La guerra tra la Repubblica di Venezia e il Regno d'Ungheria scoppiò nel 1411 due anni dopo che Venezia aveva acquistato i diritti di sovranità sulla Dalmazia, in opposizione ai titoli vantati dall'imperatore Sigismondo.
Il fuoriuscito fiorentino Filippo Scolari, al servizio di Sigismondo ed alla testa di ungheresi e boemi, invase il Friuli, prendendo e saccheggiando Monfalcone, Marano, Portogruaro, Ceneda, Serravalle, Belluno, Feltre, il Trevisano, il Veronese ed il Padovano (dove sperava nell'insurrezione antiveneziana a favore degli spodestati Carraresi, Scaligeri e da Camino).
Lo Scolari, assieme a Sigismondo ed alla testa di cavalieri, entrò a Udine il 28 settembre 1411, dopo che la città aveva chiesto invano protezione al duca d'Austria Ernesto “Il Ferreo” d’Asburgo; Udine fu costretta a pagare un alto prezzo per evitare il saccheggio; il 30 settembre cadde anche Cividale.
Anche i veneziani invasero il Friuli causando stragi e saccheggi: il nobile friulano Tristano Savorgnan, dopo essere stato assediato quattro mesi nel proprio castello di Povoletto, fece atto di sottomissione alla Serenissima e riparò subito a Venezia dove fu nominato provveditore. Proprio Tristano Savorgnan si rese protagonista di un'azione ardita: con 400 cavalieri, numerosi fanti e innalzando false insegne ungheresi ingannò la guarnigione che presidiava le mura cittadine e riuscì ad entrare a Udine, ma venne scoperto e subito cacciato (28 marzo 1412). Carlo I Malatesta, al soldo di Venezia, con cavalieri e fanti saccheggiò anche i territori di Enrico IV conte di Gorizia (maggio-giugno 1412).
Neppure l'Istria fu risparmiata dal conflitto: Venezia occupò Buie, Portole, Rozzo e Colmo, mentre gli ungheresi occuparono il castello di Montona credendolo di Venezia, scoprendo invece che era presidiato da milizie patriarcali. I due contendenti si affrontarono per il controllo dei territori appena occupati; Venezia realizzò 22 miglia di fossi e terrapieni lungo il Livenza, che fu pattugliato da una flottiglia munita d'artiglierie; Filippo Scolari con cavalieri e truppe raccolte nelle guarnigioni (boemi, tedeschi, ungheresi ed alcuni feudatari friulani) attaccò di sorpresa all'alba il campo veneziano a Motta di Livenza (24 agosto 1412).
Carlo Malatesta venne ferito tre volte negli scontri e Taddeo del Verme (anch'egli ferito nello scontro) furono alla fine soccorsi da un contingente di cavalleria condotta da Ruggero "Cane" Ranieri e Crasso da Venosa, i quali riuscirono a respingere gli attaccanti che lasciarono sul campo più di tra caduti e feritiRuggero Ranieri, Ruggero Cane Ranieri, the condottiere and his role in the battle of Motta di Livenza in August 1412, in In memoria di Marilena De Vecchi Ranieri di Sorbello (18/09/1921 – 03/09/2013): testimonianze e interventi sulla sua figura e i suoi studi, Quaderni della Fondazione Ranieri di Sorbello, n. 3, Bologna, Pendragon, 2015, p. 132. Guglielmo da Prata ed altri tre capitani furono fatti prigionieri, e cinque delle sei bandiere furono perse. Passati all'offensiva, i Veneziani posero l'assedio a Udine (15 ottobre 1412), riuscendo a sconfiggere Filippo Scolari, solo per venire cacciati dall'esercito guidato da Sigismondo, divenuto frattanto re di Germania, che fu accolto in città il 13 dicembre 1412. Venezia occupò tuttavia i porti della Dalmazia ed assoldò Pandolfo III Malatesta signore di Fano, Brescia e Bergamo.
Le parti firmarono una tregua di cinque anni a Castelletto del Friuli (17 aprile 1413), anche a causa dell'avanzata ottomana nei Balcani; l'ostilità di Venezia impediva inoltre a Sigismondo di recarsi a Roma ed ottenere l'incoronazione imperiale. Nel 1418 il nuovo patriarca d'Aquileia, Ludovico di Teck, strinse un'alleanza con il Regno di Croazia-Ungheria, il Conte di Gorizia e i Carraresi e attaccò la Repubblica di Venezia. I Veneziani durante la battaglia di Cividale riuscirono a sconfiggere gli assalitori prendendo in ostaggio in conte Enrico V di Gorizia che fu liberato dietro pagamento di riscatto. Nel 1420 il Capitano del Golfo Pietro Loredan salpò con quindici galee verso la Dalmazia e riprese Traù, Cattaro, Curzola, Spalato, Scutari e tutta la Dalmazia che compose lo Stato da Mar fino alla caduta della Repubblica. Ludovico di Teck fuggì in Ungheria e i veneziani occuparono buona parte del Friuli e il Cadore.
Note
Bibliografia Alvaro Gragnoli, Storia di un capitano di ventura, Ruggero Cane Ranieri, e di una grande famiglia di Fratta Perugina, i conti di Civitella Ranieri e Montegualandro, patrizi di Perugia, nobili di Velletri e marchesi di Sorbello, in “Pagine Altotiberine” n. 57/58, anno XX, 2016, Città di Castello, Associazione Storica dell’Alta Valle del Tevere [s.d.], pp. 87–96 Ruggero Ranieri, Ruggero Cane Ranieri, the condottiere and his role in the battle of Motta di Livenza in August 1412, in In memoria di Marilena De Vecchi Ranieri di Sorbello (18/09/1921 – 03/09/2013): testimonianze e interventi sulla sua figura e i suoi studi, Quaderni della Fondazione Ranieri di Sorbello, n. 3, Bologna, Pendragon, 2015, pp. 117–138
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