LAragona (in spagnolo e aragonese Aragón, in catalano Aragó, in basco Aragoi) è una comunità autonoma, e una nazione storica, del nord-est della Spagna. Ha una superficie di , con una popolazione di abitanti (2020).
Confina a nord con la Francia (con le regioni della Nuova Aquitania e dell'Occitania), a est con la Catalogna, a sud con la Comunità Valenciana, e a ovest con Castiglia-La Mancia, Castiglia e León, La Rioja e Navarra. Il capoluogo è Saragozza, che è anche il centro maggiormente abitato della regione. Le tre province in cui l'Aragona è suddivisa (Saragozza, Huesca e Teruel), sono a loro volta divise in 33 comarche.
Nome Il nome Aragón è documentato la prima volta, nell'Alto Medioevo, nell'anno 828, quando i Franchi riuscirono a costituire un piccolo feudo a spese dei Mori, nella penisola iberica, proprio attorno all'omonimo fiume.
Geografia e clima Geografia fisica Sotto il profilo orografico, l'Aragona è delimitata sia a settentrione che a mezzogiorno da due grandi catene montuose, quella dei Pirenei, a nord, che qui raggiunge le sue massimi altitudini (Pico de Aneto, metri s.l.m.) e quella Iberica, a sud. La parte centrale della regione, invece, è interamente occupata dalla depressione centrale dell'Ebro, costituita da una valle principale (quella dell'Ebro appunto), da alcune valli secondarie (scavate lungo il corso degli affluenti e subaffluenti del grande fiume), e da una serie di sistemi collinari mediante la quale si salda sia con il piedimonte pirenaico che con quello iberico.
La rete idrografica aragonese è costituita principalmente dall'Ebro e dai suoi affluenti, provenienti sia dai Pirenei (il Cinca e il Gállego, fra gli altri) che dalla cordigliera iberica (fra questi ultimi il principale è il Jalón). Alcuni fiumi del sud dell'Aragona, come il Turia e il Mijares, sboccano nel Mediterraneo.
Il clima è di tipo mediterraneo o mediterraneo subcontinentale e presenta temperature medie annue generalmente comprese fra i e i ( a Escatrón, a Saragozza-Aeroporto, a Monflorite-Lascasas, a pochi chilometri da Huesca), con inverni non troppo freddi (i valori invernali sono compresi per lo più fra i e i ) ed estati calde (con temperature medie al di sopra dei e punte che in taluni casi possono toccare anche i ). In zone di montagna, le temperature medie annue scendono sensibilmente (passando dagli di Jaca fino ai dellUrdiceto central, nei Pirenei, presso Bielsa), con inverni freddi e persino rigidi ed estati miti o fresche (i valori si riferiscono alle medie del trentennio 1961-1990).
Per quanto riguarda le precipitazioni, queste sono generalmente scarse nell'Aragona centrale e in gran parte di quella meridionale, presentando valori quasi sempre al di sotto dei (Tarazona, ; Saragozza-Aeroporto, ; Teruel, ) e in taluni casi anche al di sotto dei (Fraga, , Belchite, ). Più copiose sono le precipitazioni nel nord pre-pirenaico (Monflorite-Las Casas, ) e pirenaico, dove possono raggiungere valori elevati (Canfranc-Los Arañones ) e in alcune zone del mezzogiorno aragonese inserite nel sistema iberico (Guadalaviar, ) (le precipitazioni si riferiscono alle medie del trentennio 1961-1990).
Nome alt tma tmg tml prec rg Saragozza (aeroporto) 257 14,6 6,2 24,3 314 Depressione dell'Ebro Zuera (El Vedado) 395 13,8 5,5 23,3 432 Depressione dell'Ebro Monflorite-Lascasas 545 13,4 4,7 23,3 587 PrepireneiJaca 800 11,0 3,5 20,1 857 PireneiTeruel (Obras) 900 12,0 4,3 21,3 398 Sistema ibericoNome = nome della stazione meteorologica; alt = altitudine sul livello del mare in metri; tma = temperatura media annua in °C; tmg = temperatura di gennaio in °C; tml = temperatura media di luglio in °C; prec = precipitazioni annue in millimetri; rg = regione geografica di appartenenza.Tutti i dati climatologici riportati nella tabella sono estratti (arrotondati al 1° decimale) dal . Sia temperature che le precipitazioni si riferiscono al trentennio 1961-1990. Le altitudini in metri sul livello del mare delle stazioni meteorologiche di Monflorite e Jaca sono estratte da: ; quelle di Saragozza e Zuera da: ; quelle di Teruel da:
Ci sono due venti principali in Aragona: il cierzo e il viento de levante. Il primo è un vento freddo che attraversa la valle del Ebro da nord-ovest a sud-est e in grado di presentare una grande forza e velocità. Il secondo è un vento caldo, più irregolare e morbido, proveniente da sud-est.
Storia
Antichità L'Aragona fu abitata in epoca preromana da Vasconi (in alcune valli pirenaiche), Iberi (in tutta la sua parte occidentale) e Celtiberi (nelle zone centro-orientali e sud-orientali). Conquistata da Roma (II secolo a.C.), entrò a far parte, in età augustea, della Tarraconense.
Profondamente romanizzata, l'attuale Aragona conobbe un periodo di notevole sviluppo nei primi due secoli dell'era volgare. Città come Caesaraugusta, Osca, Bilbilis si accrebbero e prosperarono sotto l'ala della pax romana.
Medioevo Durante le invasioni barbariche, l'Aragona fu uno degli ultimi baluardi romani nella penisola iberica, resistendo alla penetrazione visigota (iniziata attorno alla metà del V secolo), per oltre un ventennio. Interamente occupata fra il 472 e il 476 rivestì un ruolo marginale nell'ambito della monarchia visigota, che si protrasse fino agli inizi dell'VIII secolo, allorquando la regione cadde quasi interamente sotto la dominazione moresca. Solo alcune valli pirenaiche e la città romana di Iacca riuscirono a mantenersi indipendenti (quest'ultima grazie al pagamento di un tributo).
Sul finire dell'VIII secolo l'Aragona pirenaica entrò nell'orbita carolingia e la protezione franca permise all'aristocrazia locale di iniziare una lunga e sanguinosa Reconquista, che si protrasse per oltre tre secoli e che culminò con la cacciata dei Mori da Saragozza (1118) e dagli ultimi territori restati in potere islamico nel sud della regione (inizi del XIII secolo)
Ancor prima che la regione venisse interamente liberata dai Mori, l'Aragona si era costituita in regno indipendente (1035), denominato Corona d'Aragona, che perdurò per quasi sette secoli, fino alla Guerra di successione spagnola. Tale Corona comprendeva, oltre al Regno d'Aragona (attuale regione amministrativa), anche, a partire dal 1137, la Catalogna e, successivamente, le Isole Baleari, Valencia, Sicilia, Napoli e Sardegna. Per periodi più o meno lunghi comprese anche gran parte dell'attuale Provenza e della Linguadoca, il Ducato di Atene e quello di Neopatria. Il centro di tale Corona si spostò, fin dagli inizi del XIII secolo da Saragozza a Barcellona (e per gran parte del regno di Alfonso il Magnanimo a Napoli), cuore di un impero che governava gran parte del Mar Mediterraneo e imponeva le proprie regole sui territori da esso controllati (sistema di regole conosciuto, in catalano, con il nome di Libre del Consolat del Mar).
Unione con la Castiglia Nel 1469 si realizzò l'unione dinastica fra la Castiglia e la Corona d'Aragona grazie al matrimonio di Ferdinando II d'Aragona e Isabella I di Castiglia. Tuttavia anche dopo tale unione, la Corona d'Aragona continuò a costituire un'entità statuale autonoma, con un proprio Parlamento e un proprio ordinamento giuridico. La Corona d'Aragona cessò di esistere solo a seguito della promulgazione dei Decreti di Nueva Planta (inizi del XVIII secolo) che sancirono il definitivo assorbimento del Regno d'Aragona nello Stato spagnolo.
Araldica
L'antico simbolo araldico dei re della Corona d'Aragona è composto da quattro frange orizzontali (pali) di colore rosso su sfondo dorato. Sono presenti nello stemma spagnolo e in quelli di entità statuali iberiche, occitane, italiane ed elleniche anticamente legate alla Corona d'Aragona.
I primi riferimenti documentali di tale stemma risalgono alla seconda metà del XII secolo e sono costituiti dai sigilli utilizzati dal re Alfonso II. Tuttavia alcuni studiosi catalani ne fanno risalire l'origine a Goffredo il Villoso. Per avallare tale teoria viene spesso citato il Libre de feyts d'Arms de Catalunya, secondo il quale Carlo il Calvo, per premiare Goffredo che aveva valorosamente combattuto al suo fianco, immerse quattro dita nel sangue che fuoriusciva dalle ferite, imprimendole sullo scudo del conte che all'epoca era privo di contrassegni, dando così origine alle senyera catalana.
Lo scudo quadripartito, riporta (in senso orario da sin a dx): l'albero eradicato su campo oro, originariamente argento, è simile alla bandiera arborense sormontata da una croce, ma deriva dal leggendario Regno di Sobrarbe; la croce bianca in campo azzurro, simbolo originale della Contea d'Aragona; i quattro pali rossi su fondo oro, simbolo del Regno d'Aragona; i "quattro mori" presenti anche nella bandiera della Sardegna, la cui simbologia non è precisamente definita, ma possibilmente un simbolo della vittoria sui mori all'origine della creazione del feudo di Aragona nei pressi del fiume Aragon o la vittoria sui mori nella Battaglia di Alcoraz. La più antica attestazione dell'emblema risale al 1281, al sigillo della cancelleria reale di Pietro d'Aragona. Curiosamente, gli stessi appaiono posteriormente sulla bandiera della Sardegna, che fece parte dei possedimenti aragonesi. Il territorio sardo, infatti, fu formalmente assegnato alla corona d'Aragona da papa Bonifacio VIII nel 1297, per poi essere sottoposto a diverse campagne di conquista nei decenni successivi. Una volta che la Sardegna entra a far parte della Corona d'Aragona, tali sigilli vi giungono a chiusura dei documenti dei re Giacomo II (1326), Alfonso il Benigno (1327-1336) e Pietro IV (1336-1387); alcuni esemplari sono conservati nell'Archivio Storico Comunale di Cagliari.
Società Evoluzione demografica
Amministrazione Il governo, o Giunta, è l'organo esecutivo della Comunità autonoma (diretto da un Presidente), mentre un parlamento autonomo legifera nelle materie trasferite dal governo centrale a quello regionale.
Suddivisioni amministrative
L'Aragona è divisa in tre province e trentatré comarche.
Province Le province sono:
Saragozza Huesca Teruel
Città Le principali città dell'Aragona sono: Saragozza Huesca Teruel Calatayud Monzón Ejea de los Caballeros Mequinenza
Comarche Lista delle comarche (in aragonese redoladas):
Nº Nome Capoluogo Provincia 1 Jacetania Jaca Huesca, Saragozza 2 Alto Gállego Sabiñánigo Huesca 3 Sobrarbe Aínsa e Boltaña Huesca 4 Ribagorza Graus e Benabarre Huesca 5 Cinco Villas Ejea de los Caballeros Saragozza 6 Hoya de Huesca/Plana de Uesca Huesca Huesca, Saragozza 7 Somontano de Barbastro Barbastro Huesca 8 Cinca Medio Monzón Huesca 9 La Litera/La Llitera Binéfar e Tamarite de Litera Huesca 10 Bajo Cinca/Baix Cinca Fraga Huesca, Saragozza 11 Los Monegros Sariñena Huesca, Saragozza 12 Tarazona y el Moncayo Tarazona Saragozza 13 Campo de Borja Borja Saragozza 14 Aranda Illueca Saragozza 15 Ribera Alta del Ebro Alagón Saragozza 16 Valdejalón La Almunia de Doña Godina Saragozza 17 Saragozza Saragozza Saragozza 18 Ribera Baja del Ebro Quinto Saragozza 19 Bajo Aragón-Caspe/Baix Aragó-Casp Caspe Saragozza 20 Comunidad de Calatayud Calatayud Saragozza 21 Campo de Cariñena Cariñena Saragozza 22 Campo de Belchite Belchite Saragozza 23 Bajo Martín Híjar Teruel 24 Campo de Daroca Daroca Saragozza 25 Jiloca Calamocha e Monreal del Campo Teruel 26 Cuencas Mineras Montalbán e Utrillas Teruel 27 Andorra-Sierra de Arcos Andorra Teruel 28 Bajo Aragón Alcañiz Teruel 29 Comunidad de Teruel Teruel Teruel 30 Maestrazgo Cantavieja Teruel 31 Sierra de Albarracín Albarracín Teruel 32 Gúdar-Javalambre Mora de Rubielos Teruel 33 Matarraña Valderrobres e Calaceite Teruel
Economia Il PIL pro capite dell'Aragona era di nel 2008, superiore alla media nazionale e corrispondente al 3% circa di quello totale di Spagna.
Il settore automobilistico rappresenta il 2,42% dell'occupazione netta e il 6% circa del PIL regionale.
Monumenti e luoghi di interesse
Aiguabarreig Segre-Cinca-Ebro a Mequinenza