorno, alcuni tifosi invasero il campo finendo per spintonare il portiere del e il Curi di Perugia (casa temporanea della squadra per le ristrutturazioni del "Franchi" in vista dei mondiali) venne squalificato dalla UEFA, che scelse il Partenio di Avellino per la finale di ritorno (3-1, 0-0 per la Juve). Il giorno dopo la finale, Flavio Pontello annunciò l'immediata cessione di Baggio alla Juve e i tifosi viola, già adirati per la controversa finale disputata in un "feudo sabaudo", scesero in piazza a protestare; nelle ore successive scatenarono una feroce guerriglia urbana che costrinse Pontello a cedere la società.

Quando nel 1991 le Brigate Gialloblù veronesi si autosciolsero a pochi giorni dal ventesimo anniversario, il Collettivo allestì in Curva Fiesole una coreografia gialloblù che rimase nella mente di entrambe le fazioni. L'anno dopo, i tifosi del Milan dedicarono una pezza allo scomparso Pompa e il C.A.V. subì il furto dello striscione da trasferta nel Marassi blucerchiato; di conseguenza il gemellaggio con la Sampdoria venne sciolto. Nel corso dello stesso decennio, oltre all'atroce retrocessione del 1993 e l'arrivo di Vittorio Cecchi Gori, rimase memorabile la coppa nazionale vinta nel 1996. Sempre nel 1993 si formò il gruppo dei "Marasma", tuttora esistente. La stagione 2001-2 fu l'anno più buio della squadra: benché fosse detentrice della Coppa Italia, a poche giornate dal termine retrocesse matematicamente e venne esclusa dai professionisti per bancarotta.

Le curve del Franchi rimasero a sostenere la squadra anche in occasione della rifondazione ad opera dei Della Valle e la conseguente ripartenza dall'allora Serie C2. All'ultima giornata del campionato 2005-6, in occasione della trasferta al Bentegodi Clivense, ai viola si unirono in Curva Sud un migliaio di scaligeri che poterono assistere all'affermazione dei gigliati per 0-2 e conseguente qualificazione in Champions League. Lo scandalo calciopoli escluse la Fiorentina dalle coppe europee a causa della revoca di 30 punti, tanto che un migliaio di persone protestò bloccando decine di treni a Campo di Marte, con due feriti e trenta denunciati. Il 5 febbraio 2011, in concomitanza dell'ennesimo cambio generazionale e l'obbligo di sottoscrivere la tessera del tifoso, il Collettivo si sciolse con un comunicato ufficiale, essendo ormai la minoranza favorevole alle nuove norme.

Unonoveduesei (2011-presente)