Biografia Compie i suoi studi artistici all'Accademia di Brera a Milano. Alla fine degli anni quaranta partecipa, anche se da indipendente, alle esposizioni dell'Eaismo, movimento di avanguardia livornese che enfatizza il potere distruttivo dell'energia atomica: è collegabile a questa corrente soprattutto nella deformazione della figura umana.

Negli anni cinquanta porta avanti una pittura improntata ad una forte carica espressionistica con raffigurazioni monocrome e talvolta cupe di personaggi in crisi con sé stessi e con la società. Contemporaneamente sviluppa una ricerca cromatica che risente degli influssi dei primitivi toscani del Trecento. Ad essere rappresentati sono Cristi in croce, apostoli, discepoli o semplici osservatori di vicende altrui.

Nel 1967 viene invitato a partecipare all'ottava edizione del premio Modigliani, insieme a Pier Paolo Calzolari, Pino Pascali e tredici altri artisti contemporanei italiani.AA.VV, Dal realismo alla pop art. Il premio Modigliani città di Livorno (1955-1967), Pacini editore, 2005. Interessandosi di arte religiosa, Giancarlo Cocchia dipinge anche il ciclo su lApocalisse.

Nel 1970 l'Università di Camerino lo invita a decorare un padiglione del suo ateneo, per un totale di 12 m².Paolo Semama, Camerino e la sua università nei dipinti di G. Cocchia, Savini e Mercuri, 1971. Realizza tele come La campagna, La città, Il lavoro, Lo studio, Lo spirito.

Negli anni seguenti esegue decorazioni nel convento di San Marco a Firenze, nel coro dell'Antoniano di Bologna e nella chiesa di Collinaia a Livorno.La chiesa di Collinaia e la pittura di Giancarlo Cocchia, casa editrice "Il Gabbiano", Livorno 1987. Parallelamente al suo lavoro artistico, insegna pittura alla "Libera Accademia Trossi Uberti" di Livorno che fu diretta dal 1966 al 1976 da un altro grande pittore livornese: Voltolino Fontani estensore del manifesto artistico-estetico del già citato Eaismo.

Uno dei suoi allievi è il comico, cabarettista e pittore, Dario Ballantini; Ballantini lo definisce un espressionista e dice di essere stato influenzato dalla sua pittura. Tra le sue mostre, significativa quella a Palazzo Grazioli a Roma (1961). Luciano Castelli ne ha scritto un libro in ricordo nel 1971.

Il 2 settembre 2014 si è aperta presso la Pinacoteca Carlo Servolini di Collesalvetti una mostra retrospettiva sull'opera di Giancarlo Cocchia, curata dalla storica dell'arte Francesca Cagianelli. L'inaugurazione è avvenuta alla presenza di Dario Ballantini.

Dal 16 al 25 agosto 2024 si è tenuta, presso i locali della Fondazione Trossi Uberti di Livorno, la mostra antologica " Giancarlo Cocchia. Un maestro tra espressionismo e arte sacra", curata da Michele Pierleoni.

Note

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