Giraffa () è un genere di mammiferi artiodattili, a cui appartengono le giraffe. Originarie dell'Africa, sono i più alti animali terrestri e i più grandi ruminanti esistenti. Tradizionalmente, il genere comprendeva una singola specie, Giraffa camelopardalis L., con nove sottospecie. Più recentemente, i ricercatori hanno proposto che esistano quattro specie esistenti, distinguibili morfologicamente in base al loro areale e alle macchie del loro mantello. Sono inoltre note sette specie estinte, conosciute grazie a fossili.

Le principali caratteristiche distintive di una giraffa sono il collo e le zampe estremamente allungati, motivo per cui è considerata dagli specialisti un "capolavoro di ingegneria", soprattutto per la capacità di gestire la pressione nei suoi vasi sanguigni; gli ossiconi, simili a corna, presenti sul capo; i grandi occhi neri con lunghe ciglia; e il caratteristico mantello a macchie, che varia tra le sottospecie. Le giraffe appartengono alla famiglia Giraffidae, insieme al loro parente vivente più prossimo, ovvero l'okapi. La distribuzione geografica delle giraffe si estende dal Ciad a nord, al Sudafrica a sud, e dal Niger a ovest fino alla Somalia a est. Le giraffe abitano principalmente savane e aree boschive. La loro dieta si basa su foglie, frutti e fiori di piante legnose, principalmente delle specie di acacia, che sono spesso fuori dalla portata della maggior parte degli altri erbivori.

Nonostante le loro dimensioni, le giraffe non sono prive di predatori: i piccoli possono essere preda di leopardi, iene maculate e licaoni, mentre gli adulti possono cadere vittime di branchi di leoni. Le giraffe vivono in gruppi composti da femmine imparentate tra loro e dalla loro prole, o in branchi di maschi adulti non imparentati. Tuttavia, si tratta di specie gregarie che possono formare grandi branchi misti. I maschi stabiliscono gerarchie sociali attraverso il "collaggio", combattimenti intraspecifici in cui utilizzano il collo e la testa come armi. I maschi dominanti ottengono il diritto di accoppiarsi con le femmine, sulle quali ricade l'intera responsabilità dell'allevamento dei cuccioli.

La giraffa ha affascinato varie culture, antiche e moderne, per il suo aspetto peculiare ed è stata spesso rappresentata in dipinti, libri e cartoni animati. È classificata dall'IUCN come "Vulnerabile" all'estinzione, e la sua presenza è stata eliminata in molte aree del suo areale geografico. Le giraffe si trovano ancora in numerosi parchi nazionali e riserve naturali, ma le stime del 2016 indicano che ci sono circa esemplari allo stato brado. Stime del 2010 segnalano che oltre esemplari vivono o sono allevati in giardini zoologici.

In genere, le giraffe maschio adulte arrivano a 6 metri di altezza e 1200kg di peso.

Etimologia

L'origine del nome «giraffa» viene fatta risalire alla parola araba zarāfa (زرافة), forse a sua volta derivata da una lingua africana. Il termine viene tradotto come «[colei che] cammina velocemente».

Ciriaco d'Ancona, noto viaggiatore medievale e precursore dell'archeologia, fu il primo a utilizzare, al posto del greco kamēlopárdalis (καμηλοπάρδαλις), il termine zoraphas, che poi si trasformò nel moderno "giraffa", traslitterandolo dall'arabo zarāfa (زرافة). La diffusione della forma italiana giraffa risale agli anni '90 del XVI secolo. Durante il suo soggiorno in Egitto, Ciriaco ebbe modo di vedere una giraffa, che riprodusse nei suoi disegni. Questi divennero a lungo l'unica fonte iconografica dell'animale e come furono utilizzati da alcuni artisti: esempi si ritrovano nel Trittico del Giardino delle delizie di Hieronymus Bosch (1480-1490) e nella Predica di san Marco ad Alessandria d'Egitto di Gentile e Giovanni Bellini (1504-1507)* Phyllis Williams Lehmann, Cyriacus of Ancona's Egyptian visit and its reflections in Gentile Bellini and Hieronymus Bosch, J. J. Augustin, 1977. Sito news-art.it, pagina .

Nella lingua inglese medievale, l'animale era noto anche con vari nomi, tra cui jarraf, ziraph e gerfauntz. Il termine probabilmente deriva dal nome somalo dell'animale, geri. La forma attuale giraffe si sviluppò intorno al 1600 a partire dal francese girafe.

Tassonomia Evoluzione La giraffa è uno dei soli due generi viventi della famiglia Giraffidae nell'ordine Artiodactyla. L'altro è l'okapi. Sono ruminanti del clade Pecora, insieme agli Antilocapridae (le antilocapre), i Cervidae (cervi), i Bovidae (bovini, antilopi, capre e pecore) e i Moschidae (cervi muschiati). Uno studio del genoma del 2019 (cladogramma sotto) ha rivelato che i Giraffidae sono il taxon gemello degli Antilocapridae, con una divisione tra le due famiglie stimata ad oltre 20 milioni di anni fa.

La giraffa appartiene al sottordine Ruminantia. Molte specie di Ruminantia risalenti all'Eocene medio sono state scoperte in Asia centrale, nel Sud-est asiatico e in Nord America. Le condizioni ecologiche di quel periodo potrebbero aver facilitato la loro rapida dispersione. Tra le cinque specie viventi della famiglia dei Giraffidi, quattro appartengono al genere Giraffa, mentre l'altra è l'okapi. La famiglia, un tempo molto più numerosa, comprendeva oltre 10 generi fossili descritti. I parenti più stretti dei Giraffidi erano gli estinti Climacoceratidi, che, insieme alla famiglia degli Antilocapridi (di cui l'unica specie attuale è l'antilocapra), appartenevano alla superfamiglia Giraffoidea. Questi animali potrebbero essersi evoluti a partire dai Paleomericidi, un gruppo estinto considerato possibile antenato anche dei cervi.

Alcuni antichi Giraffidi, come il Sivatherium, avevano corpi massicci, mentre altri presentavano forme molto più slanciate. Il più antico antenato conosciuto della linea evolutiva della giraffa è il Canthumeryx, i cui resti, rinvenuti in Libia, risalgono a un periodo compreso tra 25 e 14,3 milioni di anni fa, a seconda delle diverse opinioni degli studiosi. Questo animale era di medie dimensioni, con un aspetto esile e simile a quello di un'antilope. Circa 15 milioni di anni fa, nel subcontinente indiano comparve il Giraffokeryx, un animale che ricordava sia un okapi che una piccola giraffa, ma con un collo più lungo e ossiconi fatti di cartilagine.

Il Palaeotragus, apparso 14 milioni di anni fa e diffuso tra l'Africa orientale e la Mongolia, somigliava all'okapi e potrebbe esserne l'antenato diretto. Aveva un cranio allungato e appiattito e mostrava un marcato dimorfismo sessuale. Il Samotherium sostituì il Paleotragus tra 10 e 9 milioni di anni fa; era più grande, con una testa ancora più allungata, seni cranici ben sviluppati e un profilo più simile a quello delle giraffe moderne. Questi animali vissero sia in Africa che in Eurasia.

Il Bohlinia, comparso nell'Europa sud-orientale tra 9 e 7 milioni di anni fa, discendeva probabilmente dal Samotherium ed è considerato un probabile antenato diretto della giraffa. Questo animale, con collo e zampe lunghi, oltre a ossiconi e denti simili a quelli delle giraffe moderne, raggiunse la Cina e l'India settentrionale in risposta ai cambiamenti climatici.

Circa 7 milioni di anni fa, il genere Giraffa si sviluppò in Africa. I successivi cambiamenti climatici portarono all'estinzione delle giraffe asiatiche, mentre quelle africane sopravvissero e si diversificarono in nuove specie. Giraffa camelopardalis fece la sua comparsa circa 1 milione di anni fa, durante il Pleistocene, in Africa orientale. Alcuni biologi ipotizzano che l'attuale giraffa discenda dalla Giraffa jumae, mentre altri ritengono più probabile un'origine da Giraffa gracilis.

Si ritiene che il principale fattore evolutivo che portò alla comparsa delle giraffe moderne sia stato un cambiamento climatico iniziato 8 milioni di anni fa, che trasformò vaste foreste in savane più aperte. Questo nuovo habitat, combinato con una dieta composta anche da foglie di acacia, potrebbe aver esposto gli antenati delle giraffe a tossine che aumentarono i tassi di mutazione più elevati e di evoluzione.

Il genere Giraffa fu istituito da Morten Thrane Brünnich nel 1772. All'inizio del XIX secolo, Jean-Baptiste Lamarck propose che il lungo collo della giraffa fosse una "caratteristica acquisita", evolutasi attraverso generazioni di giraffe che si sforzavano di raggiungere le foglie degli alberi più alti. Questa teoria è stata successivamente abbandonata in favore della selezione naturale darwiniana: le giraffe con colli più lunghi erano meglio adattate al loro ambiente, riuscivano a sopravvivere e riprodursi, trasmettendo così i loro geni alle generazioni successive.

Specie e sottospecie

A partire dal 2025, l'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) riconosce attualmente quattro specie di giraffa con sette sottospecie.ABCNews.com 4 giraffe species officially recognized in major conservation shift, August 21, 2025

Originariamente, Carlo Linneo classificò le giraffe viventi all'interno di una singola specie nel 1758, dandole il nome binomiale Cervus camelopardalis. Mathurin Jacques Brisson coniò il nome generico Giraffa solo nel 1762. Durante il 1900, furono proposte varie tassonomie con due o tre specie. Uno studio del 2007 sulla genetica delle giraffe utilizzando il DNA mitocondriale suggerì che almeno sei lignaggi potevano essere riconosciuti come specie. Uno studio del 2011 che utilizzava analisi dettagliate della morfologia delle giraffe e l'applicazione del concetto di specie filogenetica, descrisse otto specie. Uno studio del 2016 concluse anche che le giraffe viventi fossero costituite da più specie. I ricercatori suggerirono l'esistenza di quattro specie, che non si scambiavano informazioni genetiche tra loro da uno a due milioni di anni.

Uno studio del 2020 ha dimostrato che, a seconda del metodo scelto, è possibile considerare diverse ipotesi tassonomiche che riconoscono da due a sei specie per il genere Giraffa. Tale studio ha anche rilevato che i metodi di coalescenza multispecie possono portare a una suddivisione tassonomica eccessiva, poiché tali metodi delimitano le strutture geografiche piuttosto che le specie. L'ipotesi delle tre specie, che riconosce G. camelopardalis, G. giraffa e G. tippelskirchi, è ampiamente supportata da analisi filogenetiche e corroborata anche dalla maggior parte delle analisi genetiche di popolazione e di coalescenza multispecie. Uno studio del 2021 sul sequenziamento dell'intero genoma suggerisce l'esistenza di quattro specie distinte e sette sottospecie, il che è stato supportato da uno studio del 2024 sulla morfologia cranica. Uno studio del 2024 ha rilevato una quantità maggiore di flusso genico antico del previsto tra le popolazioni.

Il cladogramma sottostante mostra la relazione filogenetica tra le quattro specie e sette sottospecie sulla base di un'analisi del genoma del 2021. Gli otto lignaggi corrispondono a otto sottospecie tradizionali nell'ipotesi di una sola specie. La giraffa di Rothschild è inclusa in G. camelopardalis camelopardalis.

La seguente tabella confronta le diverse ipotesi per le specie di giraffa. La colonna di descrizione mostra le nove sottospecie tradizionali nell'ipotesi di una sola specie. + Specie e sottospecie di giraffeTassonomia di una specieTassonomia delle tre specieTassonomia delle quattro specie Tassonomia di otto specie Descrizione ImmagineGiraffa (G. camelopardalis)Giraffa settentrionale (G. camelopardalis) Giraffa settentrionale (G. camelopardalis)Giraffa del Kordofan (G. antiquorum)Swainson 1835. Camelopardalis antiquorum. Bagger el Homer,