La società Cartiere Miliani Fabriano è un'azienda italiana operante nel settore dell'industria cartaria. Fu fondata nel 1782 da Pietro Miliani. Nel 2002 è stata acquisita dal Gruppo Fedrigoni S.p.A. che, a sua volta, dal 2017 appartiene al fondo americano Bain Capital. Nel 2022 diventa comproprietario il fondo inglese BC Partners.
Storia
Pietro Miliani e le origini
La Cartiera Pietro Miliani nasce ufficialmente a Fabriano il 15 febbraio 1782, quando Pietro Miliani (1744-1817) prende in gestione l'opificio di proprietà del conte Antonio Vallemani sito in località “Madonna della Quercia”, in osservanza alla convenzione di associazione stipulata tra i due uomini il 13 giugno 1780.Onofrio Angelelli, L'industria della carta e la famiglia Miliani in Fabriano, Stabilimento tipografico Gentile, 1930, pp. 19-20.
Dopo un lungo periodo di crisi che aveva colpito le cartiere locali, le elevate capacità imprenditoriali di Pietro Miliani permettono un rapido miglioramento qualitativo del manufatto fabrianese, soprattutto nei confronti della concorrenza estera. Sin dalle origini si specializza in produzioni particolarmente apprezzate da artisti, incisori, tipografi e uomini di cultura. Nell’Archivio Storico delle Cartiere Miliani è conservata la corrispondenza con illustri clienti, tra i quali Antonio Canova, Giambattista Bodoni, Raffaello Morghen, Francesco Rosaspina, Monaldo Leopardi.Andrea F. Gasparinetti, Pietro Miliani fabbricante di carta, Cartiere Miliani Fabriano, 1963, p. 9.
Nel 1788 iniziano i primi ampliamenti della ditta con la costituzione della Cartiera Sociale in località Ponte del Gualdo, gestita insieme ai fratelli Serafini, proprietari dell’omonima cartiera. Nel 1791 viene affittata la Cartiera Mariotti, attigua alla cartiera Vallemani, mentre quest'ultima è acquistata definitivamente nel 1805. A causa dell'aumento degli ordinativi, Pietro Miliani è costretto a ricorrere alle risorse di centri di produzione cartaria vicini, come Pioraco, Nocera Umbra ed Esanatoglia.Ulisse Mannucci, Le cartiere di Fabriano da Pietro Miliani ad oggi, Palio di San Giovanni, 2001, pp. 113.
Pietro Miliani muore il 24 febbraio 1817 e gli succedono i tre figli, Niccolò, Tommaso e Rinaldo, che proseguono l'opera del genitore, mantenendo la ragione sociale della ditta (PMF). Nel 1843 acquistano la Cartiera Sociale - ora Ponte del Gualdo - e nel 1854 la rinomata Cartiera Campioni. La morte dell’ultima erede dei Mariotti permette ai Miliani di rilevare definitivamente questa cartiera.Ulisse Mannucci, Le cartiere di Fabriano da Pietro Miliani ad oggi, Palio di San Giovanni, 2001, pp. 115. Unendo gli edifici delle vecchie fabbriche Vallemani e Mariotti si dà vita a quella che diventerà la Cartiera centrale della Miliani.
Giuseppe e Giovanni Battista Miliani
Nel 1862 muore Rinaldo Miliani e gli succede nella direzione della società il figlio Giuseppe Miliani (1816-1890), che sin da giovane si era dedicato con passione all’apprendimento dell’arte cartaria sperimentando nuovi macchinari e ampliando le relazioni commerciali dell'azienda.Giancarlo Castagnari, MILIANI, Giuseppe, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 74, Istituto dell’Enciclopedia italiana, 2010. Potenzia gli stabilimenti, rinnovando gli impianti e aumentando la qualità della produzione. Durante la sua gestione le Cartiere Miliani iniziano la lavorazione delle carte valori o di sicurezza, divenendo fornitore esclusivo dell’Officina Governativa delle Carte Valori di Torino. Nel 1871 ricostruisce in pochi giorni la cartiera centrale, ex Mariotti, dopo un furioso incendio che ne aveva gravemente danneggiato la struttura, mentre nel decennio successivo iniziano i lavori di ampliamento degli edifici originari.
Nel 1872 costituisce la Società di beneficenza per il personale maschile, operaio e impiegatizio, con finalità di assistenza in caso di malattia; ridà lustro e sostiene economicamente la tradizione della Pia Università dei Cartai, erede dell’antica corporazione medievale dell’Arte della carta. Provato dalle violente agitazioni operaie, nel 1884 decide di lasciare al figlio la direzione della società, limitandosi all’amministrazione e ai rapporti con i clienti. Giuseppe Miliani muore il 5 dicembre 1890.
Giovanni Battista Miliani (1856-1937), figlio di Giuseppe, prosegue l’opera iniziata dal padre, completando la trasformazione da cartiera artigianale a industriale. Potenzia il reparto per la fabbricazione di carte pregiate, predispone un laboratorio chimico tecnologico e un gabinetto di incisori per la realizzazione di carte filigranate con la tecnica in chiaroscuro. Perfeziona un tipo di carta detta “a doppio effetto” per le carte valori che viene richiesta in Paesi di tutto il mondo.Giancarlo Castagnari, MILIANI, Giambattista, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 74, Istituto dell’Enciclopedia italiana, 2010. Introduce per primo in azienda l’utilizzo dei campionari e il listino prezzi.
Nel 1902 avviene il passaggio da azienda a conduzione familiare a industria a capitale sociale: viene costituita una «Società in accomandita con un capitale di lire formata da 14 soci accomandanti e da un socio accomandatario, che corrisponde al nome di Giambattista Miliani».Giancarlo Castagnari, Giambattista Miliani industriale della carta, in L'uomo il foglio il segno. Studi di storia della carta, Pia Università dei Cartai di Fabriano, 2001, p. 245. L'anno successivo acquista la concorrente fabrianese più prestigiosa, la Cartiera Fornari, sita in località Ponte del Gualdo, a cui si aggiungono la Cartiera Serafini e la Cartiera Braccini. Nel 1906 si ha una nuova trasformazione dell’azienda in Società anonima con l’appoggio della Banca Commerciale Italiana.Ulisse Mannucci, Le cartiere di Fabriano da Pietro Miliani ad oggi, Palio di San Giovanni, 2001, pp. 117.
Nel 1914 le Cartiere Miliani contano 1192 dipendenti: la massima espansione raggiunta precedentemente alla prima guerra mondiale. Inoltre, agli inizi degli anni ’10, la società si garantisce l’autonomia energetica con l’inaugurazione della centrale elettrica di San Vittore delle Chiuse. Nello stesso periodo vengono acquisite le antiche Cartiere di Pioraco, dove nel giro di sedici anni sono messe in funzione due macchine continue in piano: P1 (1911) e P2 (1927). La prima macchina continua in piano inaugurata a Fabriano è del 1922; per essere montata all’interno della fabbrica si rende necessaria una nuova modifica della struttura centrale della Cartiera Miliani. Avviene in questo momento la definitiva demolizione della chiesina della Madonna della Quercia, già presente al tempo della Cartiera Mariotti e rimodernata da Giuseppe Miliani nel 1888. Gran parte delle suppellettili del piccolo edificio di culto vengono trasferite nella Chiesa di Santa Maria Maddalena.Romualdo Sassi, La Pia Università dei Cartai di Fabriano e la sua Chiesa di Santa Maria Maddalena, Pia Università dei Cartai, Fabriano, 2004, p. 58 (Rist. anast ed. 1951).
Circa metà delle maestranze della cartiera sono donne e Miliani si spende sia come politico che come imprenditore per migliorare i loro diritti e le condizioni sociali. Nel 1901 costituisce una sezione per le donne della mutua beneficenza, mentre nel 1913 nasce la scuola del “Buon governo della casa” per le operaie (lezioni, corsi di economia domestica).Giancarlo Castagnari, Società, lavoro, donne nei tempi della città della carta, in Le cartare di Fabriano. Società, donne, lavoro nei tempi della città della carta, a cura di Giancarlo Castagnari, Fondazione Gianfranco Fedrigoni, 2013, pp. 82-85. Vengono attivati servizi di infermeria e ambulatorio, costruito l'asilo nido nel 1936 e dal 1933 organizzate colonie estive per i figli dei dipendenti. Avvia la trasformazione di alcuni edifici di proprietà della Cartiera in case popolari. La struttura della cartiera Campioni viene riconvertita in abitazioni per i dipendenti, mentre la cartiera Ponte del Gualdo diviene sede della colonia elioterapica.
Dopo lunghe trattative, nel 1928 viene ceduto il pacchetto azionario di maggioranza, di proprietà della Banca Commerciale Italiana, alla cartiera inglese Portals. La collaborazione non ottiene i benefici sperati e nel 1931, per liquidare i soci stranieri, si rende necessario l'intervento di un consorzio di enti pubblici che, autorizzato dal governo Mussolini, riacquista le azioni in possesso della Portals e di fatto diventa il nuovo Consiglio di amministrazione della società.
Giovanni Battista Miliani conserva il ruolo di presidente del consiglio di amministrazione della nuova società fino al giorno della morte, il 14 aprile 1937. Con lui si chiude un'era: «Nel 1884, quando prende in mano la direzione, la ”Miliani” ha una succursale a Nocera Umbra e poco meno di 300 operai; nel 1937, quando muore, l’azienda è composta da quattro fabbriche e operai, è diventata una società anonima con 18 milioni di capitale interamente versato».Bruno Bravetti, Giambattista Miliani storia di un uomo, Humana, 1994, p. 36.
Le Cartiere dopo i Miliani
Le Cartiere Miliani attraversano una fase di incertezza e difficoltà durante la seconda guerra mondiale, poiché la produzione procede a ritmo ridotto e con continue interruzioni. Nei mesi di giugno e luglio 1944 gravi danni vengono arrecati agli stabilimenti di Fabriano e Pioraco dalla Wehrmacht in fuga, in parte limitati dalla resistenza dei dirigenti e dalle maestranze operaie che impediscono lo smontaggio e la sottrazione dei macchinari. Lo stabilimento di Castelraimondo, inaugurato nel 1941 per la produzione della cellulosa dalla paglia di grano, è invece completamente raso al suolo dai guastatori tedeschi.Ulisse Mannucci, Le Cartiere Miliani dal secondo dopo guerra all'inizio del terzo millennio, in L'industria della carta nelle Marche e nell’Umbria. Imprenditori lavoro produzione mercati. Secoli XVII-XX, a cura di Giancarlo Castagnari, Pia Università dei Cartai, Fabriano, 2010, pp. 87-104.
Nel 1947 viene modificata la ragione sociale in Cartiere Miliani Fabriano S.p.A. (CMF), mentre il capitale sociale è ancora in mano ad un consorzio di enti pubblici: Banco di Napoli, INA, Cassa Nazionale delle Assicurazioni Sociali, BNL, Poligrafico dello Stato, Assicurazioni Generali di Trieste, Società Antinfortunistica di Milano.Ulisse Mannucci, Le Cartiere Miliani dal secondo dopo guerra all'inizio del terzo millennio, in L’industria della carta nelle Marche e nell’Umbria. Imprenditori lavoro produzione mercati. Secoli XVII-XX, a cura di Giancarlo Castagnari, Pia Università dei Cartai, Fabriano, 2010, p. 94.
Ricostruito integralmente lo stabilimento di Castelraimondo nel 1947, vengono rimessi in efficienza anche quelli di Fabriano e di Pioraco. Nel 1949 viene messa in funzione nello stabilimento di Fabriano Succursale - ex Cartiera Fornari - una nuova macchina in tondo, la S5, installata in un apposito fabbricato. Nello stesso anno a Pioraco si attiva la terza macchina continua in piano, la P3, che resterà in funzione fino al 1975.Ulisse Mannucci, Le cartiere di Fabriano da Pietro Miliani ad oggi, Palio di San Giovanni, 2001, p. 119. Nello stabilimento Centrale di Fabriano viene inaugurata nel 1953 la nuova macchina continua in piano C2.