Lo pseudonimo, con cui firmò tutte le sue opere, era il nome della nonna materna Céline Guillou.

Considerato un originale esponente delle correnti letterarie del modernismo e dell'espressionismo,Gianfranco Contini, Ultimi esercizî ed elzeviri, Torino, Einaudi Ed., 1988, pp. 71-73. Céline è ritenuto uno dei più influenti scrittori del XX secolo, celebrato per aver dato vita ad uno stile letterario che modernizzò la letteratura francese ed europea.Marta Sambugar, Gabriella Salà - Letteratura italiana ed. La Nuova Italia La sua opera più famosa, Viaggio al termine della notte (Voyage au bout de la nuit, 1932), è un'esplorazione cupa e nichilistaAlberto Perconte Licatese, Louis Ferdinand Céline, un intellettuale nichilista di destra della natura umana e delle sue miserie quotidiane. Lo stile del romanzo, e in generale di tutte le opere di Céline, è caratterizzato dal continuo ed eclettico amalgamarsi di argot, una particolare forma di gergo francese, e linguaggio erudito, e dal frequente uso di figure retoriche, quali ellissi ed iperboli, oltreché dall'impiego di un dissacrante e spiazzante humour nero, che lo impose come un innovatore nel panorama letterario francese. La maggioranza dei suoi libri originano da spunti autobiografici, e sono narrati in prima persona da Ferdinand, il suo alter ego letterario.

Partecipò volontario alla prima guerra mondiale, rimanendo gravemente ferito e parzialmente invalido. Per le sue prese di posizione politiche e affermazioni in favore delle potenze dell'Asse, prima e durante la seconda guerra mondiale (si espresse anche in favore del collaborazionismo della Francia di Vichy con la Germania nazista dopo la sconfitta del 1940, pur continuando a fare affermazioni contro la guerra), esposte in pamphlet violentemente antisemiti, Céline rimane oggi una figura controversa e discussa. Emarginato dalla vita culturale dopo il 1945, il suo stile letterario fu preso a modello da alcuni scrittori che gravitavano attorno alla Beat Generation statunitense. Anche Charles Bukowski aveva grande ammirazione per la prosa letteraria di Céline, tanto da definirlo "il più grande scrittore degli ultimi duemila anni".Charles Bukowski, Notes of a Dirty Old Man (Taccuino di un vecchio sporcaccione), San Francisco: City Light Books, 1969, p. 69: "Céline è il più grande scrittore degli ultimi duemila anni". Alla letteratura di Céline si sono ispirati Giorgio Gaber e Alessandro Luporini nei loro testi e nelle esibizioni di Gaber del teatro canzone. Bukowski lo cita in altre due opere (Hollywood, Hollywood!, ed. Feltrinelli, e Women, ed. TEA) dove all'interno di un'intervista, riportata nell'opera, si legge:"-perché ti piace Céline?-perché si è tolto fuori le viscere e ci ha riso sopra. Un uomo molto coraggioso.-Perché è importante il coraggio?-È una questione di stile. L'unica cosa che ci è rimasta."

Biografia L'infanzia e la giovinezza Louis-Ferdinand Céline nacque a Courbevoie, un comune poco distante da Parigi, in Rampe du Pont 11, il 27 maggio 1894, figlio unico di Fernand Destouches (Le Havre, 1865 - Parigi, 1932), redattore in una compagnia di assicurazione, di origine per metà normanna e per metà bretone, e di Marguerite Louise-Céline Guillou (Parigi, 1868 - Parigi, 1945), di remote origini bretoni, proprietaria di un negozio di porcellane, mobiletti e merletti al Passage Choiseul di Parigi, luogo che marcherà Céline a vita e che sarà all'origine di pagine memorabili dei suoi romanzi, primo fra tutti Morte a credito.

Il padre era un uomo pervaso da un forte senso di frustrazione e declassamento sociale, sentimento reso ancora più acuto dal ricordo del proprio padre, che era professore ordinario di francese, oltreché autore di poesie e racconti, che si pubblicavano sui giornali di Le Havre. Fernand Destouches era istintivamente antisemita ed antimassone, sempre incline ad attribuire agli uni e agli altri le sue delusioni professionali. Di tutt'altra estrazione era la madre, che veniva da una famiglia di modeste condizioni socio-economiche, composta da piccoli rivenditori di anticaglie e ambulanti di robivecchi.

Céline avrà un ricordo negativo dell'infanzia, che rivivrà come un periodo di ristrettezze economiche e, soprattutto, morali, educato ad una mentalità piccolo borghese e al più rigido rispetto delle gerarchie sociali. Nei ricordi della sua infanzia, le uniche figure positive sono la nonna materna, Céline Guillou (1847-1904), da cui l'autore trarrà il suo famoso pseudonimo, una donna forte, energica e lavoratrice, rimasta fedele alla sua origine e a un modo di esprimersi popolare e lo zio Julien (detto Louis) con cui aveva un rapporto di complicità e di comuni interessi nel campo delle nuove tecnologie del tempo.Lettere, Bibliothèque de la Pléiade, Gallimard, Parigi 2009.

Dopo aver frequentato le scuole dell'obbligo, il padre decise di mandarlo all'estero a studiare le lingue. Seguirono due soggiorni, uno in Germania, dove resterà dall'agosto 1907 all'agosto 1908, a Diepholz, e da settembre 1908 a fine anno a Karlsruhe. Da febbraio a novembre 1909 fu ospite di due pensionati nel Regno Unito , il primo a Rochester e l'altro a Pierremont.

La vita nel passage Choiseul Particolare il luogo dove Céline trascorre l'infanzia, il Passage Choiseul. L'autore nomina spesso questo luogo della giovinezza e più volte lo descrive come luogo angusto, come una sorta di prigione. I passages si possono vedere tutt'oggi a Parigi, ma non rappresentano degnamente quello che erano all'epoca di Céline. Alla fine dell'Ottocento ed inizi del Novecento, i passages erano vie parigine porticate tra due edifici, strette e poco luminose dove le famiglie vivevano in locali che svolgevano la doppia funzione di negozi/abitazione: l'attività commerciale si svolgeva al piano di sotto, mentre al piano di sopra si conduceva la quotidiana vita familiare. Le prime lampade a gas erano state montate in quell'epoca; emanavano il loro ben noto odore di combustione, che era mischiato nella penombra a quello dell'urina.

L'esperienza della prima guerra mondiale Nel 1912, appena diciottenne, il giovane Céline si arruola volontario nell'esercito francese, dove viene aggregato al "12e régiment de cuirassiers" a Rambouillet (l'episodio è straordinariamente descritto in Casse-pipe del 1949).

Nel 1914 scoppia la prima guerra mondiale, a cui Céline prende parte con valore come volontario ed ottiene diversi riconoscimenti, ma questa esperienza lo segnerà per sempre a livello fisico e psicologico. Così racconta in una lettera a casa i primi combattimenti sul Lys e di Ypres:

Il 27 ottobre 1914, nel corso di una missione rischiosa (per la quale si era offerto volontario) nel settore di Poelkapelle (Fiandre Occidentali), viene probabilmente sbalzato da un'esplosione causata da un colpo di artiglieria e resta ferito gravemente al braccio destro e forse anche alla testa, come egli raccontavaLa Fiera letteraria - Volume 2, 1973: avrebbe subito un forte contraccolpo al cranio che gli causò una lesione cerebrale (mentre lui, romanzando, sosteneva di avere un proiettile nella testa), oltre al braccio fratturato che gli resta parzialmente funzionante per un danno permanente ai nervi.Marina Alberghini, Louis-Ferdinand Céline, gatto randagio, Mursia, 2009, p. 62 Venne inoltre operato due volte alla testa per una lesione ai timpani, dovuta all'esplosione, e forse subì anche una trapanazione cranica che peggiorò la situazione (questo fatto è controverso e probabilmente non avvenuto, dato che è testimoniato solo da lui stesso e non si trova nelle cartelle cliniche).L.-F. Céline, Guignol's band I-II: preceduti da Casse-pipe, Einaudi-Gallimard, 1996, nota 3 p. 337, note pag. 841 e 866

Per tale episodio viene decorato con la Croce di guerra con una stella di argento e con la Médaille militaire, guadagnandosi la copertina dellIllustré National. Nel 1915, dopo aver a lungo girato per ospedali, ottiene il congedo e viene riformato per invalidità al 75%, ottenendo una modesta pensione di guerra.

Sarà proprio questa guerra che aprirà gli occhi a Céline su quanto sia impotente e delicata la vita umana, rendendolo favorevole alla neutralità della Francia, fino ad assumere posizioni paradossali come appoggiare le rivendicazioni della Germania nazista pur di non essere più coinvolto in conflitti bellici. La guerra, oltre a segni fisici (difficoltà a muovere il braccio destro, udito diminuito, vertigini, dolori in diverse parti del corpo, emicrania), gli lascerà anche dei disturbi mentali e neuropsichiatrici: disturbo post-traumatico, insonnia per il resto della sua vita, paranoia che peggiorerà con gli anni, e le sue orecchie non si libereranno mai di alcuni fischi (sia acufeni, sia, a volte, anche allucinazioni uditive).Così racconta e così viene anche riportato in: Frédéric Vitoux, La Vie de Céline, 1988; cfr. anche la recensione Céline: A Biography. Frederic Vitoux, Author, Jesse Browner, Translator Paragon House

L'angoscia su ciò che è l'esistenza non lo lascerà mai più, fornendo la base per il suo nichilismo, pessimismo e una forte misantropia, a volte spinti al cinismo, anche se temperati nella vita quotidiana dal suo futuro lavoro di medico e dalla sua istintiva compassione per la sofferenza. Nella scrittura come nella vita, l'amore e l'odio si mescoleranno inestricabilmente.Cultura e scuola, Volume 24, p.70, Ente nazionale per le biblioteche popolari e scholastiche, 1985Maurizio Makovec, Céline in Italia: traduzioni e interpretazioni, p. 65, 2005

Il primo legame Assegnato presso l'ufficio visti del consolato generale francese di Londra, frequenta gli ambienti del music-hall e della prostituzione dove incontra la sua prima moglie, la barista Suzanne Nebout, dalla quale si separa dopo pochi mesi, dato che il loro legame non fu nemmeno registrato in Francia.

L'Africa e gli studi Ottenuto il congedo nel 1916, firma un contratto con la Compagnie Française Shanga Oubangui per dirigere una piantagione di cacao in Camerun. Dopo nove mesi, spossato dalla malaria, torna in Francia e trova impiego presso una piccola rivista di divulgazione scientifica (esperienza descritta in Mort à Crédit).

Si laurea in medicina e chirurgia il 1º maggio 1924 presso l'Università di Rennes. La sua tesi di laurea costituisce un'opera molto importante, in grado di trascendere la freddezza delle argomentazioni mediche per romanzare l'esperienza del medico Semmelweis, colui che introdusse il metodo dell'asepsi nella pratica ospedaliera.

Il secondo legame e la famiglia Nel 1919 sposa Édith Follet, figlia di un medico, da cui divorzia nel 1926. Da Édith avrà la figlia Colette (1920-2011), poi coniugata Turpin, che avrà cinque figli che, a suo dire, non ebbero mai rapporti col nonno. La figlia invece lo visitava spesso a Meudon, mentre il rapporto col genero fu sempre molto conflittuale.

Il Dottor Destouches

Dal 1924 al 1928 lavora per la Società delle Nazioni che lo invia a Ginevra, Liverpool, in Africa, negli Stati Uniti d'America, in Canada e a Cuba. In questi lunghi spostamenti in nave è spesso medico di bordo. Durante questi viaggi, Céline affina la sua cultura e si rende conto che: "Il viaggio (sia fisico che mentale) è l'unica cosa che conta, tutto il resto è delusione e fatica". In questo periodo svilupperà la sua convinzione sull'inaridimento dell'uomo moderno. Rientrato in Francia nel 1928, si stabilisce a Montmartre dove svolge la professione di medico dei poveri, quasi gratuitamente. Durante le interminabili notti insonni scriverà Viaggio al termine della notte (Voyage au bout de la nuit).

È proprio da questa sua attività di medico dei poveri, i quali non sono capaci di pagarlo, che Céline si accorge che la stessa povertà è una malattia, tremenda e senza cura. Continuando a visitare senza farsi pagare, finirà per ammalarsi egli stesso di quella malattia.