Fulda è una città situata nell'est dell'Assia, in Germania; è capoluogo del circondario omonimo e sede vescovile. Fulda si fregia del titolo di "Città con status speciale" (Sonderstatusstadt).

Geografia fisica La città si trova sul fiume Fulda vicino alle frontiere della Turingia e della Baviera, incuneata fra i monti Rhön ad est ed il Vogelsberg ad ovest.

Comuni confinanti

Fulda confina con i comuni di Petersberg, Künzell ed Eichenzell.

Ulteriori villaggi della regione sono Hünfeld, Dipperz, Hofbieber, Tann in der Rhön, Hilders e Gersfeld verso est come anche verso sud-ovest Schlüchtern, Grebenhain, Bad Salzschlirf, Großenlüder, Lauterbach e Schlitz.

Origini del nome L'origine del nome Fulda non è chiara. Le fonti finora pervenute riportano le seguenti denominazioni: Uulta e Uulthaha in una testimonianza del 750 d.C., Fulda in una del 751, Uuldaha in una del 752, Fulde prima dell'anno 769 e, infine, Fuld, Fult e Fuldt nel XVI secolo.

L'origine più probabile è una cosiddetta idronimia (denominazione di un corso d'acqua) dal sassone antico folda (terra, suolo) e la parola di base -aha, apparentata col termine latino aqua e che appare in molti nomi di fiumi tedeschi.

Poiché nell'indoeuropeo esiste una grande quantità di parole caratterizzate dalla radice *pel-/pol-, è anche possibile che Fulda sia una variante dell'indoeuropeo polota. Anche in Europa orientale sono rintracciabili parentele con il nome "Fulda": in lettone esiste il termine palts, palte (pozzanghera), così come c'è il fiume Pelta o Peltew.

Storia Il territorio di Fulda prima della fondazione della città

Finora sono state ritrovate diverse testimonianze riguardanti la movimentata storia del territorio di Fulda. I primi insediamenti accertati risalgono all'epoca attorno al 5000 a.C.. Nell'area si svilupparono alcune culture; le migrazioni condussero nuovi abitanti nella regione. Sorse una città celtica presso Milseburg. Il regno dei Franchi si sviluppò dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, divenendo il centro di potere dell'Europa centrale. Il re dei Franchi Clodoveo I si assicurò con il suo battesimo l'appoggio di Roma; si affermò dunque un diffuso processo di cristianizzazione. A Bonifacio il papa affidò l'incarico di evangelizzare le tribù germaniche e di sottoporle all'autorità della chiesa cattolica romana.

L'area dove sorge la città, che al tempo era totalmente coperta da foresta, era stata scelta dal vescovo Bonifacio per la fondazione di un monastero. Grazie a Sturmio di Fulda cominciò nel 744 lo sviluppo dell'area. Nell'anno 754 Bonifacio fu sepolto nell 'abbazia benedettina da lui stesso fondata. Per volontà di Carlo Magno il monastero ricevette l'immunità e divenne in questo modo monastero imperiale, una delle culle del cristianesimo in Europa. Verso l'800 studiò a Fulda, allievo di Bangulfo, Rabano Mauro, che ne divenne abate nell'802 fino all'842, quando fu eletto vescovo di Magonza. Rabano Mauro, secondo Etienne Gilson "ebbe un'influenza immensa sulla cultura germanica" e fu nominato praeceptor Germaniae. Il medesimo è ritenuto autore del testo latino "Veni, creator Spiritus". Tra il 791 e l'819 fu costruita la basilica di Ratgar, dedicata all'omonimo abate, che a quell'epoca rappresentava il più grande edificio ecclesiastico a nord delle Alpi. Intanto si insediarono attorno al monastero i primi contadini e i primi artigiani.

Secondo una versione del racconto, come esposto nella pellicola La papessa, sarebbe una delle due città di formazione, della papessa Giovanna, dove ne avrebbe frequentato la scuola abbaziale.

Il feudalesimo

L'abbazia e l'insediamento ricevettero nel 1019 per volontà di Enrico II il diritto di battere moneta, di commerciare e di imporre un dazio; nel 1114 Fulda fu citata per la prima volta come civitas (città). Sotto l'abate Marquard I (1150-1165) la città visse un periodo di fioritura, molti beni trasferiti in precedenza altrove furono restituiti. Per il compimento di quest'opera di restituzione, all'abate fu molto utile l'amicizia con uno dei più conosciuti falsari del Medioevo, il monaco di Fulda Eberardo. L'abate Marquard dovette cacciare i cavalieri depredatori, fece costruire fortezze e rafforzò i confini della città nel 1162 con la costruzione delle mura, costituite da dodici torri e cinque porte cittadine (Heertor, Peterstor, Florentor, Kohlhäusertor e Frauentörlein).

Re Federico II innalzò gli abati del monastero al rango di principi imperiali. Il principe-abate Heinrich von Weilnau fece costruire tra il 1294 e il 1312 un castello nel quale risiedeva al di fuori del monastero. Il castello fu fatto ricostruire nel XVII secolo dal principe-abate Johann Friedrich von Schwalbach e assunse così l'aspetto di un edificio rinascimentale.

La rivolta dei cittadini

Nel 1208 Fulda divenne città e difese i propri diritti contro le mire degli abati, che possedevano già una fortezza oltre al monastero. Quando il principe-abate Enrico VI von Hohenberg fece edificare tra il 1319 e il 1320 una seconda fortezza all'interno della città, gli abitanti del borgo, con l'aiuto del conte Johann von Ziegenhain, si avventarono contro entrambe e distrussero la più nuova, comprese la torre e la cinta muraria. Essendosi l'abate rifugiato dall'imperatore, fu imposto sulla città e sul conte il provvedimento di messa al bando.

Nel 1326 Heinrich von Hohenberg utilizzò il suo rafforzato potere di signore della città per aumentare le tasse da 100 a 800 Pfund heller per un periodo di sette anni. Quando nel 1330 provò ad alzare le tasse per la seconda volta, in città sorse di nuovo una forte opposizione. Quando poi, l'anno seguente, fece incarcerare alcuni ricchi borghesi e richiese per la loro liberazione una cauzione di Pfund Heller, i borghesi si ribellarono contro di lui. Si allearono ancora una volta col conte Johann von Ziegenhain ed assaltarono la fortezza dell'abate, il monastero, i centri di Frauenberg e Petersberg. La città ricevette dunque di nuovo una sanzione imperiale. I ministeriali dell'abate repressero la rivolta. L'arcivescovo Baldovino di Treviri impose un'espiazione per la quale i cittadini avrebbero dovuto ricostruire la torre e la cinta muraria del nuovo borgo; inoltre avrebbero dovuto pagare delle significative indennità. La città di Fulda ricevette così un'assemblea consiliare e un sindaco sotto la supervisione di uno scoltetto.

La guerra dei contadini nel territorio di Fulda

La situazione degli abitanti della città e dei contadini che vivevano nei dintorni era molto misera, a causa degli alti tributi e delle corvée. La nobiltà sfruttava la gente di campagna e costruiva edifici sempre più sontuosi. Così anche i contadini del territorio circostante si sollevarono, assieme agli abitanti della città, contro il potere autoritario della nobiltà e presero parte, nella primavera del 1525, alla guerra dei contadini tedeschi. Durante questa rivolta giocò un ruolo fondamentale Hans von Dipperz, che radunò attorno a sé ben braccianti. Il langravio Filippo I d'Assia venne in aiuto alla nobiltà con un forte contingente e represse la rivolta nella battaglia di Frauenberg.

La caccia alle streghe

Nel 1603, al tempo della caccia alle streghe, fu chiamato a Fulda come sostituto del conte, Balthasar Nuss. Balthasar von Dernbach prese poi il suo incarico nell'esecuzione dei processi alle streghe. Nell'arco di tre anni Balthasar Nuss fece torturare e poi condannare a morte circa 300 presunti streghe e stregoni, acquisendo automaticamente il patrimonio dei condannati. Una vittima particolarmente conosciuta della caccia alle streghe fu la signora Merga Bien, uccisa nel 1603.

Fulda nell'epoca barocca

Il 20 giugno 1640, durante la guerra dei trent'anni, la città subì un forte assedio da parte dell'esercito svedese. Il principe-abate Placidus von Droste risanò durante il suo incarico (1678-1700) le finanze dell'abbazia di Fulda. Il suo successore, il principe-abate Adalbert von Schleifras, poté nominare nell'anno 1700 Johann Dientzenhofer capo architetto e affidargli l'incarico di edificare, al posto della basilica romanica di Ratgar, l'attuale duomo di Fulda e un palazzo cittadino in stile barocco.

Nel 1752 i principi-abati acquisirono lo status di principi-vescovi. Nel 1762, durante la guerra dei sette anni, Fulda fu conquistata dalle truppe di Hannover guidate dal generale Luckner. La strada che collegava Fulda a Francoforte sul Meno fu tra le prime strade dell'Assia ad essere trasformata nel 1764, per volontà del principe-vescovo di Fulda Heinrich von Bibra, in una chaussée; fu ampliata, modernizzata e divenne così più facilmente percorribile.

Sotto il principe-vescovo Adolf von Dalberg Fulda divenne una città universitaria. L'università cattolica di Fulda fu attiva tra il 1734 e il 1805. L'università era costituita da quattro facoltà: teologia, filosofia, medicina e diritto. L'edificio barocco dell'architetto di corte Andreas Gallasini fu eretto tra il 1731 e il 1734. Oggi è la sede della scuola primaria "Adolf von Dalberg".

Il XIX secolo

La secolarizzazione del 1802 privò i principi-vescovi del potere. Il patrimonio di Fulda andò a Friedrich Wilhelm von Oranien-Nassau, finché Napoleone non annesse la provincia di Fulda nel 1806. Nel 1810 divenne parte del Granducato di Francoforte. Con il Congresso di Vienna del 1815 la provincia fu cancellata e, dopo un anno di amministrazione prussiana, fu ceduta all'elettorato d'Assia. Dopo la guerra austro-prussiana del 1866 Fulda e l'elettorato d'Assia divennero parte del regno di Prussia.

Il 2 novembre 1850 Fulda fu occupata dalle truppe prussiane, che la abbandonarono però dopo lo scontro tra i loro avamposti e gli austriaci presso Bronnzell il 9 novembre. La città fu occupata dunque per poco tempo dai bavaresi, per poi ritornare sotto il dominio prussiano nella guerra del 1866.

Nel periodo della "battaglia culturale", Kulturkampf, Fulda fu baluardo dell'ultramontanismo nel secondo Reich tedesco. Nel 1855 la città aveva abitanti, di cui nel 1880 di fede evangelica e 602 ebrei. Fulda era già sede di un vescovato, di un tribunale, di un ufficio tributario ecc.

La repubblica di Weimar e il nazionalsocialismo

Nel 1927 Fulda divenne città extracircondariale. Nel marzo 1933, alle elezioni del Reichstag, la NSDAP, ovvero il partito nazista, non ottenne più di un quarto dei voti; anche nel consiglio cittadino giocava un ruolo secondario. Con la Gleichschaltung, nel 1933 fu distrutta la tipografia di Fulda, della famiglia Arnd (famiglia fortemente cattolica, che si occupava di stampe perlopiù di tipo religioso cattolico, il cattolicesimo era contrastato in quanto non rispecchiava l'ideologia nazista) durante la notte dei cristalli il 9 novembre 1938 furono distrutti il cimitero storico ebraico e la sinagoga nell'allora Judengasse (vicolo degli Ebrei). Il sindaco di Fulda, Karl Ehser, disse più tardi che la direzione della propaganda del Gau, con sede a Kassel, gli chiese di assicurarsi che gli attacchi contro gli Ebrei fossero portati avanti anche a Fulda. Gli fu ordinato di far distruggere la sinagoga. Il 9 novembre fu preparato durante il giorno l'incendio della sinagoga, dopo che gli arredi all'interno erano stati ridotti in macerie. Intorno alle 2, alle 4 e alle 6 fu appiccato il fuoco; la sinagoga, costruita ottant'anni prima, svanì tra le fiamme. Lo storico Walter Mühlhausen disse: "L'iniziativa di violenza in Assia partì nella stragrande maggioranza dei casi dalle organizzazioni locali naziste; ciononostante la popolazione, a prescindere dal fatto che possedesse la tessera di partito marrone, partecipò attivamente alla notte dei cristalli". Nel 1940 fu distrutto il cimitero ebraico, le tombe furono rimosse e trasferite in altri tre edifici. Nel 1941 seguì la deportazione di 243 ebrei di Fulda. Nel 1940 furono cacciati i francescani dal monastero di Frauenberg.