Piazza Duomo è una piazza del centro storico di Crotone, in Calabria, situata lungo uno dei principali assi storici del nucleo urbano: il percorso che dall'attuale piazza Pitagora attraversa il settore della cattedrale e, attraverso via Milone, prosegue verso piazza Castello e il castello di Carlo V, collegando il polo politico e religioso della città con quello militare.

Tra il XVI e il XVIII secolo nella piazza si concentravano funzioni religiose, amministrative e commerciali: vi si affacciavano la cattedrale, il palazzo vescovile, il Sedile dei nobili e il palazzo dell'Università cittadina, mentre gli edifici circostanti ospitavano botteghe, spezierie e altre attività. Le fonti di età moderna la indicano come piazza pubblica e attestano anche le denominazioni di piazza Grande e piazza Polita; nel Settecento compare inoltre come piazza del Vescovado.

Storia Formazione dello spazio pubblico L'area dell'attuale piazza appartiene al nucleo urbano sviluppatosi sul terrazzo costiero sul quale, dopo il ridimensionamento dell'insediamento antico, si concentrò progressivamente la città medievale; la sede vescovile crotonese è attestata già in età tardoantica, mentre la cattedrale è documentata con certezza alla fine del XII secolo. La configurazione dello spazio antistante l'edificio religioso in epoca medievale non è tuttavia ricostruibile in maniera completa sulla base della documentazione nota.

Le prime attestazioni direttamente riferibili allo spazio della futura piazza compaiono nei conti erariali del 1516-1517, nei quali sono menzionate una «porta dela piacza», indicata anche come «porta grandi dela cita», e una vicina «torre dela piaza» dotata di orologio pubblico; l'accesso, posto nelle vicinanze della cattedrale, apparteneva al sistema difensivo della città e fu interessato dagli interventi condotti nei primi decenni del Cinquecento sulle fortificazioni e sulle porte urbane.

La documentazione della seconda metà del secolo mostra ormai nell'area una significativa concentrazione di strutture civili e religiose: nel 1579 un atto dell'Archivio vescovile menziona il cortile del palazzo episcopale, il Sedile, la casa o palazzo dell'Università, il foro e il rivellino pubblico; nel 1594 il palazzo dell'Università è inoltre descritto come posto presso la platea publica. La piazza risultava così inserita nell'asse che collegava l'ingresso occidentale della città al settore politico-religioso e, proseguendo attraverso l'abitato, alla fortezza; il Catalogo generale dei Beni Culturali riconosce ancora oggi in questo percorso uno degli elementi strutturanti del centro storico.

Tra Cinquecento e Settecento Fra la fine del Cinquecento e il Settecento la piazza è documentata con denominazioni differenti: negli atti notarili compare frequentemente come piazza pubblica e sono attestati anche i nomi di piazza Grande e piazza Polita; nella documentazione settecentesca ricorre invece la denominazione di piazza del Vescovado.

Nello spazio si concentravano alcuni degli edifici attraverso i quali si esercitavano le funzioni civili ed ecclesiastiche della città. Di fronte alla cattedrale sorgeva il Sedile di San Dionigi Areopagita, sede rappresentativa dell'aristocrazia cittadina, accanto al quale si trovava il palazzo dell'Università, cioè dell'amministrazione municipale; il Piano strutturale comunale individua inoltre nell'area la presenza storica della Casa Regia, delineando un settore nel quale erano compresenti autorità civili, regie ed ecclesiastiche.

Il Sedile era utilizzato anche per attività direttamente connesse alla vita pubblica: gli atti documentano assemblee, aste, pubblicazioni di bandi e altri adempimenti amministrativi, mentre davanti all'edificio si trovava un pilastro sul quale venivano affissi gli atti destinati alla popolazione. La piazza non aveva tuttavia una funzione esclusivamente istituzionale, poiché gli edifici che la delimitavano ospitavano numerose attività commerciali; fra Sei e Settecento, lungo il cortile del palazzo vescovile, sono documentate botteghe e spezierie, mentre sul lato opposto erano presenti il fondaco e la dogana regia, abitazioni private, esercizi commerciali e l'ospedale dei poveri intitolato a San Giacomo.

Alla fine del XVII secolo due delle quattro spezierie documentate in città si trovavano nella piazza pubblica e testimonianze più antiche attestano la presenza di botteghe mercantili già nella seconda metà del Cinquecento. Il Catasto onciario del 1743 restituisce inoltre un'organizzazione degli spazi pubblici nella quale la piazza del Vescovado era associata soprattutto ai nobili e ai possidenti, mentre il vicino largo San Francesco aveva una più marcata funzione popolare; attorno alla piazza si concentravano il Sedile, l'episcopio e la Casa Regia, con attività commerciali e artigianali distribuite anche lungo le vie adiacenti.

Le trasformazioni dello spazio furono legate anche ai danni subiti dagli edifici che lo delimitavano: il terremoto dell'8 giugno 1638 interessò gravemente la cattedrale e provocò, fra l'altro, il crollo del campanile; nei secoli successivi furono quindi eseguiti ulteriori interventi sia sull'edificio religioso sia sul vicino palazzo vescovile, nuovamente danneggiato dal sisma del 1832.

Il 1799 e la trasformazione del Sedile Nel 1799, durante le vicende che accompagnarono la Repubblica Napoletana, la piazza fu sede di assemblee e manifestazioni politiche: il 3 febbraio una parte della popolazione vi si riunì chiedendo l'abolizione di tasse e imposte; tre giorni dopo, il 6 febbraio, una nuova assemblea elesse per acclamazione il governo cittadino provvisorio.

Fra i primi interventi del nuovo governo vi fu la demolizione del Sedile dei nobili, considerato un simbolo dell'ordinamento aristocratico; nel luogo occupato dall'edificio l'architetto crotonese Francesco Antonio Capocchiani realizzò un albero della libertà, costituito da un basamento sormontato da una struttura lignea con berretto frigio e circondato da una balaustra decorata con simboli rivoluzionari. Per l'allestimento furono utilizzate anche quattro statue raffiguranti le virtù cardinali, originariamente destinate all'ingresso del vicino palazzo vescovile.

Dopo la restaurazione borbonica il Sedile fu riedificato; nel 1802 il Decurionato cittadino approvò quindi la trasformazione del locale, ormai abbandonato dai nobili e privo della precedente funzione, in bottega.

Trasformazioni ottocentesche Nel corso del XIX secolo la piazza mantenne il proprio rapporto con la cattedrale e l'episcopio, mentre gli edifici circostanti continuarono a essere interessati da restauri e trasformazioni: dopo il terremoto del 1832 furono eseguiti lavori sia sulla cattedrale sia sul palazzo vescovile e la prima, già modificata nei decenni precedenti, venne successivamente sottoposta a ulteriori interventi fino alla riconsacrazione del 14 agosto 1875.

Nella documentazione della metà dell'Ottocento compare ormai la denominazione di Piazza Duomo; nello stesso periodo sono attestati nello spazio e nelle immediate vicinanze esercizi destinati alla socialità e all'accoglienza, fra i quali il Caffè dei Nobili e la locanda Messina.

La dismissione delle fortificazioni modificò progressivamente il rapporto della piazza con il resto della città: dopo la demolizione della Porta di Terra nel 1867, nuovi assi viari e nuove costruzioni si svilupparono al di fuori del precedente perimetro murato, soprattutto nell'area dell'attuale piazza Pitagora e lungo le direttrici verso la Marina e la stazione; Piazza Duomo rimase invece inserita nel tessuto del nucleo storico, continuando a essere collegata alla nuova espansione attraverso l'asse diretto verso l'antica porta.

Età contemporanea Nel XX e nel XXI secolo Piazza Duomo ha continuato a svolgere una funzione connessa alla presenza della cattedrale e alle celebrazioni religiose cittadine, fra le quali assume particolare rilievo la festa della Madonna di Capo Colonna: la relativa icona è custodita nella basilica e viene portata in processione durante le celebrazioni mariane di maggio.

Nel gennaio 2023 l'amministrazione comunale dispose la pedonalizzazione ordinaria della piazza, limitando la presenza dei veicoli nello spazio antistante la cattedrale nell'ambito degli interventi rivolti al centro storico.

Assetto urbano Piazza Duomo occupa una posizione intermedia lungo il principale asse longitudinale del centro storico: provenendo dall'area di piazza Pitagora, il percorso risale attraverso via Pitagora fino alla piazza e, da qui, prosegue lungo via Milone verso piazza Castello e il castello, mettendo in relazione spazi che in età moderna ospitavano funzioni civili, ecclesiastiche e militari.

Il sistema viario che converge sulla piazza conserva l'andamento irregolare caratteristico del nucleo storico, condizionato dalla morfologia del terrazzo e dalla progressiva densificazione dell'edificato; all'interno di questa trama Piazza Duomo costituisce uno spazio relativamente ampio, direttamente connesso alla facciata della cattedrale, al palazzo arcivescovile e agli assi diretti verso gli altri settori del centro storico.

Architetture e strutture storiche Basilica cattedrale di Santa Maria Assunta

La basilica cattedrale di Santa Maria Assunta, principale edificio affacciato sulla piazza, è documentata alla fine del XII secolo; ampiamente trasformata a partire dall'età moderna, fu interessata nei secoli successivi da ricostruzioni e restauri, anche in conseguenza dei terremoti che colpirono la città.

Palazzo arcivescovile

Il palazzo arcivescovile, già palazzo vescovile, sorge accanto alla cattedrale e deriva dall'accorpamento e dalla trasformazione di più strutture preesistenti; in età moderna il complesso non aveva esclusivamente funzione residenziale ed ecclesiastica, poiché al piano terreno si aprivano botteghe e spezierie direttamente connesse alla vita economica della piazza, mentre altri ambienti ospitavano l'archivio e le carceri vescovili.

Strutture civili storiche Fra gli edifici che contribuirono alla configurazione della piazza in età moderna figuravano il Sedile di San Dionigi Areopagita, il palazzo dell'Università cittadina e la Casa Regia: il primo, posto di fronte alla cattedrale, era la sede rappresentativa della nobiltà urbana e fu demolito durante le vicende del 1799, mentre il palazzo dell'Università ospitava le funzioni dell'amministrazione cittadina ed è documentato presso la platea publica già alla fine del XVI secolo.

La presenza della Casa Regia è ricordata sia nella documentazione storica sia negli strumenti di pianificazione contemporanei; insieme all'episcopio, al Sedile e al palazzo dell'Università contribuiva alla concentrazione nella piazza delle funzioni politiche e amministrative.

Note

Bibliografia

Voci correlate Centro storico di Crotone Cattedrale di Santa Maria Assunta (Crotone) Palazzo Arcivescovile (Crotone) Piazza Pitagora Castello di Carlo V (Crotone) Stradario di Crotone

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