Il pedone è, secondo il codice della strada, chiunque circoli su una strada pubblica privo di qualsiasi mezzo di trasporto. Anche il pedone, al pari dei conducenti dei veicoli, deve osservare determinate norme comportamentali che garantiscono la sicurezza e l'adeguata convivenza delle diverse utenze delle strade.artt. 190 e 191 del D.Lgs. 285/1992

Definizione

La parola pedone potrebbe essere stata usata nel francese medio nel Recueil des Croniques et Anchiennes Istories de la Grant Bretaigne, à présent nommé Engleterre, una cronaca storica medievale scritta da Jean de Wavrin, un cavaliere e cronista della corte dei duchi di Borgogna. Fu composta nel XV secolo e racconta la storia dell'Inghilterra dalle sue origini leggendarie fino agli eventi contemporanei all'autore.

In California la definizione di pedone è stata ampliata per includere chiunque sia a bordo di un veicolo a propulsione umana diverso dalla bicicletta, comprese le persone che utilizzano sedie a rotelle semoventi per motivi di disabilità fisica. Analogamente, in alcune comunità americane sono considerati pedoni anche coloro che si spostano con pattini a rotelle, skateboard o monopattiniNew York State Vehicle and Traffic Law, Section 130.

Rapporto tra pedone, città e veicoli A chi cammina sono stati dedicati, soprattutto nelle città, itinerari specifici esclusivi e protetti, comprendenti marciapiedi, sottopassi e sovrappassi, ma in diverse condizioni si trova a dover interagire con tutta la massa degli altri veicoli circolanti.

L'evoluzione del rapporto tra pedoni e veicoli, nel tentativo di aumentare sempre più la sicurezza stradale, è stata scandita: strisce pedonali (segnaletica orizzontale) visibili a lunga distanza e preannunciate da apposita segnaletica verticale strisce pedonali bordate, sempre di colore bianco, inserite in un'area riempita da un colore di contrasto (rosso, verde, blu) strisce pedonali rialzate, strisce pedonali leggermente sopraelevate rispetto alla sede stradale onde indurre i veicoli motorizzati a un rallentamento. semafori pedonali nelle aree di maggior traffico o di maggior grado di pericolosità

Storia Camminare è stato storicamente il principale mezzo di locomozione umana. Le prime migrazioni umane fuori dall'Africa, avvenute circa 60.000 anni fa, si svolsero prevalentemente a piedi. Le popolazioni umane si spostarono lungo diverse direttrici, tra cui le coste dell'Asia meridionale fino all'Australia, attraverso l'Asia verso le Americhe e dall'Asia centrale verso l'Europa.

Con la diffusione dell'automobile all'inizio del XX secolo, il trasporto motorizzato divenne progressivamente predominante. Tuttavia, alcuni gruppi e movimenti continuarono a promuovere il camminare come mezzo di trasporto quotidiano, anche in risposta a una copertura mediatica spesso favorevole all'automobile, come evidenziato da studi storici sul tema.

Tra il XVIII e il XIX secolo, il camminare era anche praticato come attività sportiva e spettacolare. Uno dei pedoni più noti di questo periodo fu il capitano scozzese Robert Barclay Allardice, soprannominato "The Celebrated Pedestrian", celebre per aver percorso un miglio ogni ora per 1.000 ore consecutive nel 1809. Nel corso del XIX secolo, altre persone tentarono di replicare o migliorare questa impresa, tra cui Ada Anderson, che percorse mezzo miglio ogni quarto d'ora per lo stesso periodo.

Nel XX secolo, l'interesse per il camminare come sport diminuì. La marcia rimane una disciplina olimpica, ma con una visibilità inferiore rispetto ad altri sport. Nonostante ciò, continuano a essere realizzate imprese di lunga distanza, come il percorso tra Land's End e John o' Groats nel Regno Unito o l'attraversamento del Nord America da costa a costa. La prima circumnavigazione del globo a piedi fu completata da Dave Kunst, che intraprese il viaggio nel 1970 e lo concluse nel 1974. Alcune di queste imprese sono state associate a iniziative benefiche e intraprese anche da personaggi pubblici. Tali imprese hanno ricevuto attenzione mediatica e sono state talvolta associate a iniziative benefiche.

Sentieri e strade

Reti pedonali all'aperto Le strade urbane e rurali includono spesso infrastrutture dedicate al traffico pedonale, come marciapiedi o sentieri laterali. Oltre ai percorsi integrati nella rete stradale, esistono anche itinerari non direttamente associati alle strade, tra cui scorciatoie urbane e sentieri rurali utilizzati principalmente per la mobilità pedonale o l'escursionismo. In alcuni casi, i percorsi pedonali sono condivisi con altri utenti, come ciclisti o cavalli; tali infrastrutture possono essere definite rispettivamente percorsi promiscui o ippovie. Esistono inoltre strade prive di marciapiedi o percorsi separati per pedoni. In diversi contesti urbani contemporanei sono stati sviluppati sistemi di circolazione separati, nei quali la rete pedonale e ciclabile è progettata in modo indipendente rispetto alla rete stradale destinata ai veicoli motorizzati.

Il termine sentiero è utilizzato anche dalle autorità in alcuni paesi per indicare qualsiasi percorso non collegato a una strada o una via. Se tali percorsi pedonali si trovano in ambienti urbani e sono destinati sia ai pedoni che ai ciclisti, possono essere chiamati percorsi ad uso condiviso o percorsi multiuso.

Alcune vie dedicate allo shopping sono riservate ai pedoni. Alcune strade hanno attraversamenti pedonali speciali. Un ponte esclusivamente per pedoni è un ponte pedonale.

Secondo la legge britannica, indipendentemente dalla presenza di un sentiero pedonale, i pedoni hanno il diritto di utilizzare la maggior parte delle strade pubbliche, escluse le autostrade e alcuni tunnel e ponti a pedaggio come il Blackwall Tunnel e il Dartford Crossing. Il codice della strada del Regno Unito consiglia ai pedoni di camminare nella direzione opposta al traffico.

Reti pedonali interne Le reti pedonali interne collegano le diverse stanze o spazi di un edificio. Aeroporti, musei, campus, ospedali e centri commerciali dispongono di strumenti che consentano il calcolo dei percorsi più brevi tra due destinazioni. La loro crescente disponibilità è dovuta alla complessità della ricerca dei percorsi in queste strutture. Diversi strumenti di mappatura, come OpenStreetMap, si stanno estendendo agli spazi interni.

Pedonalizzazione La pedonalizzazione è generalmente definita come il processo di rimozione o limitazione del traffico veicolare motorizzato da strade o aree urbane, con l'obiettivo di favorire l'uso pedonale degli spazi pubblici e migliorare condizioni ambientali, sicurezza e vivibilità urbana.

In diversi contesti urbani sono attivi movimenti e iniziative volti a promuovere una maggiore accessibilità pedonale nei nuovi sviluppi urbanistici. In alcuni casi, tali iniziative evidenziano come una parte dei nuovi insediamenti, ad esempio negli Stati Uniti, non preveda infrastrutture pedonali continue come i marciapiedi. Alcuni gruppi di attivisti e urbanisti sostengono inoltre la creazione di ampie zone pedonali, in cui l'accesso ai veicoli motorizzati è limitato o vietato, fatta eccezione per mezzi specifici.

In ambito urbanistico, le aree pedonali sono spesso considerate strumenti per migliorare la qualità dello spazio pubblico. In alcune città, in particolare in Europa occidentale, la pianificazione urbana ha progressivamente integrato la creazione di zone pedonali con il potenziamento del trasporto pubblico, riducendo la priorità assegnata all'uso dell'automobile per gli spostamenti brevi.

La diffusione della proprietà automobilistica varia tra i contesti urbani. Negli Stati Uniti, la percentuale complessiva di famiglie senza auto è relativamente bassa, con differenze significative tra le aree urbane. New York rappresenta un'eccezione rilevante, con una quota di famiglie senza automobile superiore alla media nazionale e particolarmente elevata nel distretto di Manhattan.

Tra gli esempi di aree pedonali urbane vi è Strøget a Copenaghen, una delle zone pedonali commerciali continue più estese. Lo sviluppo di questo tipo di spazi è stato associato a teorie e pratiche di progettazione urbana che pongono l'accento sulla qualità dell'ambiente urbano e sulla centralità della mobilità pedonale.

Problemi di sicurezza La sicurezza dei pedoni rappresenta un tema centrale quando la mobilità pedonale si svolge in ambienti condivisi con il traffico veicolare. La responsabilità della sicurezza stradale è generalmente considerata condivisa tra conducenti e pedoni, attraverso comportamenti appropriati e misure infrastrutturali adeguate. Secondo l'approccio Safe System, molti incidenti stradali sono considerati prevenibili mediante adeguate misure infrastrutturali e comportamentali. Il Safe System (in italiano spesso tradotto come sistema sicuro) è un approccio alla sicurezza stradale sviluppato a partire dagli anni '90, secondo cui gli incidenti stradali non possono essere eliminati completamente perché gli esseri umani commettono inevitabilmente errori. L'obiettivo è quindi progettare il sistema dei trasporti in modo che tali errori non provochino morti o lesioni gravi.

I principali fattori di rischio per i pedoni includono il comportamento dei conducenti (come eccesso di velocità, guida in stato di ebbrezza o distrazione), la presenza di infrastrutture inadeguate o mancanti (marciapiedi, attraversamenti protetti, isole salvagente) e la progettazione dei veicoli, che può influire sulla gravità delle lesioni in caso di collisione. I pedoni sono generalmente classificati tra gli utenti della strada vulnerabili, poiché non dispongono di protezioni fisiche paragonabili a quelle degli occupanti dei veicoli. Gli incidenti che coinvolgono pedoni si verificano più frequentemente durante l'attraversamento delle strade e in condizioni di scarsa visibilità, come nelle ore notturne. In caso di collisione, le lesioni gravi sono spesso associate all'impatto iniziale tra il veicolo e la parte inferiore del corpo del pedone.

Oltre ai fattori legati al traffico, studi nel campo della salute pubblica hanno evidenziato che anche la percezione dell'insicurezza urbana e la presenza di criminalità possono influenzare il comportamento dei pedoni e la loro mobilità. Anche il comportamento individuale dei pedoni contribuisce al livello complessivo di sicurezza.

In alcuni contesti, le vittime tra i pedoni sono oggetto di particolare attenzione da parte di gruppi di advocacy, che sottolineano l'entità del fenomeno in ambito urbano. La distribuzione degli incidenti non è uniforme: alcune aree geografiche contribuiscono in misura maggiore al numero complessivo di decessi, mentre diversi fattori sono stati associati all'aumento del rischio, tra cui la crescita del traffico, la distrazione alla guida, le condizioni infrastrutturali e l'uso di veicoli di grandi dimensioni

Diverse città hanno adottato politiche di sicurezza stradale basate su approcci di prevenzione sistemica, con risultati variabili a seconda del contesto locale. A livello globale, i pedoni rappresentano una quota significativa delle vittime della strada, con differenze rilevanti tra regioni e paesi. Le statistiche mostrano variazioni nei tassi di mortalità tra diversi Stati, riflettendo differenze in infrastrutture, densità urbana, regolamentazione del traffico e comportamenti di mobilità.

Impatto della progettazione stradale sulla sicurezza È ampiamente documentato che anche piccoli incrementi della velocità dei veicoli possono aumentare in modo significativo la probabilità e la gravità degli incidenti che coinvolgono pedoni. Per questo motivo, in diversi contesti urbani vengono adottati limiti di velocità ridotti, generalmente compresi tra 30 km/h e 50 km/h nelle aree residenziali o ad alta presenza pedonale, insieme a misure di moderazione del traffico e controllo della velocità.