La Compagnia D'Origlia-Palmi è stata una rinomata e singolare compagnia teatrale attiva a Roma tra gli anni '30 e '70, fondata da una coppia di giovani attori, poi coniugi, il cavalier Bruno Emanuel Palmi (romano) e Bianca D'Origlia (lombarda), ai quali, in seguito si aggiungerà anche la figlia, Anna Maria Palmi. Fra gli attori di questa compagnia figuravano Gian Maria Volonté, Rino Bolognesi da "Un ItaGliano qualunque" autobiografia di Rino Bolognesi, Allegrini, Luigi Mezzanotte, Manlio Nevastri e in particolare Alfiero Vincenti alcuni dei quali saranno successivamente "prelevati" da Carmelo Bene e utilizzati nel suo teatro.

Il successo acquisito e il sostegno di pubblico e critica venne meno negli anni '60, allorché la compagnia veniva letteralmente rifiutata da tutti i teatri e dagli impresari, considerata ormai stilisticamente "fuori moda" e inadatta alle esigenze del teatro moderno. Isolati, umiliati ed emarginati, continuarono a recitare nel loro stile antiquatoMolti, comunque, non la pensavano così, e consideravano il loro teatro tutt'altro che antiquato. Il "loro Sem Benelli, D'Annunzio, Shakespeare, santi e sante barocche crearono un teatro moderno [...] quanto più conservatori e inattuali, tanto più sovversivi". . , allestendo un loro piccolo teatro romano in Borgo Santo Spirito, dove confluiranno sostenitori e accesi detrattori. Tra i primi figurano i nomi di Paolo Poli, Andrea Zanzotto, Sylvano Bussotti, Alberto ArbasinoArbasino considerava la D'Origlia-Palmi il massimo esempio del teatro italiano del novecento e il loro grande estimatoreCarmelo Bene parla della compagnia D'Origlia-Palmi con toni encomiastici. Così in Sono apparso alla Madonna (Opere, con l'Autografia d'un ritratto, pag. 1071-1078) leggiamo: « Giovanissimo e capocomico, senza un soldo, circondato da guitti straordinari reperiti in Borgo Santo Spirito dalla signora D'Origlia e dal cavalier Palmi, miei ottimi amici. Visitavo questo luogo ameno di clamorosa teatralità, dove in seguito gli stolidi, incolti intellettuali romani si presentavano a deridere... Ecco, io trovai lì in pieno lo stupore [...] Erano formidabili derisioni ai danni dell'identico, che così veniva minimizzato dai pantografi del vuoto di memoria [...] Non era mai in agguato, in quel teatro irrappresentabile davvero, il fantasma imbecille della confezione [...] Un teatro di questa grandezza, anche se involontaria, io non l'ho più veduto. Il resto è bieca professionalità d'impiegati puntuali alla loro battuta ». Carmelo Bene. Il regista Nino Bizzarri fu proprio negli "scantinati polverosi" di quest'ultimo che trovò abbondanza di materiale attinente alla compagnia D'Origlia-PalmiNino Bizzarri si butta negli "scantinati polverosi" di Bene e trova, "nei bauli abbandonati, reperti, foto anche coloniali, ricordi di sopravvissuti (l'attore Mezzanotte), costumi, spade...". per il suo documentario Ombre LucentiOmbre Lucenti, prodotto nel 2006, dopo quattro anni di riprese (regista e ideatore Nino Bizzarri, produttore Franco Porcarelli) (prodotto da Rai InternationalRoberto Silvestri su Il Manifesto (giugno 2007) definisce "eccentrica" questa produzione Rai. e dedicato proprio alla compagnia D'Origlia-Palmi).

Un primo studio organico sull'attività della compagnia (fonti emerografiche, foto di scena, registrazioni audio, testimonianze dirette fra cui Paolo Poli, Alfredo Arias e la stessa Anna Maria Palmi) è da considerarsi la tesi di laurea "La D'Origlia-Palmi. Una Compagnia teatrale" di Ilaria Barontini (Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Bologna, Laurea in D.A.M.S., "Istituzioni di Regia", relatore Prof. Arnaldo Picchi, correlatore Prof.ssa Eugenia Casini Ropa, a.a. 1993/94)

Note

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