Una lettera (dal latino littera-ae) o missiva è un messaggio scritto trasmesso da una persona a un'altra attraverso un sistema postale o a mano.

Si parla di lettera aperta quando è indirizzata a uno o più destinatari con firme di pubblicità; in tale caso si dice epistola quando sia redatta in forma letteraria, ed epistolario quando indichi un libro formato dalla raccolta delle ultime citate.

Le lettere sono state inviate fin dall'antichità e sono menzionate nell'IliadeL'Odissea, invece, non contiene alcun riferimento a forme di comunicazione scritta. Petrucci, p.7. Gli storici Erodoto e Tucidide menzionarono e usarono lettere nei loro scritti.

Storia Età antica Le prime lettere avevano un carattere commerciale e furono scritte dai Sumeri intorno al 3000 a.C.. Erano costituite da tavolette di argilla che, una volta scritte, venivano essiccate al sole e poi ricoperte da un secondo strato di argilla fresca sul quale era impresso il nome e l'indirizzo del destinatario. Tali lettere contenevano documenti amministrativi, contratti di lavoro, affitti di terreni e vendite di derrate alimentari. La scrittura usata è detta "cuneiforme" in quanto composta da insiemi di segni a forma di cuneo risultanti dalle incisioni sull'argilla con un attrezzo a forma triangolare.

Sempre intorno al 3000 a.C. nell'Antico Egitto fu introdotto il metodo di scrittura basato su inchiostro, penna e papiro nel quale si può intravedere un primo tentativo di comporre le lettere tramite carta e penna. Tali lettere erano ancora di carattere commerciale. Gli egiziani usavano la scrittura geroglifica che combinava un insieme di elementi ideografici, sillabici e alfabetici.

Dalla Grecia classica non ci è pervenuto quasi nessun esempio di corrispondenza. I pochi rimasti sono brevi messaggi di tipo pratico incisi su lamine di piombo oppure graffiti su cocci. Petrucci, p.3-6

Dall'Egitto tolemaico ci è pervenuto l'archivio di Zenone, funzionario al servizio di Apollonio, ministro del re Tolomeo II Filadelfo (metà del III secolo a.C.). Si tratta di circa 700 lettere di corrispondenti di diversi ambienti e classi sociali, scritte in lingua greca, in inchiostro nero su fogli di papiro, di solito su una sola facciata, con il destinatario sul retro. Le lettere spesso erano scritte da scribi o segretari, per la spedizione venivano piegate più volte e legate con un laccio fermato con un sigillo. L'archivio testimonia una società parzialmente alfabetizzata in cui lo scambio epistolare è diffuso, la circolazione di testi scritti è naturale e normale, anche perché si tratta di uno dei primi esempi di stato burocratizzato, che quindi richiede l'uso diffuso e sistematico della comunicazione scritta. L'uso della corrispondenza doveva essere simile nel resto del mondo ellenistico. Con la conquista romana, alle lettere in greco si affiancano quelle in latino, ma soprattutto in ambito politico amministrativo giudiziario e militare.Petrucci, p.7-12

Nell'antica Roma abbiamo evidenza di un uso ampio della corrispondenza nella tarda repubblica e in età imperiale, per necessità di informazioni, scambio di opinioni, e per le esigenze amministrative e militari di uno stato di grande estensione territoriale. Le lettere erano scritte a inchiostro su fogli di papiro, a volte da segretari, oppure su tavolette cerate (si tratta di lettere di scriventi e argomenti umili). Alcune lettere di carattere amministrativo furono scritte fondendole su tavole di bronzo. La scrittura usata nel mondo romano era "alfabetica", ovvero ogni simbolo corrispondeva alla lettera di un alfabeto. L'uso delle lettere come mezzo di comunicazione era tanto diffuso da giustificare lo studio di un sistema postale che trovò sotto il dominio di Augusto una delle sue massime espansioni. Esempi di epistolari romani notevoli sono quelli di Cicerone e Plinio il Giovane. In età imperiale abbiamo anche vari esempi di corrispondenza tra militari, anche dalla periferia (Britannia), a volte scritte su tavolette in legno o ostraca. In Egitto e nella parte orientale dell'impero coesistevano le due scritture greca e latina, e in Egitto anche le scritture ieratica e demotica (in lingua locale).Petrucci, p.13-18

Tra III e IV secolo la scrittura tende a diventare minuscola sia in area latina sia in area greca. Inoltre compare l'influenza del cristianesimo nei modi e nelle forme della corrispondenza (apposizione di segno di croce, riferimenti alla comunità dei credenti e a Dio, citazioni bibliche). Dal IV secolo, la crisi dell'impero si fa sentire anche sulla corrispondenza. Diminuiscono gli alfabetizzati e si riduce soprattutto la corrispondenza privata, usuale e a raggio ridotto, mentre l'uso ufficiale resta costante e di qualità elevata. Diventa più frequente la pratica dello scrivere per altri, per i semialfabeti che ne avevano necessità, ad esempio, per obblighi burocratici. In questo periodo vengono pubblicati epistolari "modello" di importanti intellettuali, come Avito, Ennodio, Libanio, Cassiodoro. Con le invasioni barbariche e il crollo dell'impero si riduce l'uso della scrittura e quindi anche della corrispondenza.Petrucci, p.18-22

Medioevo

Con la fine dell'Impero romano, la scrittura di lettere, se pure a carattere commerciale, tornò ad essere un gesto riservato a pochi alfabetizzati e quasi esclusivamente appartenenti al mondo religioso. Il papiro venne lentamente sostituito dalla pergamena. La chiusura e la frammentazione del territorio in tanti piccoli stati portò allo sviluppo di altrettanti metodi di scrittura legati al loro contesto politico; tra gli altri: la beneventana, la curiale romana, la merovingia, la alamannica e la visigotica.

In età carolingia la comunicazione scritta resta praticata quasi completamente da religiosi. Il materiale utilizzato è esclusivamente la pergamena; si afferma la scrittura minuscola carolina; le lettere sono scritte su un unico foglio, con il testo sulla faccia anteriore disposto lungo il lato più lungo, senza indicazione di data. Da questo periodo non è rimasto quasi nessun esempio di lettere scritte da laici o da donne; scompare anche l'uso della lingua e della scrittura greca. La comunicazione scritta diviene strumento di coesione e di governo del ceto intellettuale-religioso, sostanzialmente unitario in Europa occidentale.Petrucci, p.28-34

Viene introdotto nelle lettere ufficiali l'uso del sigillo in piombo detto "bolla" con il quale si autenticavano le lettere papali. Intorno all'anno 1000 alle lettere in pergamena si affiancarono quelle in carta di uso corrente in tutto il mondo arabo. Nell'XI secolo si inizia a conservare in modo ordinato le lettere ricevute. Si creano raccolte esemplari di lettere a scopo retorico e scolastico, di natura religiosa e politica. Alla fine del secolo compaiono i primi esempi di lettere scritte (ancora in latino) da laici. I maestri e le scuole di grammatica producono le artes dictandi: manuali di regole ed esempi di corrispondenza (in latino) di carattere scolastico e retorico.Petrucci, p.40-44

Con la generale ripresa della società europea, le maggiori necessità di comunicazione, la diffusione dell'alfabetismo e l'affermazione delle lingue volgari, compaiono le prime (un po' rudimentali) lettere in volgare (in Italia intorno al 1200) e, accanto alla carta araba importata, si inizia a usare carta di produzione locale (come quella prodotta a Fabriano dal 1250 ca.).Petrucci, p.49-52

In Italia dal 1250 circa ha un grande sviluppo la corrispondenza tra mercanti. I mercanti sviluppano una rete di fitti e frequenti scambi epistolari con informazioni politiche, descrittive di città e paesi, su viabilità e spostamenti, condizioni di mercato, documenti commerciali e finanziari in forma di lettera. Vi sono anche lettere di carattere privato e familiare. Queste lettere sono quasi sempre scritte su fogli singoli di carta italiana, e da fine duecento in scrittura mercantesca, una minuscola corsiva tonda e diritta, in volgare italiano. Queste lettere sono datate, sono divise in paragrafi, e hanno formulazione stringata ed essenziale. Questa rete epistolare del ceto mercantile mantiene i legami familiari e di amicizia, sostiene le attività economiche della categoria, e diventa uno strumento di coesione di classe e di controllo del territorio e del mercato.Petrucci, p.53-56

Nel XIV secolo i mercanti presero l'abitudine di siglare le loro lettere con un proprio simbolo di riconoscimento che costituiva il "marchio" della famiglia di appartenenza. Tali simboli erano in genere stilizzazioni di oggetti, vegetali o lettere: un giglio stilizzato era il simbolo usato da Domenico Gigli alla fine del Trecento, il commerciante Felip Fibla usava due effe incrociate, Giovanni di Rinieri Peruzzi aveva scelto un pero stilizzatoIl Collezionista, n°4, aprile 2007, Pag 28, Marche mercantili: un campionario delle radici dell'imprenditoria italiana.

Lo sviluppo della corrispondenza avviene un po' in tutta Europa, ad esempio in Francia da inizio duecento, dove anche la corrispondenza ufficiale inizia a essere in volgare, e anche in Spagna, Inghilterra, Germania. In questo periodo inizia l'uso del francese per la corrispondenza politica e diplomatica. Fuori d'Italia l'uso della pergamena persiste più a lungo, e sono usati vari tipi di scritture gotiche corsive. Ci sono esempi di conservazione e archiviazione ordinata della corrispondenza (come gli archivi di Francesco Datini e della famiglia Pastons). Dal 1300 compaiono anche lettere scritte da donne, di solito di condizione sociale alta; due cospicui esempi italiani sono quelle di Margherita Datini e di Caterina da Siena. Le donne a volte scrivono per mezzo di delegati, a volte personalmente, in questo caso di solito in modo elementare o rustico o con scritture antiquate. Vi sono anche molti esempi di lettere scritte da semianalfabeti.Petrucci, p.56-62

In generale tra tardo medioevo e rinascimento si distinguono due livelli di corrispondenza: uno a breve raggio, con familiari, amici, dipendenti, fornitori e simili, l'altro a lungo raggio fatto di lettere di carattere "ufficiale", con autorità, soci, compagni di lavoro. Le lettere del primo tipo tendono ad essere eseguite in modo trascurato, per materiale, tecniche di spedizione, testo, in scrittura corsiva elementare o usuale; quelle del secondo sono di fattura più curata sia nell'aspetto materiale sia grafico e linguistico.Petrucci, p.65-67

La lettera umanistica

Nel 1345 Francesco Petrarca scopre le lettere di Cicerone. Ciò ha una grande influenza sulle sue lettere latine e, attraverso lui, sullo stile epistolare dei suoi numerosi corrispondenti, e più in generale sullo stile della corrispondenza in latino in Europa. Petrarca scriveva su carta e curava anche l'aspetto grafico delle lettere, che anche per questo diventarono dei modelli.Petrucci, p.69-74

In questo periodo le lettere ufficiali in Europa sono in genere scritte in latino: messaggi di natura politica, amministrativa, giudiziaria, spediti dalle numerose autorità e cancellerie pubbliche. Il latino era ancora la lingua internazionale e ufficiale della corrispondenza pubblica; le lettere ufficiali di solito venivano scritte in almeno quattro fasi: bozza, revisione, stesura definitiva, originale spedito. Queste lettere contenevano spesso istruzioni che invitano a lavorare velocemente.Petrucci, p.74-76

Un altro esempio notevole di epistolografia pubblica e privata è fornito dalle lettere di Coluccio Salutati, cancelliere della repubblica fiorentina nel 1375-1406. Le sue lettere pubbliche sono ispirate in parte a modelli classici, in parte allo stile tradizionale della curia; le lettere private sono più personali e hanno stile ispirato a Cicerone e Petrarca. Salutati comunque riuscì a piegare a uno stile elevatamente colto i documenti politici della repubblica fiorentina.Petrucci, p.77-79