Una macchina calcolatrice, comunemente chiamata calcolatore,Il termine "calcolatore" è più generico perché può indicare, non solo una macchina, ma anche una persona. Nonostante ciò, per la sua maggiore brevità, viene quasi sempre preferito al termine "macchina calcolatrice". Per approfondire si vedano i paragrafi Il termine "macchina calcolatrice" e Il termine "calcolatore". è una macchina da calcolo in grado di eseguire l'intero processo di calcolo relativo ad uno o più calcoli matematici. Essendo in grado di eseguire l'intero processo di calcolo, i calcolatori sono in assoluto gli strumenti di calcolo più evoluti. I calcolatori più avanzati (i computer) sono in grado di eseguire quantità notevoli di calcoli matematici in completa autonomia, avendo capacità di calcolo superiori a quelle dell'essere umano.

Terminologia Il termine "macchina calcolatrice" Inizialmente il termine "macchina calcolatrice" viene usato per indicare le macchine caratterizzate da un certo grado di complessità (relativamente all'epoca in cui vengono costruite in quanto esiste solo il calcolatore meccanico, il calcolatore elettronico non è ancora nato). In particolare viene usato per indicare le macchine moltiplicatrici (macchine in grado di eseguire la moltiplicazione). Inizialmente le macchine moltiplicatrici eseguono la moltiplicazione eseguendo, in successione, una serie di addizioni (solo successivamente verranno costruite le macchine moltiplicatrici che eseguono la moltiplicazione in modo diretto). Mentre quella che viene chiamata "macchina addizionatrice" è in grado di eseguire solo una singola addizione alla volta (in quanto, prima di ogni addizione, è sempre necessario impostare manualmente, mediante appositi meccanismi, gli addendi). Le macchine addizionatrici più avanzate sono in grado di eseguire anche la sottrazione (i meccanismi usati per realizzare l'addizione non sono molto diversi da quelli usati per realizzare la sottrazione). Mentre le macchine moltiplicatrici più avanzate sono in grado di eseguire anche la divisione (i meccanismi usati per realizzare la moltiplicazione non sono molto diversi da quelli usati per realizzare la divisione). Riassumendo inizialmente si distingue tra macchine addizionatrici (in grado di eseguire l'addizione ed eventualmente anche la sottrazione) e macchine calcolatrici (in grado di eseguire la moltiplicazione ed eventualmente anche la divisione).Manifesto pubblicitario risalente al 1933: pubblicità delle macchine Lagomarsino sul sito web Rechnerlexikon. Si noti come all'epoca le macchine calcolatrici siano considerate una categoria diversa dalle macchine addizionatrici. Nel 1938 viene chiesto ad Adriano Olivetti (all'epoca direttore della Olivetti) di redigere la voce «macchine calcolatrici» dell'Enciclopedia italiana di scienze, lettere ed arti che infatti scrive: «Le macchine calcolatrici si distinguono, come è stato detto, dalle macchine addizionatrici».Voce «macchine calcolatrici», Enciclopedia italiana di scienze, lettere ed arti, prima edizione, anno 1938, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. Ma questa distinzione, già nel 1938, tende a svanire. Nella stessa voce infatti Adriano Olivetti scrive anche (sempre in riferimento alle macchine calcolatrici): «Secondo le più correnti suddivisioni, queste macchine si distinguono in due categorie fondamentali: addizionatrici e calcolatrici propriamente dette». Mette quindi in evidenza che, in realtà, il termine "macchina calcolatrice" viene usato per indicare anche le macchine addizionatrici (sarebbe più appropriato usarlo per indicare solo le macchine moltiplicatrici). Nel corso dei decenni tale consuetudine si consolida e oggi il termine "macchina calcolatrice" viene usato per indicare una macchina in grado di eseguire una qualsiasi operazione matematica, dalla più semplice alla più complessa.Oggi infatti i dizionari definiscono la macchina addizionatrice come un particolare tipo di macchina calcolatrice. Si veda ad esempio la voce «addizionatrice» del Grande dizionario italiano: «macchina calcolatrice che esegue addizioni e sottrazioni» (in realtà, come detto, solo le macchine addizionatrici più avanzate sono in grado di eseguire anche la sottrazione).

Il termine "calcolatrice"

Il termine "calcolatrice" (inteso come sostantivo e riferito ad una macchina) nasce dal termine "macchina calcolatrice" per ellissi. Ovvero come modo più breve per dire "macchina calcolatrice". Si noti infatti che anche Adriano Olivetti, nella seconda citazione che è stata riportata nel paragrafo precedente, usa il termine "calcolatrici" invece del termine "macchine calcolatrici". Inizialmente quindi il termine "calcolatrice" è sinonimo del termine "macchina calcolatrice" e viene usato per indicare anche le macchine più grandi. Un esempio: l'uso che ne viene fatto per denominare la Calcolatrice Elettronica Pisana (che occupa un'intera stanza). Alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso, grazie all'avvento della microelettronica, il costo economico dei circuiti elettronici si riduce drasticamente. Ciò permette l'inizio della diffusione massiva della calcolatrice. La calcolatrice che si diffonde massivamente è la calcolatrice da tavolo (in grado di eseguire solo le quattro operazioni fondamentali dell'aritmetica: addizione, sottrazione, moltiplicazione e divisione). Ma i progressi della microelettronica sono così rapidi che, nella seconda metà degli anni Settanta, inizia anche la diffusione massiva della calcolatrice tascabile (in grado di eseguire solo le quattro operazioni fondamentali dell'aritmetica). È in questi anni che le calcolatrici diventano d'uso comune. E la calcolatrice che tutti possono permettersi è una piccola calcolatrice automatica. Nasce, si consolida e diventa predominante, quindi un'accezione ristretta del termine "calcolatrice": quella di piccola calcolatrice automatica (ossia di piccolo calcolatore automatico). Accezione ancora oggi predominante. Così predominante che, se si usa il termine "calcolatrice" per indicare una macchina calcolatrice che occupa un'intera stanza, molto probabilmente viene percepito in senso spregiativo (in quanto la potenza di calcolo è direttamente proporzionale allo spazio che occupa la macchina calcolatrice).

Il termine "calcolatore" Inizialmente il termine "calcolatore" (inteso come sostantivo) viene usato per indicare una persona che esegue calcoli matematici.Si veda la voce Calcolatore (persona). Negli anni Quaranta del secolo scorso i produttori e i rivenditori delle calcolatrici meccaniche da tavolo, a fine promozionale, iniziano ad usare il termine "calcolatore" per indicare tali macchine. Il messaggio che si vuole trasmettere è ovvio: quello che può fare una persona, lo può fare anche questa macchina. In realtà si tratta di macchine in grado di eseguire solo le operazioni fondamentali dell'aritmetica. E oltretutto sono ancora semiautomatiche (ovvero una parte dei meccanismi, che eseguono il processo di calcolo, sono azionati ancora manualmente). Ma tale consuetudine inizia a diffondersi nel linguaggio comune. Ad esempio Raul Pacco, nel suo La meccanizzazione dei servizi aziendali pubblicato nel 1951, intitola un paragrafo "I calcolatori Olivetti".Raul Pacco, La meccanizzazione dei servizi aziendali, pagina 168, anno 1951, Istituto di Cultura Commerciale. All'interno del paragrafo vengono descritte la Olivetti Summa 15, la Olivetti Summa 14, la Olivetti Multisumma 14 e la Olivetti Divisumma 14. La consuetudine di usare il termine "calcolatore" per indicare una qualsiasi macchina calcolatrice, si diffonde negli anni seguenti e si consolida definitivamente negli anni Sessanta. In tali anni il costo economico del transistor diventa simile a quello della valvola termoionica, inizialmente il componente elettronico di base nei circuiti elettronici dei calcolatori elettronici. Ma il transistor, rispetto alla valvola termoionica, ha due straordinari vantaggi: un'affidabilità nettamente superiore e dimensioni fisiche nettamente inferiori. Il risultato è inevitabile: la valvola termoionica diventa obsoleta nei calcolatori elettronici. Negli anni Sessanta iniziano quindi ad essere disponibili sul mercato minicomputer (basati sul transistor) con capacità di calcolo simili a quelle dei computer che negli anni Cinquanta occupavano intere stanze (essendo basati sulla valvola termoionica). E il loro prezzo è nettamente inferiore rispetto a tali computer: chiunque si possa permettere di stipendiare delle persone per impiegarle in calcoli matematici, può anche permettersi l'acquisto di un minicomputer. Il risultato è di nuovo inevitabile: il calcolatore, inteso come persona che svolge una professione, scompare. Il computer infatti è superiore alla persona, non solo nella velocità di esecuzione dei calcoli matematici, ma anche nell'affidabilità di esecuzione dei calcoli matematici.

Il termine "computer"

Il termine "computer" è un prestito della lingua inglese. Anche il termine "computer" inizialmente indica (nella lingua inglese) una persona che esegue calcoli matematici. Ma in modo più specifico rispetto al termine "calcolatore": il termine "computer" viene usato per indicare una persona che esegue calcoli matematici come professione. Ovviamente queste persone vengono chiamate per eseguire complessi calcoli matematici visto che devono essere ricompensate economicamente. Negli anni Cinquanta del secolo scorso avviene una prima commercializzazione di calcolatori automatici con capacità di calcolo simili a quelle delle persone. È una prima commercializzazione molto limitata in quanto si tratta di calcolatori elettronici (basati sulla valvola termoionica) che occupano intere stanze. Sono quindi macchine economicamente costosissime che se le possono permettere solo le grandi aziende, le università e gli enti statali. Ciò ha una conseguenza sulla terminologia. Si inizia ad usare il termine "computer" anche per indicare i calcolatori automatici in grado di svolgere il medesimo lavoro dei computer umani: eseguire complessi calcoli matematici. Questo è il significato che il termine "computer" ha mantenuto fino ad oggi nella lingua inglese: calcolatore automatico in grado di eseguire complessi calcoli matematici. Ed è lo stesso significato con cui si è iniziato ad usare, e si usa ancora oggi, il termine "computer" nella lingua italiana.

Tipologia Molto vari sono i calcolatori costruiti nel corso dei secoli. Si va da calcolatori molto semplici, e non automatizzati, a calcolatori estremamente complessi e completamente automatizzati. I calcolatori non automatizzati rivestono un ruolo soltanto ausiliario nell'esecuzione dei calcoli matematici: chi li utilizza mantiene un ruolo primario. I calcolatori completamente automatizzati sono invece in grado di sostituire completamente l'uomo nell'esecuzione dei calcoli matematici.

Considerando la tecnologia su cui sono basati, si distinguono due principali tipi di calcolatore: calcolatore meccanico; calcolatore elettronico. Questi due tipi di calcolatori non sono mutuamente esclusivi. Sono stati infatti costruiti anche calcolatori ibridi: in parte meccanici, in parte elettronici. Considerando il livello di automazione, si distinguono i seguenti due tipi di calcolatore: calcolatore manuale; calcolatore automatico. Considerando la modalità di rappresentazione dei numeri all'interno del calcolatore, si distinguono i seguenti due tipi di calcolatore: calcolatore analogico; calcolatore digitale. Considerando le operazioni matematiche che esegue, si distinguono i seguenti tre tipi di calcolatore: calcolatore aritmetico; calcolatore algebrico; calcolatore infinitesimale. Considerando l'ambito di utilizzo, si distinguono i seguenti tipi di calcolatore: macchina contabile; calcolatore astronomico; calcolatore balistico.

Calcolatore meccanico