Il borgo di Nettuno è la parte più vecchia della città tirrenica. Si trova sul lungomare Matteotti, a ridosso del mare.
Storia Anche se nel suo aspetto attuale si presenta come medioevale, il borgo potrebbe anche avere origini più antiche: secondo alcune ricostruzioni, infatti, qui potrebbe essere collocata l'ubicazione di Cenone,Christian Mauri, "Latium arcaico", Aracne editrice, 2022, pag. 164. Vedere anche "A Fragmented History: A Methodological and Artefactual Approach to the Study of Ancient Settlement in the Territories of Satricum and Antium", Gijs Willem Tol Barkhuis, 2012 - 405 pagine. pag. 11-12. V. Cerri, "Nettuno e la sua Collegiata", 1974. Cempanari – Amodei, "Nettuno e il suo santuario", 1964. R. Paoli, "I grandi centri del passato: Anzio", Roma 1966, pag. 15. G. Bovelli Soffredini, "Neptunia", Roma 1923, p. 32. porto fortificato della città, latina prima e poi volsca, di Antium (al tempo comprendente il territorio dalle odierne Anzio e Nettuno). In età romana, nel I secolo, l'imperatore Nerone ordinò la costruzione del porto Neroniano (posto a nord rispetto a quello Innocenziano di Anzio) e, forse, anche del tempio del Dio Nettuno, posto nell'attuale borgo, al tempo una sezione periferica di Antium.
Dopo la caduta dell'Impero romano, Antium andò in rovina in seguito a saccheggi e razzie da parte dei barbari e i suoi abitanti migrarono nell’area nettunese: all'inizio del VI secolo Antium, come tante altre città, fu saccheggiata e distrutta dai Vandali e dagli Ostrogoti, che scorrazzavano per il Lazio e per il litorale romano seminando distruzione e morte. Fu così il quartiere periferico di Nettuno a continuare la storia dell'antica Antium: il porto di Cenone venne abbandonato e tutti i sopravvissuti si spostarono in un piccolo gruppo di abitazioni intorno al tempio del Dio Nettuno, che dopo poco tempo sarebbe stato fortificato, diventando l'attuale borgo medioevale di Nettuno.
Tra il IX e il X secolo, una colonia proveniente dalle isole napoletane, si insediò nell'area delle rovine dell'antico tempio del Dio Nettuno, probabilmente attirata dalla pesca ubertosa del litorale, e vi edificó un castello, detto di Nettuno in onore proprio dell'antico tempio.
Nel IX secolo, Nettuno subì le incursioni e l’invasione da parte dei pirati Saraceni e gli abitanti scapparono nelle foreste verso i monti, ma, nell’XI secolo, le truppe di papa Benedetto VIII decimarono gli invasori saraceni e salvarono donne e bambini, che formarono il nuovo nucleo di Nettuno.
Nello stesso secolo il papa scacciò i Tuscolo, feudatari di Nettuno, e il feudo passò prima nelle mani dei monaci di Grottaferrata, poi ai Frangipane, che costruirono 2 torri di difesa costiera, la Torre di Anzio e la Torre Astura, e infine agli Orsini nel 1427, i quali costruirono una cinta muraria, dotata di 8 torri, intorno al borgo, sulla fortificazione preesistente .
Nel XVI secolo Nettuno non era altro che un piccolo centro abitato, circondato di mura e di torri, al cui centro sorgeva la chiesa di San Giovanni: poco più avanti vi era il forte Sangallo, fatto costruire all'inizio del secolo, tra il 1501 e il 1503, da papa Alessandro VI Borgia, per difendere lo Stato Pontificio dagli assalti dei corsari barbareschi.
Nel biennio 1625/26 lo Stato Pontificio, dopo averlo acquistato nel 1594 da Marcantonio Colonna III per 400.000 scudi, restaurò il borgo e ricostruì il baluardo di San Rocco.
Agli inizi del XX secolo il borgo restava il cuore della cittadina, ricco sia di palazzi signorili sia di abitazioni semplici, tutto intorno alla Chiesa Collegiata, dedicata ai Santi Giovanni Battista ed Evangelista. Intorno alla Collegiata c'erano l'Oratorio del Carmine, la chiesa del SS. Sacramento e il palazzo baronale già dei Colonna, passato in proprietà dei Borghese nel 1831. Nel borgo vi erano inoltre il palazzo dei Segneri e il maestoso palazzo Doria-Pamphilj con gli affreschi di Pier Francesco Mola, visibili nelle sale della scuola attigua al palazzo stesso.
Ingressi Gli accessi alla città fortificata si trovano lungo il lungomare Matteotti, su Piazza Mazzini, in via della Resistenza Nettunese, e sul porto turistico. Sul lungomare si accede attraverso due porte ad arco a tutto sesto che portano in via del Baluardo e via del Quartiere. Da piazza Mazzini si entra in via Marcantonio Colonna. Da via della Resistenza Nettunese, attraverso una scala si raggiunge via del Cavone. Dal porto si entra nel borgo attraverso due scale in via Stefano Porcari e in via del Mare.
Urbanistica Per la conformazione tipica medioevale, le strade sono molto strette e di conseguenza pedonali. Le uniche piazze dove si può accedere, seppur limitatamente, sono piazza Guglielmo Marconi, piazza San Giovanni, e piazza Segneri – Soffredini. Vie
Via del Baluardo Via del Quartiere Via dello Steccato Via Andrea Sacchi Via Marcantonio Colonna Via Stefano Porcari Via del Mare Via del Cavone Via Antonio Ongaro.
Si intersecano inoltre molti vicoli che prendono il nome delle vie ad essi perpendicolari come vicolo del Baluardo.
Piazze Piazza Guglielmo Marconi Piazza San Giovanni Piazza Segneri – Soffredini Piazza Andrea Sacchi Piazza Stefano Porcari.
Edifici storici Palazzo Doria Pamphili
Il borgo oggi Il borgo è abitato. Le case si trovano nelle vie e nelle piazze, e soprattutto lungo la cinta muraria e nelle torri. È frequentato dai cittadini per la presenza della Chiesa di San Giovanni e per i numerosi esercizi commerciali. Nelle sere, soprattutto quelle estive, le vie del borgo si riempiono di gente per la massiccia presenza di locali, bar, gelaterie, enoteche, club e ristoranti.
Note
Categoria:Architetture di Nettuno (Italia)