La Domus Aurea di Antiochia fu una chiesa, oggi andata perduta, fatta costruire da Costantino I, che fu per quel tempo un capolavoro dell'arte paleocristiana e bizantina.
Storia
Nel 325 l'imperatore Costantino I fece iniziare i lavori per una grande chiesa ad Antiochia di Siria, posizionata probabilmente nei pressi del Palazzo imperiale sull'isola, al di là dell'Oronte. Dopo il termine dei lavori la chiesa fu dedicata il 6 gennaio 341, sotto il figlio e successore di Costantino, Costanzo II; la chiesa fu chiusa dal successore e cugino di Costanzo, Flavio Claudio Giuliano, l'ultimo imperatore dichiaratamente pagano, come rappresaglia per l'incendio e distruzione del tempio di Apollo nel vicino quartiere di Dafne, compiuto dai cristiani. Fu l'imperatore Valente, cristiano ariano, a riaprire la grande chiesa di Costantino. La costruzione fu gravemente danneggiata nel corso del terremoto di Antiochia del 526 e crollò poco dopo; ricostruita, fu danneggiata dal "sacco persiano" del 538 compiuto da Cosroe I, e fu poi definitivamente distrutta da un successivo terremoto nel 588 e mai più ricostruita.
Struttura
La forma ottagonale della chiesa è considerata un prototipo che influenzò la successiva architettura bizantina ed islamica. Alcuni hanno ipotizzato che la chiesa di San Vitale a Ravenna, costruita nel attorno agli anni 540, potrebbe essere come la chiesa ottagonale d'Oro di Antiochia.Vedi sito su chiesa ottagonale d'Oro di Antiochia. Ecco come la descrive Eusebio di Cesarea:
Note
Bibliografia Eusebio di Cesarea, Vita di Costantino, III.
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