La pastorella è un componimento poetico, in forma dialogica musicata e cantata, diffuso in particolare nella letteratura occitana medievale in lingua d'oc.

Origini

Le origini della pastorella sono incerte; si è ipotizzata, attraverso lo studio della trattatistica mediolatina, una nascita a partire da fonti latine classiche, in particolare la tradizione bucolica risalente a Virgilio (è la tesi di Edmond Faral), una genesi 'popolare' in area occitana o una creazione 'colta' originale da parte dei trovatori provenzali (Gaston Paris e Alfred Jeanroy).

Le pastorelle si diffusero dapprima composte in lingua d'oc, tra la metà del XII e la fine del XIII, grazie ai ben noti trovatori quali Marcabru, Gui d'Ussel, Giraut de Bornelh, Cadenet, Serveri de Girona, e ad autori meno celebri come Johan Esteve, Guillem d'Autpolh, Gavaudan, Joyos de Tolosa o Guiraut d'EspanhaJean Audiau, op. cit., p.x.

Il genere ebbe fortuna in Spagna e in Francia, dove i trovieri, adulatori dei desideri dei loro signori, ne riprenderanno i loro temi dai poeti provenzali. In Italia ha avuto cultori in Guido Cavalcanti e Franco Sacchetti, anche se - preferibilmente - in forma di ballata minore.

Forma Forma tematica La forma di base della pastorella narra un contrasto, su sfondo agreste o nel locus amoenus, tra un cavaliere-trovatore e una giovane pastora che respinge o accetta le proposte d'amore. Il rifiuto della pastorella può essere seguito da una falsa proposta di matrimonio, con cui il cavaliere ha ragione dell'ingenuità della ragazza, o da stupro. Secondo Edmond FaralEdmond Faral, La pastourelle, in Romania, 49, 1923, p. 206 la pastorella permetteva agli autori di "compensare" le composizioni più austere come la canzone con una vena grossolana che avvinceva il pubblico.

Maurice Zink descrive la pastorella, riprendendo la definizione del trovatore Vidal de Bezaudun, come:

Gli autori medievali la consideravano del resto un genere satiricoJ. M. d'Heur, op. cit., p360.

Tradizionalmente, si distinguono due tipi: Il tipo più frequente, quello che descrive l'incontro amoroso, tra il poeta e la pastora. Il tipo «oggettivo», che presenta una scena campestre, dove il poeta si mescola a pastorelle che fanno festa, litigano, si riconciliano, si divertonoPastourelles, Introduction à l'étude formelle des pastourelles anonymes françaises des XIIe et XIIIe, Genève, Droz, 1974, p.8-9.

La pastorella nel medioevo La funzione della pastorella nella lirica del medioevo sembra dare "sfogo" al desiderio carnale maschile, in quanto la pastora (una donna di bassa estrazione sociale, reputata facile) viene ridotta a un puro oggetto eroticoMichel Zink, op. cit., p.117. Il cavaliere fa uso del linguaggio della seduzione e il vocabolario della fin'amor, ma se ne allontana, in quanto l'aspetto brutale del suo desiderio (che lui vuole appagare, costringendo la donna, se non consenziente), contraddice il suo dire. Genere più aristocratico che agreste, .

Forma metrica Non essendo la pastorella un componimento poetico a forma fissa, la forma e il numero delle strofe resta libero (tra 6 e 30). La pastorella nel corso dei secoli o a seconda delle regioni, ecc., ha potuto essere: Un componimento erudito di poesia pastorale la cui forma s'imparenta, per es. in Francia, al Chant royal del XIV secolo, con la differenza che i versi utilizzati sono ottonari, con il ritornello facoltativo. Un piccolo poema medievale, talvolta anonimo, il cui tema è l'amore di una pastora. Concepito, in linea generale, sotto forma di dialogo tra una giovane pastorella che si difende, e un cavaliere galante che fa scintillare ai suoi occhi dei regali degni di una dama (come guanti, cintura, bendaJean Audiau, op. cit., p.164) onde ottenere i suoi favori.

In quanto canzone , la pastorella ha dato origine a una figura di contraddanza: la quarta della quadriglia ordinaria.

Dalla forma metrica della pausa deriva la villanella e dal principio dialogico e scenico l'organizzazione del dramma pastorale.

Poesia pastorale La pastorella rientra nel genere più esteso della poesia pastorale o bucolica, praticata nell'antichità, come gli idilli di Teocrito o di Virgilio e, più vicino a noi, della «chanson de bergère», che può d'altra parte essere altrettanto immorale e salace della pastorellaConrad Laforte, op. cit., p.244.

Esempio di pastorella L'inizio di L'autrier, jost'una sebissa, di Marcabru, a cui si fa risalire la prima pastorela della lirica occitana, è presente in otto manoscritti, tra cui il canzoniere CJean Audiau, op. cit., p.3-4. La poesia è composta di strofe di sette versi ottonari, dove due strofe successive utilizzano le stesse rime, secondo lo schema metrico aaabaab, poi cccbccb per le due successive, ecc.

Pastorelas nella poesia trobadorica CompositoreIncipitNoteMarcabruL'autr' ier jost' una sebissaMarcabruL'autr' ier, a l'issida d'abriuGiraut de BornelhL'autrier, lo primier jorn d'aostGiraut de BornelhLo dous chan d'un auzelGavaudanDesamparatz, ses companhoGavaudanL'autre dia per un matiCadenetL'autrier lonc un bosc folhosGui d'UsselL'autre jorn cost' una viaGui d'UsselL'autr' ier cavalcavaGui d'UsselL'autre jorn per aventuraPaulet de MarselhaL'autrier manei ab cor pensiuGuiraut RiquierL'autre jorn m'anava1260Guiraut RiquierL'autr' ier trobei la bergeira d'antan1262Guiraut RiquierGaia, pastorela1264Guiraut RiquierL'autr' ier trobei la bergeira1267Guiraut RiquierD'Astarac venia1276Guiraut RiquierA Sant Pos de Tomeiras1282Joan EsteveL'autr' ier al gai tems de Pascor1275Joan EsteveEl dous tems quan la flor sesplan1285Joan EsteveOgan al freg que fazia1288Guiraut d'Espanha ?Per amor soi gaiCerverí de GironaEntre Lerida e BelvisCerverí de GironaEntre Caldes e PenedesCerverí de GironaEn mai, can per la calorCerverí de GironaPres d'un jardi, encontrei l'altrediaJoyos de TolosaL'autr' ier el dous tems de PascorGuilhem d'AutpolL'autr' ier a l'issida d'abrilAnonimoL'autrier al quint jorn d'AbrilAnonimoQuant escavalcai l'autr' erChiamata balada.AnonimoMentre per una ribeiraIntitolata Porquieira.

Note

Bibliografia

Edmond Faral, La pastourelle, in Romania, 49, 1923, pp. 204–259 [in rete all'indirizzo:http://gallica2.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k16057k.zoom.r=romania.f210.langFR]. Alfred Jeanroy, Les origines de la poésie lyrique en France au moyen âge, Paris, Champion 1969 (prima ed. 1889). Alfred Jeanroy, La poésie lyrique des troubadours. Toulouse: Privat, 1934. Poèmes d'amour des XIIe et XIIIe siècles, collection 10/18

(tesi di dottorato)

Voci correlate Metrica Lirica (poesia)

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