Le avventure di Pinocchio è uno sceneggiato televisivo del 1972 tratto dall'omonimo romanzo di Carlo Collodi, diretto dal regista Luigi Comencini.
Nonostante all'epoca la Rai trasmettesse ancora in bianco e nero, lo sceneggiato, in un'ottica di co-produzione e distribuzione internazionale dell'opera, fu invece realizzato a colori.
Gli attori protagonisti furono Andrea Balestri (Pinocchio), Nino Manfredi (Geppetto), Gina Lollobrigida (Fata Turchina), Franco Franchi (il Gatto), Ciccio Ingrassia (la Volpe), Vittorio De Sica (il giudice), Lionel Stander (Mangiafoco) e Domenico Santoro (Lucignolo).
Trama Prima puntata Toscana, XIX secolo. In un piccolo paesino montano della regione, sul finire dell'inverno giunge la carovana di un famoso burattinaio, Mangiafoco, prima di partire per le lontane Americhe nella bella stagione. Mentre i due musicisti del burattinaio, il Gatto e la Volpe, fanno l'annuncio, un manifesto dello spettacolo va in faccia a Geppetto, un falegname vedovo che, ispirato dalla figura della marionetta sul pezzo di carta, decide di fabbricarsi un burattino di legno a sua invenzione per poter viaggiare il mondo e procurarsi da mangiare, dato lo scarso lavoro commissionatogli. Il vicino di Geppetto, Mastro Ciliegia, anche lui falegname, ma benestante, decide di rifarsi la gamba del tavolo, ma il ciocco che intende usare parla e si lamenta. Per liberarsene, Ciliegia regala il legno a Geppetto, venuto a chiedergli di prestargli un tronco per la sua marionetta, ma non prima che il ciocco crei zizzania tra i due insultando e colpendo Geppetto, facendo ricadere la colpa su Mastro Ciliegia.
Tornato a casa, Geppetto lavora tutta la sera per costruirsi la marionetta, che decide di chiamare Pinocchio in onore di un amico. Quando Geppetto si accorge che il ciocco parla e si muove, dà la colpa alla fame e continua a lavorare credendo di immaginarsi di interagire con la marionetta, parlando pure con il quadro della sua defunta moglie. Durante la notte compare lo spirito della donna, reincarnatasi in una Fata. Mentre Geppetto dorme sfinito, la Fata propone al burattino un patto preciso: quello di farlo diventare un bambino temporaneo qualora si fosse comportato correttamente, altrimenti sarebbe ritornato di legno, fino a quando non avesse dimostrato la sua bontà in modo da essere bambino per sempre.
Il giorno dopo, Geppetto si accorge di avere un bambino in casa. Dando la colpa alla stanchezza e alla fame, il falegname scopre che il bambino non solo è vero, ma è anche Pinocchio, vale a dire il burattino costruito da lui il giorno prima e divenuto miracolosamente in carne ed ossa. Il bambino inizia immediatamente a seminare il caos: esce di casa e, inseguito da Geppetto, mette zizzania in città, facendosi pure inseguire da un pescatore a cui aveva rubato il pranzo. Dopo che Pinocchio è stato fermato dai carabinieri, Geppetto spiega a tutti che si era intagliato un burattino e che al suo posto era apparso un bambino la mattina seguente. Credendolo pazzo (nonché non adatto a mantenere un bambino) i carabinieri arrestano il falegname e affidano il piccolo a delle lavandaie, che lo perdono non appena si mette a piovere. Pinocchio torna a casa ma, non trovando nulla da mangiare, trova prima un uovo tra un cumulo di sporco fuori, scoprendo che l'uovo ormai ospita un pulcino, poi va a chiedere ai vicini, nel cuore della notte, da mangiare, ma uno di questi, non contento per lo "scherzo", gli butta addosso una secchiata d'acqua.
Seconda puntata Pinocchio torna a casa e, accendendosi un fuoco sul camino, si asciuga davanti a esso e scopre di non essere solo in casa: a fargli compagnia c'è anche un centenario Grillo parlante che gli fa la predica sul suo comportamento dicendogli che la Fata non sarà affatto contenta di tutto ciò. Per tutta risposta, Pinocchio gli tira addosso uno spargi-cenere, uccidendolo e rompendo il quadro della moglie di Geppetto. A quel punto Pinocchio ritorna di legno e i piedi, troppo vicini al fuoco, si bruciano.
Uscito di prigione, Geppetto torna a casa, rattristato dal fatto che ha scoperto che Pinocchio è scappato alle lavandaie e forse non è tornato a casa. Per fortuna, Mastro Ciliegia gli dice che Pinocchio sembra essere in casa, ma la porta è chiusa. Passando dalla finestra, l’uomo trova Pinocchio di nuovo trasformato in legno, confondendosi ancora di più e spaventando Ciliegia, che stava sbirciando dalla finestra. Pinocchio, volendo i suoi piedi, promette a Geppetto che d'ora in avanti si sarebbe comportato bene. Geppetto gli offre un'altra possibilità e Pinocchio torna normale (spaventando ancora Ciliegia, appena ripresosi). Dopo aver mangiato tre pere trovate sulla finestra (cascate a Ciliegia), Geppetto confeziona a Pinocchio un vestito e un cappello con la carta, poi vende la sua giacca per comprare un abbecedario al figlio. Tutti al negozio sono confusi, finché Mastro Ciliegia non spiega la situazione, mostrando a loro Geppetto che saluta Pinocchio e corre verso il suo primo giorno di scuola.
Appena prima di entrare a scuola, Pinocchio viene attirato dalla musica proveniente dal teatro ambulante di Mangiafoco e decide di assistere al suo spettacolo, ma non avendo soldi per entrare decide di vendere l'abbecedario per i soldi del biglietto. Pinocchio si gode lo show, che il Gatto e la Volpe narrano, finché poi, affamati e stanchi, affidano il carillon a un bambino e vanno a mangiare. Proprio allora le marionette si accorgono di Pinocchio e lo invitano sul palco. Pinocchio li raggiunge, trasformandosi in burattino proprio quando Mangiafoco irrompe sul palco, catturando Pinocchio e rinchiudendolo nella gabbia della scimmia, ordinando agli altri di riprendere lo spettacolo.
Geppetto, accompagnato da Ciliegia, va a scuola a prendere Pinocchio, ma non vedendolo uscire chiede al bidello se l'abbia visto, il quale dice che non è mai entrato. Mentre Ciliegia consola Geppetto, questi si accorge che un bambino ha l'abbecedario di Pinocchio e scopre che è stato comprato dal padre del bambino da Pinocchio stesso per vedersi lo spettacolo. Geppetto corre al teatro di Mangiafoco volendo dare una bella strigliata al figlio, ma scopre che hanno levato le tende da un pezzo e che Pinocchio è nelle mani di Mangiafoco. Infreddolito e con il cuore a pezzi, Ciliegia gli offre un sorso presso l'osteria per dimenticare tutto.
La carovana di Mangiafoco, che stava osservando la marionetta vivente, si ferma d'improvviso poiché il capo ha fame. Gatto e Volpe accendono un fuoco, ma con la neve e la pioggia dei giorni precedenti il fuoco fatica ad accendersi. Mangiafoco decide allora di bruciare il burattino vivente e ordina ai due musicisti di prenderlo, ma trovano solo un bambino (trasformato in tempo dalla fata per salvarlo dalle fiamme). Geppetto, nel frattempo, decide di seguire la carovana e salvare Pinocchio.
Mangiafoco, intanto, credendo che il Gatto e la Volpe gli stiano facendo uno scherzo di pessimo gusto, gli urla contro inveendo contro di loro: indignati, la Volpe gli risponde che lui e il Gatto si licenziano (contro volere di Gatto). Per tutta risposta, Mangiafoco dà loro un colpo di fucile, che terrorizza i due, i quali scappano a gambe levate. Ottenendo finalmente la sua attenzione, Pinocchio gli spiega che il burattino era lui ma che si trasforma in burattino e bambino per via della Fata. Mangiafoco non lo segue, ma decide di riprendere a cucinare la sua cena e ordina al cocchiere di buttare Arlecchino nel fuoco. Pinocchio chiede pietà per il suo simile e si offre di buttarsi nel fuoco, anche se ciò significa non rivedere più suo padre. Mangiafoco si commuove (starnutendo) e consente a Pinocchio e Arlecchino di non essere bruciati, mangiando quindi un montone crudo.
Terza puntata Pinocchio decide di raccontare del padre a Mangiafoco. Questi, impietosito, gli dona nuovi vestiti e gli regala cinque zecchini d'oro da portare a Geppetto, raccomandandosi di non perderli e di non farli vedere a nessuno. Sulla strada del ritorno a casa, Pinocchio rincontra il Gatto e la Volpe, che, ormai disoccupati, si fanno passare per mendicanti invalidi e, scoperto delle monete, studiano un piano per soffiargliele. Sulle prime lo inducono a offrirgli una cena e poi lo convincono dell'esistenza di un terreno, il "campo dei miracoli", dove i suoi "miseri zecchini", se sotterrati, si sarebbero moltiplicati su di un albero. Una gallina cerca di avvertire Pinocchio della truffa, ma viene uccisa dal Gatto.
Dopo aver cenato presso un'osteria, Pinocchio viene risvegliato dall'oste a tarda notte e parte alla ricerca del Gatto e della Volpe. Questi, nel tentativo di soffiargli le monete con le cattive, si camuffano coprendosi con due lenzuola e lo inseguono per tutto il bosco. Il giorno dopo, Pinocchio è ancora inseguito e, scorgendo una casa, corre a chiedere aiuto. La casa si scopre essere abitata dalla Fata, che però si rifiuta di aiutarlo. Il Gatto e la Volpe acciuffano Pinocchio e lo insaccano nei loro lenzuoli, ma vedendo che il burattino non intende dirgli dove sono le monete decidono di impiccarlo a un albero. Gatto, appendendolo, molla la corda e Pinocchio pare morire per la caduta, ma si scopre che la Fata lo ha salvato trasformandolo in burattino e che gli ha dato sufficienti forze da poter raggiungere la sua casa, dove crolla all'ingresso, sotto lo sguardo stupefatto dei due malandrini.
Dopo essere stato visitato da due medici, Pinocchio risulta essere sano, ma i due dottori sono combattuti se lasciare che resti burattino o se meriti di tornare bambino. Il primo medico propone alla Fata di lasciarlo burattino perché è la punizione che merita, mentre il secondo dice che è meglio ritrasformarlo in bambino perché con il corpo di legno gli è impossibile provare il dolore della vera punizione: lo scappellotto. Congedati i medici, la Fata pone alcune domande a Pinocchio, ma ottiene come risposte molte bugie (o comunque versioni di comodo) e per questo motivo al burattino si allunga il naso. Pinocchio si pente di aver fatto tutto ciò e così finalmente la Fata trasforma il burattino in un bambino in carne e ossa, ma gli fa promettere che da quel giorno dovrà comportarsi onestamente se vuole essere riportato a Geppetto. Pinocchio promette nuovamente di fare il bravo e poi esce per andare a riprendere i soldi che aveva nascosto, ma incontra di nuovo il Gatto e la Volpe, che riescono a convincerlo a seminare i soldi nel campo dei miracoli per moltiplicarli. Mentre Pinocchio corre a prendere l'acqua per annaffiare la buca, i due dissotterrano le monete e scappano.
Quarta puntata Su suggerimento di un contadino, Pinocchio denuncia il furto a un giudice del posto, che però, non credendogli, lo mette in prigione. Pinocchio resta in galera per quattro mesi, finché viene liberato grazie a un'amnistia. Geppetto, intanto, trova il vestitino di Pinocchio al porto da cui è partito il teatro ambulante e quindi si convince definitivamente che Mangiafoco ha rapito il suo bambino per portarlo con sé nelle lontane Americhe.
Quando esce di prigione, Pinocchio decide di ritornare alla casa della Fata. Sulla via s'imbatte in un mostro dall'alito di fumo simile a un serpente e scappa. Dopo essere cascato nel fango, scopre che il mostro non era nient'altro che uno scherzo di Carnevale di alcuni bambini, che ridono a crepapelle. Abbattuto il "mostro" a calci, Pinocchio ritorna al luogo in cui si dovrebbe trovare la casa della Fata, ma non trova altro che una tomba, sulla quale c'è scritto che quest'ultima è morta di dolore, poiché già era un essere morto. Dopo aver pianto per una giornata intera, Pinocchio cammina fino a che non trova una vigna e, in preda alla fame, tenta di rubare un grappolo d'uva, ma finisce imprigionato in una tagliola.