LArchiginnasio di Bologna è uno dei palazzi più significativi ed importanti della città di Bologna: costruito dall'architetto Antonio Morandi detto "Il Terribilia", è ubicato nel cuore del centro storico; fu sede dell'antica Università ed è ora della Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio.

Storia

Edificazione La costruzione dell'Archiginnasio data dal XVI secolo, quando l'area di Piazza Maggiore fu drasticamente ristrutturata per volere papale, negli stessi anni in cui fu costruita tra l'altro anche la fontana del Nettuno.

La realizzazione dell'Archiginnasio fu commissionata da papa Pio IV per mezzo del cardinale legato Carlo Borromeo e del suo vice Pier Donato Cesi che assegnarono il progetto ad Antonio Morandi, il quale terminò il lavoro di costruzione tra il 1562 e il 1563. Obiettivo del progetto era la realizzazione di un luogo unitario dove svolgere gli insegnamenti universitari relativi alle diverse discipline, prima di allora dispersi tra sedi e luoghi diversi.

L'Archiginnasio rimase sede dello Studium bolognese fino al 1803, quando fu trasferita a Palazzo Poggi, dove si trova tuttora.

Trasferimento dell'Università A partire dal 1838 è sede della Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio, la più grande dell'Emilia-Romagna, che conserva importanti testi nelle discipline storiche, filosofiche, politiche, letterarie, artistiche, biografiche e bibliografiche, una sviluppata sezione dedicata alla cultura bolognese e circa 35.000 manoscritti ed incunaboli.

Bombardamenti del 1944 A seguito dei bombardamenti aerei alleati del 1944 che avevano inflitto ingenti danni all'edificio, partì una campagna di restauro che durò dal 1948 al 1959. Del patrimonio dei circa 7000 stemmi ne risultarono superstiti circa 6000.

Descrizione

Il palazzo è strutturato su due piani con porticata anteriore e cortile centrale a doppio ordine di logge. Al centro del cortile, di fronte all'ingresso, si trova la Cappella di Santa Maria dei Bulgari, che deve il suo nome a una chiesa che sorgeva in "curia Bulgari", cioè presso le case del celebre giurista Bulgaro.

Tra le emergenze storiche principali si annovera il teatro anatomico, costruito su progetto di Antonio Levanti nel 1637. Questo era una sala a forma di anfiteatro dedicata allo studio dell'anatomia, costruita in legno d'abete, con soffitto a cassettoni e decorata con statue, restaurata nel secondo dopoguerra dopo che i bombardamenti alleati del 1944 l'avevano pesantemente danneggiata. È caratterizzato da una cattedra, dove sedeva il professore, sovrastata da un baldacchino retto da due statue di uomini nudi e privati della pelle, detti "Gli spellati", opera settecentesca di Ercole Lelli. Le numerose statue che decorano le pareti rappresentano medici dell'antichità e della contemporaneità, in busto se ritenuti figure minori, a figura intera se considerati eminenti luminari. Le due statue principali, alla destra dell'entrata, raffigurano Ippocrate e Galeno, rispettivamente il più importante medico greco e il più importante medico romano. Una statua interessante, sulla parete opposta alla cattedra, raffigura un medico che regge in mano un naso: si tratta del bolognese Gaspare Tagliacozzi, considerato il precursore della rinoplastica.

Al piano superiore del palazzo sono collocate anche le antiche sale di studio dei Legisti (diritto civile e diritto canonico) e degli Artisti (filosofia, medicina, matematica, scienze fisiche e naturali). Le rispettive aule magne sono la Stabat Mater e la Sala di Lettura dell'odierna Biblioteca Comunale. La Sala dello Stabat Mater venne così chiamata a ricordo della prima esecuzione nazionale dell'omonima opera di Gioachino Rossini tenutavi il 18 marzo 1842 con la direzione di Gaetano Donizetti. Sia i Legisti che gli Artisti disponevano di dieci aule, ma quelle dei Legisti erano tutte disposte lungo il corridoio principale.

A testimonianza della lunga storia universitaria del palazzo è rimasto il più vasto complesso araldico murale al mondo, composto attualmente da circa 6000 (in origine erano oltre 7000) stemmi studenteschi e iscrizioni in onore dei professori. Il complesso fortunatamente si salvò dalla distruzione ingiunta dal governo repubblicano nel 1797 e in parte dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.

A testimonianza del prestigio delle famiglie che frequentarono l'Università, tra gli oltre 6000 stemmi si distinguono le insegne di illustri casati del territorio bolognese, come i Bentivoglio, i Pepoli, i Biancuzzi e i Malvezzi, che contribuirono alla vita politica e culturale della città.

Galleria d'immagini

Note

Bibliografia L'Archiginnasio. Il Palazzo, l'Università, la Biblioteca, Bologna, Credito romagnolo, 1987. Michael Kiene, L'architettura del Collegio di Spagna e dell'Archiginnasio. Esame comparato dell'architettura universitaria bolognese con quella europea, in "Annali di Storia delle Università italiane", volume 1, 1997. Gian Paolo Brizzi (a cura di), ''Imago Universitatis : celebrazioni e autorappresentazioni di maestri e studenti nella decorazione parietale dell'Archiginnasio, Bologna, Bononia university press, 2011-2012.

Voci correlate Palazzo dei Banchi Teatro anatomico dell'Archiginnasio Biblioteca comunale dell'Archiginnasio

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