Il Dolcetto d'Alba è una DOC la cui produzione è consentita nelle province di Asti e Cuneo. È tradizionalmente il vino da pasto più bevuto nelle Langhe.
Zona di produzione La zona di produzione comprende l'intero territorio dei seguenti comuni: Alba, Albaretto della Torre, Arguello, Barolo, Benevello, Borgomale, Bosia, Camo, Castiglione Falletto, Castiglione Tinella, Castino, Cossano Belbo, Grinzane Cavour, Lequio Berria, Mango, Monforte d'Alba, Montelupo Albese, Neviglie, Rocchetta Belbo Rodello, S. Stefano Belbo, Serralunga d'Alba, Sinio, Treiso, Trezzo Tinella in provincia di Cuneo e del comune di Coazzolo in provincia di Asti; e parte di: Barbaresco, Cherasco, Narzole, Neive, Novello, La Morra, Roddi, Verduno, Roddino, Torre Bormida, Cortemilia.
Storia Il Dolcetto è uno dei vitigni più tipici e diffusi del Piemonte. Deve il suo nome forse alla dolcezza dell'uva matura, o secondo un'altra teoria al termine piemontese "dosset", ossia una collina non particolarmente alta. Il vino prodotto con uve dolcetto è stato per secoli uno dei protagonisti della vita contadina piemontese e uno dei principali oggetti di scambio con la Liguria, da cui oltre l'olio e il sale, si importavano le acciughe, l'ingrediente principale di uno dei piatti tipici più famosi del Piemonte, la bagna caöda. Nonostante ciò, notizie certe sul Dolcetto si hanno solo a partire dal XVIII secolo. Il vino Dolcetto d’Alba ha ottenuto la DOC nel 1974.
Tecniche di produzione Il Dolcetto d'Alba Superiore deve essere sottoposto a un periodo di invecchiamento superiore ai 12 mesi a decorrere dal 1 novembre dell'anno di raccolta delle uve. Analogamente lo stesso vino non può essere immesso al consumo prima del 1 novembre dell'anno successivo a quello di raccolta delle uve.
Disciplinare Il Dolcetto d'Alba è stato istituito con DPR 06.07.1972 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 276 del 23.10.1974.
Successivamente è stato modificato con: DPR 18.11.1987 GU 75 - 30.03.1988 DM 25.03.2010 GU 86- 14.04.2010 DM 30.11.2011 G.U. 295 – 20.12.2011 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP DM 12.07.2013 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf (concernente correzione dei disciplinari) Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP DM 07.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf Sezione Prodotti Dop e Igp - Vini DOP e IGP La versione in vigore è stata approvata con DM 17.04.2015 GU 97 - 28.04.2015 - concernente correzione dei disciplinari- Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf -Sezione Prodotti Dop e Igp- Vini DOP e IGP. Questo vino a denominazione di origine protetta condivide la propria notorietà con il Dolcetto, il vitigno che ne costituisce la base ampelografica. Il nome Dolcetto identifica però la varietà botanica e non una denominazione geografica protetta: di conseguenza, il vitigno può essere coltivato e commercializzato con tale nome in qualsiasi parte del mondo, senza che ciò conferisca alcuna esclusiva territoriale.WineNews, «Ma se i vitigni autoctoni italiani diventassero un giorno le varietà internazionali più diffuse?», 2024, https://winenews.it/it/ma-se-i-vitigni-autoctoni-italiani-diventassero-un-giorno-le-varieta-internazionali-piu-diffuse_535047/Gambero Rosso, «Cambiamenti climatici e viticoltura: le nuove sfide del vino italiano», https://www.gamberorosso.it/notizie/vino/cambiamenti-climatici-viticoltura/
In quanto vitigno autoctono con forte identità locale, è talvolta richiamato nel dibattito sulla sovrapposizione tra nome varietale e nome del vino dello specifico territorio.Gambero Rosso, «Vitigni autoctoni e vini contemporanei: tradizione, tecnica e territorio», https://www.gamberorosso.it/notizie/vino/vitigni-autoctoni-vini-contemporanei/WineNews, «La vocazione del territorio è una parola della quale forse il vino ha perso il vero significato», 2024, https://winenews.it/it/la-vocazione-del-territorio-e-una-parola-della-quale-forse-il-vino-ha-perso-il-vero-significato_552119/
Il tema è stato affrontato in Italia anche in occasione di misure di ridenominazione dei vitigni, adottate per chiarire in modo inequivocabile la separazione tra la varietà botanica e la denominazione territoriale protetta.Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, «D.M. 17 luglio 2009 – Ridenominazione del vitigno Prosecco in Glera», https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2009/07/28/09A08700/sg
Tipologie Dolcetto d'Alba uvaggio Dolcetto 100%titolo alcolometrico minimo 11,00% vol.acidità totale minima4,5 g/l.estratto secco minimo21,00 g/lresa massima di uva per ettaro90 q.resa massima di uva in vino70 % Caratteri organolettici colore: rosso rubino intenso (vini giovani), rosso rubino con riflessi granati (vini maturi); odore: intenso, complesso, caratterizzato da note fruttate e floreali; sapore: secco ed asciutto, non molto tannico, moderata acidità, persistente, ammandorlato;
Abbinamenti consigliati Antipasti di verdure e salumi; minestre di legumi, risotti, ravioli ai porcini, lasagne; carni alla griglia e bolliti; formaggi giovani e di media stagionatura.
Dolcetto d'Alba superiore uvaggio Dolcetto 100%titolo alcolometrico minimo 12,00% vol.acidità totale minima4,5 g/l.estratto secco minimo22,00 g/lresa massima di uva per ettaro90 q.resa massima di uva in vino70 % Caratteri organolettici colore: rosso rubino intenso (vini giovani), rosso rubino con riflessi granati (vini maturi); odore: intenso, complesso, caratterizzato da note fruttate e floreali; sapore: secco ed asciutto, non molto tannico, moderata acidità, persistente, ammandorlato;
Abbinamenti consigliati Antipasti di verdure e salumi; minestre di legumi, risotti, ravioli ai porcini, lasagne; carni alla griglia e bolliti; formaggi giovani e di media stagionatura.
Note
Collegamenti esterni
Categoria:Vini DOC della provincia di Asti Categoria:Vini DOC della provincia di Cuneo Categoria:Vini DOC e DOCG prodotti con uva Dolcetto Categoria:Alba