È stato deputato alla Camera per tre legislature, ricoprendo vari incarichi parlamentari, tra cui quello di capogruppo della Lega Nord e Autonomie - Noi con Salvini dall'8 luglio 2014 al 22 marzo 2018.

Biografia Nato a Verona, cresce a Trieste in una famiglia di fede cattolica, dichiarandosi anche lui in tal senso, dove ha conseguito il diploma di maturità al liceo scientifico Galileo Galilei, la laurea in scienze della comunicazione all'Università degli Studi di Trieste e il master universitario in gestione e analisi della comunicazione. Successivamente si è occupato di consulenza di marketing e comunicazione per diverse aziende dell'Italia nord-orientale.

È sposato dal 2013 con Elena Sartori e ha due figli: Giacomo e Giovanni.

Carriera politica

Gli inizi nella Lega Nord Nel 1995 aderisce alla Lega Nord di Umberto Bossi, all'età di 15 anni, di cui diventa successivamente membro prima del Consiglio nazionale del partito in Friuli-Venezia Giulia e poi entrando nel Consiglio federale. Nel 2003 diventa segretario provinciale della Lega a Trieste, in un periodo in cui il partito in Friuli-Venezia Giulia raccoglieva consensi molto bassi (circa l'1,2%).

Elezione a deputato Alle elezioni politiche del 2008 viene candidato alla Camera dei deputati, tra le liste della Lega Nord nella circoscrizione Friuli-Venezia Giulia in terza posizione, risultando eletto deputato a soli 27 anni, grazie alla rinuncia di Bossi che opta per la circoscrizione Lombardia 1. Nel corso della XVI legislatura ha fatto parte della 11ª Commissione Lavoro pubblico e privato, della Commissione parlamentare di controllo sull'attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale e della Commissione parlamentare di vigilanza sulla Cassa depositi e prestiti s.p.a., dove nelle prime due è stato anche capogruppo per la Lega, oltre a ricoprire l'incarico di vice-capogruppo del gruppo parlamentare Lega Nord Padania a Montecitorio.

Candidatura a sindaco di Trieste Alle elezioni amministrative del 2011, dopo la spaccatura tra la Lega Nord e Il Popolo della Libertà, Fedriga viene candidato a sindaco di Trieste, sostenuto solamente dalla Lega, raccogliendo il 6,26% dei voti al primo turno ma, essendo arrivato quarto, non accede al ballottaggio, dove, nonostante l'apparentamento col candidato di centro-destra Roberto Antonione al ballottaggio, vince il candidato di centro-sinistra Roberto Cosolini. Viene comunque eletto consigliere comunale, in quanto candidato sindaco non eletto, dimettendosi dalla carica l'8 luglio successivo.

Responsabile lavoro, previdenza e sanità della Lega Nord Il 2 maggio 2012 diventa presidente della Commissione Lavoro del Parlamento del Nord, subentrando a Rosi Mauro (espulsa dal partito per il suo coinvolgimento nel caso Belsito). Successivamente, con l'elezione di Roberto Maroni a segretario federale della Lega Nord, diventa Responsabile lavoro, previdenza e sanità nella segreteria federale del partito.

Capogruppo della Lega Nord alla Camera Alle elezioni politiche del 2013 viene ricandidato alla Camera, come capolista della Lega Nord nella medesima circoscrizione, venendo confermato a Montecitorio. Nella XVII legislatura della Repubblica è stato membro della 3ª Commissione Affari esteri e comunitari, della 11ª Commissione Lavoro pubblico e privato e della 13ª Commissione Agricoltura, dove nelle ultime due ha ricoperto l'incarico di capogruppo per la Lega, oltre a ricoprire i ruoli di delegato d'aula e membro del Consiglio direttivo del gruppo parlamentare Lega Nord e Autonomie - Noi con Salvini alla Camera prima, per poi venire l'8 luglio 2014 eletto capogruppo al posto di Giancarlo Giorgetti.

Il 15 ottobre 2015 viene sospeso dall'aula per 15 giorni dall'allora Presidente della Camera Laura Boldrini, a causa delle continue intemperanze e le offese alla presidenza durante l'iter dell'approvazione della legge sullo ius soli, creando un precedente nella storia della Camera dei deputati, per la prima volta un capoguppo viene sanzionato con la sospensione dai lavori parlamentari dell'aula di Montecitorio.

Segretario della Lega in FVG e Rielezione alla Camera Il 28 settembre 2014 viene eletto segretario della Lega Nord in Friuli-Venezia Giulia, ; con la confluenza della Lega Nord nella Lega per Salvini Premier, diventa commissario regionale in Friuli-Venezia Giulia e rimanendo in carica fino al 24 dicembre 2020.

Alle elezioni politiche del 2018 viene candidato alla Camera, come capolista della Lega Salvini Premier nel collegio plurinominale Friuli-Venezia Giulia - 01, venendo eletto deputato per la terza volta.

Presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia

Primo mandato Il 21 marzo 2018, in vista delle elezioni regionali del 2018, viene candidato alla presidenza della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia per la coalizione di centro-destra, nonostante inizialmente avesse indicato come candidato l'ex presidente Renzo Tondo, su cui il segretario federale della Lega Matteo Salvini ha puntato molto fortemente, venendo sostenuto da Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia (FdI), Autonomia Responsabile e la lista Progetto FVG. Alla tornata elettorale Fedriga diventa presidente con il 57,09% dei voti, , superando i candidati del centro-sinistra, nonché vicepresidente uscente, Sergio Bolzonello (26,84%), del Movimento 5 Stelle Alessandro Fraleoni Morgera (11,67%) e del Patto per l'Autonomia Sergio Cecotti (4,4%), dimettendosi da deputato l'8 maggio, per l'incompatibilità tre le due cariche, e venendo sostituito da Aurelia Bubisutti.Il 9 aprile 2021 Fedriga viene eletto all'unanimità presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, diventando il secondo presidente di Regione della Lega ad assumere il ruolo dopo Alessandra Guerra (anch'ella presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia) tra il 1995/96.

Secondo mandato

In vista delle elezioni regionali del 2023 viene ricandidato per un secondo mandato da presidente del FVG, dopo che ha manifestato il desiderio in un'intervista, sostenuto dalla coalizione di centro-destra formata da Lega, FdI, Forza Italia, Autonomia Responsabile (con Noi con l'Italia e Movimento Trieste Libera) e la lista personale Fedriga Presidente (con candidati della Lega e Progetto FVG), venendo rieletto con il 64,24% e superando il candidato del centrosinistra-M5S e Patto per l'Autonomia Massimo Moretuzzo fermo al 28,37%, diventando il primo presidente rieletto dall'introduzione del sistema ad elezione diretta.

Amministrazione della Regione Fin dai primi giorni dopo l'insediamento, si è schierato contro l'accoglienza diffusa dei profughi, sostenendo che va incentivato il rimpatrio volontario degli extracomunitari. Firmando, come primo provvedimento, una delibera che taglia di oltre un milione di euro la spesa sul fronte dell’accoglienza, destina una somma di 50.000 euro per il rientro assistito in patria.

A luglio 2018, la sua amministrazione regionale approva una delibera che cancella l'impossibilità per i direttori di vertice di avere in tasca la tessera di un partito, dando la possibilità di assumere ruoli di dirigenza negli organi politici.

Durante la gestione della pandemia di COVID-19 si è contraddistinto per i contrasti con il governo Conte II. Mentre sulla gestione della sanità regionale è stato accusato di aver favorito un progressivo smantellamento della sanità pubblica a vantaggio del privato, oltre ad aver ridotto i fondi a disposizione. Durante la sua presidenza ha reintrodotto le provincie in Friuli Venezia Giulia, abolite anni prima.

Posizioni e idee politiche

Nel 2019 ha proposto la costruzione di un muro al confine con la Slovenia per impedire l'attraversamento della frontiera orientale italiana. Si è dichiarato favorevole alle vaccinazioni ma contrario agli obblighi vaccinali, affermando "sono a favore dei vaccini e per raggiungere il risultato è necessaria un'alleanza con le famiglie, non l'imposizione". Si è dichiarato favorevole alla castrazione chimica come pena per i colpevoli di violenze sessuali. Si è dichiarato contrario al disegno di legge a firma di Sandra Zampa, che impedisce di rimpatriare i minorenni extracomunitari, dicendo di ritenerlo "Una vera e propria assurdità". Da presidente regionale ha fatto rimuovere lo striscione di solidarietà per la vicenda del giovane ricercatore universitario friulano Giulio Regeni dal palazzo della regione, dove era appeso dal 2016, dichiarando che «i problemi non si risolvono con gli striscioni». Si è dichiarato contrario alla costruzione di una centrale nucleare sul territorio di Trieste.

Note

Voci correlate

Eletti alla Camera dei deputati nelle elezioni politiche italiane del 2008 Deputati della XVI legislatura della Repubblica Italiana Eletti alla Camera dei deputati nelle elezioni politiche italiane del 2013 Deputati della XVII legislatura della Repubblica Italiana Eletti alla Camera dei deputati nelle elezioni politiche italiane del 2018 Deputati della XVIII legislatura della Repubblica Italiana

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