Sardigna Natzione Indipendentzia (), abbreviato SNI, è un movimento politico indipendentista sardo fondato nel 1994 a Nuoro come "Sardigna Natzione" da Angelo CariaAngelo Caria (Nuoro, 1947-1996), politico e poeta sardo, dopo un suo impegno nell'organizzazione Stella rossa, promuoverà i movimenti "anticolonialisti" sardi Su populu Sardu, Sardigna e Libertate, Partidu Sardu Indipendentista, soprattutto in difesa dell'ambiente (vedi regione.sardegna.it ). e da altre quaranta personalità provenienti dal Partidu Indipendentista Sardu. Dal gennaio 2002 ha assunto l'attuale denominazione.
La comunicazione ufficiale, fra gli organi del movimento e i suoi militanti, avviene quasi esclusivamente in sardo. L'uso dell'italiano è limitato alla comunicazione con l'esterno ed al dibattito politico, cercando comunque di incentivare l'uso della lingua sarda, sia nella variante istituzionale LSC (Limba Sarda Comuna) sia nelle subvarianti locali anche nei media e nell'editoria per sensibilizzare l'opinione pubblica locale.
Ideologia
Superamento dei retaggi passati e conservatori
Non collaborazione con i partiti italianisti e unionisti Uno dei punti fondativi dell'azione politica è costituito dal "Principio della non collaborazione" con le forze italianiste e unioniste; con queste due definizioni si intendono quelle forze politiche operanti in Sardegna come succursali locali di partiti italiani e che rispondono quindi del loro operato alle segreterie Italiane.
Promozione della sardizzazione della politica sarda e la lotta all'ascarismo Esiste invece un'apertura di massima a quelle forze politiche sarde, non necessariamente indipendentiste, ma autenticamente riferibili all'area autonomista, che possiedano una dirigenza sarda ed i cui obiettivi siano riconducibili a una volontà di emancipazione nazionale del popolo sardo. A questo scopo SNI non si presenta come il partito unico dell'indipendentismo ma promuove dalla sua nascita la costituzione di un "Polo nazionalitario" da contrapporre a quelli riflessi della destra e della sinistra italiane. Auspica quindi la nascita di nuovi soggetti politici nazionalitari, o la trasformazione in senso nazionalitario delle delegazioni sarde dei partiti politici italiani esistenti. Questo processo con la nascita di forze politiche sarde dichiaratamente autonomiste, come Fortza Paris ispirato alla tradizione popolare e al nazionalismo del PNV e Progetto Sardegna, fondato da Renato Soru, legato ai valori progressisti e autonomisti.
Sviluppo sostenibile e forza del "Welfare State" Attivamente impegnata nella tutela dell'ambiente e nella salvaguardia del patrimonio storico-culturale dell'isola, SNI ritiene che la difesa di questi valori costituisca un'autentica missione storica prioritaria davanti alle sfide imposte dalla globalizzazione della cultura e dei mercati globalizzati. Esprime ferma condanna del neoliberismo, considerato portatore di modelli di sviluppo economico aggressivi e alieni non solo al contesto sardo, ma a qualsiasi contesto di sviluppo sociale e progresso armonico ed equo. Considera tale modello come una reale minaccia all'equilibrio fra esseri umani, animali e ambiente, della biodiversità degli endemismi e del contesto paesaggistico all'origine della millenaria civiltà e cultura sarda. L'esistenza di minoranze etnico-linguistiche, tradizioni locali, produzioni artigianali e dello stesso paesaggio urbano e rurale, espressione e segno distintivo di ogni popolo, risultano secondo SNI pesantemente minacciate da forme di organizzazione sociale tendenti ad alienare gli individui allontanandoli dai contesti identitari originali , verso altri più assimilabili alle leggi di mercato, come produzione e di consumo scriteriato. Rispettando lo storico sentimento libertario, presente come tratto identitario nell'uomo sardo comune, poco propenso a sottostare a imposizioni e leggi che limitino la sua possibilità di interagire con il territorio, SNI auspica per la Sardegna una Repubblica parlamentare fondata su concezioni sostanzialmente umaniste, con l'individuo alla base dell'interesse nazionale e la solidarietà internazionale nei rapporti extranazionali. Il libero sviluppo economico in un armonico contesto di economia mista, dove possano convivere libertà d'intrapresa e presenza pubblica nell'economia e nello Stato sociale dell'istituzione saranno la base verso auspicabili forme di progresso più avanzate.
Dibattito interno tra internazionalismo ed econazionalismo La difesa dei lavoratori sardi, il tema dell'emigrazione e dell'immigrazione, la difesa della Lingua Sarda, la Tassa d'ingresso ai non residenti (in sardo "bona intrada") e la Tassa sul lusso, l'obbligatorietà di avere sede legale e fiscale in Sardegna per le imprese che fatturano nell'isola, la discriminazione positiva dei residenti nell'assegnazione di impieghi ed alloggi, sono temi davanti ai quali SNI si pone in termini spesso critici e aspramente polemici specie in relazione alla componente del movimento più marcatamente nazionalista e patriottica. La storica corrente comunista e socialista, fino a questo momento maggioritaria, assume invece posizioni improntate all'internazionalismo e alla solidarietà con i popoli oppressi in lotta per l'autodeterminazione e per i diritti dei lavoratori, pur facendo propria la tensione ideale tipica del sentimento nazionalista. Allo stesso modo quest'ultima componente condivide con la precedente la visione sociale della realtà sarda, in particolare riguardo alla completa smilitarizzazione del territorio (in particolare contro la presenza dei sottomarini nucleari nell'Arcipelago di La Maddalena), la lotta contro i progetti di discariche per scorie radioattive e rifiuti speciali, l'avversione alla grande distribuzione, la lotta al precariato e alle forme di lavoro interinale e in generale tutte quelle posizioni ostili alla globalizzazione dei mercati ed al neoliberismo selvaggio. Le due anime principali del movimento sono normalmente tra loro armonicamente complementari e trasversali.
Storia Le origini del pensiero indipendentista sardo moderno Che all'interno del Partito Sardo d'Azione, fin dai primi anni della sua fondazione, sia sempre esistito un filone indipendentista è fatto ormai appurato e risaputo.
È ascrivibile quale protoindipendentismo anche quello maturato nella breve esperienza del Partito Comunista di Sardegna che nel 1944, propugna un programma di tipo federalista prospettando la nascita di una Repubblica Socialista di Sardegna e la Lega Sarda di Bastià Pirisi concettualmente più prossimi all'indipendentismo siciliano del MIS (Movimento per l'Indipendenza della Sicilia) di Finocchiaro Aprile, paragonabili a una destra nazionalista e indipendentista, di segno marcatamente separatista.
Tuttavia il pensiero indipendentista sardo inizia a prendere autocoscienza di sé e a organizzarsi in movimento, da prima culturale e successivamente politico, solo a partire dalla fine degli anni sessanta e i primi anni settanta del XX secolo, in coincidenza con la contestazione studentesca e giovanile, soprattutto negli ambienti della sinistra extraparlamentare.
Con la nascita del Movimento Politico Su Populu Sardu si hanno le prime elaborazioni teoriche e ideologiche su cui successivamente si porranno le basi del pensiero sardista e indipendentista moderno. Queste organizzazioni seppero raccogliere la militanza di studenti universitari sardi fuori sede nella penisola e di numerosi lavoratori sardi emigrati , non solo nella penisola italiana ma anche in altre parti d'Europa, raggiunte dal fenomeno dell'emigrazione sarda.
La necessità di far convergere il consenso raccolto verso una sorta di Partito unico del sardismo, allora rappresentato dal Partito Sardo d'Azione, spinse i militanti di questi Movimenti a sostenere attivamente questa forza politica, anche se con atteggiamento di critica costruttiva.
Gli anni ottanta e il vento sardista
Negli anni successivi al Congresso del Partito Sardo d'Azione tenutosi a Porto Torres nel 1980, emerse più marcatamente nel sardismo storico il filone indipendentista, che aveva visto in Antonio Simon Mossa il suo più autorevole sostenitore era stato fino a quel momento sopito in un autonomismo forte ma non sempre convincente e al limite dell'autocontraddizione.
La politica sardista orientata a rafforzare e a tesorizzare il cospicuo consenso elettorale arrivato a partire dai primi anni ottanta, in termini di presenza nelle istituzioni e nelle amministrazioni locali, scontentò l'ala più radicale del Partito che avrebbe voluto rivendicare con più energia l'opzione indipendentista rispetto a quella autonomista.
Attraversando gli anni 1980 contraddistinti del cosiddetto vento sardista ma anche del fantomatico "Complotto Separatista", teorema inquisitorio che ipotizzava una insurrezione armata, l'indipendentismo perse molta della sua forza propulsiva e innovatrice, perché i sardisti spaventati forse dalla difficoltà di gestire un consenso così esteso, si limitarono nella maggior parte dei casi a gestire l'ordinaria amministrazione nelle Amministrazioni e nelle istituzioni nei quali ricoprivano incarichi.
Su Partidu Sardu Indipendentista Sotzialista Libertariu Il malcontento provocato dalla linea politica autonomista, preferita a quella indipendentista emersa nel Congresso di Porto Torres del 1980, determinò l'uscita di numerosi dirigenti e militanti della base sardista che unendosi al nucleo storico di Su Populu Sardu e ai movimenti della sinistra extraparlamentare sarda e antagonista diedero vita intorno al 1984 al Partidu Sardu Indipendentista Sotzialista Libertariu, primo nucleo storico dell'attuale movimento indipendentista.
Nasce il Partidu Sardu Indipendentista
I cambiamenti epocali seguiti ai fatti del 1989 e successivi all'abbattimento del muro di Berlino con la conseguente caduta dei regimi totalitari nell'Europa dell'Est, aprirono scenari imprevisti come il risveglio dei nazionalismi, fatto che Angelo Caria fondatore del Partidu Sardu Indipendentista, insieme ad altri suoi compagni seppe profeticamente cogliere.
Nei primi anni novanta riprese così a circolare tra gli intellettuali sardi, presso i quali Caria godeva di grande stima, l'idea indipendentista che in molti ambienti fu mantenuta viva.
Molti sardisti delusi e scandalizzati dalla politica amministrativa e dall'uso clientelare del potere fatto dal PSd'Az , ormai ridotto al rango di forza politica organica alla partitocrazia italiana , decidono di tornare a una militanza più radicale.
In quegli anni il Partidu Sardu Indipendentista rafforza i legami esistenti con altre forze politiche Indipendentiste di altre nazioni senza stato in Europa e nel mondo e ne crea di nuovi aprendo una stagione di politica estera particolarmente fertile per la causa indipendentista sarda che raccoglierà la solidarietà internazionale di nuovi sostenitori e simpatizzanti.
Dagli anni 1980 il Partidu Sardu Indipendentista si batté contro la proposta di utilizzare il territorio sardo come base nucleare italiana, prima del referendum che ha abolito l'utilizzo dell'energia nucleare in Italia.
Il progetto di una Casa comune dei sardi L'allargamento della piattaforma ideologica indipendentista a numerose associazioni culturali, circoli politici, personaggi significativi del panorama socio culturale sardo come Giampiero Marras detto Zampa portò nel 1994 alla nascita di Sardigna Natzione, che raccolse subito quasi il 3 per cento dei voti ale Regionali del 1994, incrementando i consensi alle Amministrative del 1995 e alle Politiche del 1996. La prematura scomparsa del suo storico leader carismatico Angelo Caria, indipendentista della prima ora ai tempi di Su Populu Sardu, non arrestò la crescita del movimento.