La diagnostica olfattiva è una metodica diagnostica che si prefigge di utilizzare il senso dell'olfatto nella diagnosi di particolari malattie.
Negli ultimi anni del XX secolo sono state sviluppate alcune tecniche diagnostiche basate sull'impiego di nasi elettronici e sull'utilizzo di cani opportunamente addestrati al riconoscimento olfattivo di campioni biologici nell'ambito dello screening oncologico (definito in inglese canine cancer detection).
È sorto un certo interesse da parte della comunità scientifica circa l'impiego di cani Labrador opportunamente addestrati a riconoscere gli odori caratteristicamente prodotti nelle fasi iniziali e/o conclamate di diverse patologie umane tra queste: il tumore del colon, ma non solamente. In questa ricerca i cani hanno mostrato una sensibilità dello 0,97 ed una specificità dello 0,99 nella rilevazione di odori dalle feci e da campioni di respiro.
Storia L'interesse per questa particolare, e per certi versi curiosa, metodica di indagine clinica ha avuto inizio nel 1989 quando due clinici inglesi: Williams e Pembroke pubblicano sul Lancet un articolo che mostrava testimonianze di soggetti che avevano avuto segnalazioni di rilevamento di "anormalità" da parte di cani sul proprio corpo. In particolare quello di una donna che aveva segnalato al proprio dermatologo l' "interesse" del proprio cane per un neo che si rivelò poi essere un melanoma.
Successivamente nel 2004 Willis e coll. del Dipartimento di Dermatologia dell'Ospedale di Amersham nel Buckinghamshire Gran Bretagna, descrissero la capacità di cani, addestrati opportunamente, di discriminare con grande precisione le urine di soggetti con tumore della vescica e della prostata rispetto alle urine di soggetti sani usate come controllo.
Lo stesso anno Pickel e coll. confermano la capacità dei cani di riconoscere e discriminare efficacemente i tumori della pelle (melanomi).Pickel D, Manucy GP, Walker DB, Hall SB, Walker JC. Evidence for canine olfactory detection of melanoma. Applied Animal Behaviour Science 2004;89: 107-16. op. cit. da:
Sempre nel 2004 il prof. James S Welsh, suggerisce che:
In una ricerca condotta dalla: Pine Street Foundation, San Anselmo, California si è sostenuto che i cani hanno nei pazienti con carcinoma del polmone rispetto ai controlli, una sensibilità complessiva di rilevazione dell'alito del 0,99 (95% intervallo di confidenza [CI], 0.99, 1.00) e con una specificità del 0,99 (95% CI, 0.96, 1.00) rispetto alla biopsia del tessuto. Tra i pazienti con cancro al seno la sensibilità era del 0,88 (95% CI, 0.75, 1.00) e la specificità dello 0,98 (95% CI, 0,90, 0,99) rispetto ai controlli. La sensibilità e la specificità erano molto simili in tutte le 4 fasi di entrambe le malattie. Va rilevato però che lo studio è preliminare e la casistica è modesta per poter trarre conclusioni definitive.
Successivamente, nel 2011, in uno studio condotto sul tumore del polmone si conferma una sensibilità del 71% ed una specificità del 93% indipendentemente dal fumo o dal consumo di alimenti particolari.
Razionali scientifici Il rilevamento olfattivo con cani è un approccio di screening al cancro che si basa sulle spiccate capacità olfattive dei cani nel rilevare concentrazioni molto basse degli alcani e composti aromatici solitamente prodotti dalla crescita dei tessuti tumorali.
Note
Bibliografia Testi
Riviste
Voci correlate Diagnostica medica Diagnostica radiologica Medicina di laboratorio
Categoria:Diagnostica medica