È stato un pilota aerosilurante della Regia Aeronautica durante la Seconda guerra mondiale. Uno dei più decorati tra i piloti aerosiluratori italiani del conflitto, ha terminato la carriera con il grado di generale pilota di squadra aerea.
Biografia
Formazione all'Accademia Aeronautica Setti si formò presso la Regia Accademia Aeronautica di Caserta, allora ospitata nella settecentesca Reggia vanvitelliana, sede dell'Accademia dal 1926 al 1943. Frequentò il corso Rex, denominato in onore del re Vittorio Emanuele III, la cui cerimonia di battesimo fu presenziata dal principe Umberto di Savoia. Nel medesimo corso frequentò anche Adriano Visconti, che sarebbe diventato uno dei più grandi assi dell'aviazione italiana del conflitto: Visconti si era iscritto il 21 ottobre 1936, risultando 87º su 478 candidati che avevano superato prove attitudinali e visite mediche.
La seconda guerra mondiale: pilota aerosiluratore Durante la seconda guerra mondiale Setti fu assegnato ai reparti aerosiluranti della Regia Aeronautica e pilotò il Savoia-Marchetti S.M.79 «Sparviero», trimotore dalla caratteristica gobba dorsale che ospitava una mitragliatrice Breda-SAFAT da 12,7 mm. Progettato da Alessandro Marchetti come aereo di linea veloce, il velivolo fu impiegato dalla Regia Aeronautica nel teatro del Mediterraneo prima come bombardiere e poi, con maggior efficacia, come aerosilurante. Il soprannome «gobbo maledetto» («Damned Hunchback») gli fu attribuito dagli avversari britannici che lo incontrarono in azione.
Nel corso del conflitto Setti fu abbattuto durante una missione di aerosiluramento e cadde in mare insieme al suo equipaggio. L'SM.79, grazie alla sua struttura in legno, tela e metallo, rimase a galla, consentendo ai membri dell'equipaggio di attendere i soccorsi seduti sulle ali. Un pilota britannico della Royal Air Force che aveva partecipato all'attacco era precipitato in acqua e stava nuotando: gli italiani lo invitarono a salire sul proprio aereo e gli fornirono abiti asciutti. Quando un sommergibile della Royal Navy emerse per soccorrere il pilota amico, il comandante lasciò liberi gli italiani in riconoscimento del gesto di cavalleria ricevuto.
Per le azioni compiute durante la guerra Setti fu decorato con cinque medaglie d'argento al valor militare, due medaglie di bronzo al valor militare, una Croce al merito di guerra e una promozione per merito di guerra.
Carriera nel dopoguerra Al termine del conflitto Setti proseguì la carriera nell'Aeronautica Militare della Repubblica Italiana. Terminò il servizio attivo nei primi anni settanta con il grado di generale pilota di brigata. Negli anni novanta fu promosso generale pilota di divisione aerea e successivamente generale pilota di squadra aerea.
Il documentario Il nemico sulle ali Nel 2010 Setti raccontò la propria esperienza bellica nel documentario Il nemico sulle ali, diretto da Claudio Costa e prodotto dalla Ronin Film Production. Nel film — della durata di circa 48 minuti — narra in prima persona le sue missioni e le gesta di colleghi aerosiluratori come Martino Aichner, Giulio Cesare Graziani, Carlo Emanuele Buscaglia e Carlo Faggioni. Il DVD include materiali extra sugli aerei della Regia Aeronautica conservati al Museo storico dell'Aeronautica Militare di Vigna di Valle.
A consigliare Costa di intervistare il generale Setti fu lo sceneggiatore Luciano Vincenzoni, protagonista del documentario dello stesso Costa Il falso bugiardo. Vincenzoni aveva conosciuto Alessandro Setti a Padova appena terminata la guerra.
Onorificenze
Note
Voci correlate Savoia-Marchetti S.M.79 Regia Aeronautica Aerosilurante Adriano Visconti Carlo Emanuele Buscaglia Carlo Faggioni Accademia Aeronautica Museo storico dell'Aeronautica Militare
Categoria:Piloti della Regia Aeronautica Categoria:Generali italiani del XX secolo Categoria:Medaglie d'argento al valor militare