Blevio (Bieef in dialetto comascoPer il dialetto comasco, si utilizza l'ortografia ticinese, introdotta a partire dal 1969 dall'associazione culturale Famiglia Comasca nei vocabolari, nei documenti e nella produzione letteraria., AFI: ) è un comune italiano di abitanti della provincia di Como in Lombardia. Insieme al comune di Torno costituisce l'Unione dei Comuni Lombarda Lario e Monti.
Geografia fisica Situato sulla riva est del lago di Como, Blevio si sviluppa in altitudine tra i 200 metri sul livello del mare e i 1140 metri del monte Boletto.
Origini del nome Il nome deriva dal celto-ligure "Biuelius" (cfr "uiuo" - Osc. bivus "vivo", cfr. proto-indoeuropeo "*bheou").
Storia Dallo studio planimetrico si inferisce l'antica presenza di un "castellum" (cultura di Golasecca XI - IV secolo a.C.); in quel periodo nel territorio era sviluppato il baratto tra i celtico transalpini e gli etruschi. In questo contesto, le varie frazioni che compongono l'attuale abitato si sarebbero sviluppate da monte verso valle, a partire da una serie di piccoli nuclei disposti lungo l'attuale sentiero di collegamento tra le località Monte Piatto di Torno e Nidrino di Brunate.
La prima testimonianza scritta è datata 1084, anno in cui il vescovo di Como Reginaldo redasse un legato testamentario a favore della cattedrale affinché ogni anniversario della propria morte vi venisse celebrata una messa in cambio della cessione dei propri possedimenti bleviani. La prima citazione dello status di comune è invece del 1279, anno in cui i canonici del Capitolo della Cattedrale di Como redassero l'inventario delle loro proprietà contemplando - appunto - anche il comune di Blevio. Pur apparendo nella documentazione storica come libero comune non fu mai dotato di un proprio statuto. Venne acquisito successivamente dal Comune di Como.
Menzione del "comune de Blevio" si ha nella "Determinatio stratarum et pontium..." annessa agli Statuti di Como del 1335, in cui viene indicato come la località che ha in carico la manutenzione di un ben determinato tratto della via Regina ("”… a dicta fenestra in sursum usque ad cantonum muiri vinee que fuit Pedeferi Fiche de Cumis”"). In quel tempo, Blevio faceva parte della pieve di Zezio, entro cui risulta ancora inserito nel 1538.
La zona fu contagiata da epidemie di peste nel 1361 e nel 1549. In questo secondo periodo, i casolari nei dintorni furono trasformati in lazzaretti. Nel corso del Seicento, la medesima funzione fu svolta da alcune abitazioni situate a monte del paese.
Nel 1433 agli abitanti di Blevio e Torno fu concesso il diritto di estrarre liberamente il sale, sgravando così gli stessi dal pagamento della tassa sul sale..
Negli anni 1580 il paese figura nella mappa che nella Galleria delle carte geografiche dei Palazzi Vaticani riguarda il Ducato di Milano, seppur con un toponimo storpiato nella forma Plenio.
Nel 1644 Blevio risulta appartenere alla pieve di Nesso, che nel 1497 era stata concessa in feudo a Lucrezia Crivelli da Lodovico Maria Sforza assieme al "contado delle Tre Pievi" (comprensivo della pieve di Sorico e di quelle di Gravedona e Dongo). Inserito nel marchesato di Nesso, nel 1647 Blevio fu concesso con una parte del feudo alla famiglia del senatore Francesco Maria Casnedi, la quale mantenne i diritti feudali fino a oltre la metà del XVIII secolo.
Nel 1751 il territorio di Blevio comprendeva anche il borgo "Sant'Agostino" di Como. Cinque anni più tardi il comune di Blevio venne separato dalla pieve di Nesso e inserito nella nuova pieve di Zezio superiore.
Nel 1790 il comune venne affidato in feudo al conte Antonio Tanzi esponente del ramo principale della nobile famiglia Tanzi di Blevio e padre di Ernesto, i cui parenti milanesi ricevettero invece il titolo austriaco di Edler von Tanzi. Con i cospicui proventi dell´industria serica, il conte Antonio Tanzi fece erigere a Perlasca l´attuale Villa Tanzi Taverna (oggi situata nel comune di Torno), in seguito lasciata, con il resto dei suoi possedimenti di Blevio ai Taverna nel 1798 e infine ai Borromeo.
Un decreto di riorganizzazione amministrativa del Regno d'Italia napoleonico datato 1807 sancì l'aggregazione di Blevio al comune di Torno. La caduta di Napoleone e il passaggio della Lombardia in mano austro-ungarica comportarono l'abrogazione dell'accorpamento e la ricostituzione del comune di Blevio all'interno della provincia di Como del Regno lombardo-veneto.
Il 28 ottobre 1901 nacque a Blevio il comandante partigiano Enrico Caronti, detto "Romolo", torturato e fucilato dalle brigate nere di Menaggio il 23 dicembre 1944.
La storia delle ville a lago Tra il XVIII e il XIX secolo, grazie alla sua posizione panoramica ed alle attrattive naturali, Blevio cominciò ad essere considerato come ambito luogo di soggiorno e nel suo territorio vennero costruite una serie di ville che ospitarono personaggi illustri del tempo, tra cui numerosi esponenti del mondo delle arti e della politica, tra cui ad esempio Giuditta Pasta, Alessandro Manzoni, Adelaide Ristori e la famosa ballerina romantica Maria Taglioni, amante del principe Alexander Troubetskoj.
Nell'estate del 1935, durante un soggiorno estivo, lo scultore Arturo Martini realizzò in poche settimane una serie di undici sculture in gesso denominate "Gruppo di Blevio" (conservato presso la collezione Banca Popolare di Vicenza di Palazzo Thiene).
Dissesto idrogeologico e ricostruzione A partire dal 2021, Blevio è stata colpita da ricorrenti fenomeni di dissesto idrogeologico. Il 25 luglio 2021, una violenta bomba d'acqua ha provocato l'esondazione di cinque torrenti e colate di fango che hanno isolato le frazioni di Sopravilla e Capovico, bloccando la viabilità sulla strada provinciale "Lariana". Ulteriori fenomeni alluvionali si sono verificati nell'agosto 2023 e nel settembre 2025. Quest'ultima emergenza ha visto l'esondazione del lago di Como e nuove frane nei valletti di Sopravilla e del Pertus, che hanno danneggiato due ponti e sommerso di detriti la frazione di Girola.
Tali eventi hanno causato gravi danni strutturali a abitazioni private e infrastrutture pubbliche. La rete stradale locale risulta compromessa da fessurazioni e buche diffuse. Ad aprile 2026, numerosi cantieri di messa in sicurezza rimangono attivi sul territorio; il completamento delle opere di ripristino è previsto protrarsi fino al 2027.
Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 20 febbraio 1996.
Nello stemma è raffigurata una lucia, la tipica imbarcazione del lago di Como, e sullo sfondo il profilo montano del monte Bolettone; le sette stelle rappresentano le frazioni di Capovico, Cazzanore, Girola, Meggianico, Mezzovico, Sopravilla, Sorto.
Il gonfalone è un drappo di giallo.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture civili
Complesso di Villa Ferranti Giuditta Pasta (1797-1865) celebre cantante lirica, soggiornò spesso in Villa Ferranti (contigua alla villa Perlasca già appartenuta dei conti Tanzi di Blevio) ed è sepolta nel cimitero del paese. Per lei Vincenzo Bellini compose la famosa opera "Norma". All'interno della proprietà di Villa Ferranti si trova anche Villa Pasta, che deve il suo nome proprio alla cantante.
Villa Belvedere Villa Belvedere, fatta costruire dal musicista comasco Pasquale Ricci, era un tempo soprannominata "Malpensata". Sono varie le origini di questo soprannome: alcuni l'attribuiscono al fatto che il Ricci morì prima di vedere la fine dei lavori, mentre altri l'associano alla tradizione di identificare con "malpensate" tutti quegli edifici legati a coloro che frodavano i dazi. Divenuta proprietà di Maddalena Sannazzaro-Imbonati, la quale diede alla villa un'impostazione neoclassica, Alessandro Manzoni vi trascorse alcuni periodi della sua infanzia e della sua prima giovinezza tra il 1807 e 1818. Fu qui che, nel 1807, avvenne il primo incontro tra lo stesso Manzoni ed Enrichetta Blondel. Alla proprietà della villa si succedettero quindi le famiglie Vigoni, Ferranti, Pestolazzi e Droulers.
Villa Borletti Villa Borletti (ora Chiara) fu fatta costruire dal conte russo Grigoriy Petrovich Shuvalov (o Shouvaloff)., nella prima metà del XIX secolo. La villa è legata al ricordo dell'attrice drammatica Adelaide Ristori. e di Cristina Trivulzi Belgioioso,.. che vi ospitò personaggi illustri. Quest'ultima acquistò la villa dal conte dopo che questi - rimasto vedovo e senza più uno dei suoi tre figli - aveva deciso di diventare frate barnabita e di impegnarsi per il ritorno all'unità tra cattolici e ortodossi.. Nel XX secolo, prima di passare alla famiglia Chiara, la villa fu proprietà della famiglia Borletti. Nel primo decennio del XXI secolo, la villa venne rilevata da un facoltoso russo che, tra il 2008 e il 2013, sottopose l'edificio a una campagna di lavori di riqualificazione.
Villa Maria Non lontano dalla chiesa dei santi Gordiano ed Epimaco si trova Villa Maria, conosciuta con il nome di una famosa ballerina che qui vi dimorò nei primi del XIX secolo: Maria Taglioni, alla quale l'odierna villa fu edificata... Caratterizzata dall'avere spigoli arrotondati, la villa - detta anche "la Florida" - fu costruita a partire da un precedente edificio, noto come "Ca' dell'Imperatore", il cui nome rimanda a un evento avvenuto nel 1769 (precisamente: il 22 giugno), quando Giuseppe II d'Austria e il suo seguito si rifugiarono presso la dimora a causa di un violento temporale. Dopo esser stata ereditata dalla figlia della Taglioni, la villa passò dapprima nelle mani del pittore Michele Riccardi, che ne fece un giardino zoologico-botanico, e in seguito in quelle di Teresio Usuelli, figlio di una Borsalino e di Celestino Usuelli (amico di D'annunzio). Per questa ragione, la proprietà - che comprende anche la vicina Villa Serena - è anche conosciuta col nome di "Villa Usuelli"..
Villa Ricordi Di fronte a quello che oggi è il molo di Blevio si trova quella che attualmente è conosciuta come Villa Ricordi, dal nome dell'omonima casa editrice musicale, proprietà dell'immobile dalla metà del XIX secolo. Si tratta di una costruzione a tre piani, edificata sul luogo dove, nel 1617, venne costruita la casa del navigatore Pantero Pantera. La residenza è anche nota come Villa Da Riva,.. dal nome delle famiglia che realizzò l'attuale costruzione.
Villa Cademartori-Cramer
Villa Cademartori-Cramer fu luogo di villeggiatura di alcuni esponenti degli Artaria, fondatori di una delle più importanti case editrici musicali del tardo XVIII e XIX secolo. Artaria che, nel '700, avevano anche fatto costruire una villa che verrà poi conosciuta attraverso il cognome dei successivi proprietari: la famiglia genovese Calvi.
Villa Troubetzkoy Villa Troubetzkoy, con il suo stile eclettico, fu fatta edificare a metà Ottocento dall'omonimo principe russo in fuga dallo zar. Dal momento che la costruzione della villa richiese la demolizione di una scogliera con la dinamite, il principe - genero di Maria Taglioni - fu soprannominato "Turbascogli" dai bleviani, i quali sono soliti riferirsi alla dimora con i soprannomi di "casa delle streghe" o "casa dei sette nani".. La villa è caratterizzata da falde molto spioventi e da un antico ascensore in stile jugendstil che mette in collegamento l'edificio direttamente con la strada Lariana. La residenza è anche nota come Villa Pozzi.
Villa Calvi Villa Calvi appartenne alla famiglia di editori musicali Artaria che la costruirono nel XVIII secolo. Dopo essere divenuta proprietà dei Calvi, famiglia genovese a cui si deve l'attuale denominazione, la villa fu rilevata dalla famiglia australiana Talbot.
Architetture religiose
Chiesa dei Santi Gordiano ed Epimaco