La battaglia della Landing Zone Albany fu il momento culminante e finale della campagna della Valle di Ia Drang, nel novembre 1965 durante la guerra del Vietnam; dopo i duri scontri avvenuti alla Landing Zone X-Ray, il 2º battaglione del 7º reggimento di cavalleria appartenente alla famosa 1ª Divisione di cavalleria aerea americana, venne sorpreso il 17 novembre 1965 allo scoperto durante la marcia a piedi di avvicinamento alla cosiddetta Landing Zone Albany e praticamente distrutto dagli attacchi delle forze nordvietnamite dell'Esercito Popolare che lo assalirono da tutte le direzioni.

Solo l'intervento dell'aviazione americana, che saturò la zona con bombe al napalm, e l'arrivo di alcuni rinforzi del 5º reggimento di cavalleria, impedirono il totale annientamento del battaglione e permisero di salvare una parte delle truppe. Le forze nordvietnamite, dopo aver inflitto terribili perdite, nella notte del 18 novembre si ritirarono permettendo l'evacuazione in elicottero dei miseri resti delle forze americane attaccate.

Si trattò della battaglia di un giorno in assoluto più sanguinosa della guerra del Vietnam per le forze americane (con 151 morti, 4 dispersi e 121 feriti in totale su un organico iniziale di circa 450 uomini) e della più pesante sconfitta subita da un reparto organico americano in campo aperto contro le aggressive e coraggiose forze nordvietnamite.

Nella valle dello Ia Drang

Dopo aver sanguinosamente respinto i violenti attacchi nemici alla Landing Zone X-Ray, il colonnello Thomas Brown, comandante della 3ª Brigata della 1ª Divisione di Cavalleria aerea, aveva deciso di evacuare l'area dei drammatici combattimenti e di rischierare i tre battaglioni aeromobili (1° e 2° del 7º reggimento e 2° del 5º reggimento) in precedenza raggruppati a X-Ray. Quindi, mentre il 1º battaglione del 7° (provatissimo dalla battaglia) veniva evacuato con gli elicotteri, venne invece deciso di spostare gli altri due battaglioni, a piedi via terra..

Era prevista una marcia forzata del 2º battaglione/5º reggimento in direzione nord-est fino ad una nuova Landing Zone denominata Columbus, mentre l'altro battaglione (il 2° del 7º reggimento), dopo aver percorso inizialmente lo stesso cammino del battaglione del 5º reggimento, avrebbe dovuto deviare a nord-ovest verso la cosiddetta Landing Zone Albany, poco a sud del corso dello Ia Drang. Contemporaneamente a questi spostamenti via terra sarebbe stato sferrato un devastante attacco con B-52 sul massiccio montuoso del Chu Pong, dove si riteneva avessero trovato rifugio i superstiti reparti nordvietnamiti decimati a X-Ray..

Per mancanza di documentazione ancora oggi non risulta chiaro lo scopo e l'eventuale obiettivo di questi spostamenti via terra che esponevano indubbiamente le forze americane a pericoli di imboscate da parte delle forze nordvietnamite ancora presenti nella zona.; difetti di pianificazione e un eccesso di sicurezza, dopo i successi precedenti, indussero forse i comandi a sottovalutare i rischi di una simile manovra su terreno difficile. Alle ore 09.00 del 17 novembre, quindi, il 2º battaglione del 5º reggimento cavalleria aerea, guidato dal tenente colonnello Robert Tully, diede inizio alla sua marcia da X-Ray verso la LZ Columbus, seguito dopo dieci minuti dal 2º battaglione del 7º reggimento, al comando del tenente colonnello Robert McDade..

Battaglia a sorpresa

Marcia verso Albany La marcia si svolse senza molte precauzioni in una atmosfera di tranquilla sicurezza., con temperature elevatissime (fino a 40 °C) e in un terreno disagevole che sfiancò rapidamente gli uomini sovraccarichi di materiali e costretti a muoversi a piedi; dopo circa due chilometri i due reparti americani si separarono e il 2°/7° deviò verso nord-ovest per dirigersi alla prevista LZ Albany..

Il 2º battaglione marciava in colonna con scarse misure di sicurezza sui fianchi, con i plotoni scaglionati su circa 500 metri di lunghezza; in testa era il plotone da ricognizione del tenente Payne; subito dietro veniva la compagnia Alpha del capitano Sugdinis (con i plotoni scalati a sinistra e a destra); seguivano la compagnia Delta del capitano Thorpe e la compagnia Charlie del capitano Fesmire (schierate in colonna e scarsamente preoccupate di eventuali insidie del nemico). Dopo queste compagnie da combattimento marciava la compagnia comando (capitano Boone) con il personale logistico del battaglione e chiudeva quindi la lunga colonna la compagnia Alpha del 1º battaglione del 5º reggimento, aggregata alle forze di McDade in sostituzione della compagnia Bravo rimasta a riposo a Camp Holloway; il capitano Forrest, comandante della compagnia Alpha schierata nelle retrovie, prese l'opportuna precauzione di organizzare vedette sui fianchi per individuare la possibile presenza di forze nemiche..

In effetti, dalla cima del massiccio del Chu Pong i nordvietnamiti individuarono subito i movimenti americani da X-Ray e organizzarono squadre di ricognitori per sorvegliare le aree delle Landing Zone nemiche.; nel frattempo continuava l'estenuante marcia del 2º battaglione: su terreno scoperto, con l'erba alta fino al ginocchio e una calura insopportabile, le forze americane progredivano con difficoltà. Venne raggiunto un gruppo di capanne (rapidamente bruciate e fumanti, in questo modo segnalando malaccortamente al nemico la propria presenza.), quindi la marcia proseguì sempre più faticosa, mentre il terreno diventava più impervio, con erba alta fino al petto e vegetazione molto fitta.

Prima di mezzogiorno, la colonna fece una breve pausa per il pasto, mentre nel frattempo il battaglione del tenente colonnello Tully aveva ormai raggiunto la Landing Zone Columbus senza aver incontrato difficoltà.. Nella zona su cui marciava il 2º battaglione di McDade erano invece presenti in forze numerosi reparti freschi nordvietnamiti, anche loro ignari per il momento dell'avvicinamento della cavalleria americana, ma riposati e pronti al combattimento. Si trattava dell'8º battaglione del 66º reggimento regolare arrivato solo da due settimane (appartenente alla famosa 304ª Divisione nordvietnamita, veterana di Dien Bien Phu), rinforzato dai resti del 1º e del 3º battaglione del 33º reggimento (molto indeboliti dopo le precedenti battaglie dello Ia Drang).

Mentre questi agguerriti reparti nordvietnamiti confluivano nell'area per attaccare da tutte le direzioni la lunga colonna americana, il 2º battaglione proseguiva la sua estenuante marcia verso Albany; la giungla si faceva sempre più fitta, mentre la sensazione di isolamento scosse in parte il morale delle truppe; in questa fase vennero inaspettatamente catturati due regolari nordvietnamiti dai ricognitori del tenente Payne, e il tenente colonnello McDade si recò quindi in persona in testa alla colonna per interrogare i prigionieri e chiarire la incerta situazione..

L'interrogatorio non diede grandi risultati e McDade, allarmato, decise di convocare tutti i comandanti di compagnia in testa alla colonna per un consulto generale sulla situazione.; mentre i capitani comandati si recavano dal tenente colonnello, abbandonando di conseguenza le loro compagnie, il battaglione perse definitivamente la sua coesione sparpagliandosi ancor di più lungo un tratto di alcune centinaia di metri. Stremati, i soldati delle compagnie Delta e Charlie si fermarono per riposarsi, mentre la compagnia di coda del capitano Forrest rimase in formazione protettiva.; nel frattempo il plotone ricognitori e la compagnia Alpha con McDade e i vari comandanti di compagnia, proseguiva in avanti per giungere alle ore 13.07 in una prima radura circondata da erba alta e alberi, punteggiata da grandi termitai..

La testa della colonna aveva raggiunto Albany, ma il resto del battaglione era disgregato a sud-est della Landing Zone, esposto ad attacchi da tutte le direzioni e privo dei rispettivi comandanti. Proprio in quel momento, venne individuata improvvisamente la presenza del nemico vicinissimo sia a nord che a est e a ovest del battaglione; l'attacco nordvietnamita esplose subitaneamente scatenando immediatamente la confusione generale tra le truppe americane praticamente circondate e divise in gruppi separati in mezzo all'erba alta e agli alberi della boscaglia..

Massacro nell'erba Le forze americane erano incappate in pieno nelle truppe regolari nordvietnamite presenti nella zona: l'8º battaglione del 66º reggimento, che aveva bivaccato proprio a nord-est della colonna del 2º battaglione in avvicinamento; rapidamente organizzata, la formazione nemica sferrò un micidiale attacco da est, mentre i resti del 33º reggimento impegnarono a distanza ravvicinata la testa dei reparti americani che aveva raggiunto la radura di Albany; infine i ricognitori del tenente Payne sbucarono proprio nel campo base del 3º battaglione del 33º reggimento nordvietnamita e vennero quindi immediatamente attaccati a loro volta..

Erano le 13.15 del 17 novembre e stava per avere inizio il combattimento più sanguinoso e drammatico per le forze statunitensi della guerra del Vietnam; i soldati nordvietnamiti sbucarono da tutte le direzioni, e, secondo le direttive del colonnello Nguyen Huu An, comandante dei reparti, attaccarono da più lati, cercando di disgregare la colonna nemica, di frammentarla in gruppi separati e di distruggerla a gruppi, ricercando il combattimento ravvicinato corpo a corpo, per evitare i rischi del fuoco d'artiglieria e aereo del nemico.. I soldati nordvietnamiti, riposati e dal morale altissimo, erano in attesa del nemico (allertati da circa venti minuti) e misero subito in grave difficoltà la testa della colonna americana per poi attaccare in massa principalmente il lato destro del battaglione nemico..

Il plotone ricognitori e la compagnia Alpha vennero quindi attaccati da tutte le direzioni e rapidamente circondati; nonostante la sorpresa e la grande confusione, il tenente Payne riuscì ad organizzare un perimetro difensivo nella radura e a coordinare una difesa efficace, pur subendo gravi perdite.. Il tenente colonnello McDade, presente con la compagnia Alpha, cercò di organizzare una difesa ad Albany ma perse ogni contatto con il resto della colonna, ormai praticamente circondata, attaccata a gruppi e vicina alla distruzione. Alle 13.26 mentre la battaglia infuriava solo da pochi minuti, il battaglione americano era già frammentato in gruppi separati, con i ricognitori e la Alpha con il comandante McDade nel precario perimetro difensivo a nord di Albany, e i soldati nordvietnamiti infiltrati più a sud dopo aver tagliato in due la lunga colonna..

Durante il furioso scontro a distanza ravvicinata dei primi minuti, due plotoni della compagnia Alpha vennero circondati e distrutti mentre i superstiti riuscirono a ripiegare fino al perimetro difensivo dei ricognitori di Payne alla radura di Albany; nella giungla e in mezzo all'erba alta i reparti nordvietnamiti si infiltrarono da tutte le parti, appoggiati anche da un efficace fuoco di mortai..

Con i comandanti separati dalle loro truppe, le compagnie americane non riuscirono ad organizzare una difesa efficace; solo la compagnia Alpha del 1º/5º reggimento, in coda alla colonna, fu in grado di costituire un perimetro difensivo e resistere pur subendo fortissime perdite da parte dei nordvietnamiti appostati sugli alberi e nei termitai.. Invece le compagnie Charlie e Delta vennero travolte completamente. Disorganizzate, senza comandanti e colte di sorpresa, vennero attaccate da tutte le direzioni, falciate dal fuoco delle mitragliatrici e distrutte; la Charlie ebbe 45 morti e 50 feriti su un contingente totale di 112 uomini, la Delta, circondata e in trappola, venne ugualmente decimata... I nordvietnamiti sbucarono fuori dalla boscaglia e setacciarono l'erba alta alla ricerca dei sopravvissuti e dei feriti americani per uccidere i superstiti e completare l'opera di distruzione della colonna nemica..