Conosciuta principalmente per il romanzo Genji monogatari ("Storia di Genji"), scritto in giapponese presumibilmente tra l'anno 1000 e il 1012, prestò servizio come dama di corte per l'Imperatrice Shōshi. Il nome Murasaki Shikibu è in realtà uno pseudonimo, il suo vero nome resta tuttora sconosciuto. È stato ipotizzato possa essere Fujiwara Takako, come menzionato in un diario di corte del 1007 in riferimento ad una dama di corte imperiale che venne soprannominata "Murasaki" (紫, viola in giapponese), dal nome di uno dei personaggi principali del Genji Monogatari. "Shikibu" si riferirebbe invece alla posizione governativa del padre, "Maestro Cerimoniere" (shikibu-shō).

Le donne del periodo Heian erano tradizionalmente escluse dall'apprendimento della lingua cinese, utilizzata per le questioni governative e ufficiali, ma Murasaki fu cresciuta dal padre erudito secondo i canoni riservati agli uomini, e mostrò una precoce attitudine ai classici cinesi, acquisendone una certa competenza. Si sposò tra i 25-30 anni ed ebbe una figlia prima che il marito morisse, due anni dopo il matrimonio. Rimane incerto quando cominciò a scrivere il Genji Monogatari, ma probabilmente ciò avvenne dopo il suo secondo matrimonio. Attorno al 1005 fu invitata a servire come dama di per l'imperatrice Shōshi presso il palazzo imperiale, forse per la sua reputazione come scrittrice. Ha continuato la propria produzione letteraria durante il servizio, aggiungendo scene di corte ai propri lavori. Dopo cinque o sei anni, si è ritirata con Shōshi nella regione del Lago Biwa.

Gli studiosi sono discordi riguardo all'anno della sua morte. Secondo alcuni potrebbe essere avvenuta nel 1014: in questa data infatti, secondo i registri governativi, il padre della scrittrice sarebbe tornato a Kyoto all'improvviso lasciando in sospeso la sua mansione di governatore. Altre ipotesi la datano invece tra il 1025 e il 1031, quando avrebbe avuto circa cinquantacinque anni, un'età piuttosto avanzata da raggiungere in epoca Heian.

Oltre al già citato Genji monogatari, a Murasaki sono stati attribuiti anche e una collezione di poesie. Dopo nemmeno una decina d'anni dalla sua stesura, Genji era già distribuito tra le province giapponesi; il secolo successivo venne riconosciuto come classico della letteratura giapponese e divenne soggetto di studi critici. Ad oggi, gli studiosi continuano a riconoscere l'importanza del suo lavoro, che riflette la società di corte del periodo Heian al suo punto di massimo splendore. A partire dal XIII secolo, i suoi lavori sono stati illustrati da artisti giapponesi dell'Ukiyo-e.

Primi anni Murasaki Shikibu è nata nel 973Secondo Bowring è molto probabile che la data di nascita sia il 973; Mulhern ritiene possa essere tra il 970 e il 978, e secondo Waley il 978. Vedi Bowring (2004); Mulhern (1994); Waley (1960). circa nella città di Heian-kyō (antico nome di Kyoto), discendente del ramo nord del Clan Fujiwara fondato da Fujiwara no Yoshifusa, il primo reggente Fujiwara. del IX secolo.

La famiglia Fujiwara ha dominato la politica di corte fino alla fine dell'XI secolo, facendo sposare strategicamente alcune ragazze della famiglia Fujiwara con diversi personaggi influenti di Corte o con membri della famiglia imperiale, e con l'uso di reggenze, influenzando imperatori ancora bambini. Nel tardo X secolo e nei primi anni dell'XI, Fujiwara no Michinaga riuscì a far sposare le proprie quattro figlie con imperatori, ottenendo un potere senza precedenti.. Il bisnonno di Murasaki, Fujiwara no Kanesuke, occupò per lungo tempo il livello più alto dell'aristocrazia, ma il suo ramo di famiglia perse gradualmente potere, e nel periodo in cui nacque Murasaki, si trovava nei ranghi medio-bassi, al livello dei governatori provinciali. I ranghi inferiori della nobiltà venivano inviati lontano dalla corte, a coprire posizioni poco desiderabili nelle province, esiliati dal potere centralizzato e dalla corte a Kyoto..

Nonostante la perdita di status, la famiglia aveva un'alta reputazione tra i letterati attraverso il bisnonno e il nonno paterni di Murasaki, entrambi poeti conosciuti. Cinquantasei poesie del bisnonno Fujiwara no Kanesuke furono incluse in tredici delle Ventuno Antologie ImperialiChokusen Sakusha Burui 勅撰作者部類, neli Trentasei Immortali della Poesia e nello Yamato monogatari.. Sia il nonno che il bisnonno erano amici di Ki no Tsurayuki, poeta e scrittore giapponese che divenne famoso per aver diffuso i versi scritti in giapponese. Il padre di Murasaki, Fujiwara no Tametoki, frequentò l'Accademia di Stato (Daigaku-ryō) e divenne un rinomato studioso di classici cinesi e poesia; i suoi versi sono stati antologizzati.. Entrato nel servizio pubblico attorno al 968, gli venne affidata la carica di governatore nel 996, e rimase in servizio fino al 1018 circa..

La madre di Murasaki discendeva dallo stesso ramo del clan Fujiwara del marito. La coppia ebbe tre figli: un maschio e due femmine.

Nel Periodo Heian i nomi delle donne non venivano registrati, per questo non siamo certi del vero nome di Murasaki. Le donne sceglievano (o venivano attribuiti loro) dei soprannomi associati ad un parente maschio: "Shikibu" si riferisce a ''shikibu-shō'', il Ministero delle Cerimonie, presso cui il padre era un funzionario. "Murasaki" invece potrebbe derivare dal colore associato al glicine, sebbene sia più probabile si tratti di un soprannome datole a corte e derivato da uno dei personaggi principali della sua opera letteraria, il Genji monogatari. Michinaga menziona alcune delle dame di compagnia di corte in un diario del 1007 e tra queste spicca Fujiwara Takako (Kyōshi). Potrebbe trattarsi del vero nome della scrittrice.Nel passaggio del diario citato, vengono nominate integralmente sette donne, con i nomi reali di quattro donne conosciute. Delle rimanenti tre, una aveva rango sociale più elevato e quindi doveva essere più anziana, una non era una Fujiwara, lasciando quindi la possibilità che la terza, Fujiwara Takako, fosse Murasaki. Vedi Tsunoda (1963), 1-27

Nel Giappone del periodo Heian, marito e moglie vivevano in abitazioni separate, e i bambini venivano cresciuti dalle madri, sebbene si seguisse il sistema patrilineare.. L'infanzia di Murasaki fu non convenzionale dal momento che visse con il padre, molto probabilmente a Kyoto, lungo la Teramachi-dori, una delle vie più popolari, assieme al fratello minore Nobunori. La madre morì, forse di parto, quando i bambini erano ancora piuttosto piccoli. Murasaki visse con almeno tre fratellastri e le loro madri; era molto affezionata ad una sorella, morta attorno ai vent'anni...

Murasaki nacque in un periodo in cui il Giappone stava diventando sempre più isolato: il governo aveva promosso alcune missioni di studio in Cina, ma al rientro di queste, cominciò ad emergere una più forte cultura nazionalista, che cominciava a rigettare il cinese come unica lingua letteraria. Si sentiva il bisogno di utilizzare la lingua autoctona per esprimere al meglio la sensibilità poetica. Tra i secoli IX e X, il giapponese divenne gradualmente una lingua a sé rispetto al cinese, grazie allo sviluppo del kana, un sillabario basato sulle abbreviazioni di caratteri cinesi. Al tempo in cui visse Murasaki, gli uomini continuavano a scrivere in cinese, linguaggio del governo, ma il kana divenne il linguaggio scritto delle nobildonne, gettando le fondamenta per forme uniche di letteratura giapponese.

Il cinese venne insegnato ai fratelli di Murasaki in preparazione alle future carriere nel governo e, durante l'infanzia trascorsa nell'abitazione del padre, imparò anche lei a padroneggiare il cinese classico. Nel suo diario scrisse, «Quando mio fratello era un ragazzino e studiava i classici cinesi, avevo l'abitudine di stare a sentirlo, e diventai esperta nel capire quei passaggi che egli riteneva troppo difficili da capire e da memorizzare. Nostro padre, un uomo di grande erudizione, se ne rammaricava. "Che sfortuna" diceva "Che peccato che tu non sia nata uomo!"». Con il fratello studiò letteratura cinese, e probabilmente ha ricevuto un'istruzione anche nelle materie più tradizionali, quali la musica, la calligrafia e la poesia giapponese; l'educazione di Murasaki non fu convenzionale. Come spiega Louis Perez nel suo Storia del Giappone «le donne erano ritenute incapaci di reale intelligenza e dunque non venivano educate alla lingua cinese».. Murasaki ben sapeva come gli altri la vedessero «pretenziosa, strana, difficile da approcciare, spinosa, troppo affezionata ai propri talenti, altezzosa, incline a comporre versi, sprezzante, irascibile e sdegnosa». Lo studioso di letteratura asiatica Thomas Inge ritiene che avesse «una personalità forte che raramente le procurava degli amici».

Matrimonio Le donne aristocratiche di epoca Heian vivevano vite isolate e solitarie e avevano il permesso di parlare con gli uomini solo in caso fossero parenti stretti o membri del nucleo familiare. Le poesie autobiografiche di Murasaki mostrano che socializzò molto con le donne ma ebbe contatti limitati con uomini che non fossero suo padre e suo fratello; si scambiava spesso versi con altre donne, ma mai con uomini. Diversamente da molte nobildonne del suo status, non si è sposata appena raggiunta la pubertà; rimase anzi nelle abitazioni del padre fino ai venticinque anni, forse fino ai trenta.

Nel 996 al padre venne affidato un governatorato di quattro anni nella Provincia di Echizen; la ragazza lo seguì, sebbene fosse poco comune per una nobildonna intraprendere un viaggio che la portasse talmente lontano dal luogo di nascita da impiegare più di cinque giorni di marcia.. Probabilmente tornò a Kyoto nel 998 per sposare Fujiwara no Nobutaka (c. 950 - c. 1001), amico del padre e cugino di secondo grado molto più grande di lei. Discendente dal medesimo ramo del clan Fujiwara, era funzionario di corte e burocrate presso il Ministero delle Cerimonie, con la reputazione di vestire in modo stravagante e di essere un ballerino di talento. Nei tardi quarant'anni, quando sposò Murasaki, aveva già numerose abitazioni e un numero non precisato di mogli e figli. Socievole e ben conosciuto a corte, era impegnato in numerose relazioni romantiche che probabilmente continuarono anche dopo il matrimonio con Murasaki. Com'era d'uso, lei sarebbe rimasta nella casa del padre, dove il marito si sarebbe recato a farle visita. Nobutaka ottenne più di un governatorato nella sua vita, e nel periodo in cui sposò Murasaki era probabilmente parecchio benestante. I resoconti riguardo al loro matrimonio sono differenti: Richard Bowring scrive che fu un matrimonio felice, ma lo studioso di letteratura giapponese Haruo Shirane interpreta dalle poesie che forse l'autrice non gli fosse poi così affezionata.

La coppia ebbe una figlia, Kenshi (Kataiko) nel 999. Due anni dopo, Nobutaka morì durante un'epidemia di colera. Da donna sposata, Murasaki aveva diversi servitori per mandare avanti la casa e per prendersi cura della figlia, cosicché poteva disporre di molto tempo libero. Amava leggere e aveva accesso a romanzi (monogatari) come il Taketori monogatari ("Storia di un tagliabambù") e lIse Mononogatari. Secondo gli studiosi, potrebbe aver cominciato a scrivere il Genji monogatari prima della morte del marito. È risaputo che stesse scrivendo durante la vedovanza, forse in uno stato di lutto. Nel suo diario descrive i sentimenti dopo la scomparsa del marito: «Mi sentivo depressa e confusa. Per qualche anno ho vissuto giorno per giorno in stato apatico, facendo poco più che registrare il trascorrere del tempo. Il pensiero della mia solitudine infinita era insopportabile»..